Manager Aluffi recupera Sciacca e Sandalo:”L’ambiente è sereno. Lavoriamo per i nostri obiettivi”

Pubblicato il mag 19 2017 - 11:29am by Flavio Orati

Nella più classica tra le interpretazioni del gioco del baseball, manager Aluffi va avanti con il Tommasin “partita dopo partita” nella convinzione che ogni match fa storia a sé.

Confidando nel recupero dall’infermeria di Sciacca – in ottima forma – e di Sandalo, entrambi importanti pedine del suo scacchiere, il manager del Tommasin Padova crede di ottenere nella trasferta in terra bolognese della terza giornata di IBL questa sera e domani, almeno un risultato positivo e comunque il suo collettivo farà mostra di essere finalmente pronto per giocare un buon baseball. Proponendo il roster al completo nel suo classico schieramento la squadra padovana nel primo game, con i lanciatori stranieri dalla collinetta, proporrà il mancino dominicano Yunior Novoa, come partente, reduce dalla sua prima vittoria in IBL ottenuta in terra toscana, mentre rimane sempre pronto il suo rilievo Roberto Canache che finalmente sembra essersi recuperato appieno dal fastidio che lo disturbava nello scorso inverno fino ad una settimana fa in concomitanza, finalmente, dell’arrivo di temperature più miti che ama decisamente di più. Per la partita riservata ai lanciatori di scuola italiana, invece, manager Aluffi farà salire come partente il destro Diego Fabiani che fino ad oggi ha ottenuto delle ottime performances, mentre potrà poi contare sulla sua lunga rotazione al completo.

Altro discorso per l’attacco del Tommasin che risulta finalmente in crescita in termini di efficacia produttiva, e che vede nelle classifiche di squadra posizionarsi oltre i trecento mb, Sciacca, Perdomo e capitan Pacini, seguiti dallo switcher Luca Martone a quota 250. Un dato che risulta gratificante e che ci può consolare dagli altri numeri, riguardano le basi rubate 17 in totale a confronto tra tutte le altre squadre,  ma contrapposti agli strike out che segnano un totale di 91 K (contro 68 ottenuti) con 76 valide (90 concesse) per 232 di media avg per 37 punti ottenuti contro i 50 concessi.

Solo numeri, però,  che come abbiamo sempre affermato nel baseball, specialmente quello italiano, contano relativamente vista il basso numero delle partite giocate settimanalmente ridotte miseramente a due, a confronto con la periodicità di quelle giocate nel campionato americano percentualmente più significative visto il divario abissale di frequenza settimanale che vede impegnate le squadre delle due leghe maggiori, American e National.

Come ama ricordare Aluffi, “…gli errori stanno nel gioco, non sbaglia chi non gioca e chi non prende rischi, ma bisogna raggiungere una migliore concentrazione nei momenti importanti “.

Il tecnico piemontese lascia infatti trasparire una sua tranquillità anche quando afferma rispetto all’appuntamento prossimo del Falchi, che: ”L’ambiente è molto sereno, sappiamo quali sono i nostri obiettivi e per quelli lavoriamo. Preparo i ragazzi, con una validissima mano di tutto lo staff,  per lavorare a questo e solo il campo ci dirà se tutti saremo stati bravi a conseguirlo”.

Come dicevamo, poi, conclude Aluffi: “… con l’arrivo del caldo, e un rodaggio adeguato, oggi il contributo dei maturi giocatori stranieri – e non solo ma anche da tutti i più “vecchi” – sta dando un valido contributo, non esclusivamente sul terreno di gioco nel corso delle partite, ma anche e soprattutto fuori del campo consolidando il percorso di formazione per tutto questo giovane gruppo”.

Ora quindi il diamante dei campioni d’Italia sarà il vero termometro per saggiare la “febbre di vincita” del Tommasin che ci ha abituato, ormai consolidando il motto del grande orso Berra  esteso un po’ a tutti gli sport, non ultimo il game a Rimini di ieri sera, ricordando a tutti noi che “Non è finita finché non è finita”

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!