La proposta della IBL, almeno 25Km tra le squadre partecipanti!

Pubblicato il Set 22 2017 - 9:11pm by Redazione Baseballmania

Abbiamo ricevuto in redazione, e ringraziamo l’Avv. Pierluigi Bissa per il suo intervento per ottenere la comunicazione, la proposta fatta delle società di IBL nell’incontro con i vertici della FIBS. Una proposta che si presta ovviamente a molti commenti e che a nostro parere ha poco di simile a quanto proposto nelle scorse settimane dalla FIBS. Niente merito sportivo ma sono le società di IBL a decidere l’ingresso di nuove squadre e con percentuali ben precise di voto. La proposta che sembra veramente assurda è quella che introduce un criterio di divisione del territorio in base alla quale non dovrebbero esserci squadre che rappresentano città vicine meno di 25 Km dalle squadre già presenti nell’attuale IBL!

Ecco di seguito quanto proposto dalla IBL:

Premesse:
Il massimo campionato di baseball nazionale, formato oggi da 8 squadre, DEVE essere un prodotto appetibile per i portatori di interesse. Chi sono i portatori di interesse? Questi possono essere individuati in prima approssimazione in:

Società sportive (che partecipano o che hanno intenzione di partecipare alla IBL)

FIBS

Atleti e Tecnici

Sponsor

Supporters

Comunità

Società che svolgono attività giovanile 
Inoltre deve essere un campionato che per durata e regole sia economicamente sostenibile, di qualità elevata, competitivo – nel medio periodo – per tutti i partecipanti.

Di seguito illustriamo sinteticamente: gli obiettivi dei portatori di interesse;

Obiettivi

Gli obiettivi, talvolta differenti per ogni singola tipologia di portatore di interessi, possono essere sinteticamente individuati in:
Società sportive (che partecipano o che hanno intenzione di partecipare alla IBL):

Sostenibilità economica;

Programmazione a medio termine;

Norme che diano la possibilità a tutti di essere competitivi;

Incrementare l’interesse intorno al campionato e alle singole società;

Essere più appetibili per eventuali nuovi sponsor tramite progetti di marketing e di visibilità;

Recuperare le piazze storiche che da anni non partecipano al massimo campionato;

Ampliare il numero delle partecipanti con bacini di utenti importanti.

Federazione

Fornire un campionato che prepari gli atleti a primeggiare nelle competizioni internazionali, con particolare attenzione alla qualificazione Olimpica;

Aumentare la diffusione del baseball al fine di incrementare il numero di tesserati (difesa delle quote);

Avere una vetrina spendibile verso i media e gli appassionati;

Creare un campionato di qualità e d’interesse tale da stimolare le ambizioni dei giovani atleti.

Atleti e Tecnici

Esprimersi a livelli tecnici omogenei al fine di evidenziare le capacità e le qualità di ciascuno, ciò anche ai fini retributivi nonché alla potenziale attrattività per le squadre nazionali;

Avere un parametro tecnico con cui confrontarsi.

Sponsor

Raggiungere un livello di diffusione del proprio marchio adeguato agli investimenti effettuati;

Visibilità e interesse da parte di media e del pubblico;

Legare il proprio brand a progetti socio-sportivi che incrementano la percezione positiva del marchio;

Supporters

Gare mediamente attrattive e non troppo lunghe;

Avere a disposizione impianti nei quali siano disponibili i servizi base (sanitari, ristorazione, merchandising, visione del campo di gioco ottimale,…);

Seguire le partite anche fuori casa tramite radio, streaming etc.etc.; Fornire agevolazioni organizzative ed economiche per sostenere la propria squadra in trasferta (specie nelle fasi finali);

Fidelity operation.

Comunità

Creare un senso di appartenenza della squadra al territorio e viceversa;

Società che svolgono attività giovanile Vedere nelle società di IBL un punto di arrivo per i propri atleti di maggior valore tecnico;

Creare sinergie con le società di IBL sotto il profilo tecnico, commerciale, di immagine, etc.

Come contribuire con la formula della IBL al raggiungimento degli obiettivi?

Per poter rispondere alle diverse esigenze occorre che la formula del campionato di IBL sia rispondente ai seguenti principi cardine:

Durata della stagione compresa tra le 20 e le 24 settimane (compresa pausa European Cup) senza interruzioni per manifestazioni internazionali;

Parità di opportunità per ciascuna compagine: un campionato, una “velocità”, uguale per tutti;

Disputa di un adeguato numero di gare settimanali;

Regole condivise per l’utilizzo di giocatori stranieri, comunitari, italiani, ASI e AFI.

Inoltre, al fine di permettere una programmazione nel medio termine alle società, la IBL:

E’ una categoria aperta, chiunque può chiedere di essere ammesso;

Si accede secondo regole che tengano in considerazione il progetto sportivo e gestionale della società;

L’ammissione di nuove compagini deve comunque garantire un numero pari di partecipanti onde evitare pause forzate durante la stagione;

Non si applica la regola della retrocessione;

Meccanismo di ammissione di società al campionato di IBL

Premesso che al momento non vi sono le condizioni per attuare il meccanismo delle promozioni e retrocessioni alla IBL,
Le società che vorranno partecipare al campionato IBL dovranno esporre, attraverso la predisposizione di un documento di pianificazione, il progetto redatto sia in termini economici che delle altre variabili, deve essere finalizzato al raggiungimento degli obiettivi comuni.
Particolare attenzione deve essere prestata al bacino di utenti potenziali, identificato nel rispetto congiunto dei seguenti parametri:

 Ciascuna compagine non potrà avere il proprio impianto di gioco ad una distanza inferiore a 25 Km dagli impianti di gioco utilizzati dalle attuali compagini che partecipano alla IBL;

 Ciascuna compagine dovrà servire un bacino di abitanti residenti di almeno ottantamila unità. .

La partecipazione al campionato IBL di più società che attingono allo stesso bacino, rappresenta un fattore di negatività per la tutela del progetto e dell’interesse comune.
Alla presentazione del progetto, da parte della società aspirante (il cui modello base è predisposto dalle società firmatarie del presente documento), le società che formano la IBL, si riuniscono e votano circa l’ammissione della nuova squadra.

Per l’ammissione al campionato IBL, il progetto della società richiedente, dovrà ottenere il voto favorevole superiore al 66% delle società partecipanti al campionato IBL, ove la richiesta sia effettuata da società che non interferisce con il bacino di utenza di alcuna società di IBL.
Il voto favorevole non necessita di alcuna motivazione mentre il voto contrario deve essere motivato (Modulo votazione contraria) in termini di rilievi alla domanda di partecipazione.
In caso di ottenimento di un favore pari o inferiore al 50% la richiesta è comunque rigettata. In caso di ottenimento di un voto favorevole superiore al 50% ma inferiore al 66%, la società richiedente l’ammissione dovrà fornire chiarimenti ai rilievi posti nei pareri contrari espressi dalle società di IBL; detti chiarimenti, che integrano il documento di pianificazione presentato, saranno nuovamente sottoposti a votazione.
Anche in questa seconda votazione si dovrà rispettare il quorum favorevole del 66% (una maggioranza qualificata).

Per l’ammissione al campionato IBL di un’ulteriore squadra che opera nello stesso bacino di utenti potenziali di una già esistente, il progetto della società richiedente dovrà ottenere un voto favorevole superiore al 66% delle società partecipanti al campionato di IBL e, obbligatoriamente, il voto favorevole della/delle società che opera/operano nel medesimo bacino.

Definizione Atleta ASI e AFI

Definizione di Atleta AFI:

 Atleta di cittadinanza italiana che ha giocato per almeno quattro anni nelle categorie giovanili (ragazzi – U18) Definizione di Atleta ASI:

 Atleta di cittadinanza italiana che ha giocato per almeno sei anni in Italia e non rientra nella categoria degli AFI (Tale Status NON sarà più concesso a partire dal 1 gennaio 2018)

Definizione di Atleta Italiano:

 Atleta di cittadinanza italiana Definizione di Atleta Comunitario:

 Atleta che è cittadino di un paese della comunità europea e che NON necessita di regolare visto di lavoro subordinato sport. Definizione di Atleta Straniero:

 Atleta che non è né cittadino italiano né cittadino comunitario che necessita di regolare visto per lavoro subordinato sport.

Analisi atleti Campionato IBL 2017
Dall’esame della composizione dei roster delle squadre che hanno partecipato al Campionato di IBL 2017 risulta una distribuzione degli atleti secondo la seguente classificazione:
Lanciatori

 28 italiani AFI

 9 ASI (non AFI)

 21 stranieri e comunitari (sostituzioni comprese)

Di posizione

 72 AFI

 3 ASI non AFI

 16 potenziali ASI (non AFI)

 19 stranieri e comunitari (sostituzioni comprese)

Regole di utilizzo degli atleti
Almeno N. 5 AFI nel Line Up (10 posizioni dh e lanciatore compresi)

2018 N. 1 partita riservata ai lanciatori ASI (stessa regola del campionato 2017)

 2019-2020 N. 1 partita riservata ai lanciatori italiani N. 2 partite lanciatori liberi (campionati a tre partite settimanali) N. 1 partita lanciatori liberi (campionati a due partite settimanali)

Apertura finestra per tesseramenti e prestiti N. 5 visti a disposizione (campionati a tre partite settimanali)

 Massimo 3 in campo compreso il lanciatore N. 4 visti a disposizione (nei campionati a due partite settimanali)

 Massimo 3 in campo compreso il lanciatore Prevedere un n° di tagli/sostituzioni per gli stranieri

Formula del campionato
Campionato a 10 squadre come stabilito dalla CAA 2017:

Girone UNICO, andata e ritorno, 2 gare settimanali nelle giornate di venerdì e sabato. Con tale formula TUTTE le squadre disputano 36 partite di regular season in 19 settimane, totale 24 settimane. Al termine della Regular Season le prime quattro classificate si incontrano in semifinale al meglio delle 5 gare, le vincenti disputeranno la finale, sempre al meglio delle 5 gare, per la conquista del titolo. La durata complessiva della stagione è di 24 settimane: 18 di regular season, 1 di pausa European Cup, 2 di Play Off, 2 di Finali ed 1 di Final Four di Coppa Italia.

Campionato a 8 squadre:
Girone UNICO, andata e ritorno, 3 gare settimanali nelle giornate di venerdì e sabato, con facoltà di giocare anche al giovedì o la domenica. Con tale formula TUTTE le squadre disputano 42 partite di regular season in 15 settimane, totale 20 settimane. Al termine della Regular Season le prime quattro classificate si incontrano in semifinale al meglio delle 7 gare, le vincenti disputeranno la finale, sempre al meglio delle 7 gare, per la conquista del titolo. La durata complessiva della stagione è di 20 settimane: 14 di regular season, 1 di pausa European Cup, 2 di Play Off, 2 di Finali ed 1 di Final Four di Coppa Italia.

Coppa Italia:

Formula La vincitrice ACCEDE alla European Cup
Campionato a 10:

 la 9^ e la 10^ classificate nel campionato non si qualificano;

 1^ Fase eliminazione diretta tra 5-8 e 6-7, andata e ritorno al meglio delle 5 gare;

 2^ Fase eliminazione diretta tra le vincenti della 1^ fase e le perdenti dei play off, andata e ritorno al meglio delle 5 gare

 Final Four a eliminazione diretta tra le vincenti della 2^fase e le finaliste del campionato

Campionato a 8:

 1^ Fase eliminazione diretta tra 5-8 e 6-7, andata e ritorno al meglio delle 5 gare

 2^ Fase eliminazione diretta tra le vincenti della 1^ fase e le perdenti dei play off, andata e ritorno al meglio delle 5 gare

 Final Four a eliminazione diretta tra le vincenti della 2^fase e le finaliste del campionato

*** Se la Coppa Italia non darà l’accesso all’ European Cup (ad Es si qualificano all’ European Cup la vincitrice della Regular Season e la squadra Campione d’Italia), potrà essere varata una nuova formula del torneo.

