Solo Cal Ripken jr. ha fatto più di lui, lo strabiliante Sachio Kinugasa!

Pubblicato il Apr 16 2020 - 11:50pm by Filippo Coppola

Nato da madre giapponese e padre afro-americano nel 1947, a Higashiyama Ward (Kyoto), un soldato di stanza ad Okinawa in Giappone, Sachio Kinugasa è ricordato per svariati record in NPB e soprattutto per essere il “Tetsujin” della terra del Sol Levante. Appunto l’Ironman giapponese per eccellenza, ossia il nome deriva da “Super Robot 28” (鉄人28号 Tetsujin 28-go) ed è un manga scritto da Mitsuteru Yokoyama nel 1956; è il primo manga in cui fa la sua apparizione un robot gigante noto al di fuori del Giappone anche come “IronMan28” e “Gigantor”.
Kinugasa venuto a mancare circa due anni fa, non ha mai conosciuto il padre, che dopo la sua nascita non si fece più vedere, crescendo dunque con la sola madre. Da piccolo ha sofferto un po’ per essere di razza mista, con predominanza afro-americana e a volte anche molto insultato. Spesso si sentiva isolato, in un Giappone tra la fine degli anni ’40 e inizio anni ’50. Così inizia la storia di un altro leggendario personaggio del mondo del baseball giapponese (anche lui accennato nel mio libro) e che ha impiegato tutto se stesso per raggiungere un record “monstre” di gare giocate di fila e superare il più famoso Lou Gehrig.
Alle medie voleva intraprendere come sport il judo, ma la scuola rifiutò, dopodiché si è avvicinato al baseball, dimostrando fin da subito buone doti, anche se aveva pensato al rugby come sport da praticare. Ma era il baseball che in terra nipponica era predominante e quindi uno degli sport preferiti da fare a scuola. Sta per nascere così la via che lo condurrà a quella gloria che ha sempre voluto dimostrare al padre sconosciuto.
Passato al liceo ha giocato per l’Heian High School di Kyoto, nel ruolo di ricevitore e uno scopritore di talenti degli Hiroshima Carp lo volle far firmare per il suo team, proponendo un’offerta abbastanza cospicua. Per la stagione del 1965, quindi Kinugasa, ha firmato con Hiroshima per un bonus di 100 milioni di yen. Con quei soldi, il giovane Sachio ha comprato nell’immediato una Ford Galaxy e fin da subito ebbe la reputazione di ragazzo che amava auto fantasiose e di un certo livello. Tuttavia, dopo un incidente, la società gli ha fatto rinunciare alla patente di guida per tutelare la sua carriera da giocatore di baseball. Altri tempi e si narra che, anche in un’altra occasione, i Carp di Hiroshima applicavano su di lui le loro regole. Di fatto, nei primi mesi di dormitorio, racconta il compagno di squadra Tatsuo Okitsu, Sachio cercava ogni notte di imparare l’inglese, con la speranza di un ritorno del padre. Ma questo non accadeva mai, e mai accadde per tutta la sua vita di Kinugasa, anche quando ha stabilito il record e la società ha tutelato sempre il non far nascere questo “problema”. Ossia Sachio non avrebbe mai discusso l’argomento, era fastidioso per colui, che è stata poi una stella dei Carp e questo non doveva mai essere menzionato in nessuna delle sue biografie autorizzate.
Da giovane appena passato ai professionisti era convinto di diventare subito una stella, ma nei primi tre anni in questa franchigia ha sofferto non poco. Di fatto tra il 1965 e 1967 ha giocato poco in Central League, trovando meno spazio e alcune difficoltà.
