La classe di Ekstrom, le traiettorie di Williamson, la personalità di Vaglio, i 6 rbi di Renato Imperiali

Pubblicato il mag 12 2014 - 5:30pm by Maurizio Roveri
Nel baseball c’è una risorsa che le squadre “importanti” possiedono. E’ una dote che – spesso – fa la differenza: la capacità di essere concreti, la capacità di dare efficacia al proprio gioco. Concentrandosi rigorosamente e diligentemente su ogni dettaglio per costruire dei punti. La Fortitudo Bologna, ad esempio, non è la squadra con la miglior media-battuta della IBL. Anzi, è soltanto quinta in questa graduatoria presentando un average (non proprio esaltante…) di 239. Non è neppure la squadra che ha battuto il maggior numero di valide: anche qui è soltanto al quinto posto. E tuttavia… la squadra bolognese allenata da manager Marco Nanni sta dominando questa fase di campionato, ha vinto 11 partite su 12 giocate. Come si spiega? Semplice: con l’organizzazione, con la cura dei dettagli, con la disciplina tattica, con l’equilibrio. Da qui nasce l’abilità di sfruttare ogni situazione favorevole. Sabato sera, a Nettuno, in gara2 d’una doppia sfida intensissima ed emozionante (com’è nella tradizione di questa “classica” del baseball italiano) la Fortitudo UnipolSai ha realizzato 5 punti nei primi due inning con 2 battute valide soltanto. Niente di strano. Mettendo pressione sul lanciatore avversario, la Fortitudo è andata a sfruttare – con logica e opportunismo – ogni cosa che le potesse essere utile: una base per ball, una rubata, un “lancio pazzo”, altre due basi per ball, un errore (chiaramente influente) della difesa avversaria, una battuta in campo opposto per spingere un compagno dalla terza a casa base. E poi è arrivata una battuta valida, ma già dopo 3 punti segnati. Nel successivo turno d’attacco Bologna con abilità è andata a guadagnarsi altre 2 basi per ball, ha sfruttato una “palla mancata”, ha confezionato con tempismo una “doppia rubata” (che è sempre una bella espressione tecnica), ha preso un’altra base gratis e sul più bello ha confezionato un doppio da 2 rbi. E il gioco è fatto: 5-0 in un attimo. Anche battendo 2 sole valide. Questa si chiama concretezza. Alla fine le battute valide sono state 6 (e altrettanti i punti segnati) concedendo ad un pur fiero battagliero Nettuno solo 3 valide e 1 punto.  Saper costruire pazientemente, un po’ alla volta, un punto. Saper cogliere l’attimo giusto. Questa è la risorsa che ha permesso alla Fortitudo di vincere anche altre partite nelle quali non è riuscita a battere tante valide (anche per la prestazione robusta degli avversari). Ad esempio, l’11 aprile il gruppo di Nanni vinse la partita con il Padova (1-0) producendo appena 4 battute valide. E con 4 valide ha realizzato altrettanti punti per la vittoria 4-3 contro il Parma il 3 maggio scorso.
E’ chiaro che l’UnipolSai – in proiezione playoff – dovrà necessariamente migliorare la propria produzione di battute valide. Nel frattempo, quelle che fa (che non sono tante) le usa bene.
In attesa dell’appassionante e delicatissimo recupero fra San Marino e Rimini al “Serravalle Field” della Repubblica del Titano (è il recupero della partita dei lanciatori italiani), è il Nettuno la squadra che ha battuto più valide. Sono 103. Ma con 103 valide il team nettunese ha realizzato 41 punti. La Fortitudo con 89 valide ha ottenuto 59 punti. E’ una differenza abbastanza evidente.
