Il manager bolognese racconta le caratteristiche di un gruppo che viaggia in questo campionato con l‘82,3% di vittorie e che ha raggiunto con quattro partite d’anticipo la qualificazione alle finali-scudetto

Pubblicato il lug 26 2014 - 6:12pm by Maurizio Roveri
E dunque la Fortitudo UnipolSai – con la vittoria di venerdì sera a Parma – s’è qualificata per le finali scudetto. Un grande risultato ottenuto addirittura con quattro partite d’anticipo sulla fine della seconda fase del campionato.
Sarà per il Club bolognese la sesta finale tricolore nello spazio di dodici anni, a partire cioè dal 2003. Tre gli scudetti vinti (2003, 2005, 2009) e due secondi posti (l’ultimo  assalto, datato 2010, non ebbe buona sorte: quella serie che terminò con un sapore beffardo, sconfitta con il minimo scarto, 2 a 1, in gara7). Performances alle quali vanno aggiunte le tre Coppe dei Campioni conquistate recentemente (2010, 2012, 2013) e due finali perdute (2004 contro Rotterdam e nel 2009 lo 0-1 contro Nettuno).
Marco Nanni, una bella immagine di regolarità ad alto livello…
Regolarità ed eccellenza. Quando ci si produce costantemente ad alto livello, e vorrei ricordare che questo Club partecipa ai playoff da quattordici anni consecutivi, si eccelle. Aggiungiamo anche le recenti imprese in Coppa dei Campioni ed ecco che, quando si eccelle così, credo sia legittimo considerare la Fortitudo l’immagine di eccellenza del baseball italiano”.
Marco, il percorso realizzato dalla tua squadra fino ad ora in questa stagione è davvero impressionante: la Fortitudo UnipolSai sta viaggiando con una percentuale di partite vinte dell‘82,3% (28 vittorie e appena 6 sconfitte, tra regular season e playoff).
Un rendimento che mi rende orgoglioso di questi ragazzi, del loro impegno e della loro professionalità. Ho un gruppo di giocatori che vanno in campo per vincere. Non vanno in campo per non perdere, bensì per vincere. Potrebbe sembrare una sfumatura e invece il concetto è molto differente. Indica la mentalità di questa Fortitudo. Ne è stata una chiara dimostrazione quel periodo nel quale eravamo in situazione d’emergenza, per via delle squalifiche. Eppure coloro che sono scesi in campo quelle partite le hanno giocate per vincere, non per limitare i danni. E le hanno vinte”.
Ottenuta in largo anticipo la qualificazione alla Italian Series, adesso c’è da completare il discorso andando a conquistarsi matematicamente il primo posto di questa seconda fase e con esso il vantaggio del fattore campo nella serie-scudetto…
Chiaro che anche questo è un obiettivo importante, tuttavia in proiezione delle finali io debbo dare un occhio di riguardo alla situazione dei giocatori che hanno un po’ di problemi fisici e che dovrebbero un attimo fermarsi per le necessarie cure e per recuperare una buona condizione in vista della fase decisiva. Ho dei giocatori acciaccati. Questo termine – acciaccati – può far apparire una situazione leggera, ma in realtà occorre fare delle valutazioni molto delicate. Ho giocatori importanti, come Ambrosino e Infante, che stanno giocando da tempo portandosi dietro dei problemi. Non sono problemi particolarmente gravi, ma ne condizionano il rendimento.  Anche se loro sono bravi a non farlo apparire più di tanto. Però io debbo cercare di avere il gruppo al meglio nella serie finale per il titolo. Pertanto valuteremo di volta in volta, in queste partite di seconda fase che restano, parlando anche con i ragazzi e con lo staff medico, qual è la cosa più saggia da fare. E quale riposo bisognerà dare. Per non rischiare”.
E allora è probabile che già da stasera, in chiusura del trittico con Parma e poi nelle gare della prossima settimana con Rimini, si vedrà Alessandro Vaglio nella posizione di interbase con Francesco Fuzzi in seconda. E se anche Ambrosino starà a riposo, sarà Trent Oeltjen a giocare esterno centro. E Grimaudo a sinistra.
La difesa. La difesa continua ad essere – per tradizione, per filosofia della Fortitudo, per mentalità, per organizzazione – il punto forte di questa squadra. L’affidabilità della difesa, la solidità del monte di lancio. Tre punti e mezzo, la media dei punti che la Fortitudo concede a partita. In realtà la media sarebbe anche inferiore, togliendo la partita stranissima di quel recupero d’una domenica mattina a Parma quando finì 13 a 10…
Può sembrare una filosofia difensivistica, ma non lo è. Partire dal monte di lancio e dalla difesa è fondamentale”.
E’ così che normalmente si fanno le conquiste, e si vincono i titoli…
Anch’io la penso così”.
Tuttavia, l’attacco della Fortitudo non offre un’immagine di potenza, di esplosività. Nelle prime due partite di questo trittico – ad esempio – non s’è vista una Fortitudo aggressiva e brillante, mancava un po’ di adrenalina nel box di battuta, anche Trent Oeltjen pare accusare una flessione in questo periodo
Ammetto che abbiamo avuto un approccio non dei migliori in queste partite, non nascondiamolo. Non c’è stata la concentrazione migliore. Volendo definire il nostro attacco, è un attacco che i punti se li costruisce con pazienza, con costanza, un po’ alla volta e sapendo aspettare il momento propizio per afferrare buone opportunità. C’è la consapevolezza della protezione di monte e difesa, a tutela di ciò che riesci a costruire in fase offensiva. Forse non è un attacco esplosivo, però sa stare in campo con sapienza. E posso assicurare che lavoriamo con molta intensità in allenamento, forse nessun’altra squadra lavora così tanto sulla battuta”.
Una curiosità statistica. Le partite vinte da inizio stagione fino a venerdì 25 luglio dalle squadre semifinaliste:
Bologna 28, Rimini 20, San Marino 19, Parma 15.
Comunque finirà questa stagione, la Fortitudo UnipolSai sarà la squadra ad aver vinto più partite (al massimo può essere raggiunta, se d’ora in poi dovesse perderle tutte..).
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

4 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Pikkius 27 luglio 2014 at 08:39 -

    Tanti pregi e pochi difetti , questo è il Nano.
    Complimenti a te ai tuoi ragazzi.
    Pikkius

  2. karl 27 luglio 2014 at 12:42 -

    Questa squadra e’ sempre piu’ l’ultimo baluardo sportivo di una citta’,Bologna,che negli altri sport fa aqua da tutte le parti.Onore a questa dirigenza che pur non avendo il badget del presidentissimo Zangheri e di San Marino,riesce ad ottimizzare l’assetto della squadra nel migliore dei modi.Forza Effe

  3. christian 28 luglio 2014 at 18:15 -

    La Fortitudo alè……….sempre con te sarò……..ovunque tu andrai ……..io ………ti………seguirò………Fortitudo alè. Grazie Ragazzi.

  4. Alex 29 luglio 2014 at 19:00 -

    Dai Effe ,la Fossa e’ con te!!!