Storia di una delle leggende della Pacific League! Il potente catcher dei Nankai!

Pubblicato il Apr 1 2020 - 11:48am by Filippo Coppola

Nell’attesa dell’inizio e forse eventuale stagione professionistica di baseball, dove non si hanno ancora notizie certe, tranne che per la CPBL taiwanese, che dovrebbe iniziare l’11 Aprile, con restrizioni sul pubblico, dal Giappone qualche mese fa è giunta la spiacevole notizia della scomparsa di un personaggio, che ha dato tanto al baseball nipponico, e anche tanto offuscato.
Di fatto mentre ancora oggi è ipotetico azzardare l’inizio della NPB (ad oggi si formalizza la data del 24 Aprile) e degli altri campionati professionistici di baseball nel mondo, per via della pandemia che sta funestando questo 2020, il leggendario Katsuya Nomura viene a mancare improvvisamente. Molti sicuramente non sanno chi sia stato e che ha rappresentato in particolar modo la Pacific League.
La brutta notizia è arrivata l’11 febbraio di quest’anno, all’età di 84 anni, per insufficienza cardiaca, nel quartiere Setagaya di Tokyo e che ha scosso il mondo della NPB. Vorrei soffermarmi su questo personaggio che in patria ha dimostrato tanto.
Natio di Amino (ora Kyōtango), un villaggio di pescatori nella prefettura di Kyoto, rimase orfano di padre all’età di tre anni. Di fatto suo padre era un soldato che stava partecipando in quel periodo alla seconda guerra sino-giapponese, che era accesa tra la Cina e il Giappone, negli anni antecedenti la Seconda Guerra Mondiale. Il padre, quindi morì di malattia in territorio straniero e il piccolo Katsuya rimase da solo con suo fratello e sua madre e in quegli anni la fame affliggeva la sua famiglia.
Il fratello fece molti sforzi per far studiare Katsuya e finalmente riuscì ad entrare nella Mineyama High School, dove si diplomò e dopo aver finito gli studi, ricevette un’offerta dall’allora team di Osaka, i Nankai Hawks.
Era il 1953 e dopo aver convinto gli scouts riuscì a debuttare per la prima squadra in Pacific League nel 1954, col ruolo di ricevitore. Non aveva un fisico imponente ed era soprannominato “alce” per via della sua “faccia abbassata”.
Il suo anno da rookie fu breve e molto negativo per i numeri, dove purtroppo il giovane catcher in nove gare ha totalizzato undici presenza al piatto, battendo zero valide. Appunto zero, subendo anche cinque strike-out, ma rubò anche una base e segnato un punto.
Il manager, Kazuto Tsuruoka, lo stava facendo crescere dietro i consigli del più veterano Jun Matsui (Hawks dal 1949 al 1958), ricevitore titolare, ma in quel campionato deluse le attese e fu spedito in seconda squadra per gli scarsi risultati da rookie. Nomura molto amareggiato si narra che era pronto a tornare gratis in prima squadra, avrebbe fatto di tutto per rimanere negli Hawks e questi ultimi decisero così di tenerlo, dopo che lo stesso Katsuya dichiarò che si sarebbe buttato sotto un treno se gli Hawks lo avessero tagliato del tutto dal baseball professionistico. Quindi, il 1955 fu il suo anno più difficile, ossia ripartire e farsi notare nel farm-sistem degli Hawks per poi essere promosso a titolare negli anni a venire.

