Mercato IBL, San Marino annuncia Thomas De Wolf

Pubblicato il Dic 6 2017 - 9:10am by Redazione Baseballmania

Il secondo arrivo di dicembre in casa T&A è Thomas De Wolf, che in comune con Juan Martin ha la recente esperienza in Germania con i Mannheim Tornados. Primo fuoricampista nel 2017 in Bundesliga con 11 e terzo per punti battuti a casa con 35 (in 28 partite giocate), De Wolf ha fatto registrare una media battuta di 383 e si presenta come un giocatore a tutto tondo. Esterno di ruolo, all’occorrenza può essere utilizzato anche da lanciatore (11.1 inning con Mannheim con 1 punto subito e 14 strike out) e negli scorsi mesi tedeschi è stato spostato nove volte anche in prima base.
Belga nativo di Wilrijk, compirà 28 anni il prossimo 22 dicembre. Negli Stati Uniti è stato impegnato con l’organizzazione dei New York Mets, mentre attualmente gioca con i Woodville Senators nella South Australia Baseball League. De Wolf sarà a disposizione della T&A nel 2018 per la nuova stagione italiana agli ordini del manager Mario Chiarini.

8 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Giorgio 6 dicembre 2017 at 09:53 -

    Massimo campionato tipo legione straniera……..

  2. alby66 6 dicembre 2017 at 10:53 -

    un invasione insopportabile…..ma costano così poco???

  3. Giulio Tramezzani 6 dicembre 2017 at 11:35 -

    Costeranno anche poco, ma costano. E soprattutto così facciamo sparire quel poco che ci resta. Avanti così.
    Poi quando dobbiamo decidere le sorti dei nostri campionati, tutti a lamentarci per i costi.
    E vai con i campionati sempre più corti.

  4. Giulio Tramezzani 6 dicembre 2017 at 11:42 -

    Aggiungiamo anche questo.
    http://www.baseball.it/leggi_articolo.asp?id=25243

    Poi tra un pò cominciamo anche con qualche passaporto “non originale” (come per altro già successo) e siamo a posto.

  5. marco 6 dicembre 2017 at 12:00 -

    non voglio andare contro corrente ne tanto meno difendere questa libertà di acquisti, però rendiamoci conto che siamo forse l’unico sport in italia che ancora si “permetteva” di non applicare le leggi della comunità europea in merito alla libera circolazione di cittadini comunitari. Guardiamo anche gli altri sport (calcio, basket, rugby, non so la pallavolo).
    Purtroppo secondo me è inutile lamentarsi, siamo l’unico sport in cui ancora nel 2017 c’erano vincoli di roster e obbligo di schierare italiani in campo. L’unica soluzione sta nel lavorare tanto con i settori giovanili e crescere giocatori (attenzione non per forza campioni, ma giocatori accettabili per il massimo campionato) in modo da prodursi in casa i giocatori e non dover andare a pescare nelle poche realtà che ancora ne producono (senza contare poi sul fatto che non tutti sono disposti a spostarsi per i più vari motivi). Questo eliminerebbe tutti quei giocatori normali che vengono presi per tappare i buchi che si creano, io penso che se le società avessero più giocatori italiani a disposizione non sceglierebbero questi stranieri, ma per arrivarci c’è tantissimo lavoro da fare