Nuova formula Coppa Italia La vincitrice NON ACCEDE alla European Cup
Disputata prima della regular season

Concentramenti il primo turno

 Final Four il secondo turno

In alternativa evento organizzato tipo European Cup Evento da organizzato a livello promozionale, in località calde e nelle quali ci sono poche occasioni di vedere il massimo campionato Le squadre devono essere ospitate dall’organizzatore Coppa sperimentale per nuove regole

Coppa Italia campionato a 10 (non è attuabile nel 2020 se il campionato è strutturato su girone unico e la Nazionale partecipa alle Olimpiadi):

1° Turno
Le Ultime 2 squadre classificate nel campionato IBL precedente giocano un turno di qualificazione contro le 2 squadre promosse

Venerdì e sabato oppure sabato e domenica

N° 1 concentramento a 4 squadre tra le ultime 2 squadre classificate nel campionato IBL precedente giocano un turno di qualificazione con le 2 squadre ammesse alla IBL così articolato:  Girone all’italiana

 Ogni squadra gioca 3 partite (ipotesi 7 inning)

 Venerdì e sabato oppure sabato e domenica

 Passano le prime 2 al 2° turno con le altre 6 squadre

2° Turno Venerdì e sabato oppure sabato e domenica

N° 2 concentramenti a 4 squadre

 Girone all’italiana

 Ogni squadra gioca 3 partite (ipotesi 7 inning)

 Passano alla Final Four le prime 2
Final Four Venerdì e sabato oppure sabato e domenica  Eliminazione diretta sulle 9 riprese  Ipotesi di doppia eliminazione su 7 inning

Coppa Italia campionato a 8:

1° Turno Venerdì e sabato oppure sabato e domenica

N° 2 concentramenti a 4 squadre

 Girone all’italiana

 Ogni squadra gioca 3 partite (ipotesi 7 inning)

 Passano alla Final Four le prime 2 Final Four Venerdì e sabato oppure sabato e domenica

 Eliminazione diretta sulle 9 riprese  Ipotesi di doppia eliminazione su 7 inning
In alternativa creare un evento tipo European Cup, concentrato in 5 giorni e le squadre sono ospitate dall’organizzatore

Requisiti impianti di gioco
Ogni campo principale deve avere i seguenti requisiti:
Le dimensioni del campo di gioco devono essere ai almeno 98 metri lungo le linee di foul e di 122 metri al centro. L’illuminazione del campo di gioco deve essere di almeno 700 lux (di media) in campo esterno e 1000 lux (di media) in campo interno. Ogni campo dovrà avere una warning-track di almeno 5 metri (consigliati 8 per la zona degli esterni). La recinzione, o muro, di fondo campo deve essere alta almeno 2 metri. La recinzione, o muro, di fondo campo che va da palo di foul a palo di foul deve essere ricoperta interamente con protezioni di sicurezza imbottite approvate dalla FIBS per un’altezza minima di 2 metri; con le medesime protezioni vanno ricoperti interamente tutti i muri o parti in cemento presenti lungo le linee di foul e nel backstop; altresì vanno protetti, sia lungo le linee di foul che nel back stop, tutti i pali (sia di sostegno della recinzione, sia quelli dell’impianto d’illuminazione) fino ad un’altezza minima di 2 metri. I pali di foul devono essere alti almeno 10 metri e di un unico colore (raccomandato il giallo). Ogni stadio deve avere un’area bullpen per ciascuna squadra (o all’esterno del terreno di gioco o lungo la warning track) con una larghezza minima di 5 metri; ognuna di queste aree deve avere almeno due pedane per il riscaldamento in contemporanea di due lanciatori. I pali interni dei bullpen devono essere protetti con gommapiuma. Ogni impianto deve essere dotato di teloni protettivi per il monte di lancio del terreno di gioco, per i monti dei bullpen e per ogni delle basi compresa casa base.
I dugout devono essere sufficientemente grandi da poter ospitare panche per far sedere 25-30 persone (12 metri minimo); davanti ad ogni dugout deve essere presente una struttura protettiva alta al massimo 1 metro (composta da un telaio ricoperto da gommapiuma e una rete a maglia libera). Ogni campo deve essere dotato di uno spogliatoio per la squadra di casa (con stanza massaggi), di uno per la squadra ospite (con stanza massaggi), sufficientemente grandi da ospitare ognuno 30 persone, e di uno per gli arbitri (consigliati due). Tabellone segnapunti che preveda almeno il nome delle squadre, o la possibilità di inserirlo anche con cartelli ad hoc, inning, successione punteggio, totale del punteggio, strike, ball, out, luce per segnalazione errore o valide (sono raccomandati anche totale valide ed errori). Ogni campo deve essere dotato di 1 gabbia di battuta le cui misure seguano gli standard IBAF, 1 schermo per i lanciatori, 1 per il doppio gioco ed 1 per la prima base delle dimensioni richieste dalle norme IBAF. Ogni impianto deve essere dotato di un locale infermeria/sala-antidoping (composta da una sala d’aspetto/segreteria ed un bagno) ad uso esclusivo. In ogni impianto ci deve essere attrezzatura e materiale necessario (terra rossa) per provvedere ad asciugare e sistemare lo stesso in qualsiasi momento. Postazione per almeno 3 classificatori dotata di tavoli, sedie, prese di corrente e collegamento internet ADSL wireless. Tribuna stampa per i giornalisti dotata di tavoli, prese di corrente, sedie, collegamento internet ADSL wireless; la sala stampa deve essere messa a disposizione da un’ora prima della partita fino ad un’ora dal termine della stessa.

**** I requisiti di cui sopra possono essere derogati solo con l’assenso di almeno i 2/3 delle società iscritte al campionato di IBL.

Disposizioni particolari per le società della IBL
Oltre a quanto specificatamente previsto per i campi da gioco della Serie A Federale, è necessario rendere disponibile quanto segue:
Presenza linea ADSL funzionante Possibilità di usufruire delle postazioni di lavoro per gli uffici Stampa e la Stampa locale per almeno un’ora dopo il termine della gara per l’inoltro dei servizi stampa ai media.

Indicazione di un referente che fornisca alla Stampa, ai telecronisti e ai radiocronisti, copia dei line-up e del roster aggiornato 15 minuti prima dell’inizio della gara Individuazione di una zona coperta presso la quale allestire un angolo interviste La inosservanza delle disposizioni di cui sopra dovranno essere segnalate agli organi competenti per le eventuali sanzioni del caso A seguito di eventuale sponsorizzazione tecnica della categoria, le società saranno tenute: All’uso esclusivo del materiale ufficiale A rendere disponibile uno spazio lungo la recinzione linee di foul pari a mt. 3 per lato per ciascun sponsor/partner/fornitore ufficiale IBL Ad indicare un referente per la gestione del punto vendita del merchandising, garantendo inoltre l’apertura a partire da un’ora prima dell’inizio della gara fino all’uscita del pubblico. La inosservanza delle presenti disposizioni comporterà la esclusione della società dalla sponsorizzazione tecnica.

**** Le disposizioni di cui sopra possono essere derogate solo con l’assenso di almeno i 2/3 delle società iscritte al campionato di IBL.

Conclusioni
Le società che hanno predisposto questa proposta si pongono l’obiettivo di mantenere e consolidare nel tempo la qualità e la quantità di formazioni che partecipano al massimo campionato nazionale. Si ritiene che una diversa formulazione che non contemperi: In fase di analisi le esigenze dei diversi portatori di interesse, In fase di sintesi i risultati attesi nel breve e nel medio periodo, sia inaccettabile perché dannosa per l’intero movimento nazionale.

La seguente proposta è una risposta concreta alle istanze avanzate dai portatori di interesse sebbene non sia, da sola, sufficiente al perseguimento degli obiettivi dei singoli soggetti coinvolti.
Fortitudo Bologna

San Marino B.c. 

Rimini B.c.

Parma baseball

Novara B.c.

Padule B.c. 

Padova B.c.

Nettuno baseball city 

66 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Claudio 22 settembre 2017 at 21:26 -

    La frase nasce spontanea. La corrazzata potionkim è una cagata pazzesca!

  2. Chiti 22 settembre 2017 at 21:41 -

    Ma che si sono fumati questi. Se vogliono definitivamente uccidere il baseball hanno trovato il modo di farlo. Adesso si capisce il perché delle deliranti dichiarazioni alla Gazzetta dello sport di qualche giorno fa. A qualcuno piace vincere facile e se queste sarebbero le regole da condividere la fibs può tranquillamente lasciare andare chi delira a farsi una lega da qualche parte. La follia più totale è quando parlano di un bacino di almeno 80 mila residenti. Marcon si organizzi, deve preparare la nuova formula chiedendo dati agli uffici anagrafe dei comuni e a chi ha dati demografici. Ma vi rendete conto questi di cosa parlano. Siamo alla follia totale, povero baseball.

  3. antonio 22 settembre 2017 at 23:05 -

    e delle giovanili legate alla IBL, per potere fare un campionato, neanche se ne parla.
    Andranno ad elemosinare franchigie
    certo, perchè il fenomeno che aveva rilasciato le dichiarazioni alla gazzetta, ha si e no un U12 e una U15, anzi la U15 e composta in parte da U12.

    Stefano

  4. Luca 23 settembre 2017 at 05:38 -

    Demenziali, purtroppo siamo messi così perché glielo hanno lasciato fare negli anni scorsi, è un delirio, ma che film hanno visto? in che realtà vivono? ma di quali impianti dispongono la maggior parte delle società di A/B? Tutto si ridurrebbe alle solite 4/6 forse, con fatica 8/10 con il campionato che conosciamo già deciso dopo tre settimane. Che fastidio! Non andrò mai più a vedere una partita di questo sport in via di estinzione.

  5. Stefano 23 settembre 2017 at 06:51 -

    Tra lo Stadio dei Pirati a Rimini e la Sport Domus di San Marino, stando a Google Maps ci sono 17km…

    E adesso? :O

  6. maurizio 23 settembre 2017 at 09:31 -

    ……naturalmente le strutture ha carico della comunità locali
    per me se il 2018 parte senza IBL sarebbe il MASSIMO

  7. €€€ 23 settembre 2017 at 09:54 -

    Ma fatevi una lega indipendente e smettete di scartavetrare gli zebedei!
    – 25 km tra un campo e l’altro
    – 80000 residenti
    Qui siamo al delirio dai, non possono pensarla veramente così.

  8. Nino Villa 23 settembre 2017 at 10:37 -

    Stefano, legga bene : “Ciascuna compagine non potrà avere il proprio impianto di gioco ad una distanza inferiore a 25 km dagli impianti di gioco utilizzati dalle ATTUALI compagini che partecipano alla IBL.” Si parla di quelle che eventualmente volessero salire in IBL. Quindi Castenaso, che dista 10 km da Bologna, sarebbe sempre out. Altro che bandiera bianca, questa è una carica di cavalleria ! Speriamo che vada a finire come a Balaklava…

  9. Nino Villa 23 settembre 2017 at 10:40 -

    Scusate, dimenticavo : ad Imola non interessa, l’ho già scritto, ma nel caso l’amministrazione sistemasse il campo e trovasse un ricco magnate, ha solo 70.000 abitanti…

  10. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 23 settembre 2017 at 10:42 -

    La risposta a Stefano è facile.

    In primo luogo, le regole che vorrebbero le società di IBL sono state scritte e sottoscritte da tutte: quindi c’è già un implicito benestare confortato da un bel 100% se le società rimarranno 8 e, al peggio, da non meno dell’80% se saranno 10.

    Ma seppure si volesse essere talmente fiscali dal mettere sotto votazione la possibilità di giocare nei propri stadi RIMINI e RSM, pensate che la votazione darebbe un responso inferiore al 66%? No certo, anzi, voterebbero tutte per l’accettazione della deroga. E sarebbe la cosa più saggia oltre che più giusta.

  11. Massimo T. 23 settembre 2017 at 11:15 -

    A Milano il campo al centro misura 121 per giocare ci vuole la deroga !

  12. Gaston 23 settembre 2017 at 11:25 -

    Tutto sto pippolone de roba facevano prima se scrivevano che puoi fare la IBL solo se ti chiami San Marino Novara Rimini Bologna Parma Nettuno Padova e Padule. Tante parole per dire semplicemente che vogliono comandare loro e decidono tutto loro. Ma veramente gente come Pillisio e Faraone e via dicendo se pensano che gli altri c’hanno l’anello ar naso.

  13. ongina 23 settembre 2017 at 11:32 -

    Gente, il mondiale del 2009 h consegnato al baseball italiano 16 impianti allo standard IBAF cioè quanto indicato dalle 8 società di IBL alla FIBS (che li pretende a sua volta nella CAA agonistca IBL) tra i requisiti strutturali: Bologna, Chieti, Firenze, Godo, Grosseto, Macerata, Messina, Novara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, San Marino, Torino, Verona, Vicenza, Nettuno.
    E questo grazie ai Comitati Organizzatori Locali che si diedero da fare , con enorme sforzo e la soddisfazione di poter disporre in futuro di un impianto completamente rinnovato
    Rimini non rientrava tra questi stadi e non fu sede di Mondiale, ma lo hanno adeguato.
    Milano perse una grossa occasione. Verrà adeguato?
    Ronchi è stato adeguato ed anzi quest’anno al Gaspardis sono stati sostituiti tutti i seggiolini e l’ambiente è formidabile.
    Chi vuole veramente la IBL ne approfitti ora che la Federazione , dopo aver pestato i calli ai predecessori e smarronato mezzo universo con la meritocrazia e le promozioni dalla Serie A alla IBL sta facendo marcia indietro perchè quel meccanismo crea scontento sia in chi in IBL ci dovrebbe andare per merito sia in chi ne è rimasto escluso per non aver raggiunto la finale di Serie A, ma vorrebbe andarci, Vero?
    Credo che i chilometri tra i campi siano da riferire alle nuove realtà, non all’esistente ed anche per chi usa lo stesso impianto.
    Torino è in Serie A, idem Ronchi, Verona, Grosseto, Godo, Firenze e Nettuno. Se la IBL interessa è il momento di farsi avanti, di proporsi e valorizzare le proprie piazze.
    Il comunicato congiunto recita che “In un clima disteso e costruttivo sono stati discussi e riscontrati diversi punti di convergenza ANCHE rispetto alla proposta già inviata dalla FIBS”.
    A me piacerebbe vedere una IBL 2018 con anche Torino, Ronchi, Verona, Firenze , Città di Nettuno al via oltre alle finaliste Serie A anche se Imola si è – al momento – defilata.
    Chi è interessato si faccia avanti, sennò cade nel ridicolo anche tutto il tentativo di cambiamento conclamato dalla nuova FIBS.
    Personalmente dico NO a cambiamenti che comportino scadimento della qualità tecnica e impiantistica della IBL; dico SI , e vanno incoraggiate e sostenute per affrontare il gap tra IBL e Serie A, quelle squadre che intendono salire a quelle luci della ribalta IBL che – come da comunicato congiunto e quindi anche per opinione della FIBS – ” possa svolgere al meglio la propria funzione di VETRINA del movimento”.
    E in vetrina va messo il prodotto migliore.
    E sennò penso finirà che chi ha diritto alla IBL 2018 per meritocrazia deciderà se andarci o meno e in caso contrario non mi pare che avrà difficoltà a cedere – magari onerosamente mentre nella proposta delle 8 di IBL l’accesso sarebbe gratis – il diritto sportivo a chi ad oggi non ha titolo per andare in IBL per non averlo conquistato sul campo.

