IBL, Top 10 della settimana: Cibati dopo 15 anni torna da protagonista

Pubblicato il Apr 15 2014 - 2:39pm by Maurizio Roveri

Il monte di lancio e l’organizzata difesa del Tommasin Padova che costringono il decantato lineup della Fortitudo Bologna ad un indecoroso 7 su 54 in due partite (media-battuta 129), e la saldezza di nervi del “nuovo” Nettuno B.C. nel gestire la pressione e le tensioni del primo storico derby della Città del Baseball (vincendo alla distanza entrambe le gare con il Nettuno2) costituiscono gli aspetti tecnicamente più rilevanti del secondo turno della Italian Baseball League. Continuano le emozioni in quest’avvio di stagione, più appassionante di quanto si pensasse. Non c’è nulla di scontato. Cosicchè, nel girone B, fa effetto trovare al comando – davanti al Rimini dalle enormi potenzialità ancora parzialmente inespresse e al Parma – quel Nettuno B.C. che… qualcuno s’era affrettato, non più tardi di tre mesi fa, a dare per defunto. In realtà è stato un inverno gonfio di tormenti e di timori nella città tirrenica, dove il baseball italiano è nato. Soffocata da allarmismi, veleni, confusione e giocatori importanti che partivano per andare a respirare altrove un’altra aria, la situazione del vecchio glorioso Nettuno appariva – ancora a gennaio – drammatica. Quale squadra sarebbe riuscito ad allestire per il campionato? Interrogativo inquietante che rimbalzava di bar in bar, di strada in strada nella Citta del Baseball. E non si sapeva se ci sarebbero state le risorse per partecipare alla Coppa dei Campioni. Nettuno tremava, mentre – per tener viva la speranza – il pensiero correva alla gloria passata, agli anni ruggenti, al ricordo degli “eroi” che hanno fatto grande il baseball in questa città “unica”.

L’amore, quell’amore forte e profondo, intenso e vigoroso, per la mitica casacca del Club più prestigioso del baseball italiano, alfine ha avuto la meglio. Su tutto. Ed è cambiato il vento. Si è ripartiti da zero. Ha voltato pagina, il “vecchio” Nettuno. Liberandosi di ostilità, rancori, ostacoli, tensioni. Si è formato un gruppo, compatto e autenticamente innamorato del Nettuno Baseball Club. E attorno a idee chiare è nato un progetto nuovo: figlio di un recuperato entusiasmo, d’una mentalità più aperta. In semplicità. Umilmente. E mentre Nettuno cominciava la sua “seconda vita”, quasi 600 chilometri più a nord – nella splendida Padova – si affacciava una novità assoluta sulla scena della IBL: l’interessante realtà rappresentata dalla Tommasin Padova Baseball.

 

Il Nettuno capolista nel girone B (3 partite vinte, 1 perduta) e il Padova che viaggia con un sorprendente 2-2 nel girone A (capace di strappare una partita ai campioni d’Italia del San Marino e una partita anche ai campioni d’Europa della Fortitudo Bologna) sono le “squadre del momento”. Non per caso. In comune hanno due timonieri che amano il baseball e che lo sanno far amare. E soprattutto lo sanno insegnare. Khelyn Smith e Claudio Scerrato. Così diversi, così lontani nella loro estrazione baseballistica. Ma così… vicini nel modo di interpretare il baseball e di coinvolgere, proteggere, valorizzare i propri giocatori.

Smith è un californiano che vive da sette anni a Padova. Ha giocato seconda base nella squadra della prestigiosa UCLA, la University of California Los Angeles. Era il 1998 quando Khelyn ha indossato la mitica casacca dei Bruins, e aveva per compagno di squadra Jack Santora che in questi anni è l’interbase del Rimini e della Nazionale Italiana. Una serie di infortuni ha posto fine alla carriera di Smith come giocatore. Fu costretto ad appendere il guantone al chiodo proprio quando si prospettava l’opportunità di firmare per i Colorado Rockies. Ma il baseball era – ed è – la sua vita. Ed ecco allora che decide di fare l’allenatore. Viene a sapere (da un amico che aveva giocato a Padova sul finire degli Anni Ottanta e primi Anni Novanta) che  nella città veneta cercano un manager. Ci prova. Si trasferisce in Italia, si tuffa in quest’avventura. Doveva essere soltanto una verifica, che doveva durare lo spazio di 4-5 mesi. Sono passati sette anni. E Khelyn Smith è ancora lì. Perchè è bravo bravo. E a Padova se lo tengono stretto stretto. Hanno investito su di lui. Arrivò che la squadra faceva la B. L’ha migliorata, anno dopo anno, creando un’organizzazione e la giusta mentalità. Le ha fatto compiere il salto di qualità, l’ha pilotata alla conquista della serie A. L’anno scorso la grande performance: il Padova Baseball domina il campionato di Serie A Federale, vince lo scudetto e poi… anche la Coppa Italia. Khelyn Smith con i suoi 35 anni (saranno 36 a fine anno) è il più giovane manager della IBL. E’ un tecnico che si adatta a quello che trova a disposizione e dunque sceglie il tipo di baseball in relazione alle caratteristiche della squadra che allena e del tipo di campionato. Indubbiamente il gioco che gli piace proporre di più è un baseball fatto di aggressività, di pressione, di dinamismo, di rapidità, di battute di contatto, di basi rubate.

