La saldezza di nervi di Escalona, la partita magica di Fhurong e… Paoletti il nono del lineup che batte più di tutti in IBL

Pubblicato il mag 6 2014 - 12:56pm by Maurizio Roveri
Il baseball è principalmente un “gioco mentale”. Chiaro che è anche fisicità, atletismo, tecnica, resistenza, potenza, occhio, riflessi, controllo, velocità di gambe, rapidità di mani. Però, essendo sport complesso e intelligente, la forza mentale assume un aspetto prevalente. Determinante. José Escalona lo ha dimostrato, per come ha saputo controllare la pressione e le tensioni in quel dodicesimo inning di sabato notte quando mettendo strikeout Francesco Imperiali  (con Jairo Ramos sul cuscino di terza e Mazzuca che aveva rubato la seconda) ha chiuso il più estenuante derby fra San Marino e Rimini. Il pitcher venezuelano dei Pirati, naturalizzato italiano ma non ancora con lo status di “asi”, ha respinto nel secondo inning di tie-break l’ultimo assalto dei Titano Bombers. Permettendo  ai Pirati di conservare il punto di vantaggio e di vincere per 3-2 una maratona di oltre quattro ore, terminata poco dopo la mezzanotte, nel freddo e nell’umidità. Snervante era stata l’attesa – tra pioggia, campo allagato e rinvìì – di questa prima battaglia. Già era una gara accompagnata da una forte intensità drammatica per via della situazione in classifica alquanto irrequieta delle due squadre. Intensità drammatica accentuata, poi, dal maltempo , dalle cattive condizioni del diamante del “Serravalle Field” e da una lunga attesa che ha ulteriormente caricato di tensione le due squadre. Rinviata venerdì sera, la partita è stata rinviata il sabato pomeriggio (sopralluogo alle 15,30), anche la domenica a mezzogiorno e finalmente è stata possibile metterla in programma alle ore 20 di domenica sera.
E ne è venuto fuori un braccio di ferro esasperante. Con i Pirati che sono passati per primi al comando con un homer da 2 punti del loro imperioso Alex Romero, la risposta del San Marino che pareggia al 7° inning su un doppio di Avagnina, , altre quattro riprese in perfetta parità fino a… quel singolo di Zileri che riempie le basi al 12° e la battuta utile del sempre prezioso Bertagnon a spingere Salazar a casabase Salazar per il 3 a 2.
Il baseball – dicevo – è principalmente un gioco mentale. Vive sul “faccia a faccia” fra lanciatore e battitore. Il baseball ti cattura e ti appassiona con la guerra dei nervi fra l’uomo che sta sulla collinetta e tiene in pugno un’arma che è la pallina e l’avversario che gli sta di fronte – a poco più di 18 metri di distanza – impugnando la mazza con sguardo truce e la voglia pazza di girarla forte e veloce e di colpire duro per scaraventare lontano lontano quella pallina: o comunque per produrre una battuta che possa essere inafferrabile per i difensori. E’ una sfida psicologica, fra “segnali” del catcher (compagno di squadra e “guida” del lanciatore), lanci dritti veloci e palline gonfie di effetti che cercano diabolicamente gli angoli più nascosti della zona dello strike, e i battitori che provano ad intimorire il pitcher e lo scrutano attentamente per capire dal caricamento quale tipo di lancio può arrivare. E magari, in attesa della palla giusta da battere, lo tengono lì e gli mettono pressione costringendolo con i “faul ball” a fare diversi lanci. Che può significare anche innervosire il lanciatore. Tutto questo fa parte della bellezza di questo sport “complicato” ma, al tempo stesso, fascinoso.
José Escalona è un lanciatore che, a Rimini da questa stagione, sta specializzandosi nel ruolo di closer. Ruolo tutt’altro che semplice. Anzi, molto impegnativo. Anche se lanci soltanto un inning oppure due. Proprio perchè hai poco spazio per l’errore e per eventualmente rimediare, non è permesso al closer di sbagliare. Lui è il pitcher che chiude le partite: con l’obbligo dunque di “salvare” una vittoria mantenendo un eventuale vantaggio della propria squadra, oppure catturarla questa vittoria se sale sul monte in una situazione di parità o di svantaggio. E’ evidente che la saldezza di nervi sia una qualità indispensabile per essere un buon closer.
Quella saldezza di nervi che ancor più importante diventa quando si è agli extrainning e in particolare durante quel cammino infido e crudele che è il tie-break.
Ecco come interpreta il ruolo del closer un profondo studioso e conoscitore del nostro baseball, Franco Ludovisi, un veterano di quelli che hanno fatto la storia di questo sport in Italia, nominato nella Hall of Fame della Fibs nel 2009, ventisette campionati da giocatore a partire dal 1951 e quasi contemporaneamente anche allenatore, ancora in attività come lucido consulente all’età di 78 anni. “Il closer che si trova a doversi destreggiare in quella perfida boscaglia del tie-break deve essere un ottimo difensore poichè è ipotizzabile che gli avversari eseguano diversi giochi in diamante per far avanzare i corridori posti sulle basi. Se è lanciatore con lanci da strikeout, è meglio. Oppure deve essere abile a far battere in maniera poco efficace i battitori, facendo lavorare con una certa tranquillità la propria difesa. Inoltre è importante che sappia eseguire bene il pickoff per tenere bloccati i corridori sulle basi”.