La sua prima valida da rookie è stata colpita contro un altro rookie, Nobuji Oikawa dei Taiyo Whales (oggi BayStars), il 25 luglio del 1965 e il suo primo HR è stato realizzato il 22 Agosto dello stesso anno contro uno dei pitcher più importanti del baseball giapponese, ovvero Minoru Murayama degli Hanshin Tigers. Concluse quella stagione con appena .159 di media battuta.
L’anno seguente fu spostato in 1B, ma dal punto di vista numerico le cose non andarono molto meglio e fino al 1967 ha giocato circa una cinquantina da gare in totale, battendo poco e non avendo molte opportunità in cui poteva far mostrare il suo potenziale.
A 21 anni, riesce ad avere quella continuità che negli anni precedenti non riusciva ad avere e la stagione del 1968 fu l’inizio della sua consacrazione a stella dei Carp. In 127 partite ha battuto 109 valide (media di .276), realizzato 21 fuoricampo, 58 rbi e 11 rubate.
Da qui e per i prossimi due anni riusciva a mantenere buone medie e a confermarsi sempre più come 1B dei Carp, sempre giocando 126 gare a campionato e mantenendo una media battuta di .250. Quindi saltando pochi match.
Nel 1970 accadde l’episodio che fece esplodere maggiormente la sua determinazione ad essere uno dei più grandi del Giappone. Di fatto dopo una gara, si narra, che Kinugasa andò a bere in alcuni bar della città ed era conosciuto appunto per il bere alcolici.
Rientrato molto tardi al dormitorio dei Carp, vi era uno dei coach dei battitori, che lo attendeva al rientro in tarda nottata, ossia Junzo Sekine (tra l’altro straordinario personaggio, scomparso in questi giorni, il 9 aprile 2020 all’età di 93 anni). Sekine di fatto lo stava aspettando ancora per la sua pratica di battuta notturna e a Kinugasa ha ordinato di effettuare cento swing in piena notte, prima di andare a dormire. Li fece e poi crollò a terra in lacrime.
Questo condizionò per sempre Kinugasa, che per anni in seguito, fece di queste pratiche parte della sua routine e spesso svaniva da un bar per andare a far swing a vuoto con la mazza, divenendo quasi un’ossessione per il gioco del baseball.
Quello che rende Sachio un immortale della NBP, inizia il 19 Ottobre del 1970, da li in poi infatti giocò per tutta la sua carriera tutte le gare a disposizione di Regular Season. 17 anni di fila e tutti quegli anni la Central League prevedeva sempre 130 partite di RS. Non ne saltò una!
Dunque il 1971 vede Sachio Kinugasa diventare sempre più leader dei Carp di Hiroshima e in quella stagione si mise in mostra battendo ben 131 valide, 27 fuoricampo, 82 rbi e 12 rubate, avendo una media battuta di .285.
Da qui in poi migliora sempre e risulta molto determinante dal box di battuta per i suoi, con 29 HR e 99 rbi siglati nel 1972 e in quella stagione ha battuto il 100° HR in carriera, contro l’esperto pitcher dei Tigers, Yutaka Enatsu. Nel 1974 il suo 150° HR invece contro Jun Misawa dei Chunichi Dragons, anno in cui ne batte 34 di HR (suo record personale di HR battuti in stagione).
Diventa sempre più “Mr. Consistenza”, come veniva soprannominato in quel periodo e dal 1975 in poi ha sempre giocato, per dodici stagioni di fila, battendo almeno venti fuoricampo a stagione, con almeno trenta nel 1978, 1980, 1981 e 1984, 102 rbi e 161 valide nel 1984 (altri suoi record personali).
