Dalla sofferenza in regular season al trionfo come una squadra imbattibile. E’ il capolavoro di Ceccaroli aver dato ai suoi Pirati una forza mentale che gli avversari non avevano

Pubblicato il Set 6 2017 - 10:24pm by Giovanni Colantuono

Va subito detto, lo scudetto del Rimini è un capolavoro di Paolo Ciga Ceccaroli. Alla prima esperienza alla guida dei Pirati il buon Ciga si cuce il tricolore sulla casacca, un titolo che in pochi alla vigilia dei playoff avevano pronosticato, diciamola tutta, nessuno lo aveva minimamente neanche pensato. Lui probabilmente si, in cuor suo sapeva che aveva a disposizione un gruppo di ragazzi con cui poteva lottare contro tutti. La chiave di tutto a mio parere sta proprio in questo, mentalmente il Rimini di Ciga è stato superiore al San Marino nelle Italian Baseball Series. I Pirati erano pronti alla battaglia dopo una regular season in cui tante volte avevano dovuto rialzare la testa dopo una sonora sconfitta. Sono state ben tre le “manifeste” subite dai neroarancio riminesi.

Dura mandare giù il boccone mentre anche dagli spalti della Casa dei Pirati c’era chi magari storceva la bocca. Ceccaroli su quella regular season sofferta, su quelle “manifeste”, su quei bocconi amari da mandare giù, ha costruito un Rimini mentalmente forte e capace di andare ad affrontare Bologna e Rimini consapevole che poteva batterle entrambi. Il 3-0 parla chiaro e porta per la tredicesima volta il nome del Rimini nell’albo d’oro del baseball italiano.

C’è una similitudine negli ultimi 12 mesi vissuti dal grande Presidente Zangheri e dal suo Rimini. Dalla sofferenza alla vittoria. Mentre il Rimini targato 2017 nasceva il Pres stava vivendo un momento non felice di salute. Però il pensiero era alla sua creatura, al suo Rimini. Che nei mesi invernali costruiva un roster che definirei “operaio”. Non c’era infatti una stella di primissima grandezza nei colpi di mercato dei Pirati. Duran che veniva da un taglio nell’anno precedente a San Marino. Josè Rosario che certo aveva fatto bene in Nicaragua, ma arrivava con il marchio della sconfitta nella finale della Liga dove non riusci a confermarsi dopo un’ottima regular season. Maikel Caseres aveva battuto molto, in Nicaragua anche lui, ma l’impatto con la IBL fu molto difficile per l’utility cubano. Il vero colpo fu Juan Carlos Infante. Scaricato dal Bologna ha trovato spazio nei Pirati, altra chiave del successo e dello scudetto.

Infante ha dato grinta e personalità a questa squadra e, nel momento cruciale, le giocate di classe che con ogni probabilità hanno lanciato i Pirati verso lo scudetto. Il grande slam che ha chiuso gara 2 e la strepitosa presa nell’ottavo inning di gara 3 che ha impedito al San Marino di ritornare in vantaggio. Due perle.

Con il passare delle settimane e dei mesi il Pres ha recuperato la sua salute, mentre iniziava la sofferenza del suo Rimini. Le cose non vanno bene in regular season, fatica il monte di lancio. Il lineup è discontinuo e manca in battitori fondamentali come Duran e Caseres. Fortuna che ci sono i giovani che ci mettono il fritto. Federico Celli, Nicola Garbella, Freddy Noguera e insieme a loro il solito tenace capitano Bertagnon, e poi i preziosi  Zappone, Di Fabio e Malengo.  Senza dimenticare Teran, rilievo e closer che ha vissuto a Rimini la sua migliore stagione italiana, e Ricardo Hernandez poco pubblicizzato ma pitcher di grande affidabilità. Tutti con le loro prestazioni  a cercare di tenere a galla i Pirati, minacciati dal ritorno in classifica del Parma. Serviva una scossa, si doveva cambiare qualcosa. Arriva il taglio di Duran per l’arrivo di Willy Vasquez, le cose migliorano nel box di battuta ma il monte di lancio continua a soffrire. Ricordo benissimo l’imbarazzante prestazione ad esempio di Josè Escalona allo Steno Borghese di Nettuno. In quel momento era veramente difficile pensare ad un Rimini campione d’Italia. Lo stesso Escalona che poi a Bologna ha sostenuto nel migliore dei modi il Rimini dalla collinetta per una vittoria fondamentale per costruire il miracolo chiamato scudetto. Nel momento del bisogno, e ricordiamo che Escalona entro in partita praticamente a freddo per l’uscita prematura di Richetti, il Pirata Escalona ha riscattato tutta la sua stagione. Anche in questo si riconosce un grande giocatore, anche in questo c’è il lavoro di uno staff di coach e del manager. Stesso discorso per Josè Paniagua Rosario. Grande attore protagonista nelle Series contro San Marino in cui è tornato ad essere quel pitcher dominante che lo scorso inverno aveva strabiliato nella Liga Nicaraguense.

