IBL, comincia il “vero” campionato. Caratteristiche, punti forti e punti vulnerabili di San Marino, Rimini, Bologna e Parma

Pubblicato il giu 14 2014 - 6:15pm by Maurizio Roveri

E da domani sera comincia “un altro campionato”. Il vero campionato. Si torna alle 3 partite settimanali. Finalmente. Con un playoff che introduce l’interessante novità di un lanciatore straniero in più e rotazioni libere dei pitchers.

Rimarrà la partita riservata – per regolamento – ai soli lanciatori di “scuola italiana”, però rimane anche nella Seconda Fase della Italian Baseball League la strategia dello “switch”: cioè i manager delle quattro squadre interpreti della Post Season possono scegliere (ogni volta che lo riterranno conveniente) di sfalsare i lanciatori, opponendo gli stranieri agli italiani della squadra avversaria e viceversa.

Playoff caratterizzati da un mini-campionato (andata e ritorno) che vedrà ogni formazione giocare 18 partite. Per determinare i due Club che dal venerdì 8 agosto daranno vita alla Italian Baseball Series edizione 2014.

 

San Marino insegue il poker, dopo i tre titoli vinti nel 2011, 2012 e 2013. Qualora il gruppo guidato da manager Doriano Bindi riuscisse in questa performance, realizzerebbe un’impresa che in 66 anni di storia del baseball in Italia porta la firma soltanto d’una squadra: il Nettuno dei primissimi Anni Cinquanta. Che vinse ininterrottamente dal 1951 al 1954.

Sulla carta il San Marino ha le potenzialità per fare “centro” anche in questa stagione, tuttavia la strada si annuncia più ardua rispetto agli anni scorsi perchè sulla collinetta non c’è più la classe del “numero 1” dei lanciatori, l’italobrasiliano Tiago Da Silva (60 partite vinte e 4 scudetti conquistati, dal 2008 al 2013) che adesso è un protagonista nella competitiva Liga Mexicana, il re dei rilievi in questo campionato a livello di Triplo A.

 

A far concorrenza ai “Titano Bombers”, cercando di impedire loro un clamoroso poker di trionfi, saranno Rimini, Bologna, Parma.

Si comincia con San Marino-Rimini (tutte tre le gare al “Serravalle Field” della Repubblica del Titano, giovedì 13 giugno ore 21, venerdì 14 giugno ore 16 e ore 21) e con Parma-Bologna (giovedì al “Nuovo Europeo Nino Cavalli” di Parma ore 21, venerdì al “Gianni Falchi” di Bologna ore 21, sabato di nuovo a Parma ore 21).

 

Come si presentano le quattro “grandi” che interpreteranno questi playoff? Quanto incideranno gli innesti? Che sono: Henrique Gonzales lanciatore venezuelano per Rimini; Jesus Delgado lanciatore venezuelano per il San Marino; il pitcher venezuelano Jean Toledo e il battitore dominicano Juan Camilo per Parma (il club ducale ha sostenuto la regular season soltanto con tre giocatori stranieri e pertanto doveva ancora utilizzare il quarto “visto”, oltre a quello concesso in più per la post-season); il lanciatore dominicano Manauris Baez e lo slugger australiano Trent Oeltjen per Bologna (che ha utilizzato un “taglio” dopo avere “rilasciato” Nelson Perez).

Inoltre, quale peso possono avere le indisponibilità di Bittar e di Pantaleoni nel San Marino? (per Bittar stagione finita, in realtà… non è mai cominciata perchè ha giocato soltanto nella prima settimana di campionato, Pantaleoni potrebbe essere pronto verso fine luglio). Ma anche… l’indisponibilità di Chiarini (fuori un mese?) nel Rimini, già alle prese con il lungo delicato recupero di Roberto Corradini e i problemi (strappo al polpaccio) di Sandy Patrone.

 

Analizziamole, le 4 big che da questo giovedì cominceranno la loro galoppata verso un sogno che si chiana scudetto. Scopriamone le caratteristiche, i giocatori-chiave, i punti forti e i punti vulnerabili. Statistiche e curiosità.

 

T&A SAN MARINO

 

Caratteristiche – In grande crescita. Sente profumo di playoff ed è in questa fase che le motivazioni più forti accompagnano “vecchi draghi” come Jairo Ramos, Carlos Duran, Willi Vasquez, Joe Mazzuca, Francesco Imperiali, Darwin Cubillan. Arriva in post-season portandosi dietro 9 vittorie nelle ultime 10 partite di “regular”. Strada facendo, ha trovato ritmo ed equilibrio, dopo la partenza al rallentatore di aprile e le inquietudini provocate dai diversi contrattempi (una serie di infortuni – Bittar, Cooper, Pantaleoni – che ha costretto lo staff tecnico e dirigenziale a rivoltare la squadra, a ricostruirla in una lotta contro il tempo dopo averla immaginata diversa per tutti i mesi invernali).

 

Punti forti – In base alle stats della “prima fase” della stagione il San Marino è la squadra più consistente in battuta, è quella che fa più punti. Ci sono ben quattro “Titano Bombers” (Ramos 371 di average, Duran 346, Vasquez 342, Albanese 327) fra i primi 10 della media-battuta di regular season. Manager Bindi inoltre possiede in Junior Guerra il re degli strikeout (99), in Carlos Duran il numero uno delle battute valide (27) e in Paul Macaluso il migliore della “prima fase” per punti battuti a casa, seguito dal compagno di squadra  Vasquez. San Marino quest’anno propone anche una difesa solida (971 di pct).

