Le parole emozionanti di Raul, dopo la sua performance che ha spinto i Cardenales de Lara alla conquista del titolo nella Liga Venezolana. Proclamata, ieri, una giornata di festa (Dia de Jubilo No Laborable) in tutto il territorio del Lara. Cinque mesi fa, Rivero aveva vinto lo scudetto in Italia con la Fortitudo Bologna

Pubblicato il Gen 29 2019 - 11:00am by Maurizio Roveri
Nel “choque” decisivo, in trasferta, all’Estadio Universitario di Caracas, Raul Rivero è stato un gigante sulla collinetta. Pitcher “vincente” nella partita più importante della stagione. Quella che ha permesso ai Cardenales de Lara di alzare la Coppa, afferrando un titolo che non vincevano da ben diciotto anni! Nella storia della squadra della città di Barquisimeto questo è il quinto titolo. 
E la partita decisiva l’ha vinta lui, Rivero. Entrando in scena al secondo inning e cambiando il destino della sfida quando il manager José Moreno ha deciso di affidarsi a lui per sostituire il pitcher partente Carrillo che in un fazzoletto di tempo aveva subìto 2 punti su un triplo di Alex Romero. Gli uomini di Caracas erano balzati al comando (2-1) e già immaginavano una giornata di gloria. Non avevano fatto i conti con Rivero…
Raul – preso possesso del monte – ha imposto la sua personalità. E lo ha fatto in modo inesorabile. Il potente braccio di Rivero e le traiettorie taglienti dei suoi lanci hanno rubato il tempo ai Leones di Caracas, soffocandone l’aggressività e l’entusiasmo del felice avvio. E il cielo per loro si è riempito di nubi inquietanti. 
Raul imperioso, gli occhi della tigre, un comandante là sul monticulo. Fiamme d’orgoglio. E’ così. E’ sempre (o spesso) così, Raul, quando al suo braccio e alla sua arte del lancio si chiede di “lasciare il segno”. 
Non aveva cominciato bene, Rivero, in questa stagione invernale della LVBP (Liga Venezolana de Béisbol Profesional), la più competitiva di tutta l’America Latina. Strada facendo è cresciuto. Poi, la serie finale. E quando sente odore di impresa, di trionfo, di conquista, il poderoso serpentinero nativo di Cumana – che a Bologna i tifosi della Fortitudo Baseball chiamano l’Omone – si chiude dentro un castello di concentrazione, ed entra in stato di esaltazione, e mette nei suoi strikes tutta la fierezza del suo carattere.
Ha impallidito e zittito i Leones. Lanciando 4.1 inning pulitissimi, di grande qualità. Senza subire alcun punto. E concedendo alla squadra di Caracas appena 3 battute valide. Briciole. 
La maestosa prestazione di Raul Rivero ha trasmesso sicurezza e coraggio ai suoi compagni di squadra. Che in attacco hanno colpito duro. E il risultato finale di 9-2 indica la chiara superiorità dei Cardenales de Lara.
“Le doy gracias a Dios por estar celebrando, y al manager José Moreno por darme la oportunidad de ayudar a ganar este campeonato. Todos sabemos lo que ha pasado al equipo  y creo que eso nos uniò mas como equipo porque los muchachos le pusieron mas empeno y el dia a dia nos trajo a este titulo. Ganar el juego que le da el titulo al equipo era un anhelo para mi y para mi familia”.  Queste le parole di Raul Rivero, poco dopo la partita, mentre era sommerso dall’entusiasmo e dagli abbracci dei compagni di squadra e anche del pueblo larense che era presente all’Universitario di Caracas.
Parole gonfie di sensibilità e di commozione, queste di Raul, quando ha ricordato “quel che ha passato l’equipo” ad un certo punto della stagione. Il riferimento è alla tragedia della morte di due valorosi compagni, Luis Valbuena e José Castillo, veterani della Major League (Castillo aveva giocato anche a Parma nel 2017), rimasti uccisi in un incidente stradale mentre in auto rientravano a Barquisimeto.
E dunque Rivero, l’Omone, nello spazio di neanche cinque mesi, ha vinto (erano i primi di settembre) lo scudetto in Italia con la Fortitudo UnipolSai (per lui un campionato da 10 partite vinte e nessuna perduta!) e ora – sul finire di gennaio – il titolo della Lega invernale del Venezuela, dove il baseball è estremamente più importante e popolare che da noi.
Un tale evento – questo successo – per il territorio del Lara (situato nella parte Occidentale del Paese) che la Signora Carmen Meléndez, “governora” dello Stato del Lara, ha dichiarato un’intera giornata (quella di ieri) “Dia de Jùbilo No Laborable” in tutto il territorio larense per il trionfo dei Cardenales nella Liga Venezolana de Béisbol Profesional. 
Una giornata per sorridere e gioire, e per sentirsi orgogliosi di qualcosa (almeno qui, nello Stato del Lara) e per qualche attimo dimenticare la drammatica situazione politica e sociale del Venezuela di oggi.
WordPress Author Box
Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.