Lo swing di Katsuya Nomura in casacca Nankai Hawks, dopo aver battuto il 450° HR in carriera nel 1970

Dopo un anno di sacrifici e tanto allenamento ritorna per la stagione del 1956 e la storia sta per scriversi. La fiducia datagli ripaga col destino che cambierà per sempre in lui e sarà dunque uno dei protagonisti di quel team di Osaka che veleggiava spesso nelle prime posizioni in Pacific League.
Da li in poi fa vedere molte doti di battitore e anela anno dopo anno ottime stagioni, diventando così un perno cruciale del team. Dal 1957 in poi iniziò a battere fuoricampo a raffica, con HR a doppia cifra per ventuno anni consecutivi e sopra i venti per diciassette stagioni di fila, sfidando sempre Sadaharu Oh dell’altra Lega. Nel 1965 ottenne anche la tripla corona da battitore, uno dei pochi a riuscirci in Giappone, con .320 di media battuta, 42 HR e 110 rbi e primo nel dopo guerra a riuscirci. In quegli anni era offuscato dal duo Sadaharu Oh e Shigeo Nagashima degli Yomiuri Giants, dove i due giocando in Central League e con le TV che trasmettevano più match di quella Lega. Di fatto era molto più popolare la CL e i suoi record, i suoi numeri da battitore, nonostante fosse un catcher, non furono “mediaticamente” tanto considerati dal pubblico. Erano gli anni in cui stavano per nascere i gloriosi Giants nipponici e la PL era considerata una Lega con meno popolarità. Di fatto in futuro dichiara poi il figliastro Don Nomura (attuale famoso agente di giocatori), che quando era piccolo non conosceva affatto Katsuya come leader di baseball e “fuoricampista” molto valido, che si avvicinava ad Oh in tanti numeri. Quando lo conobbe, a seguito della relazione di Katsuya con la madre di Don, lo stesso scoprì chi era Katsuya Nomura, studiando in biblioteca e leggendo molti almanacchi di baseball NPB per capire l’importanza di quel battitore, siccome si parlava solo di Oh e Nagashima, che affascinavano il pubblico giapponese di quegli anni. Dato che la TV giapponese, per inciso, trasmetteva essenzialmente le partite della CL e di quei Giants in particolar modo, capaci poi di vincere ben nove Nippon-Series consecutive (1965-1973, il famoso V9 del manager Tetsuharu Kawakami, il “Dio della battuta”).
Nella sua Lega in quelle stagioni ha sempre lottato contro battitori del calibro di Isao Harimoto (1959-75, Flyers/Fighters, 1976-79 Giants e Orions 1980-81) e Daryl Spencer (1964-1968, 1971-72, Braves), col primo di origini coreane che ha battuto in carriera 504 fuoricampo e 3085 valide e il secondo, americano di Wichita (Kansas), che aveva giocato prima in MLB, per Giants, Cardinals, Dodgers e Reds e in NPB ha battuto 152 fuoricampo e 615 valide. Spencer in particolare ha sempre espresso parole di elogio nei confronti di Nomura, definendolo molto pericoloso da affrontare e con lui non si poteva mai abbassare minimamente la guardia. Il tempo di distrarsi per qualche frazione di secondo e la pallina viaggiava oltre le recinzioni (cit. di Spencer)
In definitiva Katsuya Nomura è stato il miglior battitore della PL per otto stagioni di fila, nove volte leader in HR in PL, sette volte leader di rbi in PL, due Nippon-Series conquistate, cinque volte MVP in PL e diciannove volte inserito nel “Best Nine” come ricevitore, sempre per quella Lega. Di fatto tra il 1962 e 1965 ha sempre battuto più di 40 fuoricampo a stagione, tra cui record personale di 52 HR nel 1963 e sempre in quegli anni superava la quota dei 100 rbi. Dopodiché solo nel 1970 superò nuovamente la cifra dei 40 HR (42), mentre la quota dei 100 rbi li ha superati per altre due volte, il 1970 e 1972 e raggiunto quella cifra nel 1967. Va segnalato anche che nella sua lunga carriera solo nel 1968 ha ricevuto più di cento BB, ossia 103 e ha mantenuto sempre un’alta OBP. Di fatto nel 1966 ha addirittura terminato il campionato con OBP di .406.
Inoltre è stato anche giocatore-manager dal 1970 al 1977 per gli Hawks, poi nel 1978 ha giocato per i Lotte Orions e tra il 1979 e 1980 coi Seibu Lions.