  14. Gaston 23 settembre 2017 at 11:48 -

    Ancora co sta vetrina, ancora co ste cazzate. Ongina quest’anno in vetrina avete messo il Nettuno sbagliato te ne sei reso conto o no. Questa sarebbe la vetrina, co squadre fasulle che pretendono anche di impedire alle altre di entrare. Ora vediamo quando Fiorentina Città di Nettuno e Castenaso che l’ha guadagnata sul campo la ibl chiederanno di entrare che succede. Il Padule non vorrà la Fiorentina il Bologna non vorrà il Castenaso il Nettuno Baseball City non vorrà il Città di Nettuno e queste sarebbero le società che vogliono dettare le regole e sentirsi la vetrina. Hanno dettato le regole pe sistemasse l’affari loro

  15. Ongina 23 settembre 2017 at 14:40 -

    Gastone, buongiorno. Infatti il discorso è molto semplice: basta rispettare la circolare attività agonistica FIBS serie A 2017 e ammettere alla IBL le due aventi diritto cioè le partecipanti alla finale per lo scudetto serie A.
    Se una delle due non vuole andare in Ibl scambia i suoi diritti con chi non è- ad oggi – ammesso alla IBL 2017.
    È semplice, come detto, basta rispettare la regola stabilita dalla FIBS, che è però la prima a non volerla osservare quanto espone un progetto di IBL 2018 che prescinde dalla regola che essa stessa ha scritto.
    Vedrà che pet portare la IBL a 12 squadre si inventeranno – a manifestazione finita – di riconoscere l’accesso anche alle finaliste di Coppa Italia Serie A.
    Facendosi beffe della circolare agonistica si scende al livello delle gestioni precedenti, con una eventuale decisione come quella appena descritta il livello sarebbe addirittura inferiore.
    Cordialità.

  16. saltamartin 23 settembre 2017 at 16:55 -

    Dallo yankees stadium allo shea stadium ci sono solo 11 km.
    I Cubs sono separati dai W.Sox da 13 km.
    Meno male che tra i Dodgers e gli Angels ci sono 45 km.
    Che dire, qui siamo sempre un passo avanti.
    Roba da matti.

  17. Ongina 23 settembre 2017 at 20:45 -

    I paragoni con l’area metropolitana di New York (23.000.000 di abitanti) Los Angeles (quasi 13 milioni) e Chicago (circa 10 milioni di abitanti) non hanno alcuna attinenza comparativa con la realtà della Ibl e le distanze degli stadi nelle tre città Usa.
    Quando lo Yankee Stadio è pieno vuol dire 1 abitante su 400 circa del’area metropolitana è allo stadio. A Los Angeles 1 su 186, a Chicago (casa Cubs ) 1 su 200.
    Pensare ad un bacino di mercato da 80.000 persone per una nuova squadra di Ibl significa , nel caso di 1su 200, avere una aspettativa di portare alla partita almeno 400 spettatori.
    C’è molto lavoro da fare per tutte….vecchie squadre che oggi come oggi faticano talvolta a raggiungere quella soglia media ed eventuali nuove squadre.

  18. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 23 settembre 2017 at 21:08 -

    “Milano perse una grossa occasione”. Cosa vuol dire? La colpa è di una società priva di mezzi o di una Federazione che in tanti anni non è riuscita a cavare un ragno da un buco nella questione col Comune? E il Comune di Milano che interesse può avere per una società che, pur essendo plurititolata anche in campo europeo e vantando il primato di anzianità nel baseball d’italia, nel suo 70° compleanno non viene onorata dalla presenza di nessun esponente federale e nemmeno dal responsabile del Comitato Regionale che, pur presente nel complesso sportivo del Kennedy, non si è mai avvicinato al campo da baseball dove aveva luogo la cerimonia dei festeggiamenti? E che interesse poteva avere il Comune per il Kennedy se nel 50° anniversario della inaugurazione dello stadio si era verificata la stessa disattenzione federale, non presente alla cerimonia nemmeno attraverso il responsabile del Comitato Regionale non intervenuto per guasto alla macchina?

  19. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 23 settembre 2017 at 21:22 -

    Caro Ongina,
    se attuare un programma necessariamente opposto, come dichiarato in campagna elettorale, a quello della dirigenza precedente, per Lei significa pestare i calli ai precedenti esponenti federali … ebbene, allora a questo mondo non si può cambiare nulla.
    E poi, a parte la poco piccola compatibilità del verbo “smarronare” col Suo aplomb, la famosa circolare agonistica … ha ripristinato le promozioni dalla A Federale alla prima serie. Quindi ,nessuno ha “smarronato”, come poco elegantemente dice Lei, ma ha fatto!

  20. Ongina 23 settembre 2017 at 22:13 -

    Stimatissimo Signor Cardea,
    Ha proprio ragione da vendere e per averla usa le mie parole e i miei argomenti: la circolare attività agonistica introduce le promozioni in Ibl.
    Bene, allora dopo aver fatto la regola, la Fibs si accontenti di rispettarla e non di irriderla con progetti di cui nemmeno dovrebbe parlare per non perdere di autorevolezza.
    È chiedere troppo oppure è chiedere quel che è giusto?
    Le riscrivo quel che ho già scritto: MILANO e non “Il Milano” , non può confondere le due cose, perse una grossa occasione di ristrutturare il Kennedy nel 2009. Il perché non è di mio interesse.
    Le aggiungo che imputare il disinteresse del Comune di Milano sul Kennedy alla mancanza di presenze Fibs quidam a festeggiamenti societari pur molto importanti è argomento molto molto debole e, le posso garantire per esperienza, molto distante dal metro di ragionamento e scelta gestionale di qualunque Amministrazione.
    Cordialità

  21. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 23 settembre 2017 at 22:36 -

    Infine, come già ho avuto occasione di rammentarLe in altro post, si avrebbe una ingiustizia nel caso non si desse luogo alla promozione delle due società di A Federali aventi diritto in base alla famosa circolare agonistica: le società in questione potrebbero aver fatto investimenti straordinari cui non avrebbero mai pensato senza quel miraggio.
    Ma Lei sa benissimo che la riforma proposta dalla federazione non tocca minimamente i diritti di quelle società, diritti conquistati sul campo sportivo (se non erro, questa è meritocrazia): la riforma offre la stessa opportunità anche ad altre società non certo per ragioni di “captatio benevolentiae” (giacché Lei ama le espressioni latine) tanto più che le elezioni sono ormai avvenute, ma solo per rendere possibile un progetto che nella strategia della nuova dirigenza federale è ritenuto essenziale ed utile a tutto il movimento. Comprese le società di vertice.

    E non è per nulla vero che si abbassa il livello tecnico del massimo campionato, perché la riforma non si limita ad allargarlo (nel qualcaso Lei avrebbe ragione) , ma introduce il meccanismo della “fase di qualificazione” (come nei tornei internazionali per allargare al massimo la partecipazione), che assorbe gli squilibri dovuti alla differenza dei livelli tecnici: in tal modo si rende agonisticamente molto più interessante la seconda fase. Inoltre, selezionando le squadre in gruppi di sei, le sei destinate a contendersi il titolo di Campioni d’Italia rappresenteranno un livello senz’altro PIU’ ALTO dell’attuale perché al momento il baseball italiano non offre più di cinque o sei squadre dello stesso livello TOP.
    Perché continuate a dire con una disarmate ostinazione che si abbassa il livello? Semmai si contribuisce ad alzare il livello delle società che finalmente riescono ad approdare in prima serie.
    Inoltre, più sono le squadre in prima serie, maggiori sono le possibilità di agganciare sponsor ed altrettanto maggiori sono le risorse che arrivano al baseball.
    Perché tagliarsi … Forse per evitare nuovi presunti (mi perdoni la licenza) “smarronamenti”?

  22. Armando 24 settembre 2017 at 06:31 -

    Se non altro non ci annoieremo questo inverno, incomincia un’altra telenovela, senza perderci la continuazione di quella Nettunese: Buon divertimento.

  23. Giorgio 24 settembre 2017 at 06:58 -

    Requisiti standard IBAF; allora venite a Padova. Spogliatoi che sono un prefabbricato messo li dal Comune dopo aver pianto lacrime di sangue, gli spogliatoi per gli arbitri sembrano dei loculi. Tribune: due laterali ex provvisorie diventate definitive dall’inaugurazione del 1981, in mezzo il sig. Tommasin ha messo a sue spese una tribunetta il acciaio. C’è un prefabbricato che una griglia per i panini, gelati bibite, dopo le partite si esce con la puzza di cipolla addosso. Limite del fuoricampo a sinistra 93 metri scarsi, allora sono stati alzati dal Comune dei pali in acciaio con una rete di quasi 20 metri, malgrado ciò le palline sono finite in strada e nelle case davanti, la vicenda è stata posta in risalto da “striscia”, parte dei pali con il vento ha preso una piega verso la strada ora il Comune ha promesso il campo nuovo ma si sa i tempi biblici di queste cose. Non c’è lo stradello in brecciolino intorno al campo. l’illuminazione è buona, tabellone segnapunti dietro al lanciatore antiquato, non c’è tribuna stampa, un container ospita i classificatori ecc. ecc. Malgrado ciò mi pare siano 3 o 4 i campionati in IBL?? Allora in caso di necessità per fare numero si accettano anche le società che hanno i gli impianti diciamo “quasi” a norma? Mi pare di si e lo trovo giusto.

  24. Giulio 24 settembre 2017 at 08:14 -

    Qui si continua a parlare di IBL, di RIMINI e SAN MARINO, di TORINO MILANO ROMA FIRENZE ecc.ecc.
    Il problema non sono le piazze o gli impianti. Il problema è il gioco del baseball. Non ci sono più giocatori. Il livello dei nostri giovani è scadente.
    Ma se davvero Torino, Milano o Roma volessero fare la IBL, con quali giocatori la farebbero?
    Rispondete a questa domanda.

    • Giorgio 24 settembre 2017 at 08:58 -

      Io lo so: venezuelani e dominicani e/o americani con trisavolo italiano e via così…..

  25. saltamartin 24 settembre 2017 at 08:22 -

    Ongina, mi pareva evidente la “differente attinenza comparativa”, così come l’unicità delle configurazioni morfologiche e altimetriche dei vari Paesi, USA o UE (veda l’Olanda).
    Dispiace che lei non abbia colto l’ironia, anzi, forse è proprio questo il problema.
    Un salutare esercizio sarebbe (ri)leggersi la favola della rana e il bue.
    Auguri.