Un’altra dote di questa squadra (tipico dei Club dove lavora Mauro Mazzotti) e la duttilità di  giocatori che sono autentici “utility player” come Willi Vasquez, Paul Macaluso, Lole Avagnina e uno degli ultimi arrivati, Nick Morreale (utilizzabile come prima base, esterno e lanciatore).

Il quinto “visto” Mazzotti lo ha giocato su Jesus Delgado, che è un uomo di qualità. Partente e rilievo lungo. Nell’inverno scorso, in casacca Tiburones de La Guaira,  Delgado ha confezionato un’ottima regular season: 6 partite vinte, 1 persa, 26 innings, 4.10 di ERA.

Riprendo il discorso dell’attacco. Con questo lineup, il San Marino può essere micidiale: Macaluso-Duran-Vasquez-Ramos-Mazzuca-Avagnina-Reginato-Francesco Imperiali-Albanese. Ebbene, notiamo che in questo ordine di battuta Macaluso è un leadoff da quasi 300 di media-battuta e Simone Albanese un numero 9 da 327.

 

Punti vulnerabili – Il 3.20 del monte di lancio va necessariamente migliorato. Junior Guerra è una certezza. E lo è anche il veterano Darwin Cubillan come closer da 1 inning (1+1), ma se dovesse essere costretto a lanciare di più rischierebbe di andare in affanno. E allora diventa fondamentale che i rilievi di mezzo (Morreale, Teran) abbiano un rendimento dignitoso, almeno fino al 5 di luglio quando il San Marino potrà nuovamente contare sull’attualmente squalificato Yovany D’Amico (ma soltanto per le partite dei lanciatori “non asi”).

Qualche perplessità per quanto riguarda il monte di lancio italiano. Valerio Simone è in crescita, sta producendo un confortante rendimento, invece sta faticando più del previsto Milvio Andreozzi e neppure Alessandro Ercolani ha offerto prestazioni convincenti. Chris Cooper sta per rientrare (lancerà qualche inning in Coppa dei Campioni la prossima settimana) ma come? Quale rendimento potrà garantire? Martignoni un inning da closer lo può fare ancora decentemente.

 

 

FORTITUDO UNIPOLSAI BOLOGNA

 

Caratteristiche – Ha primeggiato in regular season, era arrivata addirittura a 14 vittorie consecutive, e a 17 partite vinte su 18 prima di “lasciare” le ultime due al San Marino. Ha messo in mostra il baseball migliore. Organizzazione e compattezza, difesa e monte di lancio. Peccato però che, con questa formula, tutto quello che ha prodotto nei mesi di aprile e maggio e inizio giugno non serva a niente. Perchè tutto si azzera, nei playoff si parte alla pari. Ma ora in Fortitudo c’è un Trent Oeltjen in più. Che… non è uno qualunque. Bensì il personaggio più prestigioso arrivato a rinforzare il roster d’una squadra partecipante ai playoff. Venticinque partite in MLB con i Diamondbacks nel 2009 (3 fuoricampo), 14 gare nel 2010 con i Los Angeles Dodgers. E, ancora indossando la casacca prestigiosa dei Dodgers, 61 partite nel 2011 battendo 2 homers. In totale 99 partite nel pianeta dei marziani. Con 164 turni alla battuta e un 384 di slugging che è apprezzabilissimo… considerando che parliamo di MLB!

 

Punti forti – La mentalità vincente che – settimana dopo settimana – il gruppo di Marco Nanni ha dimostrato di possedere. E’ una certezza che si porta dietro, anche se… la fase che sta per cominciare rappresenta “un altro campionato”. La Fortitudo Bologna possiede il miglior Team Pitching (1.77) e anche il miglior Team Fielding (980). Ha concesso in regular season 2 punti di media a partita. La spina dorsale difensiva (catcher, Guillermo Rodriguez ma anche Marco Sabbatani, seconda base Alessandro Vaglio, interbase Carlos Infante, esterno centro Paolino Ambrosino) è da grande squadra. La Fortitudo si rivela anche abbastanza attiva ed efficace nel gioco sulle basi (25 “rubate” su 31 tentativi).

Se Manauris Baez, il secondo “partente” straniero, pitcher con esperienze in Triplo A e in Messico e ultimamente nella Liga invernale dominicana con Estrellas Orientales e i Gigantes del Cibeo, sarà all’altezza della situazione, Bologna presenterà il miglior monte di lancio: per qualità, e per regolarità fra una partita e l’altra. Manager Marco Nanni e il pitching coach Roberto Radaelli possono contare su Joey Williamson (0.74 di ERA nella prima fase del campionato, la media migliore in assoluto fra i pitchers “partenti”), Raul Rivero (rilievo da 2+2, ma… se necessario anche “partente”), Marinez (per questo primo turno di playoff è a disposizione anche Nick Pugliese, che poi rientrerà negli Stati Uniti), Manauris Baez, poi per la partita degli italiani l’affidabilissimo trio Luca Panerati-Riccardo De Santis-Filippo Crepaldi. Una cosa è certa: Bologna vanta il miglior mound “italiano”. Dove gli altri team – sulla carta – sembrano destinati a soffrire, la Fortitudo ha delle certezze.

Un’altra risorsa importante di Bologna: contro la Fortitudo è difficile, difficilissimo rubare basi. Soltanto 9 volte in 20 partite gli avversari ci sono riusciti.

