Di origini coreane e sopravvissuto ad Hiroshima è stato uno dei migliori battitori NPB!

Pubblicato il Apr 6 2020 - 10:56pm by Filippo Coppola

Altro personaggio importante per la Pacific League è senza ombra di dubbio Isao Harimoto, che detiene uno dei record più importanti del panorama del baseball giapponese. Ossia unico in NPB ad aver superato le 3000 valide in carriera, ma entra anche in un club molto particolare per i suoi numeri e ne parliamo dopo.
Tornando ad Isao Harimoto, egli è nato ad Hiroshima, nel giugno del 1940, da genitori coreani, che erano andati in Giappone in cerca di fortuna. La Corea era sotto dominio nipponico dal 1905, che causò anche la fine dell’antico impero coreano, circa nel 1910. Quindi altro figli di immigrati come Masaichi Kaneda (dedicato un capitolo a lui nel mio libro), che ha reso grande questo sport in terra nipponica.
In quel periodo, soprattutto negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, dunque non vi erano molte opportunità per i coreani e quindi storicamente in quegli anni ci furono molti cittadini coreani, che emigrarono nella terra del Sol Levante, in cerca di maggior fortuna. Ma questi sono sempre stati considerati inferiori rispetto ai giapponesi, appunto dai nipponici, ma in Corea vi erano spesso crisi economiche, che spingeva a forti emigrazioni.
I suoi genitori raggiunsero il Giappone prima del 1945 e quindi ottennero uno status di residenza permanente in quel paese e Isao o per meglio dire all’anagrafe Jang Hun (nome e cognome coreano) è di etnia “Zainichi-Coreana“, ossia nato in Giappone ma da genitori coreani, emigrati prima del conflitto mondiale. Per tanto i genitori per “adattarsi” in quel periodo alla società giapponese e quindi “nascondere” per certi versi le loro origini, lo ribattezzarono Isao Harimoto e nacque poche settimane dopo che la famiglia appunto si era stabilita lì, nei pressi di Hiroshima. Ma lui è sempre stato un fiero coreano e fiero delle proprie origini.
Lui e la sua famiglia crebbero nella tristemente nota città di Hiroshima, in una zona periferica della città , in fondo ad una piccola montagna.
All’età di 4 anni accadde uno dei primi episodi che condizionerà per sempre la vita ad Isao. Questo, stava giocando, fuori vicino a un fuoco costruito per riscaldare l’aria circostante della sera, quando un camion improvvisamente ha iniziato a indietreggiare nella sua direzione, senza notarlo. Mentre correva per evitare il pericolo, la mano destra di Harimoto entrò in contatto con le fiamme e subì gravi ustioni in quel momento. Queste lo hanno lasciato ferito in modo permanente con una mobilità limitata nel pollice e nell’indice e quasi senza usare la parte centrale “arricciata”, l’anulare e il mignolo. Nato destrorso, quindi, per il baseball si dovette costruire mancino, imparando a battere e a lanciare con la sinistra.
Queste tre dita sono essenziali per afferrare la mazza“, dice Harimoto con emozione dopo anni in un’intervista e continua dicendo “immagino di essere benedetto dal fatto, che sono piegate in modo tale, che un oggetto simile a un bastone possa essere fatto scivolare tra di loro.
Ha dovuto compensare anche in campo, siccome era incapace di afferrare la palla con la mano destra, si era insegnato a lui di lanciare con la mano sinistra. In particolare, aveva un guanto speciale realizzato con una tasca, che poteva accogliere le dita, che non poteva raddrizzare o separare e ha giocato in questo modo come professionista per tutta la carriera.
Prima del suo quinto compleanno, quindi Harimoto, ha avuto dolorose esperienze. Oltre questa dell’infortunio della mano destra, subì anche la perdita del padre. Forse questa è la radice del suo comportamento franco e determinato, che ha contraddistinto tutta la sua carriera da giocatore di baseball.
La mattina del 6 agosto 1945, sette settimane dopo il suo quinto compleanno e con la mano ancora bendata dall’incidente, uscì fuori da casa sua e accadde un altro episodio devastante per la sua vita. Pochi istanti dopo, come ben sappiamo la bomba atomica americana esplose nei cieli di Hiroshima, che darà inizio così alla resa del Giappone, ormai sconfitto nella Seconda Guerra Mondiale. Schermato dall’ombra della montagna vicina, Harimoto è stato completamente illeso, ma sua sorella maggiore Tenko, all’epoca undicenne, era già in viaggio per la città e la ragazzina morì per le gravi ustioni, il giorno successivo. Si segnala inoltre che Harimoto è l’unico giocatore di baseball professionistico ad essere sopravvissuto alla bomba atomica. Al giorno d’oggi porta ancora una carta, che indica “Sopravvissuto alla bomba atomica“, utilizzabile in caso di emergenza medica e in futuro sarebbe diventato un membro del movimento giapponese “Hibakusha“, un progetto dedicato a mettere al bando le armi nucleari globali e ottenere un risarcimento per le vittime del loro uso.