A proposito di “attori protagonisti” questo Rimini operaio ne ha trovati anche in Lino Zappone, sono suoi i due RBI dello scudetto in gara 3, nel Capitano Bertagnon, sua la valida che ha deciso gara 1 delle Series, in Freddy Noguera, uno che non lo mandi mai strikeout, in Federico Celli un ragazzo che in campo sa fare tutto. Battitore di media, potente e anche veloce, è lui ,oltre ad essere il miglior battitore del Rimini in stagione, il migliore nelle basi rubate. Celli è stato giustamente eletto MVP delle series, mi sento di aggiungere che per noi il giovane Federico è il Player Of The Year della IBL 2017. Andate a vedere i suoi numeri, dalla regular season fino a gara 3 della finale scudetto e vi renderete conto del perchè.

Rimini ha dunque vinto quasi come nelle favole, dove tutto sembra andare storto ma poi arriva il lieto fine. In questo lo scudetto dei Pirati è uno scudetto d’altri tempi, quando non era il grande nome di una stella venuta dagli USA a fare la differenza, ma la voglia di vincere, il carattere e la mentalità vincente di un gruppo capace di diventare imbattibile dopo essere caduto tante volte ed essersi rialzato altrettante. Per questo al manager Paolo Ciga Ceccaroli e al suo staff di coach va la nostra standing ovation!

Foto del fotografo di redazione Lauro Bassani/PhotoBass

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Giovanni Colantuono

Nato a Nettuno. Ha iniziato la carriera giornalistica nel 1991 nell’emittenza televisiva privata come autore e conduttore della rubrica settimanale sul baseball Casabase. Allievo del Piccolo Gruppo di Giornalismo Radio-Televisivo di Michele Plastino, ha poi collaborato con il quotidiano Il Tempo e con varie agenzie di stampa. Radiocronista di Idea Radio ed autore di due film reportage sulla Coppa Campioni di Parigi del ’91 e dell’Europeo del ’91. E’ stato per tre anni addetto stampa del Nettuno e collaboratore dei siti BaseballItalia.it e Baseball.it.. Nel marzo del 2012 è cofondatore di BaseballMania.it di cui è l'editore e il Direttore Editoriale.

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13 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Charlie 6 settembre 2017 at 22:54 -

    Complimenti per questo articolo molto bello, mi piace il fatto che si sia segnalata l’importanza di tutti i giocatori in uno sport complesso come questo. Vorrei fare i complimenti anche a quei giocatori che hanno visto poco il campo ma che con la loro presenza, il costante lavoro in allenamento o in bull pen hanno contribuito comunque alla conquista di questo scudetto senza mai lamentarsi lavorando a testa bassa.

  2. Orlando 7 settembre 2017 at 01:26 -

    Mr. Colantuono,
    il pezzo riporta molte cose giuste ma ci sono un paio di dimenticanze notevoli. Una è il contributo di Illuminati (neanche nominato) che da sei anni consecutivi porta il Rimini in finale e quest’anno ha ricostruito una squadra dandola poi in mano a Ciga. Non è facile ripetersi, ma 6 anni consecutivi sono veramente tanti, soprattutto cambiando tutti gli anni molti uomini, questa è capacità, è evidente.

    L’altra è che Garbella (e lo dico da padre, ma è evidente anche questa) ha contribuito moltissimo TUTTO l’anno ed ha fatto fuori con 8 RBIs il Bologna a casa loro con valide che hanno dato il vantaggio in momenti cruciali. Federico Celli ha meritato l’MVP della serie finale, ma dire che è il Player of the Year 2017, con tutto il bene che gli voglio mi sembra un po’ tanto.
    Sia chiaro che non voglio sminuire il suo contributo, ma le semifinali contro la corazzata Bologna sono di Garbella e Teran, 1ª di finale con San Marino di Bertagnon, 3ª di finale con San Marino di Zappone, la 2ª è stata una mattanza dove tutti hanno contribuito. Inoltre, in finale, i lanciatori sono stati tutti superlativi. I numeri sono importanti, ma bisogna vedere quando si batte, contro chi, e se si è determinanti.
    Ripeto nulla contro Celli, sono felice per lui, per la città che ha espresso questo talento, gli auguro ogni bene, e spero che possa rientrare nel baseball USA come del resto lui (e tutti i giocatori) aspirano. Questa nota è solo per completare il suo ottimo pezzo. Con cordialità, Orlando Garbella