  26. Verità 24 settembre 2017 at 10:49 -

    Ormai è tutto chiaro. Pillisio e Faraone sono i principali sostenitori della proposta della IBL anzi è probabile che sono proprio loro che avranno fatto mettere certe assurde imposizioni e che avranno parlato con la gazzetta dello sport. Nella loro proposta non c’è traccia dei settori giovanili infatti loro non hanno squadre giovanili, Pillisio ne avrà due che fa sembrare quattro e Faraone non ne ha proprio. Pillisio era candidato con Fochi, il Nettuno Baseball City sosteneva Fochi alle elezioni. Oggi circola sul web una foto che parla chiaro! Pillisio con Fochi eletti in un comitato in Repubblica Dominicana! Chi c’è con loro? Totoni Sanna! Due più due fa quattro. Quindi attento Marcon e attenzione a quello che succede nei consigli federali. Quella foto la dice lunga su tutto quello che sta succedendo con questa vergognosa storia della IBL. Che ci fanno insieme Totoni Sanna e Fochi in dominicana? Che intrecci ci sono tra questi due personaggi e Pillisio? Occhi aperti caro Marcon e non si faccia inginocchiare la federazione al volere di certi personaggi

  27. ongina 24 settembre 2017 at 10:49 -

    Ha ragione Saltamartin, non ho saputo leggere l’ironia del suo post.
    Mi scuso, perchè davvero ironico, ma ormai scrivo di cose e argomenti sui quali mi ci si scatena contro, per poi riconoscere dieci giorni dopo che avevo ragione e allora diventano gli argomenti di punta di chi mi aveva criticato.
    Roba sua, non mia, ovviamente.
    Sono un pò sulla difensiva.
    Buona domenica

  28. ongina 24 settembre 2017 at 11:14 -

    Signor Cardea,
    non insista nel darmi contro per partito preso, contradicendosi un momento si e un momento no.
    Lei ha sposato, pensandoci credo sin da un nostro precedete scambio di opinioni in altro articolo, il mio argomento che la IBL 2018 dovrà essere regolata in base alla attuale CAA Serie A 2017.
    Poi però parla della riforma FIBS come di una “opportunità” per altri di accedere alla IBL per propria volontà
    Si decida perchè delle due l’una: o si accede alla IBL per promozione sul campo e criterio di merito normato o si continua ad accedere, come oggi, per .iniziativa delle singole società che manifestano interesse.
    Perchè, vede, se io acquisisco la promozione e rinuncio al mio campionato di competenza non iscrivendomi per RINUNCIA ci sono conseguenze come quelle del punto 2.04 e 2.05 del Regolamento Attività Agonistica.
    Mentre se io ho l’opportunità a mia scelta se accedere alla IBL o restare dove sono, nulla mi accade qualora cambiassi idea dopo aver manifestato un interesse anche solo tiepido.
    Ha capito perchè non possono sussistere contemporaneamente due criteri diversi per l’accesso alla IBL, ovvero quello della Promozione in base alla CAA Serie A 2017 e uno basato sulla volontarietà o meno di richiedere l’ammissione alla IBL?
    Quindi, la FIBS a mio modo di vedere deve scegliere: prima di tutto va rispettata la regola della CAA.
    Se vuole regolare l’accesso alla IBL sulla base della richiesta volontaria delle società , PRIMA ABROGA LA REGOLA DELLA CAA SERIE A, poi fa quel che vuole.
    Quindi comprenderà che Lei sta facendo Suo un enorme errore metodologico e giuridico quando scrive che con l’allargamento della IBL su base volontaria la FIBS non intende pregiudicare il diritto di chi ha acquisito la promozione sul campo.
    Sono due criteri che assieme, nello stesso contesto, non ci possono stare.
    E poi, concludo, chi vuole partecipare alla IBL 2018 senza aver acquisito il diritto sul campo può pur sempre tentare di domandare lo scambio dei diritti sportivi alle due brave Società Promosse.
    Magari costerà qualcosa…………meglio sostenere la FIBS attuale nella aberrazione normativa annunciata (tanto le regole valgono sempre per gli altri) , magari la IBL arriva gratis……

  29. Giulio 24 settembre 2017 at 11:37 -

    Ripeto, il problema del baseball italiano non è il marketing o la vendita del prodotto. Ma il livello tecnico. I pochi giocatori di un buon livello. I pochi tecnici di buon livello.
    Lasciamo che le 8 sorelle, che poi saranno al massimo 5 o 6, facciano il loro campionato. E la federazione si preoccupi del livello del baseball in Italia. E faccia di tutto per migliorare il livello tecnico generale di questo sport. Perché in questo modo andrà a sparire.

  30. Chiti 24 settembre 2017 at 13:56 -

    Ongina non siamo stupidi si capisce benissimo che sei un dirigente di una delle otto di ibl, e si conferma dalle cose insensate che dici. Parli di diritto acquisito sul campo per giocare la ibl, allora dimmi dove sta il diritto acquisito sul campo da Padule, Nettuno Baseball City e Novara. Se riesci a darmi una spiegazione sei un fenomeno, ma deve essere una spiegazione logica non le solite spiegazioni per difenderti il tuo orticello

  31. ongina 24 settembre 2017 at 15:25 -

    Le squadre di cui Lei parla signor Chiti sono entrate in IBL sulla base di una regola di accesso diversa da quella odierna della Promozione dalla Serie A alla IBL . Disponibile a tutti.
    Quindi hanno operato in base a quella regola fissata dalla FIBS e vigente al tempo.
    Oggi la regola FIBS è quella della circolare attività agonistica Serie A 2017: accedono alla IBL 2018 le due finaliste del Campionato.
    E io sono d’accordo.
    Non difendo alcun orticello (peraltro le società di IBL nel loro documento – che Lei ha certamente letto, ne sono sicuro – si dicono contrarie alle promozioni e retrocessioni , quindi la penso diversamente da loro) , difendo le Regole.
    E magari difendo indirettamente l’orticello di Imola e Collecchio che hanno conquistato sul campo il diritto alla IBL 2018: in questo momento, siccome pare che ci sia una “ondata monsonica” di pretendenti alla IBL (ma chi sono?), il loro titolo sportivo vale qualcosa sul mercato…..
    Allargando la IBL a “chi vuole perteciparvi” (entrando gratis, a quel punto) rinnegando la regola delle promozioni, le due società vengono private di un diritto sportivo acquisito sul campo che può avere mercato …………… quindi la beffa di essersi dati da fare per costituire squadre all’altezza e raggiungere la finale scudetto e con essa la IBL quale diritto e premio, e poi il danno in quanto il titolo sportivo non vale nulla…..
    Aspetto, ora che sia Lei a dire qualcosa di sensato, posto che definisce “insensati” i miei discorsi.
    Cordialità.

  32. maurizio 24 settembre 2017 at 17:41 -

    ….scusate ma se nella serie superiore salgono le aventi diritto ( come postato da ongina) dove è il problema, secondo me la Federazione deve stabilire le regole dei campionati “in base alla situazione del momento” essa può riguardare regole di diritto Internazionale , regole economiche, regole strutturali, DEVE sentire le problematiche delle società coinvolte a tali cambiamenti ma poi DEVE mettere un punto, alla fine qualcuno rimarrà scontento…… ma, o si adegua o prende il suo giocattolo e va ha giocare altrove.
    non può essere che io ho il pallone e voglio per forza tirare il rigore.

  33. Umberto B 24 settembre 2017 at 19:09 -

    In tutta questo discutere tra fibs e ibl la cosa che a me da più fastidio che San Marino che ricordiamo è ospitato nel nostro campionato pretende di dettare le regole agli altri. Questa è una cosa assurda, la fibs li ospita e loro vogliono comandare, non volete stare alle regole allora fatevi il campionato sul monte titano

  34. Indovina 25 settembre 2017 at 06:07 -

    E vale anche per il Vaticano e le regioni a statuto speciale.
    AHAHAHAHAHAHAHAhhhhhhhhhhhhhhhhhh

  35. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 25 settembre 2017 at 08:26 -

    Caro Sig. Ongina,

    Lei cita sempre la ormai famosa “circolare” attività sportiva 2017. E fa bene, e io Le sto dimostrando che non ignoro i Suoi richiami a documenti o fatti.

    Mi piacerebbe, però, per un dialogo costruttivo, che Lei facesse altrettanto nel tener presente documenti e fatti (non parlo di opinioni) che che vengono richiamati dal sottoscritto.

    In altro post, rispondendo proprio a Lei a proposito della predetta circolare, mi pare di aver fatto presente che la stessa era stata fatta necessariamente prima dell’avvio della stagione. Ma tutti sappiamo che si è trattato di una stagione già in partenza dichiarata di “transizione” perché era ben nota l’intenzione della nuova dirigenza federale di mettere mano alla riforma (giusta o sbagliata che sia) del massimo campionato.

    Se quanto sto dicendo non corrisponde alla realtà, attendo che mi si dica e si dimostri che non è vero.

    RispondendoLe, avevo anche detto che la nuova dirigenza federale non ha messo in discussione la promozione di cui alla predetta circolare e pertanto non sono state tradite le aspettative delle due Società da promuovere.

    Se per realizzare la riforma che ha in mente, la Federazione ritiene insufficiente il numero di 10 squadre in prima serie, non solo non lede i diritti di nessuno, ma penso che le più contente dovrebbero essere proprio le due neo promosse.

    Il motivo è semplice: da che mondo è mondo, le società che arrivano alla categoria superiore sono, almeno sulla carta e semprecché non azzecchino qualche ingaggio molto indovinato, le più a rischio di retrocessione. E, come sappiamo, da tale principio delle “promozioni/retrocessioni” sembra difficile ipotizzare che Marcon possa fare marcia indietro. Quindi un allargamento maggiore attenuerebbe tale rischio.

    Quanto poi all’abbassamento del livello tecnico della prima serie con un allargamento superiore alle 10 unità, è facile ribadire che questa negatività si verificherà sicuramente con 10 squadre perché questo numero non è sufficiente a comporre due gironi necessari alla introduzione della fase di qualificazione: quella fase, cioè, che assorbe tutti gli incontri sbilanciati per via del diverso valore delle società.

    Il progetto federale prevede, invece, un campionato a 12 in due gironi con fase di qualificazione grazie alla quale la seconda parte della regular season presenterebbe nel girone clou sei squadre altamente competitive: se già nel 2017 si fosse adottato un simile campionato, le prime sei classificate (Rimini, Bologna RSM, Parma, Novara, Nettuno) avrebbero offerto – in piena stagione estiva ideale per il baseball e soprattutto per il pubblico – uno spettacolo ancora più attraente. Non è forse vero che sarebbe stato molto più avvincente perché tutti, dico tutti, i citati Club avrebbero tenuto in trepidazione fino all’ultimo il pubblico perché, a differenza delle pur brave compagini di Padova e Sesto Fiorentino, tutti potevano agguantare i play off?

    Quindi il progetto federale salva il livello tecnico con l’aggiunta di un più alto livello agonistico.

    Quando, tra qualche anno, saranno cresciuti di livello anche altri Club che possono migliorare ben poco con i pochi mezzi per via della mancanza di visibilità restando in serie cadetta, allora si potrà modificare questa impostazione tornando al girone unico con un numero adeguato di società di equivalente valore.

    Allora si torna alle modifiche di anno in anno come prima e con l’impossibilità da parte delle società di fare una stabile programmazione?

    Niente affatto. Fino ad ora si è proceduto per tamponare le falle che man mano si aprivano; ora, invece, se si riesce a mettere a punto un progetto con una visione non limitata alla prossima stagione, i cambiamenti avverrebbero solo per stare al passo con la crescita generale del livello delle società.

  36. Ongina 25 settembre 2017 at 11:01 -

    No, signor Cardea la Circolare Attività Agonistica Serie A 2017 è data 29 maggio 2017.

    Ancora sul sito FIBS, copio e incollo quanto detto dal Presidente Marcon alla riunione con le società di IBL il giorno 17 dicembre 2016 a Bologna

    Se non crede alle mie parole vada sul link

    http://www.fibs.it/it/news/italian-baseball-league/41326-il-padule-prender%C3%A0-parte-alla-prossima-italian-baseball-league.html

    ” Il Presidente Marcon ha evidenziato l’intenzione di tornare a un campionato dove venga messo in risalto il merito sportivo e quindi che riproponga il sistema di promozioni e retrocessioni con la serie A. ‘’Dobbiamo ripristinare il diritto sportivo affinchè ci sia un solo campione. Credo che sia giusto che una squadra di serie C possa, programmando il suo futuro, puntare a salire in IBL con un percorso di promozione. L’ideale è quello di tornare a un massimo campionato a 10 squadre’’. Per questo motivo, l’intenzione del Presidente sarebbe quello di prevedere delle promozioni dalla serie A nel 2017 e di programmare un sistema di promozione e retrocessione a partire dal 2018.”

    A confermare che ogni questione o proposta FIBS che prescinda dalle regole in vigore – promozione e titolo acquisito a disputare la IBL per le due ottime finaliste del campionato di Serie A – è contraria al diritto sportivo (parole del Presidente Marcon).

    Signor Cardea, Lei sta sostenendo che in IBL ci dovrebbero stare solo le squadre che ci vogliono stare, per evitare modifche di anno in anno: sino a poco tempo fa non le andava bene, viva le promozioni che premiano il merito, diceva. A buon titolo, posto che promozioni e retrocessioni sono certezze su chi esce e chi entra in una determinata categoria.
    Faccia come me, dica anche Lei “Viva le promozioni che premiano il merito, viva il rispetto di una regola certa, finalmente”.
    E ancora, dica con me : “FIBS, prima fai una regola certa, basata sul merito sportivo e anzi il diritto sportivo,pianifichi una IBL a 10 squadre e poi te ne fai beffe? Chi o cosa ti spinge a questa fesseria ?”
    Si, perchè introdurre regole nuove come quella della promozione e poi – nella medesima annata sportiva!! – voler realizzare un progetto su presupposti diversi è una fesseria e una presa in giro. Un voltare gabbana.
    Perchè poi, il problema diventa che ad ogni fesseria corrispondono altre fesserie uguali e contrarie.
    Ma chi spara la prima, e la FIBS lo ha fatto, ha la colpa di aver dato il fuoco alle polveri.
    Cordiali saluti.

  37. armando 25 settembre 2017 at 13:45 -

    Tranquilli: il prossimo anno la serie maggiore sarà a 10 squadre per poi passare a 12 dal 2019.

