Ufficiale l’ingaggio di Paolino Ambrosino da parte del Nettuno Academy:”A Bologna quattro anni formidabili. Ora facciamo ritornare l’amore di Nettuno per il baseball”

Pubblicato il Nov 27 2017 - 11:30pm by Giovanni Colantuono

Il grande colpo era nell’aria. La notizia già da qualche settimana girava nel mondo del baseball. Oggi tutto è ufficiale. Paolino Ambrosino è di nuovo un giocatore del Città di Nettuno! Dopo quattro splendide stagioni a Bologna l’esterno azzurro, talento assoluto del baseball nettunese, tornerà a vestire la casacca del glorioso Nettuno.

Nelle ultime ore un messaggio dello stesso Paolino all’ambiente bolognese ha anticipato l’ufficialità del ritorno a Nettuno. Un messaggio apprezzato e entrato nei cuori dei tifosi della Fortitudo che hanno salutato con affetto un giocatore che a Bologna ha lasciato un segno indelebile:

“I quattro anni a Bologna sono stati formidabili. Sono entrato in punta di piedi – ha dichiarato oggi Paolino Ambrosino negli uffici del PalaAcademy – poi la città e la squadra hanno fatto subito in modo di farmi sentire come a casa mia. Come ho scritto nel mio messaggio è stata come una favola, che è iniziata ed è finita e che è stata ricca di vittorie. Dal punto di vista tecnico sportivo non è stato semplice, venivo da una scuola diversa, quella nettunese, però l’ambiente e le persone che ho conosciuto a Bologna mi hanno aiutato a maturare, a crescere e diventare il Paolino Ambrosino che sono oggi. Tra campionato e coppe abbiamo giocato ben dieci finali, abbiamo vinto molto insieme e quei ricordi resteranno indelebili come i bellissimi momenti vissuti con i compagni di squadra, con i manager, da Nanni a Frignani ed i coach. Tutti hanno lasciato molto dentro di me”.

Ora il ritorno a casa:

“Nettuno non l’ho mai lasciata, e questo lo sanno tutti – continua Ambrosino – a Bologna mi sono contraddistinto per il mio carattere che comunque ho formato in questa realtà, con i miei mentori con quello che loro mi hanno insegnato giocando nel Nettuno. Loro mi hanno reso così e ne sono felice. Bologna certo mi ha indirizzato, mi ha maturato e ora ritornando voglio continuare a fare grandi cose con il Nettuno. Ho 28 anni, ho ancora tanto da dare e soprattutto ho tempo per vincere e far tornare a vincere il Nettuno che è troppo tempo che non festeggia una vittoria importante. Certo quando mi ritroverò dall’altra parte del dugout sarà un momento particolare, ma non vedo l’ora di ricominciare”.

Ventotto anni. E’ ancora giovane Paolino nonostante già la lunga militanza in IBL. L’età giusta, probabilmente quella della maturazione e quella della consacrazione per un atleta che ha sempre dimostrato grande professionalità e amore per il baseball:

“Bologna mi ha dato tanto, anche a livello umano. Ho trovato l’amore e l’ho portato con me a Nettuno – dice Paolino Ambrosino – mi sento un privilegiato per aver giocato in quella città con giocatori come Claudio Liverziani. Quando avevo 15 anni provai la stessa sensazione quando entrai per la prima volta nel gruppo dei giocatori del Nettuno. Però Liverziani lo paragono ai grandi delle Major league, a personaggi come Derek Jeter. Poi anche Vaglio, Sambucci, Panerati e tutti gli altri, anche Cedeno. Io appena arrivato a Bologna non sapevo giocare a baseball come loro. A Nettuno si inizia da piccoli e poi si cresce con l’indole nettunese che ti fa affrontare  il gioco in un certo modo. A Bologna ho invece capito quello che veramente serve in campo, e come si sta in campo, credetemi si sprecano molte meno energie che pensare a protestare. Questa può sembrare una piccola frecciatina, ma le critiche devono essere costruttive, anch’io ero così ma ora sono cambiato. Questi 4 anni praticamente da professionista sento che mi hanno cambiato”.