Trent Oeltjen, l’australiano che sarà il nuovo cleanup laddove prima c’era il mediocre Nelson Perez, è un mancino. E va a prendere collocazione, nel lineup, alle spalle di Claudio Liverziani. Che è anch’egli mancino.

 

Punti vulnerabili – Decisamente deve crescere di consistenza e di potenza nel box di battuta. Il 235 di average con il quale ha chiuso la regular season è mediocre e non è da squadra che punta ad arrivare alla serie finale per il titolo. E’ vero, pur non battendo più di tanto ha vinto 17 partite su 20. Ma come? Sfruttando – indubbiamente con abilità – gli errori degli avversari, le basi per ball, i lanci pazzi, le palle mancate. OK, si vince anche così e significa concretezza o opportunismo. Però nei playoff certe occasioni capitano di meno. Nei playoff ci sono solo quattro squadre, le migliori, e la concorrenza è tosta, e la lotta più dura. Insomma, bisogna alzare l’asticella del Team Batting e portarla almeno a 255-260. L’arrivo di Trent Oeltjen, il mancino australiano che ha giocato con i Los Angeles Dodgers e gli Arizona Diamondbacks in Major League, può fare la differenza. Servono battute “pesanti”. Anche i fuoricampo. Sarà lui, finalmente, lo slugger giusto per la Fortitudo? Attorno a questo interrogativo ruotano le prospettive e le ambizioni di Bologna. Intanto. una riflessione la si può già tranquillamente fare senza timore d’essere… smentiti: Trent Oeltjen è giocatore di grande classe. Altrimenti non avrebbe giocato 99 partite in Major League, nè avrebbe partecipato a una Olimpiade (Atene 2004), a 2 Mondiali (2005 e 2007) e a 2 WBC (2006 e 2009) con la casacca dell’Australia.

 

 

RIMINI

 

Caratteristiche – Insisto nel dire che Rimini ha un lineup con un potenziale devastante. Ma per un motivo o per un altro questo potenziale è rimasto parzialmente inespresso. Sì, è la squadra che ha battuto più homers in regular season (9), però è anche la squadra che batte 249. E obiettivamente non è tanto, in rapporto ai grossi nomi che formano l’ordine di battuta dei Pirati. Occorre trovare un rendimento più regolare. La squadra di Chris Catanoso stava migliorando, ma adesso deve rinunciare per un mesetto a Chiarini. Confidando di avere – prima o poi – al top il grande acquisto dell’inverno scorso, Peppe Mazzanti. Il nettunese può diventare l’uomo-chiave della stagione dei Pirati.

Attenzione a Peppe Mazzanti. Senza mai essere in una condizione fisica brillante, e anzi tormentato da una contrattura, è riuscito a battere quasi 300 con 6 doppi e 18 tb in 15 partite giocate. Immaginatevi quanto potrebbe essere esplosivo, se lo si rivedrà fisicamente tonico come nei suoi migliori giorni nettunesi.

 

Punti forti – Un lanciatore di classe cristallina come Mike Ekstroem, un rilievo come Enorbel Marquez ancora imbattuto e ancora a 0.00 di ERA, un closer come José Escalona anch’egli a 0.00 di ERA in regular season. Ebbene, ora aggiunge un nome di prestigio come Henrique Gonzalez pitcher venezuelano con la fastball da 93 miglia e vastissima esperienza: 12 anni nelle Minors, 6 stagioni in MLB e 1 anche nel baseball professionale giapponese. Sul piano del prestigio è il “numero uno” fra i lanciatori neo-arrivati.

Tra i punti forti di Rimini un battitore produttivo e di grande professionalità come Alex Romero, un fuoricampista come Oscar Salazar (che già 5 volte ha fatto volare la pallina oltre la recinzione). Quella romagnola è la squadra che sa guadagnarsi il maggior numero di basi per ball (122 nelle 20 partite di regular), grazie principalmente a Romero (23 bb) e a Salazar.

 

Punti vulnerabili – Il quarto posto di percentuale difensiva (965) in regular season (25 errori, contro ad esempio i 14 di Bologna) e il quinto posto di Team Pitching. Ma quel 3.44 non buono è legato esclusivamente ai problemi di un mound italiano che ha dovuto rinunciare praticamente per l’intera prima fase al suo affidabile “partente” Roberto Corradini.  Per infortunio. Ha cercato di rimpiazzarlo Sandy Patrone ma con risultati modesti (0 vinte, 4 perse, e 5.58 di ERA) e anche lui alle prese con problemi fisici. Si diceva – alla vigilia della stagione – che sarebbe stato l’anno di Tommy Cherubini, ma per ora non è così. E neanche l’arrivo di Torres ha portato qualità.

Roberto Corradini è ancora abbastanza indietro, sta gradatamente recuperando. Cè da credere che quando il pitcher parmigiano dei Pirati sarà a posto, Rimini recupererà un bel po’ di certezze.

Un interrogativo: perchè un giocatore di valore e d’esperienza come Leo Zileri batte soltanto 184?

 

 

PARMA

 

Caratteristiche – Ha compiuto un piccolo miracolo di organizzazione, di applicazione, di disciplina tattica riuscendo a conquistarsi un posto nei playoff giocando tutta la regular season con uno straniero in meno in position player. Ne ha utilizzati tre, anzichè quattro.