LA TOP TEN DELLA SETTIMANA
LANCIATORE: MIKE EKSTROM (Rimini) e JOEY WILLIAMSON (Bologna). Ancora loro, i due americani. Ekstrom per la classe, per lo stile del suo lancio, per l’espressione tecnica. Williamson perchè dopo sei settimane di IBL è il pitcher “partente” con più partite vinte (5) , è ancora imbattuto e – fra i pitchers partenti – è quello con la miglior media punti guadagnati sul lanciatore: 0.24 di ERA. Sabato Mike Ekstrom, con una prestazione magistrale, ha risollevato l’umore e i dolori di un Rimini che sembrava essere finito sotto un TIR dopo la clamorosa sconfitta per “manifesta inferiorità” della sera precedente al Plebiscito di Padova con i suoi lanciatori italiani sul mound. Ma… con Ekstrom a lanciare è stata altra musica: in 6 inning ha confezionato 8 strikeout, concedendo 2 bb e 2 valide (vale a dire, soltanto briciole). E Rimini ha ritrovato il sorriso. Venerdì, in quel tempio del baseball che è lo “Steno Borghese” di Nettuno, Joey Williamson e José Lorenzo hanno rivaleggiato in bravura. Uno spettacolo. Motivato dal confronto, Lorenzo ha espresso il meglio firmando una prestazione decisamente consistente. Ma il vincente è stato Williamson: il pitcher di Bologna, con le sue traiettorie, con le sue rotazioni, è pitcher difficile da interpretare e da capire per qualsiasi battitore. Non concede mai (o quasi mai) palle belle da colpire duro. Nello scorso week end (terzo turno della fase di Intergirone) da apprezzare anche le prestazioni di Valerio Simone (San Marino) con una “no hit” da 5 inning, e 6 strikeout, di Nicolas Giovanelli che ha vinto per Parma la partita del “monte italiano”, di Luca Panerati (Bologna) avviato a recuperare il suo miglior rendimento e molto bene il suo rilievo Riccardo De Santis (3 inning senza concedere nè basi per ball nè battute valide).
CATCHER: SIMONE ALBANESE (San Marino). Utilizzato da manager Bindi sabato, nella seconda partita contro il Nettuno2, Albanese ha fatto l’en plein: 4 valide su 4 turni alla battuta, con 2 rbi e 2 punti segnati.
PRIMA BASE: ALEX SAMBUCCI (Parma). C’è la firma del ragazzo di Latina, alla sua sesta stagione a Parma e nella IBL, sul doppio successo del Parma al “Casadio” di Godo. Particolarmente in gara2, cioè la partita che Parma ha vinto al 10° inning (un big inning da 5 punti): Sambucci ha battuto 4 su 5, più 2 punti segnati. In totale, nel week end ha totalizzato un 5 su 9 che ne indica chiaramente la crescita di rendimento. Attualmente è, con 326 di average, la seconda mazza del Parma come efficacia e sostanza. Dopo ovviamente Osman Marval.
SECONDA BASE: ALESSANDRO VAGLIO (Bologna). Un altro “azzurro” in primo piano. Alessandro Vaglio, seconda base della Fortitudo Bologna e della Nazionale italiana, ha deciso con quel singolo a destra al 6° inning (mandando a punto Ambrosino) l’emozionantissima e spettacolare partita del venerdì sera allo “Steno Borghese”. Quella prima sfida fra Nettuno e Bologna caratterizzata dal dominio dei lanciatori stranieri e dai 29 strikeout complessivi. Alessandro Vaglio, 25 anni compiuti a gennaio, è giocatore nel pieno della maturità tecnica. Ottimo contattista, battitore aggressivo, difensore dotato di buone gambe e di un apprezzabile guanto, capace con le sue doti atletiche di “prese” spettacolari, è stato l’MVP del campionato IBL del 2013. E va considerato fra i migliori “seconda base” italiani di tutti i tempi. In questo momento è leader (assieme a Marval) nella graduatoria dei “punti battuti a casa”. Con 11 runs batted in.