Il Città di Nettuno Academy ha puntato sul tuo ritorno per il rilancio. Sei il primo grande colpo di mercato per iniziare di nuovo la scalata verso i vertici del baseball italiano:

“Dire che mi sento emozionato per questo ritorno può sembrare poco. E’ bello quello che il Città di Nettuno Academy ha fatto nei miei confronti – dice Paolino Ambrosino – oggi a 28 anni ho imparato a gestire la pressione ed è gratificante pensare che insieme a me si sta cercando di ricostruire una grande squadra a Nettuno, quì ci sono le carte in regola per farlo e ci sono i giocatori giusti per riuscirci. Con i giusti innesti nel roster si può costruire un Nettuno capace di stare stabilmente nei playoff e puntare alle finali. Dobbiamo ritornare a prendere l’abitudine a vincere e ricostruire così una mentalità vincente. Con questa società, con questa organizzazione ed il lavoro di tutti dal presidente fino al bat boy, ci possiamo riuscire e l’obiettivo deve essere anche quello di far innamorare anche i nettunesi di questa squadra”.

La tua presenza è anche una garanzia per i tifosi. La tua scelta è anche condividere un progetto che il Città di Nettuno Academy ti avrà sicuramente illustrato:

“Io ringrazio quando ricevo attestati di stima in questo modo – risponde Ambrosino – questo significa che tutto il lavoro fatto fino ad oggi è servito a qualcosa. Da Bologna mi sono messo alla finestra ed ho osservato cosa è successo a Nettuno in questi quattro anni. Dall’esterno ho potuto valutare chi aveva le carte in regola per non farmi più disamorare di questo sport come era accaduto quando decisi di andare via. Lasciai Nettuno arrabbiato e deluso. Quello che hanno fatto Piero Fortini e l’Academy nelle persone di Roberto De Franceschi, Leo Mazzanti e Paolo Bernardi, come anche coloro che hanno lavorato nei primi anni in accademia, come ad esempio Giuseppe Mazzanti, ha reso felice un ambiente. Io voglio giocare in un ambiente felice e così facendo faremo tornare la gente di Nettuno ad amare questo sport. Ricordo quando da piccolo stavo sugli spalti dello stadio e vedevo giocare questa squadra quanto amore ci trasmetteva. Negli anni queste cose si sono perse, è giunto il momento di ritornare a quel modo di vivere il baseball in questa città”.

Un bel messaggio per la città di Nettuno che in questi anni non è mai riuscita a cancellare quel brutto momento vissuto tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014:

“Dobbiamo rivedere lo Steno Borghese con 6000 tifosi, questo deve essere il nostro obiettivo – continua Paolino Ambrosino – non 2000 o 4000 limitati dall’inagibilità. Un richiamo all’amministrazione credo che va fatto, sono disposto io, come anche i miei compagni e la dirigenza, a far capire a chi amministra Nettuno quanti sacrifici tutti noi facciamo per questo sport. A breve ci saranno delle decisioni importanti in merito allo stadio Steno Borghese, questo stadio è stato la mia casa sin da quando ero piccolo, come per molti ragazzi di Nettuno. Spero che si mettano una mano sulla coscienza, e mettano a disposizione del baseball quello che consideriamo tutti la nostra casa”.

Parole da leader per Paolino Ambrosino, un ruolo che la maturazione e la crescita in Fortitudo gli fanno calzare a pennello nella difficile realtà nettunese, dove negli ultimi anni proprio l’assenza di un leader carismatico nel gruppo dei giocatori si è fatta sentire. Una piena maturazione che è palpabile nel sentire parlare questo ragazzo che di questo gioco è uno studioso dei minimi particolari, come della ricerca della valida in più per battere a 400 piuttosto che a 300, come nell’essere pronto per mettersi al servizio dei compagni:

“Siamo pronti a scambiarci tanto tra compagni di squadra. Faremo lavoro di squadra. Sulla valida in più ho lavorato molto a Bologna, soprattutto con Marco Nanni, a capire come preparare il turno in battuta. Capire il significato di sapere chi lancia, e soprattutto capire il perchè si è sbagliato sette volte su dieci. In questo Liverziani mi ha insegnato moltissimo, capire dove sbagliavo e perchè. Il baseball è questo, è ripetitività di esperienze e situazioni. Bebe Ruth diceva che una carriera di un giocatore è troppo breve per viverle tutte, quindi si devono osservare anche gli errori degli altri per non commetterli te. Amo parlare di queste cose con i compagni e lo faremo di sicuro”.