 

Claudio Scerrato è nettunese. Cresciuto a pane e baseball, nel mito di Campioni come Alfredo ed Enzo Lauri, Giampaolo Mirra, Earl Hayes, Pietro Monaco, Giampiero Faraone. Erano gli idoli di Claudio quand’era un bimbetto di 9-10 anni e venerava quel Simmenthal Nettuno di fine Anni Sessanta e sognava… sognava… un giorno di indossare quella casacca. Ebbene, nel 1973 c’è anche lui, giovanissimo, appena sedicenne, in quel Glen Grant che era davvero una squadra speciale (io l’ho vista e vi assicuro che le ho ancora davanti agli occhi quelle memorabili intensissime sfide con l’Amaro Montenegro Bologna: due squadroni che farebbero la loro bella figura anche nel baseball di oggi!). Quel Glen Grant vinse lo scudetto nel 1973, il titolo numero 12 del Nettuno. Scerrato e Alfredo Lauri erano i pitchers titolari, Enzo Lauri il rilievo. In diamante giocavano Giampiero Faraone, Giampaolo Mirra, Greg Casillas, Stefano Bernicchia. Gli esterni Giovanni Cancelli, Pietro Monaco, Giorgio Costantini. Manager Giampiero Faraone. Il Glen Grant arrivò al primo poto con un record di 36 partite vinte e 8 perse (e Scerrato fece registrare la miglior media-pgl del campionato con 1.51). La Montenegro seconda con 35-9 (si consolerà vincendo la Coppa dei Campioni e la Coppa Italia), terza la Bernazzoli Parma con 34-10.

 

Sempre con la amatissima casacca del Nettuno appiccicata addosso, come una seconda pelle, Scerrato ha giocato fino al 1988. Tornando per una partita (2.2 rl) nel 1992. L’anno successivo lascia Nettuno per cominciare a fare le prove generali da tecnico. Va a Caserta, una stagione da giocatore-pitching coach. Ha fatto anche da manager a Roma e una stagione da pitching coach ad Anzio. Soprattutto, Claudio Scerrato è stato per 14 anni fedele e prezioso collaboratore nello staff tecnico del Nettuno come pitching coach, nonchè punto di riferimento di quel settore giovanile che è il fiore all’occhiello della Città del Baseball.

Ho sempre considerato Scerrato “l’uomo degli equilibri”. Capace di gestire l’estro, le  passioni, le improvvisazioni, l’istinto, gli slanci, l’imprevedibilità, le “esplosioni” d’ira e di rabbia di Ruggero Bagialemani. Adesso tocca a lui, l’umile e semplice Scerrato, abituato a stare nell’ombra, sempre rispettosamente al suo posto, a guidare da capoallenatore il “suo” Nettuno. Lo fa trasmettendo serenità, entusiasmo, il piacere di divertirsi giocando a baseball. Buon senso, semplicità, pazienza e tanto rigoroso lavoro sono le sue caratteristiche. Anche in questo c’è qualcosa di diverso, di nuovo nel Nettuno 2014. Squadra costruita alla svelta, per necessità. Un mix di ragazzi e di giocatori esperti. Tutti scelti da Scerrato. Ha voluto gente che conosce, gente di fiducia. Ed ha creato un gruppo dove l’amicizia è la parola-chiave.