TERZA BASE: RENATO IMPERIALI (Parma). Ecco un giocatore, non ancora ventiseienne, in fase di rilancio. Un talento che il baseball italiano sta recuperando. Era un grande prospetto, Renato Imperiali, poi… si è un po’ perduto. Dal 100 di average del Renato demotivato delle semifinali dell’anno scorso (forse già con l’idea di cambiare aria e di venir via da Nettuno) al 238 attuale e 977 di fielding percentage, utilizzato da manager Orlando Munoz in seconda e in terza base. E proprio nella partita che l’ha visto difendere l’angolo caldo di terza, Renato Imperiali ha riscoperto il gusto di sentirsi protagonista. Decisivo in gara1 contro Godo: al 5° inning il singolo più importante della partita, successivamente ha rubato la terza e su una volata di sacrificio di Poma è andato a segnare il punto del 2-1 per Parma. Complessivamente, nelle due gare sul campo dei Godo Knights, l’interno del Parma ed ex del Nettuno  si è prodotto in un 4 su 8 (con 1 doppio) nel box di battuta, firmando ben 6 rbi ! Inoltre, un intenso lavoro difensivo contribuendo a 11 eliminazioni (fra potouts e assistenze).
INTERBASE: LUIS NUNEZ (Nettuno). Scelta felicissima da parte del ds Alfonso Gualtieri e della nuova dirigenza del Nettuno B.C. Una scelta dettata dalla logica: in una squadra costruita “arrangiandosi”, e lottando contro il tempo, era fondamentale assicurarsi un grande difensore per il ruolo-chiave del diamante: quello di interbase. Il nuovo Nettuno aveva bisogno di certezze. E uno shorstop come questo venezuelano di Maracaibo (con un passato in AAA nella organizzazione dei New York Yankees e degli Atlanta Braves) è davvero una garanzia. La sua solidità difensiva è un punto di riferimento e un sostegno importante. Con la mazza in pugno l’impatto nel nostro campionato era stato un po’ incerto: c’era da adattarsi a lanciatori diversi, a situazioni diverse e soprattutto – giocando soltanto due partite la settimana – Luis faticava a trovare ritmo. Strada facendo, ha recuperato, ha “capito” il nostro baseball, completando l’adattamento alla nostra IBL. Ora Luis Nunez non è soltanto un eccellente difensore da 20 po e 44 assistenze, ma comincia ad essere graffiante anche con il bastone fra le mani: un fuoricampo (“solo homer”) nella partita di sabato sera, persa dal Nettuno 1-6 contro Bologna, e una imperiosa legnata il venerdì che avrebbe forse cambiato il destino di gara1 se… alla prodezza di Nunez non avesse risposto con una prodezza ancor più grande l’esterno sinistro della Fortitudo andando ad acchiappare la pallina con le spalle contro la recinzione. Al limite del fuoricampo.
ESTERNO SINISTRO: NELSON PEREZ (Bologna). Non datemi dell’eretico se… metto nella Top Ten un giocatore straniero che batte appena 158. Nelson Perez è stato voluto dalla Fortitudo immaginando in lui un cleanup come il sempre rimpianto Richard Austin dello scudetto 2009, e invece il dominicano viaggia con un deludente e sconcertante 6 su 38, e 5 rbi, dopo 12 partite! E’ l’oggetto misterioso di questa prima fase di campionato, Nelson. Tuttavia, l’esterno sinistro della Fortitudo UnipolSai ha lasciato il segno nelle battaglie nettunesi. Importantissimo il suo doppio da 2 rbi in gara2. E fondamentale, provvidenziale – venerdì – quello straordinario intervento difensivo al 9° inning a “salvare” l’1-0 della sua squadra.