Ovviamente il numero 51 te lo sei già assicurato?

“Assolutamente – dice Ambrosino sorridendo – altrimenti non firmavo il contratto”.

E la casacca del Bologna la terrai sempre con te:

“Ne ho una valigia piena. Quattro anni di bellissimi ricordi e quindi mi servirà una camera per metterle tutte in mostra”.

Il guanto sarà sempre lo stesso?

“No quello penso di cambiarlo. Nuova esperienza e nuovo guanto”.

Per finire chi ti senti di ringraziare in questo momento della tua carriera:

“Il primo ringraziamento va sempre a mia madre e mio padre. Con i loro insegnamenti mi sono fatto voler bene da tutti. Poi a Nanni che mi ha fortemente voluto a Bologna, e con lui anche Mura e Luciano Folletti. Mi hanno messo subito esterno centro e terzo in battuta appena arrivato nella Fortitudo, questo per un giocatore è il massimo. Poi i compagni di squadra Claudio Liverziani e tutti gli altri che hanno anche sopportato le mie “sclerate” e vissuto fuori dal campo. Poi la gente di Nettuno che mi ha apprezzato nel momento che sono andato via e che adesso apprezzerà che sono ritornato”.

Bentornato campione, bentornato nella tua Nettuno. Una città che ha tremendamente bisogno di un suo leader per ritornare grande nel baseball che conta

WordPress Author Box
Giovanni Colantuono

Nato a Nettuno. Ha iniziato la carriera giornalistica nel 1991 nell’emittenza televisiva privata come autore e conduttore della rubrica settimanale sul baseball Casabase. Allievo del Piccolo Gruppo di Giornalismo Radio-Televisivo di Michele Plastino, ha poi collaborato con il quotidiano Il Tempo e con varie agenzie di stampa. Radiocronista di Idea Radio ed autore di due film reportage sulla Coppa Campioni di Parigi del ’91 e dell’Europeo del ’91. E’ stato per tre anni addetto stampa del Nettuno e collaboratore dei siti BaseballItalia.it e Baseball.it.. Nel marzo del 2012 è cofondatore di BaseballMania.it di cui è l'editore e il Direttore Editoriale.

Like us on Facebook
Giovanni Colantuono

Follow me on Twitter
Follow @https://twitter.com/g_colantuono on Twitter
Giovanni Colantuono

17 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 28 novembre 2017 at 00:14 -

    In bocca al lupo Paolino,hai vestito le casacche dei due club storici del baseball italiano e quindi hai avuto tantissimo pur essendo ancora giovane e con tanti anni davanti.Ti auguro di vincere ancora ,ovviamente non a scapito della F .Ciao

  2. federico 28 novembre 2017 at 06:55 -

    Buongiorno
    con una ottima notizia

  3. Massimo 28 novembre 2017 at 07:08 -

    Bologna è il passato

    Nettuno è il presente e il futuro

    Bentornato Paolino

    #51

  4. MLB 28 novembre 2017 at 07:08 -

    Welcome aboard Paolino!

  5. massimo 28 novembre 2017 at 07:55 -

    Bentornato Ambro….

  6. Cris 28 novembre 2017 at 08:35 -

    I concetti che esprime questo ragazzo (per età ma Uomo per persona) rilevano in automatico il suo spessore. Che fortuna per Nettuno averlo ritrovato.

  7. Giorgio 28 novembre 2017 at 08:38 -

    Un grandissimo personaggio del nostro baseball, c’è molto da imparare da lui in tema di umiltà e professionalità.
    Bel colpo di Nettuno ora veramente stadio pieno……

  8. Fabrizio 28 novembre 2017 at 11:56 -

    Spero sia il primo di una serie di colpi di mercato, per riportare l’unico vero Nettuno al posto che merita!!!