Figurina di Isao Harimoto, #10 dei Flyers

Verso la fine degli anni ’40 del secolo scorso, quindi Harimoto col passar del tempo è cresciuto giocando a baseball nella sua Hiroshima, praticando il suo swing da mancino e oscillando solo con la mano destra. Credeva che questa tecnica avrebbe contribuito a rafforzare la sua mano, sebbene le dita della sua mano destra fossero mutilate. Si è allenato incessantemente ed è diventato il miglior lanciatore e battitore delle sue squadre del liceo nel corso dei vari anni, dove ha frequentato il Matsumoto Shogyo High School e il Naniwa Shogyo High School. Dopo il diploma, gli è stato offerto un contratto dai Toei Flyers (gli odierni Fighters) e subito fu impiegato come esterno sinistro. Il suo debutto in NPB si ebbe quindi nella primavera del 1959 (stesso anno di esordio di Oh) in Pacific League e in quella sua prima partita da professionista ha battuto un doppio e un singolo, ma la vinsero i più forti Hawks. I Flyers di Tokyo in quel periodo navigavano sempre nei bassifondi della classifica e non hanno mai avuto ottime stagioni in Giappone da quando sono stati fondati. Ma la musica sta per cambiare e con l’apporto di Harimoto per qualche stagione si vedono i Flyers lottare nelle prime tre posizioni di classifica.
Fu subito un’annata molto particolare, la sua da rookie, tanto da vincere il premio di “Rookie dell’anno” in quella Lega e nel 1962 divenne addirittura l’ MVP. Si fece conoscere nel mondo del baseball giapponese battendo 115 valide in 125 gare, battendo con una media di .275, inoltre 13 fuoricampo e 57 rbi.
Invece il 1962 fu ancora più particolare, che vide anche Harimoto guidare i Flyers alla vittoria prima del Pennant della Lega (prima volta per il team) e poi alla vittoria della prima e storica Nippon-Series per la sua squadra. In quella finalissima batterono gli Hanshin Tigers in sette gare e con gara 3 terminata in pareggio (4-2-1).
In quell’edizione della finale, Harimoto batté 12/26, con un fuoricampo battuto in gara 6 (solo-homer e 3/3 in quella partita), realizzato all’ottavo inning e alla fine della serie fu anche nominato MVP della serie!
Che stava diventando un battitore determinante e decisivo lo si vedeva fin dal principio e di fatto il 7 maggio del 1961 batté anche un “ciclo”, stabilendo un altro record personale.
Ma in tutti gli anni trascorsi in casa Flyers questi solo in quella stagione vinsero la Lega e di conseguenza parteciparono alle Nippon-Series e Harimoto continuava a battere e risultare uno dei migliori della Pacific League.
Con questa franchigia è risultato essere sette volte miglior battitore della PL, in competizione sempre con Katsuya Nomura degli Hawks e vi rimase fino al 1975. Infatti dopo sedici campionati decise di accettare l’offerta dei Giants e quindi cambiare Lega fino al 1979, poi le stagioni del 1980 e 1981 ritornerà in PL accasandosi coi Lotte Orions.
Harimoto ha quindi vissuto in quel club, che giocando in quella Lega, ha sofferto problemi economici per via del “black-mist”, ossia lo scandalo scommesse che si era insinuato nel mondo del baseball giapponese tra il 1969 e 1971. Per via di questa crisi la proprietà dei Flyers, dopo 19 anni, nel 1973 fu acquistata dalla Nittaku. Durò una sola stagione e nel 1974 subentrò così la Nippon-Ham che rilevò il club, che in quel periodo lottava sempre per il fondo classifica. Quindi Harimoto decise in questo periodo di cambiare team e fu ingaggiato dai più famosi e titolati Giants, come scritto poco fa e stava nel cuore del line-up di quel team, assieme al carismatico Sadaharu Oh, dopo il ritiro di Shigeo Nagashima, divenuto poi manager di quei Giants.