  38. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 25 settembre 2017 at 14:11 -

    Non ho mai sostenuto ciò che Lei afferma.
    Quanto alla famosa circolare, la data conferma che è stata emessa prima della formulazione della nota proposta di modifica dei campionati.
    Ed è vero che il Presidente Marcon ha accennato (il che non vuol dire che aver proposto) ad un campionato a 10, non come cosa già stabilita ma da studiare, Tant’è che ha costituito una commissione ad hoc.
    Non credo che siano state le mie critiche a convincerlo che l’allargamento a 10 sarebbe stato un errore, ma il fatto che la reintroduzione di promozioni/retrocessioni avrebbe riprodotto i guai dai quali Fraccari riteneva di uscirne abolendole.
    Cordiali saluti

  39. adriano Fuso 25 settembre 2017 at 15:05 -

    La proposta ha una cosa di interessante: ha scatenato una montagna di risposte e quindi, anche se è una bischerata colossale, qualcosa di buono ha fatto. Per l’intanto, senza entrare nel merito perché ho troppo rispetto dell’inteligenza sia di chi ha già scritto che della mia, dico che la sola motivazione della proposta è dovuta al fatto che l’allargamento porterebbe via giocatori alle otto sorelle.

  40. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 25 settembre 2017 at 21:47 -

    Quella postata da Adriano Fuso potrebbe essere una delle varie ragioni, anche se non certo la prima.

    Riprendo il discorso con Ongina per esprimere una certa meraviglia per la sua disinvoltura nell’interpretare pensieri ed azioni (altrui).

    Poco sopra ho dovuto respingere ciò che mi ha attribuito circa il criterio di induzione in prima serie di società: ribadisco che non si deve prescindere dai risultati di classifica e, pertanto, in un allargamento a 12, oltre alle due prime classificate di A Federale, devono essere interpellate le due successive in classifica. Nel caso in cui qualcuna non avesse i requisiti necessari, bisogna interpellare la società immediatamente sotto in classifica, e così di seguito fino al raggiungimento del numero previsto. Nel rispetto della meritocrazia e delle regole che attengono ai requisiti necessari (stadio, attrezzature, etc,) alla partecipazione al massimo campionato.

    Chiarito questo punto, non posso non evidenziare la stucchevole costanza (e il poco garbo) con cui Ongina tenta di far apparire irrazionale l’operato di Marcon: secondo Ongina il Presidente si farebbe beffe delle regole che lui stesso introduce e che nella stessa annata manda all’aria per via di un nuovo progetto.

    Mi pare di aver per ben due volte dimostrato che non c’è nulla di irrazionale nell’operato della dirigenza federale.
    Marcon ha già (colpevolmente) lasciato scorrere il 2017 limitandosi ad introdurre “promozioni e retrocessioni”: questa regola RIMANE.
    Marcon ha espresso l’intendimento, non la decisione, di allargare a 10 il prossimo campionato di prima serie, ma non mi risulta che l’abbia “pianificato”: se lo avesse deciso (e a maggior ragione se lo avesse “pianificato”), non avrebbe istituito la commissione per studiare la possibilità di un maggiore allargamento. A lavoro ultimato, ha ritenuto sostenibile l’elaborato dei suoi collaboratori.

    Non ha quindi beffato nessuno e semmai ha beffato sé stesso e non le regole. E bene ha fatto, perché promuovere un campionato a 10 con promozioni e retrocessioni avrebbe voluto dire ritornare alla stessa situazione di strage di società: cosa cui Fraccari ha ritenuto di porre rimedio senza successo.

    Invece Lei, Signor Ongina, dice: “Chi o cosa ti spinge a questa fesseria?” quando invece fesseria ENORME da parte di Marcon sarebbe stata quella rimanere fisso nel suo iniziale intendimento.

    E’ molto triste veder criticare anche in modo pesante, invece di apprezzare, chi ha il coraggio di modificare le proprie idee sulla base di ragioni concrete .

    Mi permetto di farLe osservare, signor Ongina, che il progetto federale non si poggia per nulla su “presupposti diversi”: quali sarebbero questi presupposti? le “promozioni/retrocessioni?” Non mi pare che questo strumento meritocratico nella riforma sparisca.

    Allora si tratta delle 10 squadre che potrebbero diventare 12? Ebbene, Signor Ongina, anche qui Lei è fuori strada perché il “presupposto” dell’allargamento non sparisce: semmai si rafforza.

    Resta il fatto che le Sue affermazioni offrono, magari involontariamente, una rappresentazione non proprio esatta della realtà. La qualcosa non aiuta.

    Ultima cosa, Signor Ongina. Lei insiste con quella celeberrima e sacrosanta circolare (peraltro riferibile all’attività agonistica 2017 di A Federale) per pretendere che, con tutta l’urgenza che il movimento ha di uscire dall’impasse deleterio in cui si trova, la Federazione blocchi la riforma della Massima Serie?

    A parte che vien da sorridere a veder ribaltare il sacrosanto principio sottolineato dai nostri avi secondo cui “ubi maior, minor cessat”, sarebbe un gesto veramente irresponsabile da parte della Federazione, dopo aver lasciato passare inutilmente (a mio modesto parere) questo 2017, frenare l’iter della riforma per un altro anno per via di una “circolare” che peraltro, come mi pare di aver ampiamente dimostrato, non viene per nulla calpestata.

  41. Ongina 26 settembre 2017 at 08:36 -

    Io mi riferisco alla Circolare Attività Agonistica 2017 di Serie A perchè norma dei diritti per la stagione 2018: il diritto a disputare la IBL acquisito da chi si qualifica a giocare la finale scudetto.
    La FIBS ha promulgato una norma che è LEGGE per ciò che disciplina.
    La FIBS ha dibattuto, discusso e ponderato sulla regola delle promozioni dalla Serie A in IBL prima di deliberarla e pubblicarla.
    Ha preso una decisione in piena consapevolezza, assumendo le responsabilità che conseguono.
    Cosa vuole dirmi, signor Cardea, cher ora vogliono fare diversamente perchè non ci avevano pensato abbastanza? Allora mi dica lei il perchè: incompetenza, insipienza, torpidezza, imprudenza, imprevidenza, avventatezza?
    La stessa “urgenza che il movimento ha di uscire dall’empasse” di cui Lei scrive esisteva già al momento in cui questo Consiglio Federale a deliberato e pubblicato in CAA Serie A 2017 la regola delle promozioni in IBL.
    Quindi delle due l’una a) l’urgenza di uscire dalla empasse non esisteva e la decisione delle promozioni l’ha creata. Non prevederlo è segno di manifesta incompetenza. b) l’urgenza di uscire dall’empasse esisteva e se mandi al macero una norma fatta per uscirne (promozioni) devi prima dimostrare che non funziona e così facendo, avendola deliberata , ti dai dell’incompetente.
    In nessun caso la FIBS ne esce bene.
    Vede signor Cardea, Lei vuole farmi accettare che il Presidente FIBS può fare quel che vuole e cambiare idea in ogni momento: mentre la Circolare Attività Agonistica SErie A 2017 è l’espressione di un potere gerarchico e di indirizzo, è tecnicamente un’attività strumentale all’obiettivo di indirizzare, in modo univoco, i comportamenti degli uffici e del movimento sportivo su tutto il territorio nazionale. Pur chiamandosi “circolare” non è una “circolare” interna ad una amministrazione.
    Disattenderle da parte della FIBS significa rompere il patto Società/Federazione per il quale non solo le Società, ma anche la FIBS è assoggettata alle regole che scrive.
    Io sono per il rispetto delle regole da parte di tutti: anche da chi le fa.
    La necessità e l”urgenza, il Governo della Repubblica, la affronta coi Decreti Legge e i Decreti Legislativi.
    I primi senza delega da alcuno, i secondi per (Legge) delega del Parlamento: ecco , non mi pare che la FIBS abbia ottenuto deleghe alla modifica progettata nè dalle società di IBL nè dalle Società di Serie A.
    Si torni, pertanto, alla Circolare Attività Agonistica Serie A 2017 che porta a 10 le squadre in IBL 2018 e magari si ripeta la stessa cosa nella circolare 2018, senza retrocessioni alla classifica finale del campionato 2019: così facendo in 2 anni la IBL 2019 inizierà a 12 squadre per merito e per quanto dimostrato in campo dai migliori del campionato di Serie A.
    Non risponderò oltre.
    Cordialità.

  42. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 26 settembre 2017 at 11:41 -

    Lei, Signor Ongina, parla di “urgenza” come di quella esigenza che spesso sorge improvvisa e ti spinge a cercare velocemente una toilette! In questi casi la soluzione è molto semplice.

    Però si dà il caso che io parli dell’urgenza di cui tutti sono consapevoli, Lei compreso, e che non si tratta di semplice pipì ma di un problema grosso come una casa, che in 6 stagioni ha prodotto una riduzione del numero delle società affiliate di ben 93 unità! Numero sufficiente a dar vita ad una nuova federazione!

    E secondo Lei un simile problema doveva essere risolto in fretta e furia perché si potesse scrivere per tempo la circolare agonistica della stagione in corso? Oppure, per lasciare ampia libertà di soluzioni alla riforma, si doveva rimandare la circolare dell’attività agonistica del 2017 a dopo il varo della riforma stessa e, quindi, forse … nel 2018 con valore retroattivo?

    Scusi l’ironia, ma la Sua tesi non non calza nel caso in esame.

    Anticipare da parte della Federazione la discussione sulla riforma avrebbe scatenato quel clima di tensione nel pieno della stagione, togliendo serenità a giocatori e dirigenti.

    Il problema è quindi sensatamente posto sul finire della stagione e la circolare agonistica non poteva non essere attivata prima, né poteva contenere ambiguità in attesa della riforma. Comunque la riforma in itinere, come ripeto per l’ennesima volta, non la smentisce nella sua essenza.

    La bozza della riforma è stata comunicata sullo scorcio della stagione con evidente intento di trovare tutti pronti alla discussione a fine campionato. Ma si sono subito scaldati gli animi delle società di IBL che hanno preteso un incontro a play off conclusi: cosa che probabilmente era già nelle intenzioni della dirigenza federale che, in ogni caso, non ha avuto difficoltà ad acconsentire.

    Ma forse, a giudicare dalla conclusione del Suo intervento, a Lei piace procedere con estrema calma mentre intanto il declino, che non perde tempo, continuerà la sua marcia rendendo sempre più impossibile ogni sogno di ripresa.

    Ricambio la cordialità.

  43. Alda 26 settembre 2017 at 13:26 -

    Sai Ongina, era bello leggere i tuoi interventi qualche anno fa quando scrivevi di giocatori giovani con nome, cognome, statistiche, le loro potenzialità, i loro sacrifici, ecc…
    Eri un buon tifoso per loro e per il baseball. Senza volere, tramite Baseballmania, eri tu la vetrina per alcuni di loro.
    Ora sei diventato nauseabondo come l’IBL!

  44. ongina 26 settembre 2017 at 17:01 -

    Alda, mi sono ripromesso di non rispondere oltre sull’argomento ma certamente rispondo alle offese.
    Cosa ho scritto di così disgustoso nel sostenere che le regole vanno rispettate e che senza nessuna proposta circense della FIBS in due stagioni, con la delibera delle promozioni in CAA Serie A , si arriva automaticamente a quota 12 squadre?
    Alda, la realtà è che le promozioni stanno strette, oggi, a chi non ha raggiunto la finale di Serie A e il diritto a partecipare alla IBL 2018.
    Vede, la “scala alimentare ” nel baseball è questa:
    4 livello: buoni battitori di Serie A, tanti italiani anche giovani, dominati da molti lanciatori stranieri in Serie A;
    3° livello;lanciatori stranieri che in serie A dominano i battitori del 4° livello che sono stati a loro volta bastonati in carriera da
    2° livello: battitori di buon livello di IBL che a loro volta vengono dominati o ce l’hanno durissima contro
    1° livello: lanciatori stranieri, e anche qualche italiano, dominanti in IBL.
    Concorderà con me che il sistema delle “promozioni” dovrebbe consegnare alla IBL giocatori di Serie A di 4° livello che si sono almeno distinti più degli altri.
    E comunque il gap tra Serie A e IBL resta incolmabile in una sola stagione anche in caso di accesso volontario o di un prossimo allargamento a prescindere dalla promozione.
    Quindi, a cosa serve il cosiddetto allargamento della partecipazione alla massima serie?
    Ad accontentare chi è rimasto fuori dalla IBL 2018 e pesta i piedi?
    La ringrazio per l’apprezzamento relativo alla mia attenzione ai giovani: non è venuta meno e mai verrà meno e ne conosco o vedo tanti che fanno sacrifici, assieme ai loro genitori, alcuni con belle potenzialità, Li vedo girando frequentemente i campi di Serie A e Serie B.
    Auguro a molti di loro di avere una opportunità con la IBL 2018, ma temo che allargamento e le rettocessioni non farebbero altro – salvo eccezioni che si sono – che riempire le future “IBLlerine” di giocatori dal trisavolo italico o comunitari.
    Ma poi, cosa la nausea della IBL? Non basta dire come fanno tanti in coro “ha rovinato il movimento”. In che modo ha contribuito alla diminuzione dei tesserati o delle società affiliate? Bisogna anche spiegare il come e perchè delle affermazioni che si fanno.
    E ad oggi nessuno lo ha fatto.
    Dissenta da quel che scrivo, ma per favore, non mi offenda più.

  45. Stefano Manzini 26 settembre 2017 at 19:18 -

    Sul 4-3-2-1 livello sono completamente d’accordo con Ongina.
    Tengo a precisare che non conosco Ongina, non so chi sia, ma io parlo con la consapevolezza di chi ha VISTO e provato quanto lui ha detto.