ESTERNO CENTRO: NICK NOSTI (Padova). Non rientrava più nei piani tecnici di Bologna. Cosicchè, l’inverno scorso un Nosti disponibile è stato un gran bel colpo di mercato da parte del Padova del presidente Roberto “Bobo” Tommasin. Nick, con il passare delle settimane, si dimostra sempre più convincente, sempre più protagonista. Sempre più felicemente inserito in questo Padova che non molla, che continua ad essere in corsa per un posto nei playoff. Nosti sta disputando un campionato clamoroso. Un leadoff da 378 di media-battuta (con 4 doppi, 2 tripli, 1 fuoricampo) ed è in testa nella graduatoria delle “total bases” con 25 (a pari merito con l’onnipresente Osman Marval). Venerdì, nella serata… inimmaginabile della vittoria padovana per “manifesta superiorità” contro un Club prestigioso come Rimini, Nosti ha battuto 2 su 3, con 1 doppio e 1 triplo, 4 rbi e 3 punti segnati.
ESTERNO DESTRO: PAUL MACALUSO (San Marino). Ecco un altro oriundo che si rivela provvidenziale. Giocatore esperto dei campionati italiani (IBL, serie A2, serie A Federale), in Italia dal 2005, Macaluso (315 di average nella Palfinger Reggio Emilia del 2013) è stato saggiamente ingaggiato dai campioni d’Italia del San Marino. Come cambio di lusso. Un giocatore d’esperienza e di utilità in più. Le diverse “sfighe” che si sono accanite sulla squadra del Titano nelle prime settimane della stagione 2014 hanno aperto uno spazio importante per Macaluso. E Paul s’è fatto trovare pronto. In qualunque collocazione. Nel turno scorso di campionato (due agevoli vittorie dei Titani su Nettuno2) Macaluso ha collezionato 5 valide (5 su 11) e 4 rbi. Più 2 punti segnati. In attesa dei rientri di Bittar e di Pantaleoni, il San Marino si aggrappa a questo buon utility.
BATTITORE DESIGNATO: OSCAR SALAZAR (Rimini). Lui e Alex Romero formano una coppia da “altra dimensione”. Potenzialmente la più esplosiva di questo campionato. Nello scorso week end, sul diamante del Plebiscito di Padova, Romero non ha fatto sfracelli ed ha lasciato la scena a Oscar “fuoricampo” Salazar. Perfetto e micidiale come “battitore designato”. Per l’esperto venezuelano di Maracay (ex- giocatore di Major League, e l’anno scorso a Puebla nella AAA Messicana) un doppio confronto – quello di Padova – da 4 su 7, 1 homerun, 3 rbi e 1 punto.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Sandro 13 maggio 2014 at 15:22 -

    Ma per Roveri esistono solo Ekstrom e Williamson? Mi sembra che ci sono anche altri lanciatori molto bravi in questo campionato.

  2. Maurizio Roveri 13 maggio 2014 at 18:03 -

    E infatti, caro Sandro, se tu mi avessi letto con più attenzione (o forse l’hai fatto ma… qualcosa ti sei dimenticato) io cominciai la rubrica della “Top Ten della settimana” con José Miguel Lorenzo (Nettuno B.C.). E ripercorrendo in sintesi la carriera di questo pitcher dalla palla molto veloce sottolineai anche il valore di Rodney Rodriguez e quanto fosse stato intelligente il suo acquisto da parte della nuova dirigenza nettunese. Nella seconda puntata della Top Ten ho principalmente parlato di Ronald Uviedo. Perchè? Perchè il pitcher del Tommasin Padova aveva appena battuto la Fortitudo, e fino ad ora è il solo lanciatore ad esserci riuscito. Nella terza puntata della Top Ten per la prima volta ho inserito Ekstrom e Williamson. Al tempo stesso dedicai alcune righe a Fraylin Florian, sottolineando il ritorno nella massima serie di questo brvo lanciatore (e mi sembra d’avere visto giusto in quel commentino, considerando come sta ora lanciando Florian). Nella quarta puntata la precedenza l’ho data (ed era inevitabile…) a Joey Williamson, che veniva dal successo nel “faccia a faccia” spettacolare