  6. ongina 6 dicembre 2017 at 15:03 -

    Intervengo un’ultima volta sulla materia, devastante, ricordando e ribadendo che in Italia il lavoro sportivo professionistico è disciplinato dalla legge 91 del 1981. Perchè tale legge sia applicabile al lavoro di un determinato sportivo occorre che la sua federazione di appartenenza preveda nel proprio atto costitutivo lo svolgimento di attività di tipo professionisticoe che in Italia sono solo le federazioni calcio, golf, basket e ciclismo ad essere professionistiche.
    A questo punto lo sportivo, per le categorie previste dalla sua federazione calcio, golf, basket e ciclism ( a taluni livelli questi sporto sono ancora dilettantistici) , è considerato sportivo professionista.
    A questi si applica lo status di lavoratori inquadrabili e tutelati dalla legge Bosman sulla libera circolazione del lavoratore sportivo.
    Il baseball in Italia non è sport professionistico e non può esserlo perchè la FIBS non prevede e regola nel proprio atto costitutivo e Statuto la disciplina professionista del baseball.
    Se l’equivoco è che i giocatori extracomunitari , non tesserabili con semplice visto turistico della durata massima di mesi tre,è scritto nelle CAA che per poter essere tesserati FIBS devono avere un “Visto CONI per lavoratore sportivo subordinato” che dura più di tre mesi, allora sarebbe bastato dire al CONI che la FIBS avrebbe applicato la normativa relativa al rilascio ad extracomunitari di “Visti CONI per lavoro dilettantistico”, previsti anch’essi di durata superiore e mesi tre e validi per tutto il periodo della prestazione sportiva e assoggettati a tutte e tutele e garanzie (casa, vitto, biglietto andata e ritorno, indicazione del compenso per il lavoro dilettantistico) richieste dalla normativa di flusso dei cittadini stranieri per i Vsto CONI lavoro sportivo subordinato.
    E , a proposito di compensi erogati nell’esercizio di attività sportive dilettantistiche, essi rientrano fra i cosiddetti “redditi diversi” elencati all’articolo 67 del Tuir, e in particolare alla lettera “m” del comma 1 e sono soggetti a un regime fiscale di favore purché percepiti nell’esercizio di attività sportive dilettantistiche ed erogate dal C.O.N.I., dalle Federazioni Sportive Nazionali, dall’UNIRE, dagli Enti di Promozione Sportiva e da qualsiasi altro organismo che persegua finalità sportive dilettantistiche.
    I compensi, le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa e i premi ricevuti nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica sono considerati esenti da imposta fino all’importo di 7.500 euro e fino a questa cifra non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell’Irpef di chi li ha percepiti.
    Sui successivi 20.658,28 euro viene operata una ritenuta a titolo di imposta del 23% (pari all’aliquota del primo scaglione), maggiorata delle addizionali all’Irpef.
    Sulle somme eccedenti l’importo complessivo di 28.158,28 euro viene operata una ritenuta a titolo d’acconto, sempre del 23%..
    Quindi, anche un dilettante può prendere un buon stipendio e restare dilettante: il fatto di pagare le imposte non lo trasforma in professionista.
    Una scelta inspiegabile questa della FIBS: come ebbi già a scrivere , a mio parere è il “de profundis” per gli italiani nel baseball italiano.
    Buone cose a tutti.

  7. Stefano Manzini 6 dicembre 2017 at 17:07 -

    Sono pienamente d’accordo con quanto scritto da Ongina e da quanto scrive non credo faccia l’usciere in tribunale.
    Credo altresì che per alcuni giocatori ed allenatori, il fatto di pretendere poco o niente li collochi in pole position rispetto ad altri di maggior valore ma più costosi, cosi facendo i primi ammazzano il mercato e di seguito il gioco.
    Vale anche per la nazionale? Probabilmente si, mi hanno detto che vanno ancora con la diaria, 50/100 €, tutti in una volta e subito ah ah ah ah ah ah, ma che cazzo state svolgendo il servizio di leva?

    Stefano Manzini

  8. YES 12 dicembre 2017 at 12:07 -

    Il problema, dal mio punto di vista è solo uno, però non lo si vuole vedere. “L’invasione di giocatori stranieri” come la chiama qualcuno è l’espressione di una volontà delle società. Mi spiego: Marcon & Co. non hanno obbligato nessuno a prendere giocatori italo-qualcosa, sono le società che li stano contattando, contrattando e portando qui. Basta nascondersi dietro al dito. Diciamo l’unica verità. Nessuno vuole perdere, nessuno vuole aspettare e coltivare, più comodo il giocatore pronto. Fine.