Squadra leggerina nel box di battuta, questa di Parma, tuttavia il “cuore” del lineup ha prodotto un buon rendimento con il trio DeSimoni-Marval-Sambucci. Gli altri sono dei contattisti rapidi, aggressivi, che corrono e che osano mettendo pressione sulle difese avversarie. Perchè è così che il Parma deve giocare. Manager Orlando Munoz e i suoi collaboratori hanno fatto un ottimo lavoro. Adesso Parma aggiunge il “bastone” di Juan Camilo, il quale torna nella città ducale dov’è un beniamino perchè – con le sue 68 battute valide, i 42 rbi e il “fuoco” del suo temperamento – fu importante per lo scudetto del 2010. E’ passato già un bel po’ di tempo. Juan Camilo è ancora un buon battitore, ma sarà ancora ruggente come nel 2010? E’ logico porsi questo interrogativo. Tuttavia… va a prendere posto dove non c’era nessuno e pertanto è già sicuro che porterà comunque un beneficio. Inoltre, ha il vantaggio di conoscere già l’ambiente di Parma e – ancor meglio – il campionato italiano (per gli anni vissuti anche a Nettuno).

 

Punti forti – José Sanchez, lanciatore imbattuto (7-0). Una sostanziosa conferma dopo le cose eccellenti mostrate nel 2013. La strategia per i playoff prevede lo spostamento di Jesus Yepez (1.46 in regular season) da rilievo a partente dell’altra partita “libera”, con Jean Toledo (ex-Novara) a chiudere le partite di Sanchez e di Yepez.

Toledo, pitcher alto 1,88, facendo ottimo uso di un lancio sinker che è stato definito “sinker letal”, s’è guadagnato il riconoscimento di lanciatore dell’anno nella nella Winter League venezuelana.  Ha anche vinto il titolo, l’inverno scorso, con i Caribes de Anzoategui. Il lancio sinker è abbastanza simile a una 2-Seam Fastball (palla dritta 2 cuciture) ma… un poco più lenta rispetto alla fastball e con una rotazione che spinge notevolmente la pallina verso il basso. Oltre al sinker, Toledo fa buon uso anche di “cutter” e “split finger”.

La formazione diretta da Orlando Munoz è chiaramente cresciuta – per sicurezza e rendimento – nel monte di lancio italiano: Nicolas Giovanelli sta facendo egregie cose, Yomel Rivera se la cava da rilievo e… la settimana scorsa ha “firmato” un partitone da closer Niccolò Loardi.

 

Punti vulnerabili – E’ stato il quinto attacco (su otto squadre) in regular season con 226 di media-battuta. E’ inoltre la squadra che ha subìto il maggior numero di strikeout. Juan Camilo darà certamente una preziosa mano a Marval, Sambucci e DeSimoni. Tuttavia, è corretto tener conto che Camilo viene, sì, dal Messico ma non dal Triplo A. Bensì dalla Liga Norte de Sonora (a 6 squadre) che è una succursale della Lega principale.

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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

14 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. roger 11 giugno 2014 at 20:22 -

    ma questo non è il campionato italiano, sembra di più il campionato regionale dell’ emilia romagna!

    • alby66 11 giugno 2014 at 20:46 -

      nettuno si è suicidata grosseto ha rinunciato……risultato ebl….logica del lento suicidio del baseball italiano,mi sembra più triste vedere nettuno in coppa dei campioni….era meglio rinunciare…..saluti dal nino cavalli

    • Tullio 12 giugno 2014 at 07:06 -

      Completamente d’accordo. Come si fa a dire adesso comincia il vero campionato (Rimini, Bologna, Parma e San Marino); è come se a calcio il campionato lo disputassero Milan, Inter, Juve e Torino.
      Che squallore…… cosi si è ridotto il Baseball in Italia.

      Un nettunese deluso

  2. antonino 11 giugno 2014 at 21:07 -

    Signor roveri ma lei è favorevole o contrario a questa federazione e a questo tipo di campionato?si sbilanci x cortesia x una volta

  3. Nettunese 11 giugno 2014 at 21:39 -

    Trovo ingiusto il commento di alby66 e manca anche di rispetto verso il baseball nettunese. Ricordo a alby66 che il Nettuno ha guadagnato sul campo il diritto a giocare la coppa europea, se poi c’è stata la crisi economica che colpa hanno i giocatori? Io dico che è più triste una fase di campionato con quattro squadre della stessa regione piuttosto che il nettuno in coppa. Comunque sparate adesso le vostre ultime cartucce che il Nettuno con la nuova proprietà tornerà grande e poi ritornerete tutti a mandare giù bocconi amari.

