IBL…The Day After

Pubblicato il Set 11 2017 - 4:01pm by Allegra Giuffredi

E scudetto fu … per Rimini! E va bene così, lo dico sinceramente, anche se l’avrei tenuto volentieri sulle maglie fortitudine, ma tant’è …

C’è chi pensa ad un contrappasso dopo il traumatico finale dell’anno scorso, c’è chi pensa che sia Bologna che San Marino se la siano presa in quel posto e c’è chi è contento e basta.

Io sento di aver perso due volte, perché contavo molto sul prode Nanni e nei sammarinesi, ma devo riconoscere al Manager Ceccaroli di aver saputo batterci, in special modo usando la testa e quindi riuscendo a motivare la squadra riminese, come giustamente rilevato da Giovanni Colantuono. La squadra riminese mi dà comunque ragione circa il fatto che – e lo sostengo da sempre – è del tutto inutile “buttare il sangue” durante la “regular season” per arrivare primi, perché il vantaggio di campo non conta nulla. Meglio nascondersi, meglio vivacchiare, meglio stare sulla porta, per poi uscire allo scoperto, aggredire il finale e vincere.

Capisco che queste mie considerazioni possano sembrare un po’ livorose, ma in realtà sono solo realistiche ed amare. Vedendo giocare la Effe contro il Parma, nelle semifinali di Coppa Italia, trofeo che ovviamente aneliamo e bramiamo, ho rivisto la vera Effe, altro che quella di Gara1 contro Rimini. Secondo me e anche secondo molti altri tifosi fortitudini, infatti, il passaggio in Finale ce lo siamo giocato tutto lì e precisamente tra l’ottavo e il nono inning, quando l’Omone stava per fare una “no hit” e francamente non lo avrebbe tolto neanche Ceccaroli a parti invertite e poi, invece, con le basi che si stavano per riempire e un vistoso calo del predetto, un cambio fatale ha mandato tutto a ramengo e vorrei scrivere ben di peggio, ve lo assicuro, ma si sarà comunque capito. Leggendo i commenti che hanno giustamente corredato i tanti corsivi ed articoli di questo periodo, c’è chi, ancora una volta lamenta o rinfaccia a Frignani l’aver “scelto” l’avversario sbagliato, considerando Rimini più malleabile di Nettuno e poi di aver toppato i cambi, oltre che la gestione della ferale Gara1.

Ecco, secondo me, il meno colpevole di tutti, del crollo fortitudino è proprio Frignani, perché un Manager deve decidere: è lì per quello e se gli va fatta bene, come ho già scritto più volte, è un fenomeno, altrimenti … non lo è e paga per tutti: ma per cortesia! Frignani non ha scelto l’avversario: è un’assurdità il solo pensarlo, perché Rimini è Rimini e non è mai molto “potabile” giocarvi in determinati frangenti; Frignani ha dovuto calibrare le forze che aveva e usarle al massimo.

Il monte di lancio, a parte Corradini è crollato miseramente, Omone compreso, perché non si possono dare ben tre balls consecutivi all’ultimo del line up avversario e allora?

Bisogna porvi prontamente rimedio, tagliando quei lanciatori che pur essendo affettuosamente “fortitudini per sempre”, devono comunque scendere dal monte della Fortitudo ed è del tutto e assolutamente inutile tenerli solo per “fare numero”.

Jesus Matos è stato una “manna dal cielo” e per diversi anni ci siamo abituati bene e abbiamo vissuto di rendita, ma poi non siamo mai riusciti veramente a rimpiazzarlo e non potevamo mica ibernarlo. Williamson, Zielinsky e pure Searle, sono stati delle ottime meteore, ma alla fine se ne sono andati e perfino Owens, a parte i suoi lagnosissimi problemi personali, è stato meglio di Lansford, al quale andrà per sempre il sommo merito (!?) di aver incassato i due punti finali di Gara5, quelli cioè che alla fine ci hanno tagliato le gambe.

Il line up sembrava forte e credo lo sia ancora, ma forse ha peccato troppo nel voler spaccare il mondo: del resto sapere di essere ed essere realmente più forti, talvolta non aiuta, bensì frustra maledettamente e quindi partono i K girati come se piovesse: troppi uomini eliminati al piatto, troppi uomini lasciati in base e lì non c’è Frignani che tenga.

E allora? ci rifaremo e ci rivedremo, con quale formula ancora non so, ma la cosa bella è che non è mai finita …

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

7 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. #ramirez78 12 settembre 2017 at 09:38 -

    mah, articolo discutibile in tante parti, come sempre……
    ad esempio, quando dice che senso ha arrivare primi ? beh il senso ce l’ha altrimenti ci sarebbe la corsa ad arrivare quarti..da che mondo è mondo i play off sono questi che lo si voglia o meno! una volta va bene a chi arriva primo una volta a chi arriva secondo e una volta a chi arriva quarto.
    Poi le colpe date al line up ai pitcher bah, personalmente credo che bologna sia forte punto, il baseball è fatto di episodi, fortuna e nervi saldi al momento giusto. Bologna anno scorso ha vinto (come lasciamo stare ma ha vinto!) e non è che quest’anno si è sciolta come neve al sole dato che è arrivata prima e ha perso in gara5 contro chi poi ha vinto lo scudetto.
    I bolognesi sono sempre abili nel piangersi addosso e questo articolo lo rimarca ancora una volta.

  2. luca 12 settembre 2017 at 12:42 -

    E’ chiaro che è sempre il manager ha pagare le conseguenze di tutto o meglio quando non si vince niente, se puoi ottieni dei risultati importanti è merito dei giocatori.
    li puoi preparare al meglio ma in campo ci vanno i giocatori e non c’è allenatore che può fare il mago della situazione, se non hai palle cuore e soprattutto entusiasmo diventa tutto difficile.