LA TOP TEN DELLA SETTIMANA
LANCIATORE: JOSE’ ESCALONA (Rimini). Escalona, ovviamente. Per essere stato impeccabile e solidissimo nei due inning delicatissimi del tie-break d’una partita tormentata e stressante. L’uomo nato a Lara il 7 gennaio 1986, pitcher mancino, ex del San Marino e del Nettuno, in attività nel 2012 e 2013 nella Lega Messicana (Norte de Sonora) d’estate e nella Liga invernale venezuelana con la casacca dei Cardenales de Lara, è stato dominante sabato notte nei momenti-chiave dalla collinetta del “Serravalle Field”. Salito nel corso del decimo inning a posto di Marquez dopo i singoli di Albanese e Duran (e in situazione di 1 solo out), Escalona in 2.2 inning lanciati ha confezionato 5 strikeout (ai danni di Vasquez due volte, Jairo Ramos, Mazzuca, Imperiali) ed ha concesso soltanto 1 base su ball (intenzionale, a Ramos). Nessuna battuta valida. Prestazione di notevole consistenza. Ha messo in difficoltà i battitori con delle breaking-balls cariche di effetto che “spezzavano” di quasi mezzo metro.  Da sottolineare anche la “1 hit” di un LUCA PANERATI (Bologna) in chiaro recupero: 5 inning, 3 basi-ball, 1 valida concessa al Parma e nessun punto. Prestazione pulitissima.
CATCHER: RICCARDO BERTAGNON (Rimini). In perfetta sintonia con un enorme Mike Ekstrom (il “partente” di Rimini ha prodotto 12 strikeout in 6.2 rl, concedendo 2 basi-ball e 4 valide), con Enorbel Marquez e con José Escalona, il ricevitore parmigiano del Rimini conferma la sua concretezza e la sua importanza con quella battuta radente in campo opposto (out per l’assistenza del pitcher al prima base) che permette a Salazar di partire dalla terza base e di arrivare a punto. Per il 3 a 2. Nella partita più delicata e più importante dello scorso week end di IBL.  Maestose, come sempre, le stats di Osman Marval: 4 su 8 in totale, 1 doppio, 1 fuoricampo, 1 rubata, 4 rbi per il catcherone del Parma. Tuttavia, le sue grandi prestazioni non sono però bastate ad evitare due sconfitte a Bologna.
PRIMA BASE: DANILO SCORZIELLO (Nettuno B.C.). Davvero singolare la storia di questo nettunese trentottenne che debuttò quando aveva 21 anni nel Nettuno in serie A1 (stagione 1997), era un prospetto interessante ma dopo quell’anno da rookie scelse Anzio dove ha giocato per molto tempo diventando il capitano e la colonna vertebrale del team anziate. Più recentemente è stato capitano e pilastro dell’Urbe Roma (337 di average e 404 di slugging la stagione scorsa in serie A Federale). E dunque quest’anno è tornato a indossare la casacca della sua Nettuno, a distanza di 17 anni. Voluto fortemente dal direttore sportivo Alfonso Gualtieri, per il suo spirito, il suo orgoglio, la sua leadership, la sua capacità di fare gruppo. E anche nel rinnovato Nettuno di manager Claudio Scerrato, Scorziello ricopre la carica di capitano: è la squadra stessa che lo ha nominato come proprio leader. Qualche disagio iniziale, con la mazza fra le mani, nel trovare l’occhio e il ritmo della massima serie. Poi, in gara1 contro Il Tommasin Padova (sofferta vittoria 5-4) Scorziello ha colpito duro. Sbloccandosi. 3 su 3, e 3 rbi.
SECONDA BASE: RONALD CARL FHURONG (Nettuno2). Probabilmente lo straniero meno pubblicizzato della IBL. Di lui non si conosce tanto, anche perchè non ha esperienze professionistiche. Ha 24 anni, americano di Hollister, capoluogo della Contea di San Benito in California. Arriva direttamente dal college. La stagione scorsa con la Cal State Monterey Bay (NCAA) ha fatto registrare un interessante 338 di average (66 battute valide in 53 partite, nessun fuoricampo). Sta cercando di adattarsi alla mazza di legno, una novità per lui che proviene dall’Università, dove si usano le mazze di alluminio. Battitore destro non particolarmente incisivo nel primo mese di IBL, ma sul diamante di Godo ha trascinato il Nettuno2 ad un rotondo 7-0 in gara2 contro i Knights (lanciatore vincente Andrea Pizziconi). Il primo vero squillo di questo ragazzo californiano: 3 su 4, con 1 doppio, 4 rbi, 1 base rubata e 1 punto segnato. Difensivamente utilizzato in seconda base in gara1 e da esterno destro in gara2. Nel lineup del Nettuno2 (che ha colto la sua seconda vittoria stagionale) manager Trinci colloca Fhurong nella posizione numero 3. Alle sue spalle il cleanup Pedroso.