Decisiva fu l’intuizione del manager dei Carp del 1975, Joe Lutz, di spostare Kinugasa dalla 1B alla 3B e proprio da quell’anno in poi, come detto prima, si consacra sempre più icona del team di Hiroshima, risultando un perno cruciale della franchigia dei Carp e sta per avere inizio il periodo d’oro della franchigia, che frutterà successi alla città di Hiroshima. Nasce quindi quello che sarà ricordato nella storia della NPB col nome di “Akaheru”, dove il team sotto consiglio di Lutz iniziò ad usare l’elmetto di colore rosso (rosso per combattenti) e Sachio Kinugasa assieme al compagno di squadra Koji Yamamoto era i due mattatori del team. Lutz è stato il primo manager americano a guidare i Carp, ma a causa di una forte disputa arbitrale fu esonerato dopo 15 gare giocate e il suo successore fu Takeshi Koba. Fu l’anno in cui per la prima volta in assoluto il team di Hiroshima riesce a portare il Pennant a casa.
Tornando a Sachio, nel 1976 batté anche un “ciclo”, il 7 Luglio, il primo e unico, poi sempre in quell’anno è diventato il 95° giocatore della storia giapponese a battere le mille valide e ci riuscì contro il pitcher Misawa. Nel 1976 raggiunse anche la quota dei 200 fuoricampo, realizzato contro Takashi Nemoto, lanciatore dei Taiyo Whales, diventando così in quel periodo il 25° a riuscirsi in NPB.
Continuava quindi la striscia di gare giocate di fila per Sachio, anche se in alcune occasioni ha davvero rischiato di saltare qualche match per via di lievi infortuni. Di fatto nell’Agosto del 1979 fu colpito alla schiena duramente, da un lancio di Takashi Nishimoto e contro il parere dei medici rientrò a giocare. Per Kinugasa era molto meno il dover soffrire ad ogni swing in un match che stare a casa per soffrire per l’intera partita per più di tre ore. Sachio era arrivato a 1123 gare di fila giocate e non si poteva fermare in quel momento, l’obiettivo era lungo, ma vi stava una condizione: giocare sempre e comunque. Ha giocato altre volte anche con fratture ossee e altri tipi di infortuni, ma il pensiero era raggiungere quel record da immortali.
L’anno seguente divenne il 60° giocatore della storia nipponica ad arrivare alla soglia delle 1500 valide in carriera, trovata contro il pitcher Osamu Nomura, dei Taiyo Whales. Sempre nel 1980, diventa anche il 13° di sempre, a trovare il fuoricampo numero trecento in NPB, battuto contro Kimiya Fujisawa dei Chunichi Dragons.
Giocando ogni giorno di Regular Season, con costanza e abnegazione, raggiunge nel 1982 il 350° fuoricampo in carriera, contro il pitcher Nomura, risultando il tredicesimo all-time in quel periodo. Si stava consacrando anche a slugger e battitore costante, seppur non eccelleva nettamente ogni anno in qualche statistica, ma produceva sempre per il team.
L’anno seguente entra di diritto nel club dei “Meikyukai”, trovando la valida numero duemila in carriera, il 9 Agosto (il 18° a riuscirci), contro Shigeru Kobayashi dei Tigers. Sempre nel 1983 raggiunge un altro suo record, ossia diventa il nono ad arrivare a quota 400 fuoricampo in Giappone, contro Kenji Miyamoto dei Tokyo Swallows, inoltre riesce a battere un grand-slam all’Opening-Day di quell’anno. In totale ne ha battuti sette di HR a basi cariche e tre li ha realizzati solo in quella stagione (1983).
Dopo due anni riesce a raggiungere i 450 HR in carriera (ottavo a riuscirci), battendolo contro il pitcher dei Tigers, Kazuyuki Yamamoto.
Giunto a 39 anni, ha ancora nel mirino altre milestone da raggiungere e queste le realizza finalmente nella stagione del 1987, suo ultimo anno giocato (23° di carriera).