  4. Maurizio Roveri 12 giugno 2014 at 01:50 -

    Ero tentato di non rispondere, perchè gradirei (o meglio: gradiremmo, qui a Baseballmania) che chi commenta non usasse soltanto il nome o – peggio – uno pseudonimo, ma si firmasse con il proprio nome e cognome. Poi, da persona corretta, poichè il signor Antonino mi ha chiamato in causa, ho deciso di intervenire. E dunque, al sig. Antonino (senza cognome) dico che forse ha la memoria corta. E che quel “si sbilanci x cortesia x una volta” rivolto a me lo trovo assurdo. Penso che Antonino abbia sbagliato persona… Perchè io più volte ho espresso opinioni sulle formule del campionato e sulla mancanza di coerenza che vi ho trovato. Probabilmente il signor Antonino (senza cognome) non ricorda che nel corso della stagione 2012, appena cominciarono a circolare voci inquietanti su come sarebbe stata la formula del 2013, io per primo intervenni. E duramente. Feci un attacco alla Fibs e – indirettamente – anche a a quelle Società di IBL che presumibilmente erano in sintonia con la linea federale. Nessuno, in altri siti… più “legati” (o vicini) alla Fibs, intervenne in maniera così decisa. E quando poi nell’inverno successivo la Federazione e la maggioranza dei Club maturarono l’idea di quell’obbrobrio della formula 2013, io che scrivo di baseball dal 1969 – mi rifiutai di seguire il campionato scorso. Un “innamorato” di baseball non poteva in alcun modo accettare di vedere il campionato di vertice (quello che dovrebbe essere “la vetrina” del movimento) UMILIATO dal passaggio dalle 3 alle 2 partite settimanali che ci faceva tornare indietro di decenni. Nonchè BRUTALIZZATO da tanti doubleheader. La Italian Baseball League dovrebbe essere spettacolo. Quello era tutto fuorchè spettacolo. E’ stato preso qualche accorgimento per questa stagione 2014, ma la formula cara al presidente Fraccari che ne ha fatto uno slogan (campionato a due fasi, campionato a due velocità) non è ancora convincente. Seppure più, interessante rispetto alla roba orrida del 2013 (be’, ci voleva poco far di meglio…). Quella prima fase composta da due gironcini da quattro squadre, e ancora con 2 partite settimanali, offre un’immagine di mediocrità. Se poi la regular season è risultata abbastanza interessante, il merito è della vivacità del Padova e dell’entusiasmo iniziale di un Nettuno B.C. tornato a nuova vita dopo un inverno gonfio di inquietudini e di veleni. Ma io continuo a combattere le due partite settimanali. E sogno un baseball di vertice che un giorno ne possa fare anche 4 di partite settimanali per ogni Club “è lì che vorremmo arrivare, è il nostro sogno” fece capire il presidente della Fibs, Fraccari, alcuni anni fa il giorno della presentazione di un campionato (forse il 2007 o il 2008). Infatti… nel tempo ha fatto il contrario, e le partite sono scese a 2. Non si può frenare le potenzialità e le ambizioni dei Club più importanti, i Club trainanti, per venire incontro alle esigenze dei Club più piccoli. Giusto, giustissimo pensare anche a chi può avere problemi economici, però un livellamento in basso anzichè in alto non porta ad alcuna crescita sul piano dell’espressione tecnica e sul piano dello spettacolo. E la IBL è un campionato che deve produrre spettacolo, per catturare pubblico, sponsor e visibilità. Il campionato a due velocità è una boiata. Costringe i Club con ambizioni da playoff a costruire un roster “corto” perchè per i primi due mesi di stagione debbono giocare soltanto due partite la settimana. Quando finalmente si torna alle tre partite (adesso con l’avvio dei playoff) non basta – a mio parere – il tesseramento di uno straniero in più ad allargare un roster, a renderlo veramente completo. Premesso che considero una felice intuizione la possibilità di utilizzare un quinto “visto” straniero per chi fa i playoff, va anche detto però che la scelta di uno straniero a metà stagione costringe le Società che si qualificano per la post-season a cercare affannosamente sul mercato dell’america latina qualcuno disponibile a firmare un contrattino per due mesi, max due mesi e mezzo di stagione.Non è semplice. E si trova quel che si trova. Così si mettono in difficoltà le Società. Se poi Bologna, San Marino, Rimini e Parma sono comunque state abili a fare delle scelte che si annunciano di valore (interessanti di sicuro) questo non è merito della formula bensì della bravura dei quattro Club che stanno per dare vita ai playoff 2014. E qui… mi collego alle riflessioni di roger (senza cognome) e di Nettunese (che almeno fa conoscere le sue radici). Dunque, mi sembra ingeneroso e irrispettoso volere sminuire, ridimensionare il valore di questi playoff definendoli un campionato regionale. Ponetevi queste domande: perchè ai playoff sono arrivate Bologna, San Marino Rimini e Parma? Perchè è da 3 anni che lo scudetto lo vince regolarmente la squadra della Repubblica del Titano? Perchè le ultime due Italian Baseball Series ha visto sfidarsi San Marino e Rimini? Riflettete. E c’è una sola risposta, immediata e logica. Perchè in Emilia Romagna (e nel territorio romagnolo è incastonata la piccola Repubblica del Titano) sanno lavorare bene, ci sono Club che hanno organizzazione, che sono capaci di programmare. Bologna, Rimini e Parma hanno storie importanti alle spalle, grande tradizione nel baseball. Non come Nettuno, che è “La Città del Baseball” e lo sarà sempre. Tuttavia, la Fortitudo Bologna (fondata nel 1953) ha nel suo palmarès 8 scudetti e 5 Coppe dei Campioni, e da 14 anni consecutivi partecipa ai playoff. Il Parma Baseball (anno di fondazione 1949) vanta una “doppia doppia” nella sua storia: 10 volte campione d’Italia e ben 13 volte campione d’Europa! Più una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Anche il Rimini Baseball è nato nel 1949. Ha vinto 11 campionati italiani, 3 Coppe dei Campioni e 1 Coppa Ceb. Il San Marino Baseball ha una storia più recente, cominciata nel 1970. Nella massima serie non c’è da tanto tempo. Il Club ha saputo darsi una struttura solida e concreta nell’ultimo decennio, in particolare dal 2006 ha vinto 4 scudetti e 2 Coppe dei Campioni. Morale: se Rimini, Parma, Bologna e San Marino si sono qualificate per i playoff, non è un caso. Non si trovano lì per caso. Hanno dei meriti. E’ innegabile. La loro organizzazione, la loro professionalità, certo anche i loro “investimenti” (chi di più, chi meno) dovrebbero essere un messaggio positivo per il resto del movimento. Dire che “è triste una fase di campionato con quattro squadre della stessa regione” è una affermazione sbagliata, nonchè mancanza di rispetto nei confronti di Club che hanno lavorato meglio di altri. E’ possibile, possibilissimo che il 2015 possa essere l’anno del grande rilancio del Nettuno Baseball Club. Ben venga! E io spero anche che il Grosseto decida di tornare a fare la IBL e possibilmente con un team di un certo spessore. Okay. Tuttavia, Bologna, San Marino, Parma e Rimini saranno ancora competitive. Perchè hanno una struttura solida. Come vorrei la formula dell’Italian Baseball League in futuro? Tre partite settimanali sempre, sempre, sempre. Spalmate su tre giorni ogni volta che sarà possibile. Otto Club di buon livello, trittici di campionato, girone unico di regular season, playoff con la formula del round robin. Si cominci a metà aprile per terminare alla seconda o alla terza settimana di settembre.