  46. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 26 settembre 2017 at 22:16 -

    Si, caro Stefano, ma è come scoprire l’acqua calda.

    Mi sconcerta il fatto che Ongina non capisca, o finga di non capire, l’importanza dell’allargamento.

    Ovviamente non sa, oppure lo sa ma non ha afferrato ciò che la storia insegna, che nei lontani anni ’50 è stato varato il TORNEO D’ORO composto dalle 4 migliori società di allora, probabilmente scaturito dalle stesse motivazioni di ora difende l’attuale stato delle cose. Ma i dirigenti federali di allora, evidentemente più rapidi di riflessi dei loro successori, hanno subito abbandonato quel progetto deleterio tornando a fare un regolare campionato con 8 squadre che, nonostante i tanti incontri con punteggi da pallacanestro, ha ripreso a fare da traino per tutto il movimento.

    Forte di questa constatazione, se non ricordo male Beneck appena un anno dopo la sua nomina a Presidente ha azzardato, anzi, ha imposto un allargamento del massimo campionato da 8 a 12 squadre! Allargamento fatto di botto, caro Ongina, e non con due squadre un anno ed altre due in un altro anno. Eppure anche allora c’erano le circolari agonistiche annuali!

    Una mossa vincente che consentì un notevole allargamento dell’area di gioco e quindi della vetrina del baseball. La conseguenza ben nota è stata l’esplosione di alcuni centri nei quali il baseball covava, ma non riusciva a trovare i mezzi per emergere a causa della minore visibilità della serie cadetta. E’ stata la fortuna di alcune zone zone che sono poi divenute le nuove capitali del baseball.

    Prevedo già l’obiezione banale: erano tempi diversi!

    Certo, erano tempi diversi: pensate che mentre ora alle spalle della IBL vi sono ben 24 squadre, allora la serie B se non ricordo male era di due gironi di 8 squadre. Quindi c’era una minore possibilità di scelta allora rispetto ad ora.

    Oppure: colpa della crisi!

    A prescindere dal fatto che il declino del movimento è iniziato molti anni prima della crisi, chi ne è convinto (o più verosimilmente si nasconde dietro questo comodo paravento) dovrebbe spiegare come mai il baseball ha fatto il salto di qualità proprio nel bel mezzo della tremenda crisi socio/economico/politica degli anni 60/70 (br nere e rosse, omicidi, rapimenti, industrie occupate, stabilimenti incendiati … insomma si era ad un passo dalla guerra civile!): grandi capacità dei dirigenti di allora e mediocrità degli attuali?

    Ammesso e non concesso che la colpa è della crisi: vogliamo continuare a guidare il movimento con gli stessi criteri di chi non ha saputo vincerla?

    E’ evidente che bisogna cambiare, ma stiamo ancora a cincischiare per paura di qualche brutta partita pur avendo constatato che l’alto livello (si, perché si è verificato questo fenomeno – peraltro spiegabilissimo – del movimento in discesa e del livello in ascesa!) non ha invertito la rotta ma ha contribuito alla picchiata del baseball!

    Marcon vuole ripercorrere quella strada vincente e viene messo sulla forca! Beneck superò certe resistenze e le superò anche quando pretese che la prima serie si giocasse su veri campi da baseball e lottò nuovamente quando impose le luci! Non ha mai fatto un passo indietro e con lui il baseball, come è ormai riconosciuto anche dai suoi più acerrimi nemici (questa, credetemi, è la cosa più triste: nello sport avere nemici invece che avversari, leali avversari!), ha fatto il vero salto di qualità.

    Quanto all’incredibile piagnisteo sul livello di gioco (spesso fatto da chi il baseball non lo ha mai giocato!), si continua a far finta di ignorare che la proposta di allargamento contiene una novità rispetto al passato (la fase di qualificazione), tale da relegare alla sola prima fase della regular season, restituendo con gli interessi il meglio del baseball italiano nella seconda fase. Nulla di quanto conquistato in termini di livello verrà buttato a mare, e altre società potranno ricevere i benefici di una migliore visibilità, cosa alla base dell’approvvigionamento economico di qualsiasi club.

    Approvvigionamento economico che è alla base dello sviluppo del movimento, inteso come moltiplicazione dei club e dei praticanti da cui estrarre in quantità giocatori di livello come in passato.

    E a tal riguardo, Manzini lo confermi, non c’è accademia che regga se non si moltiplica il numero dei praticanti.

  47. Giovanni Priano 27 settembre 2017 at 05:29 -

    In questi giorni, ho sentito delle dichiarazioni da parte del comitato IBL, le quali non osteggiavano l’allargamento a 10 squadre nel 2018 e 12 nel 2019 e che sia Imola che Castenaso sarebbero state accettate senza problemi.
    A questo punto è evidente che la questione bacino d’utenza e vicinorietà è stata intordotta solamente per salvaguardare il Nettuno City nei confronti del Città di Nettuno.
    Tutto questo rende ridicola, la loro proposta.
    Ci vuole una riforma, importante e condivisa dalla più ampia parte dei soggetti in gioco, Federazione, società e soprattutto utenti finali.
    Ma la cosa fondamentale è costringere le società di IBL ad avere un settore giovanile, obbligarle ad utilizzare i giovani del vivaio in prima squadra, tornare alla IBL2, obbligare alle franchigie, la struttura deve essere quella del baseball USA, con la società maggiore e un certo numero di affiliate.
    Le accademie vanno rafforzate, perchè è il solo metodo per far crescere i migliori talenti. Basta farsi un giro per i campi italiani del settore giovanile, per vedere quanti talentuosi ragazzi hanno evidenti lacune sui fondamentali e sulla preparazione fisica. Sapete quanti investimenti servirebbero ad una società per garantire una crescita professionale magari al solo vero talento che ha la fortuna di avere? Il settore giovanile è la linfa vitale, assolutamente necessaria, se trascuriamo quello il movimento è morto!!!!

  48. Manzini 27 settembre 2017 at 06:44 -

    Carissimo Ezio, non entro in merito alla questione dell’allargamento o meno delle partecipanti, ho solo espresso un parere educato, in seconda battuta, su quanto detto dall’Alda.
    Speriamo metta la testa fuori dal finestrino.

    Un saluto
    Stefano

  49. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 27 settembre 2017 at 07:00 -

    … “tale da relegare alla sola prima fase della regular season …”
    E’ ovvio che mi è rimasto nella tastiera “… l’handicap delle partite squilibrate”.

    Parlando dell’aumento del numero dei praticanti e dei tanti grandi atleti italiani del periodo di Stefano Manzini, mi viene in mente un racconto che Baseballmania ha pubblicato nel periodo natalizio dello scorso anno dal titolo “… quel bambino che chiedeva il fuoricampo”. Non era una storiella di Natale, ma una storia vera confidatami da un grande giocatore italiano che mi ha chiesto di non rivelare il suo nome. E così ho fatto.

    Perché ho ricordato questo episodio? Perché l’idolo di quel bambino era un grande giocatore italiano! Quanto vorrei che queste storie tornassero a ripetersi anche ora e si moltiplicassero!

    Il grande giocatore italiano, che sicuramente ci sta leggendo, abbandoni quella reticenza che tutti abbiamo apprezzato e mi sciolga dal vincolo di quel segreto! Ma forse ormai avrete capito chi è il grande campione!

  50. Giorgio 27 settembre 2017 at 07:08 -

    Beneck era un caterpillar: serie Nazionale, A1, A2,B,C1,C2 (mi pare) un numero importante di società e partite con i doppi incontri anche in A2; è vero erano tempi diversi ma anche la qualità e la quantità dei dirigenti era diversa, c’era più voglia più motivazione. I Baseball aveva una discreta visibilità non tanto in TV ma sui giornali e credo che Beneck avesse speso cifre importanti pur di avere delle pagine dedicate. Il dopo Beneck doveva essere drammatico, invece ci fu una repentina riforma dei campionati semplicemente: A,B,C ecc. (mi pare a metà degli anni 80) molte società di A1/A2 e B si ritrovarono nell’allora nuova serie B, ci fu un periodo di “assestamento” ma dopo una decina d’anni venne fuori la nazionale più forte di sempre. Mi viene da pensare che molti giocatori di “4 livello” di allora, per così dire, messi di fronte a quelli più “capaci” trovarono un adattamento una crescita quasi obbligata. Fa parte del gioco l’adattamento alle situazioni o no? Bisogna avere pazienza, anche se Marcon allargasse subito a 12, forse per qualche anno ci saranno delle squadre materasso, è ovvio, ma la crescita successiva sarà inevitabile, tanto più con le fasi di qualificazione ipotizzate. Da rivedere infine le politiche sui settori giovanili, è indispensabile aumentare velocemente il numero dei praticanti e le società che con coraggio e determinazione e immensi sacrifici cercano di curare i vivai vanno opportunamente incentivate.

  51. Alda 27 settembre 2017 at 09:04 -

    Ongina,
    lei, con la sua insistenza, ha fatto si che prevalesse l’istinto anziché la ragione quindi, ritenutosi offeso, le chiedo scusa. Per il resto, giusto o sbagliato che sia, perché non provare il cambiamento? La decisione toccherà alla nuova FIBS.
    Concludo ripetendo che, indipendentemente da tutto ciò, continuo a preferire l’Ongina di qualche anno fa

  52. ongina 27 settembre 2017 at 11:18 -

    Signor Cardea, la Sua ostinazione nel volermi dare torto pur dando ragione a chi mi dà ragione è persino commovente.
    Riesce a smontare persino la proprietà transitiva.
    Ringrazio il signor Manzini per il credito, mi onora riceverlo da un giocatore che ha una reputazione ed una carriera alle spalle di assoluto rilievo e che ben conosce il “peso” dei numeri realizzati da un giocatore nella massima serie. E anche in quella inferiore.
    Signor Cardea, per capire se un giovane italiano di Serie A può aspirare alla IBL si guarda cosa ha fatto contro i migliori 10 lanciatori del campionato.
    Nel 2017 sono tutti stranieri (1 forse 2 hanno la cittadinanza italiana acquisita) , con una media ERA che va da da 0.36 a 1.16 ed una media battuta patita in stagione che va da .126 a .204
    Ebbene, se il giovane italiano ha – nei confronti di almeno 7/8 di questi – una media battuta superiore a quella subita in campionato dal lanciatore stesso, allora può avere una chance di provare la IBL.
    Perchè , non dimentichiamolo, un lanciatore straniero di Serie A pur bravo è comunque il sottosottominimo sindacale per un lanciatore straniero in IBL ove è già stato o verrebbe bastonato.
    Certo, bisogna guardare i tabellini degli incontri, mantenere i calcoli aggiornati, per scoprire che i giocatori italiani (togliamo Angrisano) che toccano la soglia predetta si contano sulle dita di una mano, nemmeno tutte le dita…..
    Due dei 10 migliori lanciatori del campionato 2017 (Salas con 0.36 il migliore e Sosa con 1.08, ben 14 vittorie in due con 2 sole sconfitte) giocano a Imola che ben si distingue anche per media battuta, percentuale arrivi in base e media difesa. E’ giustamente in finale di campionato e giustamente ha un posto in IBL.
    Castenaso ha una buonissima media battuta, media slugger, media arrivi in base e media difesa.
    Infatti è in finale. Non merita di provare la IBL?
    Il giovane Astorri del Collecchio ha giocato un campionato straordinario con .406 di media (7° migliore battitore) battuta 663 di media slugger e 475 media arrivi in base, Yepez ha vinto 10 partite con 1.05 di media ERA.
    Non merita Collecchio di provare a misurarsi in IBL?
    La squadra del Collecchio ha le migliori medie battuta, slugger, arrivi in base e media difesa di tutto il campionato,
    Non meriterebbe di provare la IBL?
    I ragionamenti sull’accesso ad un livello di gioco superiore non possono essere generalisti, del tipo più siamo più ci divertiamo e la cosa farà bene al movimento. Da cosa è dimostrato? Non certo per evangelo da quanto accaduto in passato perchè le esperienze bisogna saperle contestualizzare nel loro e nel nostro tempo.
    Oggi, qui e ora, posto che ogni espansione produce un abbassamento del livello (Signor Cardea, ci sono statistiche MLB che lo confermano, non mi si intraversi dicendo che in Italia sarebbe diverso) quale sarebbe il vantaggio tecnico sportivo di una espansione non controllata?
    Le vengo incontro: sosteniamo assieme che la IBL 2018 salga a 12 squadre ammettendo anche le due semifinaliste del campionato, cioè Collecchio e Junior Grosseto.
    Non meriterebbero? Non sono a pari merito al terzo posto in classifica finale? Chi o cosa più di loro?
    Un saluto a Lei e al Signor Manzini.

  53. Nino Villa 27 settembre 2017 at 15:04 -

    In realtà l’ERA di Kevin Rafael Sosa Silva dei Redskins è di 0.99. Per un errore di classificazione, nella prima partita che ha lanciato a Godo le quattro riprese lanciate sono state attribuite a suo fratello Jorge Luis Sosa Silva e nonostante le comunicazioni inviate dalla società l’errore non è stato corretto. Regular season : ip 45.2; er 5 = 5×9 = 45/45.2 = 0.99.
    Marino Salas Ortega W 12; S 1; Kevin Sosa W 2 S 1. Nessuna sconfitta.