con Mike Ekstrom. Nel commento su lanciatori, ho tuttavia parlato anche di altri: ad esempio Angel Calero, Rodney Rodriguez, Norberto Gonzalez. Quinta settimana della Top Ten: lì ho messo in evidenza José Escalona, closer del Rimini, che aveva appena vinto la partita al tie break (dodicesimo inning) contro San Marino. Nella puntata che abbiamo inserito ieri in Baseballmania ho messo nuovamente in primo piano a pari merito (ma è soltanto la seconda volta che lo faccio…) Ekstrom e Williamson. D’altronde, sono due grandi interpreti di questa IBL. Questa è la realtà. La classe del pitcher dei Pirati è straordinaria per il livello della Italian Baseball League: e mi riferisco allo stile, alla tecnica di lancio. E in quanto a Williamson, le sue stats dicono: 5-0. Cinque partite vinte, zero perse. E un clamoroso 0.24 di media-pgl! Un dato che, Sandro lo ammetterai, è clamoroso. Tuttavia, nel corso del commento, ho sottolineato anche la grande partita di Lorenzo nella sua supersfida con Williamson. Poi, ho accennato anche alle buone prestazioni di altri lanciatori: Luca Panerati, Riccardo De Santis, Valerio Simone, Nicolas Giovanelli. Insomma, mi sembra nelle prime sei puntate di questa rubrica, di avere usato equilibrio e di avere dato rilievo settimanlmente (ruolo per ruolo) ai migliori. Accennando anche a buone prestazioni di altri giocatori. E poichè, abbastanza spesso, faccio anche dei “ritrattini” sui personaggi dei quali parlo (non mi limito semplicemente a mettere freddamente delle statistiche) è chiaro che nelle prime settimane di campionato cerco di far conoscere meglio ai lettori i giocatori “nuovi”. Quelli forti arrivati quest’anno sulla scena della IBL. E’ evidente che il valore di campioni già in Italia come José Sanchez, Osman Marval (che comunque ha già avuto ampio spazio nella Top Ten), Cubilan, Duran, Vasquez, Romero, Danilo Sanchez, e altri, lo conosciamo già. Ci sarà spazio anche per loro. Qualcuno di loro ha cominciato la stagione un po’ lentamente… Vorrei sottolineare, Sandro, che dietro ogni articolo della “Top Ten della settimana” c’è un lavoro impegnativo, professionale di due/tre giorni e di ore ed ore passate davanti al computer per ricostruire con il play by play ogni partita, per fare ricerche statistiche oppure sulla carriera di un giocatore, oltre a tanto tempo passato al telefono per informazioni, per conoscere di più. Aggiungendo ovviamente le partite che ho l’opportunità di vedere “live”. E dopo avere cercato, visto e raccolto tutto il materiale necessario, ci sono “le scelte” da fare. La compilazione della Top Ten richiede attenzione, se la si vuol far bene. Cerco di essere il più possibile attento, preciso, equilibrato e di proporre ai lettori – ogni volta – delle cose interessanti (anche nella parte iniziale dell’articolo, dove solitamente prendo spunto da una partita o dalla situazione del campionato per un commentino tecnico). Credo di riuscirci. Tuttavia, mi farà piacere se da parte dei lettori arriverà qualche utile indicazione, qualche suggerimento, delle idee nuove o diverse, anche un prezioso scambio di informazioni e di opinioni. In fondo, alla base di tutto questo, e di tutto quello che fa Baseballmania, c’è tanta, tanta passione. C’è amore vero per il baseball. C’è un impegnativo lavoro di “volontariato” che credo vada apprezzato, perchè ha un solo scopo: cercare di dare un po’ più di visibilità al baseball.

    • Gabriele 14 maggio 2014 at 07:03 -

      Apprezzo questo articolo . Se volesse fare una top ten di bolliti o lanciatori semplicemente che non sono lanciatori ( se non al parco con i bimbi ) dico che ai primi posti non può bon mettere Patrone Cherubini Del Bianco .