Nuovo preparatore atletico che sarà Denis Pauletto. L’Assessore allo sport Bonavina:”Plebiscito in sicurezza per l’inizio della stagione”

Pubblicato il Nov 10 2017 - 8:44pm by Flavio Orati

Stagione che si chiude, stagione che si apre. Si è chiusa con due game – il 2° e il 5° – che saranno ricordati tra le pietre miliari delle best of seven degli ultimi tempi, mentre si apre con la tragica scomparsa di due atleti: un noto campione dalla collinetta e un diciassettenne già proiettato verso una carriera planetaria. Con ancora davanti agli occhi le ultime code dei festeggiamenti che si allontanano dalla capitale delle missioni statunitensi nello spazio condite dalle accanite discussioni sulle opportunità di aver scelto quella o questa giocata; quella chiamata clandestina o determinante, gli animi inquieti dei padovani tessono nodo dopo nodo i fili del tappeto da srotolare sul cammino verso la costituzione del proprio Roster per la stagione 2018.

La Società, infatti, quest’anno compie un doppio balzo verso l’acquisizione di un aspetto al passo con i tempi, più snello e razionale che consentirà – sempre dopo un placet maximum – di operare scelte autonome di gestione e di interpretazione delle politiche sportive per i due grandi comparti che in questi anni sono stati alla base di questa associazione dilettantistica: il Padova softball Braves, con alla presidenza Ennio Boracelli  e il suo vice  Sandra Bortolami guideranno la stagione prossima delle ragazze appoggiati da un pool di altri 3 consiglieri, un tesoriere, e la segreteria affidata a Valentina Sist; dall’altra il Padova Red Hawks, guidato da Alessandro Rosa Colombo –impegnato a Tirrenia nel week end per una verifica con la nazionale under 12 – e dal suo team costituito da Sergio Simonato; Andrea Sambugaro; Michela Fornasiero e la Girotto che porterà a volare sulle vette delle montagne più alte i giovani rossi aquilotti che già da qualche anno colorano l’inverno del capoluogo veneto fin dalle prime battute della loro giovane età.

Per la squadra di vertice, invece, sono gà state accese le polveri per garantire al Tommasin di disputare una stagione all’altezza delle 4 appena trascorse: la caccia a 360° aperta dall’osservatorio attivato nel panorama del baseball internazionale da Francesco Aluffi  & co. – hitting coach per la prossima stagione  2018 del Tommasin – sta per portare il suo bottino al Team padovano che lo scorso anno ha pagato l’handicap del campo di casa negato e la scelta di rinnovare un Roster optando per un gruppo formato da giovani e matricole.

No coment. Nulla da dire, in quanto la solida trama storica di base della squadra, guidata da una conferma di prestazioni in ogni senso di Capitan Pacini, ha contribuito a fornire spettacolo e suspense a tutti gli aficionados dagli spalti del Plebiscito lungo tutta la stagione.

Intanto, dalle trame filtra il nome del nuovo preparatore atletico: “Abbiamo confermato l’ingaggio per il ritorno di Denis Pauletto – dice Marco d’Arcais presentandolo– che ci ha assicurato di affiancarci con una stretta politica di assistenza personalizzata verso ogni atleta del gruppo con una sola parentesi di 20 giorni necessari a seguire la nazionale di Sci di San Marino in partenza per le imminenti Olimpiadi invernali.

Ma ciò che tutti si attendono sono proprio le decisioni, slittate alla prossima settimana, sulle scelte dei giocatori da sostenere o da tagliare che faranno da input per la configurazione della squadra per il prossimo anno, che la direzione sportiva del Tommasin sarà chiamata quanto prima ad esprimere.

Per quanto riguarda la parte pubblica, dalla Città del Santo l’assessore allo sport Bonavina ha confermato una serie di interventi prioritari per gli impianti a Padova tra cui quello riferito al baseball e più specificatamente alla conclusione dei lavori per la messa in sicurezza della recinzione esterna al Plebiscito.

“Siamo pronti per andare al bando con la copertura finanziaria già individuata per la prima trance di una serie di lavori urgenti tra i quali proprio quelli relativi al campo del Plebiscito – ci conferma Bonavina – proprio per consentire a tutti gli atleti di poter scendere in campo il primo marzo in tutta sicurezza e con questo problema alle spalle. In più, stiamo concordando una serie di incontri in calendario per condurre una discussione serrata con i dirigenti del Tommasin sull’argomento del nuovo stadio del baseball che ci ha già visto, come amministrazione pubblica, accantonare una voce sostanziosa in bilancio”.

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!