 

Anche nel secondo turno di campionato hanno perso un colpo Rimini e San Marino. Una giustificazione per i Pirati, sconfitti in casa dal Parma della eccellente coppia straniera José Sanchez- Jesus Yepez, l’indisponibilità del pitcher partente italiano Roberto Corradini. Sandy Patrone lo ha rimpiazzato più che decorosamente, mentre Tommy Cherubini è andato incontro ad una serataccia nera nera. Sicuramente più sorprendente il KO dei Titano Bombers a Godo, prigionieri dei lanci di Angel Gustavo Calero (1 sola battuta valida concessa in 4 inning di ottimo rilievo). Una partita gestita male da un San Marino svagato che ha lasciato sulle basi 16 corridori e che ha sciupato diverse ghiotte opportunità. Una addirittura clamorosa, quando a basi piene e in una situazione di zero out… non ha raccolto neanche un punticino. Manager Bindi e la dirigenza devono evidentemente avere tuonato poichè la squadra campione d’Italia si è “svegliata” improvviamente e la sera del sabato, nel suo Serravalle Field, ha finalmente fatto esplodere il lineup e ha maramaldeggiato. Non trovando praticamente resistenza da parte del mound italiano dei Godo Knights. Strana, in questa gara, la prestazione di Junior Guerra il pitcher straniero partente: ancora autore di 11 strikeout (come nella sua primissima partita italiana), però stavolta ha passato ben 8 battitori in base su ball. In 5.2 riprese lanciate.

 

LA TOP TEN DELLA SETTIMANA

 

LANCIATORE: RONALD UVIEDO (Tommasin Padova). Nella ragnatela dei lanci di questo pitcher venezuelano esperto, smaliziato, dotato di palla abbastanza veloce e di una interessante varietà di effetti (particolarmente efficace la slider), il lineup della Fortitudo è rimasto soffocato. Bologna è andata incontro ad una brutta figura perdendo l’imbattibilità. Per l’entusiasmo dei 400 spettatori al “Plebiscito” padovano. Altrettanto meritevoli di essere inseriti in questa graduatoria dei migliori sarebbero anche i pitchers di gara1 dello storico derby di Nettuno: José Lorenzo e Rodney Rodriguez (Nettuno BC) che in combinazione hanno confezionato 21 strikeout, e Norberto Gonzalez (Nettuno2) che ha avuto resistenza e orgoglio per tenere il monte 8 inning senza concedere alcun punto.  Citazione anche Joey Williamson (Fortitudo UnipolSai Bologna) che dopo due apparizioni sul monte di lancio è in vetta alla graduatoria degli strikeout (15 K).

 

CATCHER: a pari merito DANILO SANCHEZ (Godo Knights) per quell’homerun che ha mandato in tilt un San Marino poco concentrato e sfasato in gara1, e SIMONE ALBANESE il catcher dei Titani che è stato il più efficace battitore della sua squadra nell’arco delle 2 partite: 5 su 10 nel box, con 2 rbi.  Complimenti anche a Manuel Evangelista (Nettuno BC) che in questo momento è il miglior battitore del campionato: 8 su 16. Brillante inizio di stagione.

 

PRIMA BASE: ANDREA CASTRI’ (Nettuno B.C.). E’ l’arma tattica nelle mani di manager Scerrato. Non parte titolare, entra alla fine per far pesare la sua esperienza negli arrivi in volata. Arriva lui e lascia un segno. Perchè non gli tremano i polsi. Come nell’estenuante braccio di ferro di gara1. Castrì viene mandato in campo al 10° inning come pinch hitter per Scorziello. Occorre una volata di sacrificio e Andrea Castrì – nervi saldi – la esegue perfettamente. Facendo volare a punto Fulvio Caradonna che poco prima – inserito come pinch runner per Cibati che aveva battuto un singolo – era riuscito a rubare la seconda, arrivando in terza sul singolo di Evangelista. Nella seconda sfida (anch’essa equilibratissima) del derby con il Nettuno2, Castrì entra al 7° inning. E c’è anche un suo singolo in quell’ultimo attacco del Nettuno BC che frutta 4 punti, con 6 battute valide fra le quali un doppio. E anche una doppia rubata. Tanta energia e applicazione da parte della squadra di Scerrato, preparatissima per risolvere le partite alla fine della strada.

 

SECONDA BASE: MARCO SANDALO (Padova). Questo ragazzo, che un anno fa giocava in serie B, dimostra di tenere il campo con sicurezza in IBL. Sveglio, attivo, buona tecnica. Lavora decorosamente in difesa (seconda base di un diamante che controlla con una certa disinvoltura i tentativi non troppo convinti d’una Fortitudo sgonfia e incerta) e in attacco colleziona un lodevole 3 su 6, e 1 punto segnato.

 

TERZA BASE: OSMAN MARVAL (Lino’s Parma) per quel doppio da 1 rbi che permette alla squadra di Orlando Munoz di riagguantare il Rimini al quarto inning. I Pirati poi torneranno in vantaggio (4-1) però in coda a gara2 c’è il veleno: Parma prende le misure a Cherubini confezionando un big inning da 4 punti.

 

INTERBASE: LUCA MARTONE (Nettuno2) per il consistente lavoro difensivo prodotto nelle due intensissime partite del derby nettunese. Per il giovane shortstop della banda di Trinci ben 12 eliminazioni (6 potouts e 6 assistenze).

