Che performance! Tre strikeout in un inning con 10 lanci e nello spazio di quattro minuti…

Pubblicato il Apr 11 2015 - 8:19am by Maurizio Roveri
Raul Rivero non si smentisce. Dal suo braccione partono siluri che scaldano d’entusiasmo i fedelissimi del “Falchi” in queste notti ancora troppo fredde per uno sport estivo come il baseball. L’Omone (così lo chiamano simpaticamente a Bologna, dove questo pitcher venezuelano dal lancio potente è un beniamino) ieri sera nella prima sfida fra la Fortitudo UnipolSai e il Nettuno2 – salendo sul monte al settimo inning – ha chiuso la partita alla sua maniera. Perentoriamente. Con una prestazione impressionante per sicurezza e dominio. Si è presentato mettendo strikeout Zappone con tre lanci. Altri tre lanci… ed è finito a sedere anche uno stralunato Giannetti. Contro Flores ne sono serviti quattro (lì Rivero si è concesso un ball…), però non è cambiato l’esito: strikeout anche Flores. Morale: Rivero ha ottenuto 3 K l’uno dopo l’altro facendo 10 lanci (9 strikes e 1 ball). Il tutto nello spazio di appena 4 minuti e 32 secondi! E nell’inning successivo – l’ottavo – ha confezionato altri due strikeout. E dunque, onore a Mattia Reginato il giocatore del Nettuno 2 che è stato l’unico capace di prendere il tempo all’Omone stampandogli una valida. Ma è stata la sola “concessione” di Rivero nei suoi due inning da closer di una partita che Bologna ha vinto 8-1 (con 1 fuoricampo di Paolino Ambrosino, un triplo di Vaglio e doppi di Suarez e Liverziani).
Raul Rivero – ricordo – è stato l’eroe di “gara7” della Italian Series in quella notte di fine agosto dell’anno scorso quando la Fortitudo Bologna sconfisse Rimini 4-0 nella sfida che valeva tutta la stagione. Vincendo così il nono scudetto della sua storia. Rivero, pitcher partente e assolutamente dominante, oltre a tenere a zero il lineup dei Pirati confezionò 12 strikeout.
Adesso – nella prima fase della stagione – l’Omone si… accontenta di fare il closer. Scalda il braccio per le grandi battaglie che verranno nei playoff. Frattanto, il nuovo lanciatore straniero dell’UnipolSai, Marquis Fleming si porta a casa la sua seconda vittoria. Non mi dispiace, questo pitcher. Chiaro che non lo si può raffrontare al grande Williamson della stagione scorsa. Determinante. Tuttavia non è neppure mediocre come l’impatto con il campionato italiano (nella partita persa dalla Fortitudo contro Padova) poteva lasciare immaginare. Marquis Fleming tende ad avere problemi di controllo in avvio di partita. Ma poi – guidato dal catcher Guillermo Rodriguez con la sua proverbiale sapienza – si tranquillizza e riesce strada facendo a trovare la zona dello strike con una certa disinvoltura.
Non è un power-pitcher alla Raul Rivero, nè possiede il grande senso del controllo e la solidità mentale del ruggente Williamson dell’anno scorso. Tuttavia Marquis Fleming ha delle qualità (ad esempio, è uno specialista del “cambio”) che il pubblico del Falchi imparerà ad apprezzare nel corso della stagione. Non un fenomeno, e comunque in grado di fare cose più che dignitose al servizio d’una squadra che – in questa stagione 2015 – presenta probabilmente il più forte lineup della IBL. Con gli innesti di Alex Sambucci (già 5 doppi in quest’avvio di stagione) e del concreto Cesar Suarez, battitore di grande regolarità.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

4 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. karl 11 aprile 2015 at 14:19 -

    L’omone e’ un fuoriclasse che con la sapienza di Rodriguez dietro il piatto diventa imbattibile o quasi.

  2. Maurizio Roveri 11 aprile 2015 at 16:59 -

    Scusatemi, nel commentare la performance di Raul Rivero ho fatto una imprecisione. Che tuttavia non cambia la realtà. “L’Omone” non è salito sul mound al settimo inning (come ho scritto) ma ha “chiuso” lanciando l’ottava ripresa (quella dei 3 strikeout ottenuti con 10 lanci e nello spazio di 4’32”) e la nona. Mi sembra giusto segnalarlo, per una questione di correttezza e di professionalità. Ovviamente, non muta d’una virgola lo spessore della prestazione di Raul Rivero.

  3. Lucone 12 aprile 2015 at 17:48 -

    Bisogna anche considerare, il freddo e l’umidità che c’era venerdì sera al Falchi.
    Rivero entra e lancia….e la pallina, entrando in contatto col guantone del ricevitore, ricorda lo scoppio di un petardo come rumore.

  4. karl 12 aprile 2015 at 19:16 -

    Se vuoi sentire dei ciocchi nel guanto del catcher vallo a vedere nel bullpen quando si scalda