Festeggiamenti di Kinugasa dopo il match dl record in casacca Carp

Sfonda la soglia dei 500 fuoricampo, l’11 Agosto contro Takao Obana, lanciatore degli Yakult Swallows (quinto all-time in quel periodo), supera la cifra delle 2500 valide in carriera, battendo la fatidica hit contro Koichi Emoto, in quel campionato rookie dei Dragons (il quarto all-time in quel periodo). Ma il vero obiettivo di Sachio è arrivato prima, ossia il 13 Giugno di quella stagione, dove quasi 40enne, era giunto a 2129 partite giocate consecutivamente e quel giorno il Giappone era pronto “mediaticamente” a vedere Kinugasa raggiungere la soglia storica di Lou Gerhig (2130 gare di fila). In quel giorno vi erano 55000 fans ad assistere ciò. I fan impazzivano quando Sachio si avvicinava a quel record e una volta raggiunto ha superato Lou due giorni dopo, in una partita contro i Dragons, allo stadio municipale di Hiroshima, in un match terminato al 5° inn. per pioggia e registrato negli archivi statistici per aver raggiunto il minimo giocabile. Kinugasa per questo encomiabile gesto, ha ricevuto anche un messaggio registrato di congratulazioni dal Primo Ministro Yasuhiro Nakasone. Messaggio riprodotto nello stadio dei suoi Carp mentre si doveva giocare il 6° inn. e mai concluso. Kinugasa a fine della partita si dichiarò sollevato, visto che era finita quella corsa delle gare consecutive, un vero esempio di straordinaria forza morale e resistenza sovrumana, incrollabile anche sotto alcuni infortuni che avrebbero fermato chiunque, ma comunque non si fermò e giocò fino all’ultima gara disponibile quell’anno.
Erano passati solo 10 anni da quando un’altra stella del baseball giapponese aveva infranto il consacrato record di un importante leaguer americano.
Ossia durante la stagione 1977, Sadaharu Oh ha superato gli HR battuti in carriera da Hank Aaron (755), nel suo cammino verso il record attuale di 868.
Ci sono voluti 17 anni per fare ciò che Gehrig aveva fatto in 15, siccome le squadre giapponesi in quel periodo giocavano 130 partite all’anno, rispetto alle 154 giocate nei principali campionati statunitensi ai tempi di Gehrig. D’altra parte, Kinugasa ha resistito a duri allenamenti, in stile giapponese, che lo hanno da sempre fortificato.
Dopo aver superato Gehrig, Kinugasa ha giocato tutte le partite rimanenti nella stagione 1987 e poi si è ritirato definitivamente dal baseball giocato, fermandosi così alla quota che primeggia ancora in Giappone di 2215 gare consecutive.

In quel match dove Ripken jr. ha eguagliato il record, Sinugasa fece il lancio inaugurale, con lo stesso Ripken ricevitore