  3. Francesco Ray 12 settembre 2017 at 15:51 -

    Mi ha colpito quello che ha detto Ceccaroli quando gli hanno chiesto dell'”errore” di Frignani nel non togliere Rivero. Ha risposto che secondo lui l’errore è stato nel non lasciarlo fino alla fine. Il baseball è questo, ognuno dice la sua con il senno di poi, ma per me questo scudetto è stato vinto dal Rimini, non perso dal Bologna. Nel baseball, se a 4 out dalla fine stai prendendo la no hit e perdendo 4-0 e vai a vincere la partita, vuol dire che sei una squadra con gli attributi, che ha i nervi saldi ed un allenatore che sa mantenere gli equilibri. Vuol dire che non sei sostenuto da un paio di star, ma che hai nove uomini utili. Ecco, secondo me la differenza tra Rimini e Bologna è stata soprattutto questa. Non dimentichiamo che Rimini era senza Caseres e Zappone e Noguera sono stati dei fenomeni. Di Fabio ha collezionato k e battute in doppio gioco, ma ha fatto un triplo decisivo in garadue e in difesa è uno dei più forti terza base italiani che si siano mai visti. Escalona ha saputo reagire e convivere con i suoi limiti di controllo. Bertagnon ha piazzato le zampate decisive e da capitano condivide i meriti di un gruppo vincente con il manager. Poi ovvio, ci sono anche fenomeni come Rosario, Infante, oppure Celli, che è cresciuto settimana dopo settimana, quello che “non batte quando serve” è diventato il vincente nei play-off. Io ho una mia teoria, sicuramente sbagliata. I manager della Fortitudo sono sottoposti ad una pressione superiore a quella degli altri club, vuoi per un pubblico più esigente, vuoi per una sponsorizzazione e un budget importante. A Rimini Ciga è riuscito a lavorare, grazie al suo “passato”, nonostante momenti difficilissimi nella stagione, ha potuto contare sulla fiducia dell’ambiente o per lo meno si sono aspettati i play-off per un giudizio definitivo… Non è un caso che il pubblico a Rimini sia aumentato rispetto allo scudetto del 2015, ma non solo il pubblico, l’interesse dei media e tutto il resto. La giornalista giustamente e trasparentemente ha scritto un articolo “di parte”, ma è facile concentrarsi sugli errori della propria squadra o del proprio allenatore e dimenticare i meriti degli avversari. Rimini ha perso garatre e garaquattro con Bologna, pagando anche alcune occasioni mancate. In garacinque, con San Marino, ha sprecato molto nella prima metà di partita e si è trovata sotto, ma centimetro dopo centimetro (la filosofia del manager) è rimasta attaccata alla partita e ha vinto soprattutto con la testa. Ok, basta, altrimenti scrivo un articolo anch’io…

    • Orlando 14 settembre 2017 at 13:41 -

      L’articolo si focalizza solo sulla Fortitudo e non da il giusto merito al Rimini. Ma anche il commento di Francesco lascia a desiderare, poiché menziona tutti meno quello che ha battuto il Bologna che è Garbella. Io non so cosa deve fare un giocatore per essere riconosciuto. Lo dico da padre, lo so, ma per la miseria, 7 RBIs, doppi e tripli in momenti cruciali e difesa ottima. Garbella ha vinto gara 1 e 5 (insieme a Teran) ma non viene menzionato da nessuno, mi spiace dover intervenire, ma è la sua storia, sempre “overlooked” e adesso basta. Tra l’altro Nicola è stato contattato più volte dal Bologna ma Mura, ha sbagliato totalmente l’approccio e soprattutto ha avuto il braccio molto, ma molto corto.
      Allora se togliete Garbella al Rimini chi vince la semifinale e magari lo scudetto?

  4. Io 12 settembre 2017 at 16:00 -

    Non esiste il mago della situazione, esiste il mago delle eventuali previsioni da prepararsi in settimana, esiste il mago della conoscenza della squadra avversaria ed esiste l’allenatore che non ha palle, cuore, cervello ed entusiasmo, questo rende ancora più difficile. In campo c’è anche lui, non ci vanno i soli giocatori.
    Non mi sto rivolgendo a Frignani o chi per lui, ma a tanti allenatori che ho conosciuto nella mia carriera.

  5. Io 13 settembre 2017 at 05:10 -

    Dimenticavo: Luca se pretendi di avere 9 titolari ed i restanti 16 giocatori che lancino/tirino come se fossero indiavolati e battano con la facilità di avere un racchettone fra le mani sbagli.
    Sono esseri umani e come tali hanno alti e bassi, a volte di settimane a volte di un intero anno.
    Non puoi pretendere che ti risolvano sempre e costantemente tutto loro, quando hanno questi “periodi” vanno aiutati, come? Tenendoli a riposo oppure facendoli giocare a singhiozzo oppure ancora, dando loro meno responsabilità nel lineup, non è cosi difficile.

  6. Saraghina 14 settembre 2017 at 10:32 -

    Allegra, a quanto si legge sui social avete lo sponsor piu forte, importante è quello che investe di più di tutta Ibl, il mio personale pensiero è che Rimini ha meritato il titolo ma Bologna lo ha sicuramente perso di più, i motivi lì sapete meglio Voi ma da quello.che si legge il colpevole lo avete già trovato tutti.
    Noi dopo una settimana dalla finale posso tranquillamente dire che Rimini ha vinto con merito lo scudetto, ma il prode Nanni come lo chiami tu e i suoi uomini hanno giocato e conbattuto con tutto quello che avevano ma il.roster del.Rimini è tecnicamente più forte, per noi aver raggiunto la finale dopo tanti anni è già stato un successo. Grazie ragazzi