 

ESTERNO SINISTRO: ALESSANDRO PAOLETTI (Nettuno B.C.). Un giocatore poco pubblicizzato e invece utile e affidabile, come indica il 3 su 9 nel box di battuta messo a segno nelle due sfide nettunesi, con 1 rbi.

 

ESTERNO CENTRO: LEO ZILERI (Rimini Baseball). E’ chiaramente in crescita, Leo. Sta prendendo ritmo. E la mazza gira meglio. Come dimostrano i 4 rbi confezionati nello scorso week end. In evidenza soprattutto nella gara del venerdì sera, al Nuovo Europeo di Parma, davanti al suo ex-pubblico (1 su 4 e 3 rbi). Autore di uno dei 3 “solo homer” del Rimini (gli altri sono stati firmati da Salazar e Chiarini).

 

ESTERNO DESTRO: CRISTIAN LEONI (Parma), 3 su 8 nelle due gare con Rimini. Fondamentale nella vittoria dei parmigiani nella Casa dei Pirati: 2 su 4 (con 1 doppio), 1 rbi , 2 basi rubate e 2 punti segnati. Decisivo in quella partita, per il big inning da 4 punti,  Stefano De Simoni con il doppio da 2 rbi.

 

BATTITORE DESIGNATO: GIANLUCA CIBATI (Nettuno B.C.). Rispolverato, cercato e voluto da Claudio Scerrato, il quasi quarantenne Cibati sta ripagando la fiducia. E – tornando a indossare la casacca del Nettuno a distanza di ben quindici anni! – sta prendendosi le prime rivincite nei confronti di chi in passato lo aveva messo ai margini. Uno slugger che era finito, chissà perchè, nel dimenticatoio. Sono i misteri di “Baseball City”. E’ davvero strana la storia di Gianluca. Da giovane era considerato un grande prospetto. Il suo giro di mazza impressionava. Ha avuto anni ruggenti indossando la casacca del Nettuno. Tempestoso slugger, nelle finali-scudetto del 1997 fece registrare un imperioso 500 di average e un devastante 962 di slugging. La sua media-vita propone “numeri” eloquenti dal 1993 al 2002: 326 di media battuta e 488 di media-bombardieri. Eppure… nel Nettuno dopo il 1999 non si trova più posto per un battitore di potenza come Cibati. Ci si concentra sugli stranieri, si va a cercare il nome… esotico o importante che infiammi i tifosi. Dimenticando così di avere in casa un “Big Papi” nettunese. Gianluca Cibati non trova più spazio, viene tenuto ai margini, anche gli impegni di lavoro lo condizionano. E così è costretto ad uscire dall’ambiente del suo Nettuno. Va ad Anzio e dal 2002 il suo nome non compare più sulla scena della massima serie. Quindici anni più tardi… arriva la chiamata che non t’aspetti. Scerrato lo cerca. E lui risponde: “Ci sto”. Il Nettuno, dopo i tormenti e i contrattempi e le paure di un lungo inquietante e polemico inverno, deve fare la squadra. E’ una lotta contro il tempo. Gianluca ama la sua città e il Club dove ha vissuto anni di splendore e di soddisfazioni. E si mette in gioco, anche se va per i… quaranta. Scerrato crede in lui. Si affida alla sua esperienza, alla sua vasta conoscenza del gioco. Ebbene, il “vecchio” Cibati tira fuori dalla cassapanca la mazza, la stringe fra le mani, riprova antiche care e forti sensazioni. Si allena duramente. Sì, al via della stagione si fa trovare pronto. Anzi, prontissimo! Nel derby lascia il segno. E’ lui a vincere gara2 con la valida da 2 rbi nel nono inning. Soprattutto, Cibati ha il merito – assieme a Manuel Evangelista – d’aver battuto valide in tutte quattro le partite di campionato fin qui giocate. Anche a Rimini in gara2 fu lui a mettere al sicuro il risultato. E’ il clutch man che serviva al Nettuno. E Scerrato lo aveva capito.

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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Capitan Birra 14 aprile 2014 at 23:10 -

    Sempre un piacere leggere Roveri, bella rubrica 🙂

  2. Mauro 15 aprile 2014 at 08:38 -

    Complimenti a Maurizio Roveri (mi ha fatto tornare a quel magnifico 1973 …!) ed un grossissimo “IN BOCCA AL LUPO!” al caro amico Claudio Scerrato.
    Mauro Paglioli

  3. Corrado 15 aprile 2014 at 10:01 -

    Concordo…si può essere o meno d’accordo sui nomi, ma è comunque un interessante spunto di riflessione