    Però Imola non ha e non avrà l’impianto a norma (e nemmeno i baiocchi !) ed ha solo poco meno di 70.000 abitanti.

  54. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 27 settembre 2017 at 21:46 -

    Signor Ongina,

    Io non do torto a nessuno: mi limito a giudicare il Suo pensiero, come quello di qualsiasi altra persona, senza alterarlo allo scopo di trovare qualche ragione per darne un giudizio negativo non altrimenti possibile.

    Lei, invece, continua imperterrito ad interpretare a modo suo quanto dico riferendo in modo parziale i miei concetti ed aggiungendo cose che assolutamente non ho mai detto come ad esempio, “più siamo, più ci divertiamo”.

    Non ho mai fatto una simile affermazione che, pertanto, è solo una Sua apparentemente ingenua libera interpretazione che insinua l’esistenza, nelle mie tesi, di una sorta di superficialità che respingo al mittente.

    Ancora ripete, come se avessi affermato il contrario, che l’allargamento porta abbassamento del livello: ovvietà valida in ogni sport, ma Lei ha bisogno di conferma delle statistiche della MLB!

    In compenso ignora la mia sottolineatura ( più volte ribadita) della introduzione della fase di qualificazione come strumento per togliere di mezzo l’abbassamento del livello.

    Che tipo di furbizia è mai questa?

    Non è la prima volta che devo farLe simili osservazioni e Le assicuro che la cosa, oltre a farmi male interiormente, mi porta a cambiare, non certo in positivo, l’immagine che di Lei mi ero fatto.

    Mi pare di capire che per Lei il baseball italiano è concepibile solo a livello professionistico; io, con maggiore aderenza alla realtà, dico che il baseball italiano è tuttora a livello dilettantistico e rimarrà tale per molto tempo. Ammesso che non regredisca del tutto se non cambieremo registro.

    Proprio per essere dilettantistico il baseball per me è ancora più Sport con la “esse” maiuscola. Proprio per questo è una cosa ancora più seria del professionismo perché di mezzo ci sono i valori etici più alti mentre nel professionismo l’unico valore che conta è il denaro.

    Per divertirmi vado al cinema, al teatro, al mare, alla giostra col nipotino. Al baseball sono sempre andato, sia da giocatore che da tecnico, per passione, e ho sempre cercato di dare al massimo quanto era nelle mie possibilità, con la stessa serietà ed impegno che ho sempre messo nel lavoro.

    Anche se non ho giocato ai livelli di Manzini, ho affrontato sul campo atleti della portata di Glorioso, Lerker, Calzolari, Consonni, Passarotto … dando loro qualche dispiacere.

    Ma poi, spero non Le sfugga, ho fatto anche il manager quando, perso lo sponsor Standa, la squadra dei fratelli Mangini ha dovuto ricominciare dall’ultima serie con i ragazzini. Mi vanto di aver riportato la squadra , vincendo tre campionati in tre anni consecutivi, in serie cadetta e di aver vinto anche un campionato in tale serie. Non siamo passati in prima divisione per mancanza di sponsorizzazioni adeguate.

    Mi vanto di questi successi per il fatto di averli raggiunti senza l’aiuto di stranieri, né di giovani che provenissero da un territorio eccedente l’hinterland milanese: solo col lavoro sodo sui nostri giovani. Mi vanto perché ho sempre insegnato ai ragazzi cosa siano la sportività, la correttezza, la lealtà: ho dato il buon esempio e sono stato seguito, perché nel 1978 la mia squadra è stata onorata della Targa Disciplina della Serie A (ora A Federale). Ed è questo il mio più grande vanto. E soddisfazione.

    E Lei, cosa ha fatto e cosa ha dato al baseball? Ha mai giocato e a quale livello?

    La Sua inclinazione ad ammantare i Suoi interventi di statistiche e dati che secondo Lei dovrebbero (non so come) supportare le Sue tesi, se possono abbacinare qualcuno, sicuramente non impressionano il sottoscritto.

    Inoltre io posso coniugare tutti quei dati con la mia esperienza in campo, Lei no perché, se mai Lei abbia usato guantone e mazza, sicuramente non lo ha fatto in prima serie dato che il Suo nome non compare nelle Schede Vita della FIBS.

    Lei, per non smentire il suo pessimo vizio di attribuirmi cose che non ho mai detto, pone una domanda che presuppone un mio sostegno ad una “espansione non controllata”: quando mai ho sostenuto una cosa del genere?

    Ha letto quanto ho ripetutamente scritto su questo ed altri siti circa l’impostazione che darei al massimo campionato e ai campionati minori in tutto il territorio italiano?

    Evidentemente non lo ha letto: la cosa non è assolutamente grave, ma è grave che Lei mi attribuisca cose che non ho mai detto o scritto.

    Tutto ciò mi inquieta: non perché tema le Sue argomentazioni, ma le Sue … libere interpretazioni delle mie.

    Mi dispiace, Signor Ongina, ma con Lei non mi è più piacevole conversare.

  55. Mah 28 settembre 2017 at 08:35 -

    Comunque aldilà dei km e del livello l’aspetto fondamentale e tutt’altro che semplice da studiare sarà la regolamentazione delle rinunce e dei ripescaggi. Se si sbaglia quello o salta la meritocrazia o saltano le squadre creando danno al movimento di base

  56. Ongina 28 settembre 2017 at 13:28 -

    Buon giorno signor Mah, ottime osservazioni. La classifica , nel baseball, sempre che il baseball italiano non faccia eccezione , si determina con il criterio millesimale al termine dell a Regular Season. Considerate le due finaliste quali occupanti i primi due posti del ranking del campionato e già assegnatarie della promozione in IBL, il terzo e il quarto posto si assegnano guardano alle altre semifinaliste e alla loro classifica in millesimi di Regular Season
    3. Grosseto .800
    4. Collecchio .786
    Poi a seguire le altre per la loro classifica in millesimi al termine della Regular Season
    5. Paternò .690
    6. Nuova Città Nettuno .650
    7. Bollate .643
    8. Firenze .607
    9. NBP Ronchi .536
    10. Modena .500
    11. Senago .464
    12. Grizzlies TO .462
    13 Viterbo .450
    14 CUS Brescia .407
    15 Potenza Picena .400
    15 Nettuno Elite .400
    17 Sala Baganza .393
    17 Valpanaro .393
    19 Godo .363
    20 Verona .357
    21 Macerata . 222
    22 Oltretorrente . 133

    Spero di aver aiutato il dibattito.

    Per tornare agli argomenti scritti dal signor Cardea nel suo post del 25 settembre alle ore 21.47 che ritrascrivo
    – “…oltre alle 2 prime classificate di A Federale devono essere interpellate le due seguenti in classifica”….
    – ” Nel caso in cui qualcuna non avesse i requisiti necessari bisogna interpellare le società immediatamente sotto in classifica….. nel rispetto della meritocrazia e delle regole che attengono ai requisiti necessari (Stadio, attrezzature, ecc), alla partecipazione al massimo campionato”….
    I punti di sospensione non nascondono nulla, il testo non si presta a interpretazioni letterali diverse da quella che segue. Quindi, non avendolo mai fatto prima, preferisco toglierLe l’argomento che io interpreto a mio uso le sue parole
    Quindi, signor Cardea, siccome sono io quello che di baseball non capisce niente, noto che Lei ha scritto che in caso di rinuncia delle prime due classificate devono essere interpellate le altre in base ai REQUISITI NECESSARI, non perchè in base alla classifica accettino il subentro in classifica..
    E quando riprende il discorso della “meritocrazia” lo fa quale criterio non separato dalle regole che attengono ai requisiti necessari di stadio attrezzature ecc. alla partecipazione al massimo campionato.
    Bisogna avere classifica e impianto. La classifica serve solo per regolare l’ordine delle squadre con “Impianto” con cui sedersi al tavolo.
    Davvero democratico e rispettoso della meritocrazia.
    E chi sceglie? E perchè dovrebbe essere questo il requisito determinante e scriminante?.
    La classifica è classifica: non si sceglie con chi interloquire saltando il ranking perchè qualcuno OGGI al posto X in classifica non ha l’impianto adatto, e allora lo si salta e si va dalla squadra due posti più in giù perchè OGGI ha l’impianto già adatto magari , quale eredità del BWC 2009.
    Dico OGGI per l’impianto perchè i requisiti – salvo deroghe molto complicate in IBL dove gli standard rispondono soprattutto a requisiti di sicurezza conformi agli standard internazionali – devono sussistere al momento della iscrizione al campionato.
    Signor Cardea, i suoi argomenti fanno acqua e per cercare di togliere valore ai miei sminuisce il valore dei numeri nel baseball, a cui faccio frequentemente riferimento, che invece come vede aiutano, e mi attacca personalmente.
    Ora mi dirà che non voleva dire quello che ha scritto e che io travio la letteralità delle sue parole.
    Ho solo commentato la lettera – parole copiate una a una di un suo precedente intervento – e dico che il suo criterio è molto lontano dalla meritocrazia e toglie alle squadre l’unico argomento vero che – in un contesto paritario che vede precedenze e successioni in base al risultato maturato sul campo -hanno da far valere con la FIBS : la loro classifica.

    Un plauso alla intuizione del signor Mah.

  57. Luca20 28 settembre 2017 at 19:25 -

    Per quello che è diventata, con tutti i suoi pro e contro, l’IBL, deve continuare ad esistere nella sua attuale forma.
    La Federazione dovrebbe mantenere una minima parte di controllo sulla “lega”, diciamo il 10-20%, per potersi garantire la possibilità di convocare gli atleti per la nazionale, ed la gestione amministrativa dei campionati. Il resto, devrebbe essere gestito autonomamente dalle squadre, in quanto alla fine dei conti, sono loro che fanno l’investimento economico.

    La Fibs deve concentrasi sui campionati Federali (ABC) e al settore giovanili, alla formazione di tecnici…ect ect ect…

    E quelle squadre che dimostrano di avere un piano sportivo ed i “tools” per poter far parte della lega, dopo approvazione della federazione (di abbandonare i campionati federali) e del comitato IBL, entrerà a farne parte.

    Cmq per il resto Ongina ha ragione.

  58. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 28 settembre 2017 at 20:23 -

    Lo sproloquio del Signor Ongina è totalmente fuor di luogo e tende a far pensare, nonostante la trascrizione di quanto ho scritto, che io dia poca importanza alla meritocrazia.

    Per contro, per colmo dei colmi si erge lui a difensore della meritocrazia, proprio lui che sostiene il progetto che ripropone più o meno le stesse condizioni fissate per partecipare ad IBL in occasione della riforma di Fraccari. E, come è noto, con la eliminazione di promozioni/retrocessioni, il merito è andato a farsi benedire, spodestato da altri parametri: o ti compri gli atleti degni di partecipare o stai fuori; o hai uno stadio con questi requisiti o stai fuori; o attrezzi gli stadi adeguatamente con ristoro ed altre comodità o stai fuori; devi fare marketing e business o stai fuori ….

    Alla fine poi, l’unica condizione osservata … è stata la prima elencata!

    La meritocrazia, invece, sta al centro della politica di Marcon che senza tanti indugi ha ripristinato le “promozioni/retrocessioni”.

    Su questo io sono d’accordissimo. Come posso aver detto ciò che finge di capire Ongina?

    Poi la Federazione ha le sue esigenze e quindi per il bene del movimento agisce in base ad un progetto che, in quanto tale, non può essere bloccato da pretestuosi agganci a regolamenti, circolari o cavilli di altro genere.

    In ogni caso, ci sarà pure un organo di giustizia FIBS o CONI cui deferire il Presidente Marcon se infrange le circolari agonistiche! Se ciò non succede, vuol dire che può farlo, con buona pace di Ongina e delle sue parole di scredito (Marcon si fa beffe di …).

    Ongina continua a travisare ciò che scrivo. Per fortuna non è Lei l’unico lettore anche se credo che dopo i suoi continui ed irriverenti interventi, chi la pensa diversamente da lui si asterrà dall’intervenire per non subire analogo supplizio.

    La sua irrefrenabile inclinazione a travisare ciò che scrivo ha colpito ancora facendomi passare per maleducato: mi accusa di aver scritto che lui di baseball non ne capisce niente. Ma io ho detto, come tutti possono constatare, che a lui manca l’esperienza in campo o, se ce l’ha, è poco rilevante perché non è arrivato a giocare in prima serie.

    Quindi ho detto cosa ben diversa e soprattutto, non ho detto nulla di offensivo perché non è una colpa non aver giocato a baseball o non essere arrivato a giocare nel massimo campionato! Così fosse, avrei offeso qualche decina di milioni di italiani! Lui, invece, unico tra le decine di milioni di italiani, si è sentito toccato nel vivo, e non so perché. E’ solo un quid in meno che potrebbe indurlo, per esempio, ad appoggiare una regola sull’obbligatorietà degli under compresa, se non erro, nella bozza di riforma federale. Questa regola è un errore. Ciò che si tende ad ottenere si può ottenere benissimo e meglio in altro modo, senza inquinare le partite e senza rischiare di bruciare qualche giovane come già successo all’epoca della regole degli under.