TERZA BASE: MELVIN SFORZA (Nettuno B.C.). Sta crescendo nel box di battuta, dove ora appare più solido. Importante il suo rendimento offensivo nel 5-4 degli uomini di Scerrato contro l’ostico Tommasin Padova. Per Sforza 2 su 3, 1 rbi e 3 punti segnati. E poi, 1 valida (su 4 turni), 1 rbi e 1 punto segnato anche nella partita che il team veneto (che non molla mai) ha vinto allo “Steno Borghese” per 8 a 6. Difensivamente Sforza si destreggia con abilità a guardia dell’angolo caldo di terza base e viaggia con un apprezzabile 958 di fpct.
INTERBASE: MASSIMILIANO SARTORI (Tommasin Padova): 1 su 3 con 1 rbi nella partita giocata in prima base; 2 su 5 con 3 rbi nella gara che lo ha visto al centro del diamante. Max a questo punto del campionato batte 250 e 970 di fld%.
ESTERNO SINISTRO: ALESSANDRO PAOLETTI (Nettuno B.C.). E’ un “caso” decisamente singolare che il nono battitore del lineup di una squadra sia… il battitore numero uno del campionato! Eh sì, dopo 10 partite di questa IBL il giocatore con la più alta media-battuta in assoluto è proprio Paoletti, l’uomo che chiude l’ordine di battuta del Nettuno. Battitore di contatto, buon occhio, tempista, Paoletti sta viaggiando con 417 di average. Ha scavalcato Laidel Chapelli che è a 412. Alle spalle di Chapelli, un altro padovano: l’intenso e rapido leadoff del Tommasin, Nick Nosti che batte 400 (e a Bologna, nell’ambiente Fortitudo, cominciano ad agitarsi al pensiero che non l’hanno riconfermato e… intanto Nelson Perez lo straniero che dovrebbe fare la differenza batte con un indecente e improponibile 161. Questo cleanup (???) è il peggior battitore della squadra biancoblu… Che differenza con il grande Alex Romero, esterno sinistro e battitore numero 3 nel lineup dei Pirati di Rimini. Romero (2 rbi nella partitissima contro San Marino) conferma d’essere uno dei giocatori di maggior classe visti sui “diamanti” della IBL.
ESTERNO CENTRO: PAOLINO AMBROSINO (Fortitudo Bologna). Ancora lui, il nettunese Ambrosino. Da questa stagione sta facendo vedere l’arte dell’esterno centro al pubblico bolognese del “Falchi”. Paolino è degno dei grandi “otto” che la Fortitudo ha avuto nella sua storia: Alfredo Meli, Marco Mazzieri, Andrea Landuzzi, David Rigoli, Eddy Garabito. In occasione della seconda partita contro Parma (che i bolognesi hanno vinto 6 a 4) Ambrosino è stato applauditissimo interprete di una presa al volo su una battuta di Lori dopo una corsa di quasi trenta metri. Lo stesso tipo di prodezza che aveva fatto vedere la settimana precedente nella Casa dei Pirati contro Rimini. Un esterno centro di questo spessore (riflessi, grandi gambe, atletismo, tecnica, profonda conoscenza del gioco) trasmette molte certezze ad una squadra. E nel box di battuta Paolino è il miglior battitore, per average, della Fortitudo UnipolSai: un ottimo 342, con 16 total bases. E ovviamente 1000 di percentuale difensiva. Anche 3 basi rubate nelle due partite con Parma.   Un gesto atletico (e tecnico) di alta qualità, ed estremamente spettacolare, l’ha firmato pure Giuseppe Sciacca (Padova) che inarcandosi all’indietro in tuffo al limite della recinzione ha toto una battuta extra base a Nunez in gara2.
ESTERNO DESTRO: CLAUDIO LIVERZIANI (Fortitudo UnipolSai). Anche quando i suoi “numeri” non sono speciali, il “vecchio drago” novarese della Fortitudo trasmette sicurezza. fa sempre la cosa più giusta o più logica per la squadra. Ecco cosa vuol dire essere Campione. Sta battendo 310 e, come sempre, è uno straordinario selezionatore di lanci. Ha un “occhio” incredibile, che gli consente d’essersi già guadagnato 14 basi su ball  nelle prime 10 gare della stagione 2014 (“Ciccio” Liverziani è il recordman “all time” del campionato italiano in questa voce statistica: 857 bb in 981 partite in carriera).
BATTITORE DESIGNATO: CARLO SGUASSERO (Padova) per quel fuoricampo decisivo al 9° inning di “gara2” che ha ritrasmesso coraggio al Tommasin Padova cambiando l’inerzia d’una gara che il team veneto ha poi vinto alla decima ripresa.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.