Un Harimoto festante dopo che Oh ha battuto il suo 756° HR in NPB

Nel 1976, batteva dopo Sadaharu Oh e stava attendendo il suo at-bat, quando Oh ha colpito il suo 756° HR in carriera, superando il record di Hank Aaron, che aveva stabilito in precedenza negli USA. Oh lo stava attendendo in quella partita ed era spinto da tutti i compagni di squadra, in primis Harimoto.
Appena passato in questo team, però nei due anni a venire, ha perso due Nippon-Series, quelle del 1976 e 1977, sempre contro gli Hankyu Braves.
Nella Nippon-Series del 1976 i Braves vinsero la serie per 4-3, coi Giants che stavano per effettuare una clamorosa rimonta, dove sotto di tre partite, riuscirono poi a rimontare, grazie anche ad Harimoto. Ma nella decisiva gara 7 la spuntarono i Braves e Harimoto chiuse quella serie con 8/28, trovando anche 4 rbi.
Nell’anno seguente si sfidarono ancora questi due team e la vittoria dei Braves fu più netta, per 4-1. Harimoto però in questa serie fece meglio, battendo con 7/19 e realizzando anche due fuoricampo.
In definitiva ha giocato per 23 stagioni di fila e ha stabilito i seguenti record: 2752 gare giocate (terzo all-time), 1523 runs (terzo all-time), 3085 valide (primo all-time), 420 doppi (quinto all-time), 504 HR (settimo all-time, alla pari di Sachio Kinugasa dei Carp), 1676 rbi (quarto all-time), 319 rubate (diciottesimo all-time), 1274 BB guadagnate (quarto all-time), media battuta di .319, OBP di .399 e SLG di .534.
Ed ecco, leggendo i suoi numeri, che si capisce che rientra nel club molto esclusivo di coloro che hanno battuto più di 3000 valide, più di 500 fuoricampo e rubato più di 300 basi. Unico fino ad oggi in Giappone e al mondo è stato accompagnato solo dal famigerato Willie Mays, una compagnia davvero esclusiva e particolare in quel periodo. Poi li ha raggiunto anche Alex Rodriguez, dove in MLB ha battuto 3115 valide, 696 HR e 329 rubate, ma questo ha anche superato i 2000 rbi (2086) nei 22 anni di carriera tra Texas Rangers e NY Yankees negli USA.
Si nota, inoltre, che ha battuto più di .300 per sedici campionati in totale, e nove volte consecutive, in particolar modo ha battuto con .383 nel 1970. Da quando ha esordito fino al 1978 (19 anni di fila) ha sempre realizzato più di cento valide, con record personale di 182 nel 1976 in casacca Giants in CL e per 251 partite in totale ha battuto tre o più valide (modasho), altro suo straordinario record giapponese. Sulle valide battute, Harimoto ha anche stabilito altri record, riguardanti strisce di continuità, ossia ha battuto valido per una striscia di trenta partite consecutive, ha battuto valido per nove at-bat di fila e ha raggiunto salvo la base per quindici volte consecutive.
Ha realizzato più di trenta HR per cinque stagioni e il suo record personale in un campionato è di 34 realizzati nel 1970, ha rubato ben 41 basi nel 1963 (suo record) e sempre nel 1970 ha stabilito il suo record personale di rbi battuti in una stagione, cioè cento.
Ha disputato per ben 18 volte gare di All-Stars, di cui nominato MVP tre volte e per sedici volte ha fatto parte del “Best Nine” della PL.
Alle Nippon-Series, giocate tre volte in carriera, ha quindi totalizzato 27/73, dunque media di .370 e battuto tre fuoricampo.
La valida numero 3000 in carriera è stata battuta con un fuoricampo realizzato il 28 Maggio del 1980 in casacca Orions, allo stadio di Kawasaki, la casa dei Lotte di quel periodo.
Dopo aver raggiunto questo traguardo, Harimoto è stato insignito della medaglia al merito dell’Ordine dello sport sudcoreano Maengho (국민 훈장 맹호장; letteralmente feroce tigre), un premio per l’eccellenza nello sport, ricordando quindi le fiere origini dei genitori. Il suo attaccamento alla Corea si manifesta anche quando fu fondata negli anni ’80 del secolo scorso la Korean Baseball Organization, dove lui da ritirato, lavorò come assistente al commissioner per lo sviluppo di questa Lega professionistica coreana.