    Mi chiedo che diritto abbia Ongina e come si permetta di farmi passare per quel che la mia educazione non mi consente.

    Infine credo che il signor Mah (destinatario, come Manzini, di un chiaro disperato gesto di “captatio benevolentiae”) non intendesse dire esattamente ciò che Ongina ha voluto capire ad “usum delfini”, ed il suo solito sproloquio di dati mi pare abbia ben poca attinenza con quel commento. Mah!

  59. Giorgio 29 settembre 2017 at 07:10 -

    Sig. Ezio sottoscrivo in toto le sue opinioni. Le cose sono abbastanza semplici: IBL se avanti così sarà affare esclusivo di quattro squadre, non ci vuole un genio per capire. La realtà del movimento è abbastanza triste, in primis il calo dei tesserati; urgente invertire la tendenza anche a costo di giocare nei campetti degli oratori, come si faceva quando stavamo peggio. L’attività federale tutta si deve concentrare sull’aumento dei praticanti e sulla visibilità; io non ho mai giocato in prima serie, ci sono arrivato vicino ma non mi sento da meno dei sapientoni del baseball che sono ai vertici FIBS e/o manager in IBL, credo che per far ripartire tutto il movimento siano necessarie tante squadre di serie C (magari anche D), invidio realtà del friuli, nelle marche, lazio, toscana, dove le attività giovanili sono la priorità, lo sfogo naturale dopo l’under 16/18 diventa la serie C/B altrimenti non giocherebbero più, allora tutti i discorsi fatti fino adesso che utilità hanno? Avessimo 40/50.000 tesserati invece di 17000 scarsi! Si troverebbero anche gli atleti per la blasonata prima serie, la selezione viene da sola.

  60. Ongina 29 settembre 2017 at 08:03 -

    Signor Cardea, ho ritrascritto le sue esatte parole. Resti sull’argomento tecnico di CHI ammettere alla IBL in assenza della CERTEZZA (attuale) della promozione di due squadre alla IBL 2018.
    Come prevedevo: oltre a non riuscire a darmi ragione dando ragione a chi mi dà ragione, riesce a non volere darmi ragione quando usando le sue esatte parole per quel che vogliono letteralmente e inequivocabilmente dire dimostro che scrive cose insensate e fuori da ogni principio sportivo e di diritto sportivo.
    Non vaghi, non svii il confronto con le mie critiche nei suoi confronti sull’argomento di CHI ammettere alla IBL 2018.
    Lei svia cercando di sollevare fumo sulla formula del campionato , sul COME , ma non ha detto sino ad ora alcunchè di ragionevole sul CHI ammettere al campionato.
    Il suo contributo alla discussione è sempre fumoso e ipotetico, non sostenuto da alcun argomento praticabile sul piano gestionale..
    Se lei era capace di stilare una classifica della serie A 2017 (lei argomenta parlando di “classifica”, no?) , perchè non l’ha fatto, dopo lo spunto del signor Mah?
    Io ho sviluppato l’impulso dato dal signor Mah alla discussione e Lei lo definisce capatatio benevolentiae…..
    Quindi, quando qualcuno dà ragione a Lei va tutto bene, quando danno ragione a me e ringrazio o proseguo sul solco è “captaio benevolentiae”
    Signor Cardea, Lei usa l’argomento del Marchese del Grillo in un Forum aperto a tutti: io sono io e voi (anzi Lei, Ongina , perchè si rivolge a me in specifico davanti a tutti) non siete……….
    Signor Cardea, le credenziali che Lei spende , per come sono usate (Lei non sa chi sono io) non contano nulla e sono offensive per almeno il 95% dei lettori di questa rivista che sono semplici lettori e semplici sportivi.
    Io non misuro le mie credenziali Sportive/Organizzative/Dirigenziali/Executive con le sue per dare forza ai miei argomenti: gli argomenti che uso, sempre discutibili, hanno razionalità e precisi riferimenti.
    Non sempre sono esatti, ma contribuiscono a dare una soluzione realizzabile ad un problema.
    Non fa bella figura continuando a ripetere cosa ha fatto nel passato pensando che la cosa le dia autorevolezza oggi, a prescindere: Josè Canseco ha battuto 464 homerun in carriera e oggi vive in miseria, Bud Selig non ha una statistica di baseball e per 22 anni è stato Commissioner della Major League Baseball.
    Su, signor Cardea, si faccia forza con argomenti validi non col “Lei non sa chi sono io” oppure “Lei chi si crede di essere”.
    Concludo seguendo il suo ragionamento,e le sue parole, del 25 settembre e Le chiedo: in base al suo criterio congiunto di classifica e strutture, quali sono le squadre che dovrebbero essere interpellate dalla FIBS indipendentemente dalla classifica delle altre per valutarne la disponibilità a partecipare alla IBL 2018?
    Ha notato che in un mio precedente post avevo fatto l’elenco di chi ha OGGI un impianto a norma avuto dalle Amministrazioni – con fatica e lavoro del Comitato Organizzatore Locale – in occasione della BWC 2009? Ci aggiunga Ronchi che ha adattato il Gaspardis agli standard IBL nel 2013 e nel 2017 ha rinnovato tutti seggiolini, ha una food court invidiabile e un territorio (la stessa Ronchi, Redipuglia, Staranzano, Cervignano ecc.) formidabile che vive il baseball e il softball.
    Per cortesia, non stia più nel vago e faccia nomi di squadre e abbinamento di impianto, quindi in base alla classifica finale della Serie A 2017 le metta in ordine di consultazione da parte della FIBS.
    Faccia nomi, si esponga, si metta in gioco, esponga il fianco alle bordate di chi la criticherà.
    Prima vivere poi fare filosofia dicevano i Latini: ecco, prima faccia pubblicamente una classifica basata sui suoi criteri di ammisione alla IBL 2018 a 12 squadre, poi faccia pure filosofia sulla formula a due gironi, fase finale , relegazioni eccetera.
    Se non la fa Lei, ovviamente, la farò io per Lei, basandomi sulle Sue esatte parole del 25 settembre u.s.
    Cordialità.

  61. adriano Fuso 29 settembre 2017 at 13:13 -

    Ho letto molte dissertazioni, alcune inteligenti, altre condivisibili ( le due cose non sempre coincidono ), alcune simpatiche, altre ancora false come le lapidi: ora vi dico veramente la mia: il nostro baseball non è sceso di livello anzi il contrario dal 2008 in avanti diverse nostre squadre sono andate a disputarsi le Word Series giovanili negli States, alcuni nostri giocatori hanno fatto contratti con i professionisti, non abbiamo più terza base universitari americani che salgono sul monte e diventano dei grandi lanciatori( oggi un soggetto simile verrebbe preso a bastonate anche con le mazze di legno, i grandi battitori degli anni ottanta usavano l’alluminio ) il problema è che ci sono meno soldi soprattutto per evidenti motivi fiscali che tutti conoscono. Per sperare di reperirne altri bisogna allargare il bacino e non avere un campionato che è L’Emilia Romagna contro quattro altri raccattati alla bene e meglio. La proposta delle otto sorelle è arrogante, perché si prende il diritto di decidere per tutti non avendo nemmeno le risorse economiche per farlo e lo dico per esperienza diretta: a parte Bologna, San Marino e Rimini, le altre boccheggiano. Le condizioni poste, anche se avessero i soldi fanno ridere i polli, 700 lux all’esterno Parma e Nettuno di sicuro non li hanno, il tabellone segna punti a Parma è una comica, la distanza di 25 km tra San Marino e Rimini non cè, Nettuno Sesto Fiorentino e San Marino hanno 80000 abitanti come io sono Papa Francesco, 122 metri al centro ce li hanno forse Bologna e Parma e potrei continuare: le regole se si fanno prima le si rispetta e poi si chiedono agli altri. Poi si chiudono i debiti con la FIBS passati presenti e futuri e poi si apre bocca. Aggiungo che una delle otto sorelle non ha mai avuto un suo settore giovanile e blatera solo perché ha la bocca. Per cui care le mie otto sorelle: fly low dodge the stones !

  62. adriano Fuso 29 settembre 2017 at 13:50 -

    Per il resto ha ragione il Sig. Giorgio, abbiamo bisogno di molte più serie C, perché se un giovane gioca in una squadra che fa la serie superiori e non ne è all’altezza quando supera gli anni o fa la panca o smette, abbiamo bisogno di aumentare le squadre, fare un campionato giovanile in quasi tutte le regioni è economicamente pesantissimo o impossibile per ragioni logistiche, si potrebbe fare facendo campionati misti tra società federali e compagini scolastiche; occorre eliminare i titoli italiani di categoria nessun manager gioca a perdere per cui farà giocare sempre i meglio perendo per strada gli altri, usiamo come titolo solo il torneo delle regioni che tra le altre ha anche uno sbocco internazionale, magari sdoppiando la compagine emilino-romagnola in due ( l’idea non è mia ) altrimenti ci vanno sempre o quasi loro e le altre regioni si stufano. Soprattutto occorre smettere di piangersi addosso, gli unici che hanno una possibilità di vincere sono quelli che hanno fiducia in se stessi !

  63. Nino Villa 29 settembre 2017 at 18:04 -

    La querelle Ongina versus Cardea sta diventando stucchevole, quando la questione è più semplice: l’era Fraccari è stata spazzata via dalla maggioranza delle società che hanno apprezzato le proposte di Marcon, soprattutto l’abolizione dell’IBL – e fa pena che chi solo due anni fa le scriveva contro, oggi ne faccia parte firmi documenti con criteri topografici e anagrafici – e la reintroduzione di promozione e retrocessione per la Serie Nazionale. Come paletto provvisorio è stata emanata la C.A.A 2017 con il diritto delle due finaliste della Serie A a parteciparvi. Poi si è proposto ad un ulteriore allargamento per un campionato a 12 con due gironi ecc.ecc. e questo non ha tolto il diritto per le due finaliste. Conseguono alcune considerazioni : 1) la Fibs ha il diritto di intervenire per strutturare i campionati (Fraccari lo fece istituendo IBL, IBL2, e facendo poi marcia indietro).
    2) Se alle “otto sorelle” non va bene la proposta della Fibs, si facciano la loro Lega con tutti i relativi costi.
    3) Se questo portasse ad un divieto per i giocatori ad essere in Nazionale, poco male: tra ASI, AFI e “paisà” la Nazionale nascerebbe ugualmente.
    4) Quella che sarà le Serie Nazionale Federale crescerà gradualmente riportando pubblico e interesse in diverse piazze.
    5) Se per il 2018 Imola e Castenaso rinunciassero alla S.N. la Fibs dovrebbe permettere la cessione del titolo sportivo, non disattendendo all’art. 24.12 del R.O. ovviamente a società che abbiano le condizioni strutturali ed economiche.
    6) Ove non ci fosse chi vuole acquistare il titolo sportivo, per completare la S.N a 12 squadre, dopo aver definito gli status ASI, AFI, comunitari e italiani la Fibs potrà interpellare le società secondo una graduatoria di merito: le semifinaliste Collecchio e Jolly Rogers, poi le migliori seconde Città di Nettuno e Paternò poi in ordine di classifica del girone B (da cui provengono le due finaliste), del girone A e del girone C (di sole sei squadre).
    7) Obbligo per le squadre che vogliono essere in S.N.ad avere il settore giovanile completo.
    Avanti con la riforma e chi si è visto si è visto.

  64. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 settembre 2017 at 18:37 -

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire né capire.

    “Lei non sa chi sono io?” Non sono così sprovveduto da da rendermi comico al punto di pronunciare o far pensare a frasi del genere!

    Ma tant’è, questo è quello che pensa di me Ongina.

    Mi sono vantato? E’ forse vantarsi dire che ho giocato nella massima serie ma non ai livelli di Manzini, come ho volutamente precisato proprio perché prevedevo la canzonatura di Ongina?

    Mi sono vantato sì, ma di ben altro: di aver saputo far crescere i giovani sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello della lealtà e della correttezza di comportamento. Conservo la Targa Disciplina: mi vanto anche di questo e torno a ripeterlo con orgoglio, perché la correttezza e la lealtà sono le cose cui tengo di più. Nello sport e nella vita.

    Ma Ongina continua a farmi passare per quel che non sono e ad attribuirmi cose che non dico e tanto meno penso.

    La conversazione con lui, per quanto mi concerne, è finita perché non è più uno scambio di vedute, ma un battibecco che può solo annoiare chi legge e nuocere alla qualità di questo blog.

  65. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 settembre 2017 at 19:19 -

    Ringrazio i Signori Giorgio e Adriano Fuso e i tanti altri lettori i cui interventi, al di là della condivisione dei miei ragionamenti, attestano che non ho scritto cose incomprensibili o contraddittorie.

    Stringendo all’osso l’argomento, la questione è: continuare come prima o cercare una via d’uscita?

    Io e, come mi pare, molti lettori, scegliamo la seconda opzione. Se non altro per non perseverare negli errori …

    Ma a togliere ogni dubbio sulla scelta c’è un’altra ragione scritta da un grande dell’umanità:

    “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose ….E’ nella crisi che sorge l’invettiva, le scoperte e le grandi strategie …”
    ALBERT EINSTEIN