La capolista vince ancora con l’ottimo Quevedo. Sospetta lesione del legamento collaterale esterno per Nunez

Pubblicato il Apr 18 2015 - 12:18pm by Flavio Orati

“Just like rolling stones” il Tommasin Padova fa suo per 4 a 0 il primo match della quarta giornata dell’IBL che vede ospitare per entrambi i confronti il  Città di Nettuno. Non sono state quindi deluse le attese del pubblico padovano – anche se l’incontro ne avrebbe meritato di più… – che ha potuto assistere ad un baseball di qualità giocato dalla squadra della città del Santo senza che la pressione della giornata potesse far perdere la concentrazione ai ragazzi di Khelyn Smith. Sono due gli incontri che il Tommasin gioca lasciando a zero punti gli avversari se non consideriamo gli innings del tie-break della scorsa settimana, mantenendosi a pieno titolo al vertice dell’IBL con un attacco che risulta essere puntualmente proficuo al momento opportuno nonostante il conto degli uomini lasciati in base. Peccato per il brutto incidente occorso al valido interbase del Nettuno Luis Nunez che nella fine della quarta ripresa giocando un doppio scivolava sullo spigolo del cuscino di seconda procurandosi una sospetta lesione al legamento collaterale esterno andando sfortunatamente ad incrementare il conto nell’infermeria dei laziali. Tornando al match amministrato fin da subito in vantaggio con due punti al primo attacco grazie ad un doppio profondo di Sciacca che veniva colto fuori base nel tentativo di raggiungere la terza dal taglio preciso dell’interno ed incrementato al terzo inning dal punto di Sartori, la produzione dei padovani veniva chiusa a 4 punti dalla immancabile legge dell’ex. Raffaele Medoro entrato fin dall’inizio a ricevere per la scelta di Smith obbligata dalla regola sul quarto straniero, non poteve essere più indovinata di così tanto che l’ex nettunese batteva lungo il primo lancio del rilievo Jhonny Montoya che aveva appena rilevato Paul Estrada dalla sua fatica, oltre la recinzione tra il centro ed il destro per il quarto punto del Tommasin. Che dire poi della impeccabile prestazione dei lanciatori stranieri che nella collaudatissima tornata partente rilevo e closer, hanno confermato il loro pieno contributo al successo fin qui ottenuto dal Tommasin. Carlos Quevedo non ha fatto toccare il cuscino di prima a nessuno dei battitori del line-up laziale fino al quarto quando Retrosi rompeva il ghiaccio per le mazze nettunesi battendo una valida sulla terza base a guardia di un Massimiliano Sartori che anche ieri ha saputo sfoderare le sue plastiche prese con eliminazioni spettacolari. Tutto ha girato alla perfezione poi con il rilievo del Tommasin – Enrique Gonzales subentrato all’ottavo inning e che spegneva definitivamente ogni velleità dell’attacco del Nettuno quando consentiva un doppio difensivo ad opera di un Epifano immancabilmente pronto su ogni rimbalzante, chiudendo con uno stike out sul pinch hitter Bosco appena subentrato ad un opaco Caradonna. Il nono inning veniva chiuso dal closer Calero che con due K e una presa al volo dall’esterno centro chiudeva la partita. Il conto alla fine parla chiaro: 9 a 4 le battute valide a favore del Tommasin – che comunque non raggiunge la somma delle valide a due cifre – mentre sommano a 12 contro 11 il totale delle eliminazioni al piatto dei quali 9 sul conto di Quevedo, 1 su quello di Gonzales e 2 per il closer Calero, contro i 5 di Estrada, uno in meno di Montoya. Adesso la palla passa alla seconda serata con il mound riservato ai lanciatori di scuola italiana che piching coach Horacio Estrada ha seguito con particolare attenzione e che attende la piena conferma di Enrico Crepaldi saldo nel ruolo di partente. Stasera il secondo capitolo di un bel baseball a partire dalle 20 e trenta sempre dal Plebiscito di Padova per l’attesa ciliegina sulla torta.

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!

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  1. Ginobovo 18 aprile 2015 at 23:36 -

    Complimenti Flavio. Finalmente un articolo interessante e competente .