  3. luigi 7 settembre 2017 at 06:01 -

    Condivido, bellissimo articolo che descrive in modo coerente la vicenda rimini di quest’anno e i meriti di tutto lo staff pur con qualche dimenticanza.
    Due cose che ho osservato in questo frangente di semifinali e finali: Infante interbase di indubbie capacità, ormai sul finire della carriera, ha sbagliato molto, palle a terra anche banali e tiracci in prima che solo la capacità di Malengo (non citato) hanno rimediato, la scarsa vena in gara uno poteva compromettere la partita, quando ha cominciato a giocare come sa ha fatto la differenza perchè anche se “datato” ha nel dna certe giocate. Malengo scaricato da Padova ma che invece ha dimostrato un buon guanto nei momenti cruciali e ha messo in campo un paio di valide a

  4. luigi 7 settembre 2017 at 06:03 -

    bologna e gara uno che sono state determinanti. Per il resto squadra operaia veramente, grintosa ed efficace, bravi tutti in primi Ceccaroli ma anche lo staff di prim’ordine Illuminati e gli altro che hanno svolto il lavoro oscuro, citerei anche il preparatore atletico che sicuramente ha portato il gruppo in forma nel momento giusto,

  5. ivano 7 settembre 2017 at 08:05 -

    una sola parola……..GRAZIE PIRATI

  6. alby66 7 settembre 2017 at 08:26 -

    fantastico articolo nulla da dire….condivido tutto in toto…descrive la stagione di rimini in maniera coinvolgente…..su Pierpaolo tanti meriti…ma il comportamento in campo è stato disdicevole…troppe proteste fuori luogo espresse in maniera indecorosa….deve rispettare gli uomini in blu…altrimenti cade pesantemente dalla parte del torto!!! un saluto al grande pippo!!!

  7. Gabriele 7 settembre 2017 at 13:00 -

    Complimenti al direttore per questo articolo che descrive molto bene e nei dettagli il 2017 per il Rimini baseball.

  8. davide 7 settembre 2017 at 13:39 -

    io invece spero che Garbella rimanga a rimini con tutto il cuore …papa’ garbella….. !!!!
    mi piace davvero tanto come giocatore molto professionale e presente !

    Vamos rimini ale’ burdel !
    ……Rimini ti stima garbella !……

  9. Giovanni 7 settembre 2017 at 14:37 -

    Nico Garbella è da confermare pirata nel 2018 al 100%.
    Professionalità, umiltà, lavoro di squadra.
    Sta forse a lui scegliere di restare a Rimini o provare negli USA…

  10. ivano 8 settembre 2017 at 07:38 -

    garbella da confermare subito

  11. #ramirez78 8 settembre 2017 at 12:26 -

    commovente articolo. Grazie sig. Colantuono

  12. Giovanni Colantuono
    Giovanni Colantuono 8 settembre 2017 at 14:37 -

    Ringrazio tutti Voi per le belle parole nei miei confronti. Quanto da voi scritto vale un milione di volte in più dei compiacimenti falsi, costruiti e pilotati che negli ultimi tempi vanno di moda sui social network.

  13. Maurizio Roveri 13 settembre 2017 at 11:49 -

    Mese dopo mese, soffrendo faticando e migliorando, Rimini e’ diventato un gruppo compatto. Una vera squadra, con buoni equilibri. E gli equilibri hanno fatto la differenza. Bravo Paolo Ceccaroli. Principalmente per la costanza che ha dimostrato nel suo lavoro, quando le cose non andavano proprio come avrebbe voluto. Inoltre, faccio i complimenti a “CIGA” per aver voluto come preziosi collaboratori Gambuti e Evangelisti. Un cast di riminesi, per far vincere Rimini. C’è molta riminesita’ in questo scudetto. Apprezzo le squadre che si identificano nel territorio. Spesso hanno un grande orgoglio. E questo successo di Rimini ne e’ un’ulteriore dimostrazione: nella decisiva “gara5” di semifinale al Falchi (la partita-chiave della stagione) ho “letto” negli occhi dei Pirati un fuoco che la Fortitudo quella sera non aveva.