  5. Alessandro Alberoni 12 giugno 2014 at 08:28 -

    Mi sembra che i commenti tipo “è triste che…” siano figli di qualche (bella… ?) rosicata, in un verso o nell’altro. Da bolognese e tifoso Fortitudo mi spiace che la F non possa difendere quest’anno la sua Coppa dei Campioni, per via di regole che mi suonano strane e che però vanno accettate. Quindi in bocca al lupo a Nettuno che si è meritata sul campo la partecipazione.
    In quanto al campionato emiliano-romagnolo, chiedetevi il perché… mi sembra comunque che Roveri, come suo solito, lo abbia spiegato bene. Ben vengano altre grandi squadre ed un campionato italiano di maggior qualità, in futuro. Adesso però, cerchiamo di goderci quello che abbiamo senza deprezzare l’impegno di chi lo onora ogni settimana in campo e sempre nel corso dell’anno.
    Saluti a tutti e buon baseball.

  6. Marco 12 giugno 2014 at 12:04 -

    Prima dell’inizio di questo pseudo campionato italiano avevo detto che la prima fase era sono un precampionato per le solite squadre, risultato: sono passate le solite squadre! Cambiare da 2 a 3 gare a meta stagione è demenziale! E’ come se a calcio il girone di ritorno lo fanno solo le prime 10 e si giocano 3 tempi di 45′. Comunque ….. ribadisco e sottoscrivo che il VERO campionato italiano è la Serie A!!! 24 squadre a coprire la penisola, più gare (28+20 contro le 20+18 della Ibl) e soprattutto regole uguali per tutta la stagione.

  7. Maurizio Roveri 12 giugno 2014 at 14:44 -

    Concordo completamente con il lettore Alessandro Alberoni (al quale faccio i complimenti per lo stile e l’educazione del suo intervento) e con il lettore Marco (il cognome?). E’ vero quanto afferma Marco: cambiare da 2 a 3 gare a metà stagione è demenziale. Ed è altrettanto vero che un vero campionato “nazionale” esiste già: è la serie A Federale, che raccoglie tante, tantissime realtà e copre praticamente tutta l’Italia. E’ un campionato che possiede una propria identità, una propria dignità e che – a mio parere – la FIBS avrebbe l’obbligo di valorizzare maggiormente. La Italian Baseball League (IBL) – è un concetto che io ho espresso spesso – è un campionato a se stante. Deve essere una “vetrina”. E come tale deve privilegiare la Qualità, lo Spettacolo. Deve catturare pubblico, conquistarsi visibilità (che di riflesso favorirà anche tutto il resto del movimento). Per privilegiare qualità e spettacolo, la IBL deve avere per interpreti quei Club che – dal punto di vista della struttura, dell’organizzazione e delle risorse economiche – possono permettersi di farla. Chi non è in grado di sostenere i costi o l’organizzazione professionale che una “vera” IBL richiederebbe, dovrebbe fare un passo indietro e partecipare alla serie A Federale. Non è riduttivo, non è disonorevole, nessuno deve sentirsi sminuito per tale scelta. Anzi, sarebbe una scelta dettata dall’onestà. Viceversa apprezzo di meno chi – in questi anni – ha voluto partecipare alla IBL ma… praticamente “ricattando” o comunque spingendo la Federazione verso una certa linea: nel senso di “costringerla” alle 2 partite anzichè 3 settimanali. La Federazione, presa in mezzo fra i Club trainanti e le Società più piccole che chiedevano la riduzione delle gare settimanali da 3 a 2, ha partorito la bruttura indegna del campionato 2013 e l’ibrido della formula di quest’anno. Io credo che la FIBS dovrebbe tutelare di più le “forze trainanti”. Altrimenti il rischio è di frenarne le potenzialità e lo slancio, per venire incontro alle esigenze di chi una IBL a 3 partite per cinque mesi non riuscirebbe a reggerla. In questa maniera la FIBS, cercando di accontentare un po’ tutti, finisce per ABBASSARE il livello anzichè ELEVARLO. E ciò contrasta con quello che è lo spirito, l’obiettivo dell’Italian Baseball League, che deve essere un campionato-vetrina. Con protagonisti Club di un certo spessore e giocatori di valore. Ecco perchè non condivido, nè mai condividerò, il parere (anche di illustri colleghi giornalisti) i quali spingono affinchè la IBL venga aperta a molte più realtà (per abbracciare più territori) e diventi un campionato a 14 o a 16 squadre. No, no, no. E ancora no!!!! Dico no perchè? Primo punto: più si allarga, più cala la qualità. Cioè il livello tecnico medio scende. E’ naturale. E ciò andrebbe in senso opposto a quello che è l’obiettivo ambizioso della IBL. Secondo punto: un campionato allargato, a carattere “nazionale”, esiste già ed è la serie A Federale. Che merita rispetto. Dunque: IBL e Serie A Federale debbono restare due campionati ben distinti, ciascuno con la propria identità e con i propri obiettivi. Guai se diventassero un doppione l’uno dell’altro! Suggerisco alla FIBS di attivarsi per dotare la IBL della prossima stagione di 8 Club tutti COMPETITIVI. Ripeto, tutti, non cinque bensì otto. E 3 partite settimanali sempre. Sempre. Fin dall’inizio. La formuletta “campionato a due fasi e a due velocità” è un ibrido senza senso. E allora mi rivolgo agli appassionati, agli innamorati di baseball: vogliamo che il baseball italiano finalmente possa decollare? Vogliamo che – al fianco di un campionato nazionale come la A Federale – ci possa essere DAVVERO un campionato-spettacolo? (ma non per due mesi, bensì per cinque mesi…). E allora la FIBS e le Società abbiano il coraggio, la voglia, l’entusiasmo, la determinazione per GUARDARE AVANTI. Per cambiare la “mentalità” di questo baseball italiano. Che deve mettersi a CORRERE, e non accontentarsi semplicemente di sopravvivere.