Ma tornando agli USA, precisamente tra le fila dei Baltimore Orioles, un giocatore, Cal Ripken jr., era giunto a 8243 inning consecutivi per cinque anni senza sedersi e quindi il record di Sachio Kinugasa era in agguato.
Di fatto Cal gioca e gioca sempre, nel 1995 raggiunge e supera anche Lou Gehrig, al Camden Yards di Baltimore e dopo qualche mese raggiunge la cifra di Kinugasa al Kauffman Stadium di Kansas City, il 14 Giugno e in quel match contro i Royals, Sachio vola negli USA per assistere a quella gara. I due si incontrano e il lancio inaugurale è affidato a Kinugasa, con catcher Cal Ripken. Un passaggio di consegna simbolico tra i due e l’americano poi arriva a quota 2632 partite giocate di fila, dopo altri due anni di MLB, stabilendo l’attuale record mondiale di gare giocate consecutivamente nel mondo del baseball professionistico.
Kinugasa ha quindi esaltato il periodo d’oro dei Carp, risultando uno dei protagonisti del primo titolo CL del 1975, ma poi persero le Nippon-Series quell’anno contro gli Hankyu Braves (4-0-2).
Ma il team di Hiroshima è sempre il lotta per le prime posizioni e di fatto conquistano il primato anche per le stagioni del 1979, 1980, 1984 e 1986, con Nippon-Series molto combattute e risolte fino all’ultima gara. Infatti i Carp hanno sconfitto prima i Kintetsu Buffaloes tra il ’79 e l’ 80 per 4-3, poi gli Hankyu Braves nell’88, sempre per 4-3 e poi hanno perso contro i Seibu Lions per 4-3-1 nella stagione del 1986.
Sachio Kinugasa non ha avuto numeri entusiasmanti in alcune finali, dove alcune partite le ha saltate per infortunio (non incidendo sul suo record di gare consecutive). Di fatto nella sua prima finale e della storia per i Carp ha battuto con .130, in quelle del 1979 2/14, battendole nella decisiva gara 7, trascinando i suoi al primo successo della franchigia di Hiroshima in NPB.
L’anno seguente quindi replicarono i Carp e Kinugasa ha battuto .174, ma in gara 7 ha realizzato un fuoricampo, che ha consentito di sconfiggere i Buffaloes.
Nel 1984 fu più incisivo in una serie finale, dove Sachio ha battuto con .200, segna sei punti (R) e battuto ben tre fuoricampo, risultando uno dei protagonisti per la terza vittoria finale dei Carp, mentre nell’ultima sua Nippon-Series disputata ha battuto solo con .155. Ha chiuso la carriera da giocatore con 2677 partite, 1372 runs, 2543 valide, 373 doppi, 504 HR (settimo all-time), 1448 rbi, 266 rubate, media battuta di .270, OBP di .345 e SLG di .476.
Inoltre è stato selezionato 13 volte per gare di All-Star, tre volte nel “Best Nine” della CL, tre volte ha conquistato il “guanto d’oro”, una volta MVP per la stagione del 1984, inserito nel “Matsutaro Soriki Award” nel 1984, ha riceuto il “People’s Honour Awars” nel 1987. Ha stabilito anche altri record, come l’aver battuto HR in cinque partite di fila, tra il 6 e 10 Giugno del 1971, ricevuto due hit by pitch in un inning (31 Agosto del 1976) e aver battuto in due match di fila HR da lead-off, ossia tra il 4 e 5 Ottobre del 1977.

Verrà per sempre ricordato per aver dichiarato che “Il record non è l’obiettivo. È solo il risultato naturale della mia determinazione a giocare “, inserito poi nella Hall of Fame nipponica nel 1996.

 

In questi giorni è disponibile on-line il primo libro del sottoscritto “Yakyūdou: La via al baseball giapponese“, dove è possibile approfondire in ogni modo la cultura di questo mondo molto sconosciuto, ossia del baseball giapponese e delle storie di alcuni eroi nazionali. Mondo fatto di tanti personaggi che meritano approfondimenti e la storia di Kinugasa ne è un esempio, dove è, ovviamente accennato nel libro in questione.

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Filippo Coppola

Vive alle falde del Vesuvio, a Boscotrecase (NA), laureato in Ing. Navale alla Federico II di Napoli è appassionato da tanti anni al grande gioco del baseball. Passione cresciuta di anno in anno, soprattutto di quello dell'estremo Oriente e in particolare quello giapponese e campionati asiatici (oltre a quello nostrano e Americano MLB), che segue con assiduità. E' tifoso dei Cincinnati Reds della NL in MLB, team storico di questo sport e che segue da quando ha scoperto il baseball. Invece per i team asiatici, non ha alcuna preferenza in assoluto, essendo appassionato di tutti. Primo in Europa a scrivere del baseball giapponese, coreano e taiwanese, direttamente da siti specializzati di quei paesi. Ha aperto la coach-convention del 2016 della FIBS a Roma, presentando il baseball del Giappone, descrivendo storia e particolarità dello "yakyu". Ha per come hobby la vela, lo sport in genere e seguire il calcio Napoli, inoltre preferisce analizzare dati statistici e i numeri del baseball, sport dipendente da quest'ultimi, e alla ricerca e scoperta della sabermetrica, ovvero l'analisi del baseball attraverso le statistiche.

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