A sinistra Harimoto, prima di un match dei Seattle Mariners, a destra Ichiro. I due si incontrano sorridendo.

Tornando al record delle 3085 valide il nostro Harimoto, ad onor del vero, ha sempre definito Ichiro Suzuki il più grande di tutti del baseball giapponese, in termini di battitore che produce battute valide. Di fatto nel 2009 Suzuki ha battuto la valida numero 3086 in carriera seppur combinata tra NPB e MLB, contro i LA Angels.

In Giappone, Ichiro ha giocato nove stagioni con i BlueWave e ha totalizzato 1278 valide, ma negli USA ha poi battuto altre 3089 valide e quindi totalizzato 4367 hits in totale, superando anche Pete Rose che si era fermato a 4256 in MLB. Però per il fatto che è stato realizzato combinando due campionati differenti non è considerato leader in assoluto, seppur per alcuni lo è.

Detto questo, infatti Harimoto, è anche il primo a riconoscere che il suo record nazionale è stato risparmiato dalla decisione di Ichiro di lasciare il Giappone per i Mariners dopo il campionato del 2000. Ichiro, aveva un ritmo strabiliante e sarebbe stato ancora più marcato, solo dal recente aumento delle partite di Regular Season a 144 partite (oggi 143), rispetto alle 130 e 135 partite in cui Ichiro ha giocato all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso. “Non c’è dubbio: Ichiro è il miglior battitore nella storia 74 anni del baseball professionistico in Giappone“, ammette e ribadisce Harimoto nel 2009, inoltre si complimenta con la tecnica di Ichiro, ritenendola la migliore che abbia mai visto. Il potenziale di Ichiro ha effettivamente impressionato tantissimo Harimoto e Ichiro ha sbalordito il baseball giapponese diventando il primo giocatore a raggiungere 200 valide in una stagione, arrivando poi a 210. Essendo l’unico a toccare quota 3000 valide in Giappone, Harimoto è ovviamente un’icona del gioco del paese e dopo il suo ritiro, ha lavorato principalmente per la Tokyo Broadcasting System (TBS) come commentatore del baseball. Apparso anche in un programma di notizie chiamato “Sunday Morning” e quando chiamato commenta il baseball e anche gli altri sport, inoltre è stato introdotto nella Hall of Fame nipponica nel 1990.

 

In questi giorni è disponibile on-line il primo libro del sottoscritto “Yakyūdou: La via al baseball giapponese“, dove è possibile approfondire in ogni modo la cultura di questo mondo molto sconosciuto, ossia del baseball giapponese e delle storie di alcuni eroi nazionali. Mondo fatto di tanti personaggi che meritano approfondimenti e la storia di Harimoto ne è un esempio, dove è, ovviamente accennato nel libro in questione.

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Filippo Coppola

Vive alle falde del Vesuvio, a Boscotrecase (NA), laureato in Ing. Navale alla Federico II di Napoli è appassionato da tanti anni al grande gioco del baseball. Passione cresciuta di anno in anno, soprattutto di quello dell'estremo Oriente e in particolare quello giapponese e campionati asiatici (oltre a quello nostrano e Americano MLB), che segue con assiduità. E' tifoso dei Cincinnati Reds della NL in MLB, team storico di questo sport e che segue da quando ha scoperto il baseball. Invece per i team asiatici, non ha alcuna preferenza in assoluto, essendo appassionato di tutti. Primo in Europa a scrivere del baseball giapponese, coreano e taiwanese, direttamente da siti specializzati di quei paesi. Ha aperto la coach-convention del 2016 della FIBS a Roma, presentando il baseball del Giappone, descrivendo storia e particolarità dello "yakyu". Ha per come hobby la vela, lo sport in genere e seguire il calcio Napoli, inoltre preferisce analizzare dati statistici e i numeri del baseball, sport dipendente da quest'ultimi, e alla ricerca e scoperta della sabermetrica, ovvero l'analisi del baseball attraverso le statistiche.

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