  8. antonino 12 giugno 2014 at 15:15 -

    signor Roveri non volevo assolutante mancarle di rispetto..anzi…ho voluto stimolare questo suo intervento perché penso che la sua voce sia fondamentale nel desolato panorama giornalistico del mondo del baseball..concordo su tutto quello che ha scritto,vorrei soltanto la ascoltassero..con rinnovata stima e simpatia..antonino guerra

  9. Maurizio Roveri 12 giugno 2014 at 18:52 -

    La ringrazio, signor Antonino Guerra. E mi piacerebbe (anzi, “ci” farebbe piacere) conoscere dai nostri lettori indicazioni, opinioni, suggerimenti. Tutti insieme, noi che amiamo il baseball, dovremo far sentire la nostra voce. Con la speranza che questo sport possa finalmente compiere, in Italia e in Europa, un deciso salto di qualità.

  10. armandopaggetti 13 giugno 2014 at 06:20 -

    In un incontro con la stampa a Milano Fraccari ha espresso la volontà di portare la massima serie a 16 squadre per riportare più piazze di quelle esistenti, penso che sia una buona idea il problema è che non ha abbozzato un minimo programma di come arrivare a questo progetto.
    Ma sarà un tormentone del prossimo lungo inverno dato che questa stagione finirà già a fine settembre dopo i capionati Europei. Quest’anno è andata come andata ed anche piuttosto bene dato le prospettive che c’erano.
    La Federazione avrà tutto il tempo per programmare la prossima stagione magari ristrutturando in maniera logica tutti i campionati senza pensare solamente all’IBL.

  11. Andrea Bellucci 16 giugno 2014 at 10:56 -

    Sig. Roveri lei con i suoi commenti non convince nessuno. Se andiamo avanti a dire che solo a Bologna sono bravi che solo in emilia romagna sono bravi, questo sport morirà prima del previsto. Le ricordo che la sua tanto amata zona produce solo 100 persone allo stadio e sono sempre le stesse, ogni tanto grazie al Rimini si arriva a contarne un pò di più. Negli ultimi dieci anni solo una finale scudetto è stata degna di essere chiamata finale scudetto ed è stata Grosseto-Nettuno nel 2008, oltre alle due grandi squadre in campo c’erano allo stadio le due più grandi tifoserie della storia del baseball italiano. Questo vero campionato, come ha scritto lei, piace solo a lei Roveri, e sicuramente ai dirigenti delle quattro squadre che così risparmiano i soldi per le trasferte lunghe. Padova quest’anno ha insegnato che anche squadre dalla a federale possono fare bene quindi tutto quello che sostiene Roveri sono solo idee per salvaguardare un campionato che si giochi solo in una regione.

