Intervista al talento italiano protagonista della Bundesliga con i Tornado Mannheim

Pubblicato il mar 23 2015 - 10:16am by Mirco Monda

 

Matteo D'Angelo in nazionale

Nato il 17 marzo 1988 a Latina, Matteo D’Angelo è sicuramente uno dei prospetti più interessanti che il baseball italiano abbia prodotto negli ultimi anni. Ha iniziato la sua carriera sportiva nel Latina BC, prima di trasferirsi con la famiglia negli States all’età di 9 anni, prendendo parte alla little leagues americane. Il rientro in Italia avviene 2 anni più tardi ed entra a far parte del team bolognese degli Yankees di San Giovanni in Persiceto. Nel 2004 entra nell’Accademia di Baseball di Tirrenia, che sarà poi il suo trampolino di lancio per i futuri successi sportivi. Nel 2005 (17 anni) esordisce in Coppa Campioni con la Fortitudo Bologna, stessa squadra che l’anno successivo lo farà esordire anche nel massimo campionato italiano. Dopo aver preso parte alle spedizioni Europee e Mondiali con la nazionale italiana juniores nel 2005 e nel 2006, arriva anche la chiamata dalla nazionale Seniores partecipando all’European Olympic Qualifier tenutosi a Barcellona ed al mondiale a Taiwan, in cui risulterà essere il lanciatore vincente nella storica sfida vinta dagli azzurri contro il team USA. Nel 2008 torna negli States per studiare e giocare alla Winthrop University. Anche nella Big South Conference dimostra tutto il suo talento ricevendo diverse volte il premio come ‘’Big South Best Pitcher of the Week’’ e “Southeastern Best Pitcher of the Week” entrando a far parte, inoltre, per 3 anni consecutive, dell’All Star team. Al termine del suo percorso didattico si laurea “Magna cum Laude” in International Business, purtroppo però non arriva la tanto attesa chiamata al draft MLB e quindi rientra in Italia. Dopo un’ottima stagione 2013 tra le fila della Fortitudo Bologna, Matteo si trasferisce per studio in Germania, partecipando nel 2014 alla Bundesliga, nel girone Sud con i Mannheim Tornados.

 

Ciao Matteo, come sta andando in Germania? Sei già pronto per la stagione ormai alle porte?

Ciao Mirco, in Germania procede tutto bene. In questo momento sono molto occupato con gli studi e il baseball. La stagione in Germania inizia il 4 Aprile e in questo periodo stiamo facendo amichevoli per prepararci al meglio. Purtroppo il clima è ancora un po’ rigido, ma speriamo che per Aprile faccia un po’ più caldo. La squadra è stata rinnovata rispetto allo scorso anno e l’obiettivo della società, che quest’anno celebra 40 anni, è quello di raggiungere i playoff. Noi ce la metteremo tutta.

 

L’anno scorso le tue statistiche recitavano 0W e 4L con una PGL di 6.67 in regular season, utilizzato sempre da rilievo, mentre nei playout sei stato utilizzato da partente con un notevole miglioramento dei numeri, 1W e OL con 1.29 di PGL ed 1 CG. Visti anche i dati della tua ultima stagione in IBL con 7W 2L ed 1.92 di PGL e solo 3 volte utilizzato da rilievo rispetto alle 13 partenze, la Bundesliga è cresciuta cosi tanto come livello da mettere in difficoltà un pitcher forte come te o sta nel fatto che sicuramente da partente rendi meglio che da rilievo?

Devo ammettere che il livello della Bundesliga è cresciuto molto. I line up delle squadre sono molto buoni e possono essere comparati ai line up di alcune squadre in IBL. La differenza è che il parco lanciatori delle squadre tedesche è molto limitato e i bullpen sono molto corti (1-2 rilievi massimo). La scorsa stagione è stata un po’ particolare poiché sono arrivato a metà a campionato direttamente dagli Stati Uniti dove stavo studiando e non ero fisicamente pronto. La condizione è arrivata a fine campionato, ma ormai era tardi. Quest’anno speriamo di iniziare bene da subito.

 

Come vedono il movimento del baseball italiano all’estero? E tu cosa ne pensi? Quale potrebbe essere un cambiamento nel sistema baseball italiano, per aumentare la crescita dei giovani del proprio vivaio, senza dover andare sempre a cercare stranieri e/o oriundi per essere competitivi in Italia ed in Europa?

Il movimento italiano è visto come uno dei migliori, se non il migliore, in tutta Europa e credo che sia vero. I giocatori italiani sono molto ricercati in Germania.

Per quanto riguarda i vivai italiani non è semplice rispondere in poche righe… comunque credo che per aumentare la crescita dei giovani ci sia bisogno di un riposizionamento del baseball all’interno dell’ambito sportivo italiano. Le nuove generazioni vivono lo sport in modo diverso da come lo vivevano i giovani 10-20 anni fa. Senza adeguato accesso ai media e visibilità attraverso i canali di comunicazione che usano i giovani oggi sarà difficile riempire i vivai e prevenire che i giovani lascino lo sport troppo presto. Purtroppo si tratta di cambiamenti che richiedono molto tempo. Il baseball deve essere reso affascinante nelle fasi iniziali (6-14 anni), poi deve presentare delle opportunità di crescita, la sola accademia e la prospettiva di firmare con una squadra di MLB non sono abbastanza. Il baseball offre tantissime opportunità nel mondo, a mio parere più di ogni altro sport, e nel mio caso è stato il mio passe-partout per vivere esperienze meravigliose. Mostrare ai ragazzi queste opportunità è fondamentale per motivare e spingere il movimento intero a crescere. Poi certo si può discutere sulle varie formule dei campionati ma credo che quell’aspetto sia superfluo e non correlato con il declino del settore giovanile, se non in termini di risorse sottratte alle giovanili, ma lascio quella discussione ai bar dello sport.

 

Un ultima domanda prima di lasciarti in pace: voci di corridoio dicono che potrebbe esserci un tuo imminente ritiro dal baseball giocato, è vero? Se si perché?

Il baseball è stato la mia vita per gli ultimi 12 anni, purtroppo arriva un momento i cui bisogna fare delle scelte importanti. A settembre completerò il mio secondo Master in Management e arriverà il momento di iniziare una carriera lavorativa, mi piacerebbe continuare a giocare per il resto della mia vita ma non so dove mi porterà il lavoro e se sarò in grado di continuare con il baseball. Vedremo a fine anno.

Grazie infinite a Matteo D’Angelo per la sua disponibilità a questa intervista e colgo l’occasione per fargli un grosso in bocca al lupo per il futuro.

Grazie a te Mirco e crepi il lupo!