La carriera di Nomura ha preso importanza dopo il suo ritiro, a 45 anni nel 1980 (stesso ultimo anno giocato di Sadaharu Oh) e dopo 26 anni di baseball con gli Hawks ha raggiunto i seguenti numeri: 3017 G, 2901 valide, 657 HR, 1988 rbi, .277 di media battuta, .357 di OBP e .508 di SLG. Nel ruolo di catcher inoltre ha sempre mostrato doti abili per capacità di monitorare e apprendere le abitudini dei battitori avversari. Ha quindi dato un ottimo contributo ai Nankai Hawks per la conquista del Pennant della PL per sei volte e alla vittoria delle Japan-Series per due volte (1959 e 1964).
Incredibile vittoria, quella ottenuta, alla finalissima del 1959 contro i Giants, con sweep per 4-0 (come l’ultima edizione della NPB tra l’altro) e Nomura ha battuto un fuoricampo da due punti in gara 3. L’ MVP indiscusso di quella serie, e che è stato accompagnato nella batteria in quelle quattro partite da Nomura, è stato l’ace occhialuto Tadashi Sugiura. Le ha vinte tutte quel pitcher, lanciando in totale 32.0 IP in quella finale (436 lanci, 20 K, ERA 1.41) e in particolare lanciando gare complete i match di gara 3 e 4, con la prima per dieci riprese (risolta per 3-2 per gli Hawks) e la seconda con SHO (3-0 ai Giants), chiudendo così il capitolo delle Nippon-Series di quel campionato in maniera netta e decisa. Nomura chiuse quella serie con 3/16 e battuto un fuoricampo, ma ha guidato magistralmente Sugiura nella sua annata più brillante e alla sua prima apparizione alla finalissima del massimo campionato nipponico. Il lanciatore in questione, di fatto, da debuttante lanciava sempre sopra i 250 IP e in quella stagione ebbe un record di 38-4, 371.1 IP, 19 CG di cui 9 SHO, 336 strike-out, ERA 1.41 e WHIP 0.75 (numeri stratosferici).
Ma la sua carriera purtroppo durò solo tredici stagioni e solo tra il 1959 e il 1965 era abbastanza dominante dalla collinetta, poi a seguito di numerosi infortuni e il senza dubbio conto da pagare al proprio fisico ha poi lanciato molto di meno fino al 1970, totalizzando un record NPB di: 187-106, 2413.1 IP, 95 CG, 18 SHO, 1756 K, ERA 2.39 e WHIP 0.99.
Invece nell’altra Nippon-series vinta, quella del 1964 contro gli Hanshin Tigers in sette gare, Nomura in definitiva ha battuto 4/25. In totale nelle sei apparizioni alle Nippon-Series, Nomura ha battuto 28/122, con 5 HR e 16 rbi, in particolare tre fuoricampo realizzati nella finale del 1961, persa contro i Giants.

Coi numeri registrati alla fine da Nomura, questo risulta essere dietro al leggendario e carismatico Sadaharu Oh, per HR battuti e rbi siglati, e fanno di lui il secondo miglior battitore in termini di potenza per certi versi, ma ha battuto più valide di Oh (2789), ma è dietro nella classifica all-time dal già citato Harimoto.
Dopo il ritiro, diviene il giocatore con la carriera più lunga in NPB, con 26 anni in PL, superato successivamente, prima da Kimiyasu Kudo (attuale manager dei Fukuoka SoftBank Hawks) nel 2010, e dopo da Masahiro Yamamoto nel 2015 (il senpai dei Chunichi Dragons), dove entrambi hanno totalizzato ben 29 stagioni in carriera totale.
Ha sempre detto di avere il baseball nel sangue, come quando affermò che per lui vale sempre l’equazione “Nomura-baseball=0” (traducibile da “non mi rimarrà più nulla se mi togli il baseball”) e quindi ha intrapreso brillantemente la carriera di manager di team della NPB. Come detto in precedenza ebbe già alcune esperienze negli anni ’70 come manager, mentre giocava ancora e in definitiva si trova per la prima volta in Central League nel 1990 alla guida degli Yakult Swallows. Mentre l’anno prima è stato introdotto alla Hall of Fame Giapponese, come giocatore.