  12. Maurizio Roveri 16 giugno 2014 at 23:45 -

    Caro Andrea Bellucci, mi sa proprio che non ha capito niente di tutto quello che ho scritto, oppure lo interpreta a modo suo! Chiaro che sarebbe meglio ci fossero anche altre regioni rappresentate nei playoff del campionato di vertice. E’ evidente. E nei giorni migliori di Nettuno e di Grosseto è stato così. Sarebbe la soluzione più equilibrata. In questo momento non accade. E se quest’anno non è avvento, è colpa dell’Emilia Romagna? Non le passa per l’anticamera del cervello che questa regione abbia dei meriti? Se ai playoff sono andati 3 Club dell’Emilia Romagna più il Club della Repubblica di San Marino (che è un angolo di territorio al confine della Romagna) evidentemente questi Club hanno lavorato bene. Dietro il loro lavoro c’è una organizzazione, una programmazione. I problemi economici ci sono stati e ci sono anche per queste realtà, evidentemente sono stati bravi a gestirli. L’anno scorso Parma non entrò nei playoff, in passato anche Rimini ha conosciuto qualche momento non brillante, però restano Società comunque competitive. La Fortitudo Bologna nel dopo-Italeri si trovò senza sponsor, ha dovuto fare – a volte – i salti mortali (ricordo ad esempio che nel campionato 2010 perse lo scudetto a gara7 con Parma e giocò tutta quella stagione con uno straniero in meno perchè economicamente non poteva permettersi di averne quattro…), eppure Bologna è da quattordici anni che partecipa consecutivamente ai playoff! E allora, si diano i dovuti meriti a questi Club! Io non “tifo” Emilia Romagna (fare il tifo non ha mai fatto parte del mio stile di giornalista professionista, nè della mia professionalità) e le posso dire, signor Bellucci, che in certe stagioni recenti (vedi 2008, 2011 e anche nel 2012) ho scritto cose bellissime sul Nettuno e su Nettuno. Con sincera ammirazione. E ribadisco che sarebbe interessante la “presenza” ad alto livello di Club storici di altre regioni o di “piazze” importanti. Verrà. Anzi, tornerà questa situazione. Quando sarà il momento. Il glorioso Nettuno Baseball Club, trovatosi a gennaio in una situazione delicatissima, ha rischiato addirittura di sparire. Poi… ha evitato il peggio, con coraggio ed entusiasmo ha affrontato il campionato facendo anche cose decisamente egregie e adesso sta programmando un domani pieno di certezze. Potrebbe tornare ad essere protagonista nel 2015. Mi piacerebbe anche rivedere Grosseto in IBL. Milano e Roma? Eh, sarebbe bello ma… ho la sensazione che nelle due grandi metropoli italiane ci sia una certa indifferenza per il baseball. Ormai è da una vita che Milano non è più ad alto livello nel baseball. Io ricordo bene, molto bene (avendo cominciato a scrivere di baseball nel 1969) gli anni della grande Europhon Milano di Gigi Cameroni! L’ho ammirata quella squadra. E che spettacolari battaglie con la Fortitudo Amaro Montenegro che cominciava a salire alla ribalta (primo scudetto nel ’69) e con il ruggente Glen Grant Nettuno. E si faceva apprezzare Parma, che si chiamava Bernazzoli, con la sua banda di giovani. E Rimini ha lasciato il primo “graffio” sulla pelle della serie A a metà degli Anni Settanta. Tornando all’oggi, lei signor Bellucci, ha citato Padova. Bene, forse le è sfuggito che io sono stato il primo quest’anno – agli inizi di aprile – a dedicare un ampio servizio sulla realtà del baseball di Padova. Con un’intervista al presidente-sponsor-coach Roberto “Bobo” Tommasin. E più volte in questi mesi ho trattato bene Padova. Perchè? Perchè è una realtà che mi piace, sul piano dell’entusiasmo e soprattutto dell’organizzazione. C’è gente (a Padova, a Rovigo) che sta lavorando bene. Nella rubrica che ho curato durante la regular season (la “Top Ten della Settimana”) diverse volte ho inserito giocatori del Tommasin Padova. So che c’è molta attività, a livello di campionati inferiori e giovanili, in Friuli e nella Venezia Giulia. Ecco, se queste realtà trovassero maggiormente un’intesa, un punto d’incontro, un’organizzazione, una programmazione, forse prima o poi verrebbe a formarsi una realtà importante che possa essere un sostanzioso punto di riferimento per tutto quel territorio. Inoltre, io non ho mai detto che questo è un bel campionato. Ho scritto che comincia finalmente il vero campionato perchè sono CONTRARIO (e lo sarò sempre) ad una IBL su 2 partite settimanali. Sostengo con determinazione che la IBL deve essere il campionato-vetrina, il campionato di qualità, il campionato che propone spettacolo. No, non è ancora così. Finalmente, dopo una stagione e mezza di… due partite, che aveva fatto tornare indietro di anni e anni il campionato di vertice, ecco con l’inizio dei playoff le 3 partite settimanali. Ora va meglio. Tuttavia anche questa formula non mi piace. Non mi convince. Non ha senso giocare per due mesi 2 partite e poi… a metà stagione passare a 3. E’ un ibrido. L’ho scritto più volte ma evidentemente lei, signor Andrea Bellucci, non ha letto oppure ha letto male. Oppure interpreta le mie riflessioni e opinioni come pare a lei. Mi dispiace, credo che i mio linguaggio sia ampiamente comprensibile. Non capisce quel che dico? Strano, eppure mi sembra di esprimermi in maniera chiara e anche con un certo stile. La prego di non mettermi in bocca frasi o opinioni che sono molto distanti dal mio pensiero. Ribadisco che l’Italian Baseball League deve essere un campionato a se stante, un campionato di alta qualità. Se possibile. Ecco perchè non vi possono partecipare più di 8 Club (se si allarga ad un maggior numero di squadre, la qualità media inevitabilmente scende…). Ma questi 8 dovranno essere competitivi. Girone unico e 3 partite settimanali per ogni squadra fin dall’inizio! Non sarà un campionato propriamente nazionale? Ma esiste già il campionato che abbraccia quasi tutte le regioni e tante città e cittadine: ed è la serie A Federale, che merita di essere valorizzata maggiormente dalla FIBS. Ripeto, la IBL ha un’altra funzione. Si programmi una IBL veramente d’elite, con 8 Club tutti competitivi (o comunque più che dignitosi), giocare tanto, ritmo intenso, cinque mesi e anche cinque mesi e mezzo (considerando la serie-scudetto) di attività. E una organizzazione professionale. E vedrete che – un po’ alla volta, se ci sarà costanza nella formula – il pubblico prenderà possesso degli stadi della IBL. Si programmi un “prodotto” in grado di creare spettacolo, si programmino degli eventi attorno alla partita di baseball. Ecco: io credo che un campionato di IBL strutturato così attirerebbe più sponsor rispetto ad ora. E la IBL farebbe da traino a tutto il movimento.