  9. Sandro 28 novembre 2017 at 13:15 -

    Paolino dei un gran bella persona .sei in riferimento per tutti i ragazzi che amano questo sport. Grazie

  10. Giulio Tramezzani 28 novembre 2017 at 15:06 -

    Sono davvero molto contento per Paolino e per Nettuno. I giocatori di Nettuno per Nettuno sono sempre stati la vera forza. Così come i giocatori di Parma, quelli di Grosseto ecc.
    Sono emiliano e noto che anche a Parma negli ultimi anni sono tornati o stanno tornando giocatori affermatisi sul territorio, come Zileri, De Simoni, Poma, Rivera e Sambucci (senza nulla togliere al Latina che lo ha allevato sportivamente in maniera eccellente).
    E’ bello che si ricominci a creare un’anima all’interno delle squadre. Credo sia una scelta vincente. Le squadre che hanno fatto la storia hanno sempre avuto un’anima legata al territorio.
    E’ brutto invece constatare che squadre come Bologna o Rimini, con una grande tradizione in questo sport, e che hanno dominato in questi ultimi anni, non abbiano un giocatore cresciuto sul territorio. Forse dovremmo farci qualche domanda.
    Ma torniamo alle cose belle. In bocca al lupo Paolino, e complimenti a Leo Mazzanti, a Roberto DeFranceschi, e a tutti quelli che a Nettuno in questi anni hanno lavorato sul campo con i giovani, e grazie ai quali Nettuno tornerà ad essere una città fondamentale per il nostro baseball (sperando non ci si mettano in mezzo persone che con il baseball hanno poco a che vedere).

    • RedSox 29 novembre 2017 at 02:08 -

      Per quanto riguarda Rimini non è vero che non schieri giocatori del posto: Celli, Di Fabio, Giovannini, Di Raffaele, Del Bianco sono riminesi. E pure Ceccaroli. Maestri prima o poi tornerà a casa.

  11. paolo palmieri 28 novembre 2017 at 15:53 -

    Paolino grande persona dentro e fuori dal campo . I miei figli sono grandi tifosi suoi , quando giochiamo in cortile vogliono essere Ambrosino in battuta .Abbiamo ancora la maglietta che ci hai dato . Vogliamo che torni in nazionale a vincere . Auguri Paolo, diventa il leader della squadra e fai divertire i tifosi , anche quelli avversari , con il tuo talento . Usa quello che hai imparato per aumentare la leadership ed il carisma nello spogliatoio ed in campo , per la tua città e per tutto il movimento del baseball in Italia . Che gioco meraviglioso il baseball….

  12. James 28 novembre 2017 at 21:42 -

    Girando su facebook ho letto cose ignobili scritte da nettunesi su questo ritorno del grande Paolino a Nettuno. Certa gente dovrebbe solo vergognarsi per quello che scrive, se questo acquisto l’avesse fatto l’altro Nettuno si sarebbero fatti i salti mortali. Una sola parla VERGOGNATEVI SERVI E LACCHE’

  13. Giulio Tramezzani 29 novembre 2017 at 09:48 -

    Hai ragione RedSox scusami. Probabilmente i nomi che hai fatto non sono però l’anima di questa squadra (parlavo di giocatori) come lo sono stati Ceccaroli, Gambuti, Evangelisti, Crociati lo stesso Chiarini oppure altri riminesi adottati come Cabalisti ecc.ecc. Ho l’impressione che però siano sempre meno.
    Volevo solo far notare che in alcuni luoghi di forte tradizione si sta a mio avviso trascurando un pò il settore giovanile purtroppo.

  14. marco 29 novembre 2017 at 10:39 -

    sull’altro articolo c’è il passaggio di Giordani al Nettuno academy…questo vuol dire IBL per l’academy? e l’angel service?

    • Federico 29 novembre 2017 at 15:10 -

      da quello che si legge in questi giorni ancora non si sa…. speriamo

  15. max 29 novembre 2017 at 11:43 -

    sta nascendo una grande squadra