Nomura festante coi suoi dopo una delle Nippon-Series vinte con gli Swallows

Per gli Swallows rimase fino al 1998 e in quegli anni dimostrò notevoli doti manageriali, vincendo quattro volte la CL e tre Nippon-Series (1993, 1995, 1997), adoperando al meglio la conoscenza delle statistiche come gli aveva insegnato in qualche modo l’ex compagno di squadra e manager degli Hawks Don Blasingame, tra fine anni ’60 e inizio anni ’70. Ha dunque portato al successo più volte quindi il team di Tokyo che ha sempre vissuto all’ombra dei Giants e in quel decennio fu molto importante per gli Swallows, dopo anni bui. Blasingame ha quindi inculcato in lui lo studio delle statistiche e tra il suoi ritiro dal baseball giocato del 1980 e la chiamata a guidare gli Swallows nel 1990 ha passato anni ad essere analista di baseball, appunto sulla statistica che incide sul gioco.
Nel periodo Swallows fece crescere notevolmente Atsuya Furuta, catcher di quel team, che dietro i suoi consigli divenne uno dei migliori di tutti i tempi, appunto nel ruolo di ricevitore. Di fatto Furuta termina la sua lunga carriera in casacca Swallows nel 2007 (18 stagioni), con 217 fuoricampo, con 2097 valide e media battuta di .294, dietro solo a Nomura, come ricevitore.
Furuta inoltre è ricordato per aver effettuato ben tre colto rubando in una gara di All-star (1991), battuto un ciclo in una gara di All-star (1992) e nel 1995 superò in astuzia Ichiro Suzuki nelle Nippon-Series dei suoi Swallows contro gli ORIX BlueWave, vincendole appunto. Poi il 28 giugno del 2003 riuscì a battere quattro HR in altrettanti at-bat in una partita di Regular Season, registrando un record giapponese per un ricevitore.
Tornando a Katsuya, nel 1999, accettò l’offerta degli Hanshin Tigers e vi rimase per tre stagioni consecutive come manager, dove la storica franchigia non andrà mai oltre l’ultimo posto e non riuscendo mai a raggiungere le 60 vittorie in una stagione.
Dunque in casa Tigers il 2001 fu l’ultimo campionato, ma non si allontanò dal team per via dei risultati molto negativi, ma per uno scandalo che lo vide coinvolto nel suo nome. Di fatto la sua seconda moglie, Sachiyo, personaggio importante televisivo, fu accusata di evasione fiscale e Katsuya decise di dimettersi dai Tigers, nonostante lui non avesse alcuna colpa per quei 45milioni di yen, evasi al fisco giapponese. Anche nel 1977, si scoprì poi, si dimise da manager e lasciò gli Hawks, a causa della moglie, poiché lei si intromise negli affari del club in maniera determinante. Quella donna, Sachiyo, aveva già due figli di una precedente relazione, ossia Don e Kenneth e questi sono stati adottati da Katsuya, in fase successiva, dopo che lasciò la prima moglie, Masako, nel 1972 e quindi i due poterono relazionarsi sotto la luce del sole.
Con Sachiyo ha poi avuto un figlio, nato nel 1973, cioè Katsunori Nomura, che è stato un discreto giocatore di baseball in NPB, giocando anche per gli Swallows tra il 1996 e 1999, poi ha seguito il padre e rimasto coi Tigers fino al 2003. Andrà ai Giants nell’anno successivo e poi termina la carriera da giocatore coi Golden Eagles nel 2005 e 2006.
Quindi annate molto negative quelle di Katsuya coi Tigers e non solo, che lo fecero allontanare dalla NPB e accettò tra il 2003 e il 2005 di guidare un team indipendente giapponese, ossia una squadra dilettantistica del campionato minore Shidax. Sempre il baseball nei suoi pensieri.

