Intervista con l’interno azzurro del Team All Euro:”A Tokio è stato fantastico”!

Pubblicato il Mar 13 2015 - 12:00pm by Nicolo Balzani
Una degli uomini simbolo del Team Europe, capace di sconfiggere la più forte nazionale del Mondo, è sicuramente Alessandro Vaglio. Il seconda base della Fortitudo ha dimostrato solidità in difesa e concretezza in battuta e, a poche ore dal suo ritorno a Bologna, ecco le sue prime parole.
Ciao Ale! Intanto complimenti, cosa significa per te e per il baseball italiano questa vittoria?
Sinceramente faccio molta fatica a rendermene conto, è stato fantastico! Credo che in Italia non si sia ancora capito, o forse non capirà mai, l’importanza di queste due partite e della vittoria soprattutto. In Giappone è stato un evento mediatico straordinario che va ben oltre i venticinque mila tifosi allo stadio.
Cosa si prova a sfidare la nazionale più forte al mondo e batterla?
Intanto vorrei precisare che la maggior parte dei noi sono degli agonisti, più che dei semi professionisti, che si dedicano a questo sport con una grandissima passione! Il Team Europe si è trovato a dover affrontare giocatori professionisti che da più di un mese avevano iniziato lo Spring Training, mentre noi arrivavamo a questa sfida con un fuso orario ancora da assorbire ma, soprattutto, con pochissimo allenamento alle spalle in un gruppo disomogeneo, che non si conosceva, se non come avversari. Questo è un dato da sottolineare e dà ancora più importanza alla due (quasi) vittorie.
Credi che il Team Samurai Japan vi abbia sottovalutati?
Forse si, c’è da considerare che l’evento è stato in discussione fino a poco tempo prima. La federazione giapponese era titubante nell’affrontare un gruppo così poco amalgamato e, apparentemente, molto inferiore al loro tecnicamente… credo che siano rimasti sorpresi dal nostro livello!
Ti ho visto nel box di battuta determinato, non ti sei fatto intimorire!
A questi livelli non puoi permetterti di sentirti inferiore o intimorito davanti ad un lanciatore, devi essere determinato oppure hai poche speranze.
Cosa ti ha insegnato giocare con gente come De Caster, Sams e Smith?
All’inizio è stato un po’ stano, gli ho sempre visti come avversari e l’ambiente era freddo, ma dopo pochi giorni ci siamo tutti subito ambientati. Sono uno che non finisce mai di imparare e da simili professionisti c’è sempre da imparare!
Ora sei pronto ad un esperienza in Giappone con Ale Maestri?
Magari! Mi piacerebbe è da quando ho sedici anni che aspetto un’opportunità simile. Credo che ci voglia molta fortuna, i team professionisti guadano molto il curriculum e se non hai un passato almeno in Singolo A è molto difficile che ti firmino. L’esperienza che ho fatto in Australia nel 2009 non è stata di altissimo livello e non è sufficiente.
A proposito di Mestri come l’hai trovato?
L’ho trovato in piena forma! Ale è un grande lanciatore che si merita tutto quello che ha avuto, a cui auguro ancora una lunga carriera in Giappone, oltre che essere un grande amico.
Cosa significa essere un giocatore di baseball in Italia?
Significa impegnarsi tantissimo, credo come un giocatore professionista di calcio o di basket, ma con uno stipendio diametralmente opposto. Significa avere tanta passione e crederci sempre!
Dopo questa esperienza, cosa credi manchi al baseball italiano?
I tifosi! Non dico di arrivare ai venticinque mila del Giappone, ma almeno un migliaio ogni partita sarebbe un gran sostegno per i giocatori come per il movimento!
Pensi che la possibilità di vedere il Team Europe ancora insieme sia possibile dopo questa esperienza?
Il presidente Fraccari ci ha detto che questo è solo l’inizio e presto ci saranno altre possibilità. Io ci spero proprio considerando che è una vetrina importante per noi giocatori.
Come sei riuscito ad arrivare ad un livello comunque così alto in Europa?
Devo ringraziare la Fortitudo, una grandissima squadra organizzata perfettamente, come anche chi ha creduto in me ma, soprattutto, tutte le persone che non l’hanno fatto… da loro ho imparato più di tutti!
Sono certo che Alessandro paghi lo scotto di essere europeo ma con le sue qualità e la costanza arriverà la possibilità di un team professionista anche per lui! In bocca al lupo!
Foto Simone Amaduzzi
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Uno dei suoi ricordi più vividi da bambino sono le coppe e i trofei del padre (Andrea) e dello zio (Ugo), due dei più importanti protagonisti del baseball nazionale a cavallo degli anni '60 e '70. Prova ad emularli, con assai scarsi risultati ci tiene a precisare sorridendo, prima nelle giovanili del Milano negli anni '80, poi in giro per l'Italia nelle serie minori, abbandona quindi il baseball per dedicarsi "anima e penna" agli sport della neve dove collabora con siti e riviste del settore. Negli ultimi anni è stato corrispondente per le tappe europee del circuito professionistico di snowboard TTR e degli ESPN X Games, ma nel 2011, decide di prendersi il tempo per girare il mondo trovando casa tra le rosse montagne dell'Arizona e le Ande peruviane, dove collabora come volontario in associazioni no profit per la tutela delle minoranze etniche andine. Scrivere è la sua grande passione e potrete leggere i suoi articoli direttamente sul nostro sito o sul suo blog personale www.nicoblz.com.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Antonio Consiglio 13 marzo 2015 at 20:52 -

    Ho visto giocare Alessandro Vaglio nel 2008 quando militava ancora nel Viterbo. Con la mia squadra, il Catania Baseball Islanders, giocavamo allora in Serie B ed eravamo nello stesso del Viterbo. Contro di noi fece delle partite a dir poco straordinarie e quasi da solo fece la differenza. Quando gli vidi fare due giocate, un out in prima e una chiusura con out a casa base, ho capito che ci trovavamo davanti ad un talento cristallino. In difesa e’ sempre stato un fenomeno e adesso è anche più solido in battuta. Bravo Alessandro, continua così, e ti stai meritando tutte queste soddisfazioni, compresa quella di battere i professionisti giapponesi. Ad maiora semper.

  2. karl 13 marzo 2015 at 21:43 -

    Egoisticamente parlando ti vorrei per sempre in Fortitudo,ma presto o tardi(spero tardi) arrivera’ la chiamata.Del resto un fuoriclasse del genere non passa inosservato,difesa perfetta,medie e potenza nel box in miglioramento continuo…ehh si Ale,te lo meriti.

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 14 marzo 2015 at 10:01 -

    I complimenti vanno a Vaglio come a tutti i componenti del Team europeo.
    Ma vanno soprattutto a Baseballmania, che più degli organi “ufficiali” riesce a trasmetterci, oltre alle esaurienti e molto professionali cronache dell’evento Tokyo, anche l’atmosfera e addirittura le interviste ai protagonisti!