Nomura nell’ultima stagione con i Golden Eagles, durante le Climax-Series del 2009

Nella stagione seguente (2006) ritornò a guidare una squadra di NPB e di fatto fu chiamato a gestire i Tohoku Rakuten Golden Eagles, dove giocava già il figlio Katsunori.
La squadra di Sendai, dopo il primo anno, in assoluto, molto negativo (solo 38 vittorie), dunque affidarono la guida del team al più esperto Nomura che in quattro stagioni riuscirà a portare per la prima volta nella storia questa squadra al di sopra del record di .500 di W% e al secondo posto alle Climax-Series (2009). Il miglior risultato per la giovanissima francihigai di Sendai fino a quel momento.
In quegli anni per i Golden Eagles rifletteva la luce della star Masahiro Tanaka (attualmente pitcher ed ace per i NY Yankees), che ha sempre dichiarato il carisma che incuteva Nomura e in particolar modo cosa è il baseball e cosa sia il “lancio”.
Ritiratosi definitivamente dal baseball nel 2009 a 74 anni, ha quindi ottenuto un record finale manageriale di 1565-1563-76 di W% (.500), portando a casa altre tre Nippon-Series (due da giocatore Hawks e tre da manager degli Swallows).

Dopo questo 2020 se ne andato quindi uno dei più grandi giocatori e personaggi della PL, se non il più grande per certi versi e secondo in tutta la storia giapponese, dietro solo a Sadaharu Oh, per le doti di battitore e appunto considerato il ruolo che occupava è stato senza dubbio fenomenale, dove in effetti in genere il catcher è conosciuto più per doti difensive e gestione del team in campo che per doti dal box di battuta.

 

In questi giorni è disponibile on-line il primo libro del sottoscritto “Yakyūdou: La via al baseball giapponese“, dove è possibile approfondire in ogni modo la cultura di questo mondo molto sconosciuto, ossia del baseball giapponese e delle storie di alcuni eroi nazionali. Mondo fatto di tanti personaggi che meritano approfondimenti e la storia di Nomura ne è un esempio, dove è, ovviamente e opportunamente, accennato nel libro in questione, figurando storico per le franchigie degli Hawks, Swallows e Golden Eagles.

WordPress Author Box
Filippo Coppola

Vive alle falde del Vesuvio, a Boscotrecase (NA), laureato in Ing. Navale alla Federico II di Napoli è appassionato da tanti anni al grande gioco del baseball. Passione cresciuta di anno in anno, soprattutto di quello dell'estremo Oriente e in particolare quello giapponese e campionati asiatici (oltre a quello nostrano e Americano MLB), che segue con assiduità. E' tifoso dei Cincinnati Reds della NL in MLB, team storico di questo sport e che segue da quando ha scoperto il baseball. Invece per i team asiatici, non ha alcuna preferenza in assoluto, essendo appassionato di tutti. Primo in Europa a scrivere del baseball giapponese, coreano e taiwanese, direttamente da siti specializzati di quei paesi. Ha aperto la coach-convention del 2016 della FIBS a Roma, presentando il baseball del Giappone, descrivendo storia e particolarità dello "yakyu". Ha per come hobby la vela, lo sport in genere e seguire il calcio Napoli, inoltre preferisce analizzare dati statistici e i numeri del baseball, sport dipendente da quest'ultimi, e alla ricerca e scoperta della sabermetrica, ovvero l'analisi del baseball attraverso le statistiche.

Like us on Facebook
on Facebook
Filippo Coppola