Assieme ad Oh formò il famoso “ON-Hou” giapponese! Il purosangue per eccellenza

Pubblicato il Apr 22 2020 - 10:04am by Filippo Coppola

È arrivato nel team più titolato e famoso del Giappone, cresciuto e subito diventato protagonista della squadra, mentre stava nascendo anche l’astro Sadaharu Oh. Con quest’ultimo vedremo ha formato la coppia più importante del baseball giapponese fino ad oggi. Parliamo questa volta di Shigeo Nagashima.
Nasce a Sakura, pref. di Chiba, nel Febbraio del 1936 e all’età di quattro anni già stava imparando a divertirsi, giocando a baseball, con un guantone che gli aveva cucito sua madre.
Col baseball nel sangue ha poi iniziato a far parte di una piccola squadra della scuola elementare, mentre frequentava la quarta classe.
Cresciuto entra a far parte anche al liceo nella squadra di baseball, era il Sakura Number One High School e stava per diventare una star, poi passato al college per la prestigiosa Rikkyo University fece notare definitivamente le sue doti.
Infatti da battitore ha aiutato il suo college a vincere due volte il torneo
“Tokyo Big Six University League”, stabilendo un record di fuoricampo e in quei due anni è stato anche il miglior battitore del torneo.
A 19 anni, nel 1955, inoltre ha aiutato la squadra nazionale giapponese a vincere le Asian Championship, portando così a casa il loro primo campionato asiatico.
In quegli anni vi furono alcuni team della NPB che misero subito gli occhi sul giovane talentuoso Nagashima, tra cui gli Hiroshima Carp, gli Yomiuri Giants e i Nankai Hawks. Mentre si stava avvicinando a quest’ultimi, secondo le testate giornalistiche dell’epoca, ha firmato poi coi Giants.
Di fatto all’ultimo momento questi avanzarono un’offerta molto importante e Shigeo ha accettato, per la stagione del 1958. Fin da piccolo, narra in futuro, era tifoso dei rivali degli Hanshin Tigers, ma per destino da qui in poi diventerà Mr. Giants per eccellenza.
I Giants gli hanno offerto ben 18 milioni di yen, lo stipendio più alto di qualsiasi giocatore in quel periodo nel baseball giapponese.
Il suo debutto in campo però fu disorientante, di fatto ha esordito in un match nell’Aprile del 1958 contro i Kokutetsu Swallows, che in quel periodo navigavano sempre nei bassifondi della classifica, ma avevano tra le propria fila il fenomenale Masaichi Kaneda dal monte di lancio. L’imperatore per come fu poi soprannominato e in quella partita Nagashima subì un clamoroso “sombrero” andando 0/4 e subendo quindi quattro strike-out in altrettanti at-bat.
Non meglio andò nell’immediatezza, dove prima di trovare la prima valida stava battendo con 0/9 dal box di battuta. Così inizia la strada leggendaria di Nagashima e da lì in poi migliora sempre più, sia come giocatore di 3B e sia come battitore. Il suo anno da rookie lo ha poi terminato giocando sempre e registrando: 130 G, 153 H, 34 doppi e 29 HR, 89 R, 92 rbi, 37 rubate in 47 tentativi, media battuta di .305, OBP di .353 e SLG .578 ed è stato eletto “Rookie dell’anno”. I fuoricampo in realtà sarebbero dovuti essere 30, ma uno gli è stato annullato, perché aveva dimenticato di toccare il cuscino di 1B, nel classico giro delle basi, dopo aver battuto HR. Se non fosse per questo sarebbe entrato fin da subito un club esclusivo, con almeno 30 HR e rubate e aver battuto con più di .300!

Lo swing classico di Nagashima

L’anno seguente i Giants trovarono un altro talento del baseball, ossia l’astro nascente Sadaharu Oh e quel ragazzo assieme a Nagashima formeranno la coppia più prolifica e determinante della NPB e che si fosse mai vista in Giappone.
Proprio in quell’anno Shigeo ha giocato la partita più famosa per un giapponese, ossia la sfida contro i Tigers nella gara dell’Imperatore il 25 Giugno 1959 (già descritto nel libro del sottoscritto). Partita dove hanno assistito l’Imperatore giapponese e la moglie per la prima volta dal vivo in un ballpark di baseball e quella gara l’ha risolta Nagashima con walk-off HR, contro il pitcher Minoru Murayama dei Tigers, anche lui rookie in quel campionato e tra l’altro anche Oh aveva battuto HR in quella partita.
Era il preludio del dominio prossimo dei Giants, il duo invincibile del glorioso team nipponico. Shigeo Nagashima e Sadaharu Oh quindi formavano la famigerata coppia d’attacco denominata “ON Hou (tradotto come: il cannone Oh-Nagashima)”.
Questi erano uno dei perni cruciali di quei Giants che sotto la guida del “Dio della battuta” Tetsuharu Kawakami hanno vinto ben 11 titoli, di cui 9 consecutivi tra il 1965 e 1973. I due nel corso della carriera hanno stabilito anche alcuni record NPB, ossia ben 29 back-to-back HR e 106 volte hanno battuto tutte e due almeno un fuoricampo nella stessa partita.
Nagashima quindi ogni stagione risulta molto importante in quella squadra, infatti nel 1960 ha battuto quattro tripli di fila, nel 1961 ha vinto il premio MVP e battuto 28 fuoricampo. Questa è stata l’ultima volta il re degli HR a discapito del compagno di squadra Oh e nei successivi tredici anni Nagashima non vincerà più quel titolo.
Negli anni ’60 inoltre è stato accostato alla MLB, quando nel 1961 il proprietario dei Los Angeles Dodgers, Walter O’Malley, aveva offerto un contratto a Shigeo, ma il proprietario dei Giants, il famoso Matsutaro Shoriki rifiutò l’accordo. Tre anni dopo Shigeo ha ricevuto un’altra offerta dagli USA, da Bill Veeck, ma ancora una volta Shoriki ha ostacolato la trattativa e alla fine Nagashima è rimasto in Giappone. Era fin troppo popolare e forte da poterlo perdere e per l’orgoglio nipponico era difficile pensare al trasferimento di Shigeo. Nel 1965 infatti il suo matrimonio fu anche trasmesso in televisione ed è stato il programma più visto in Giappone.
Nel corso della carriera Nagashima ha vinto l’MVP anche nel 1963 (.341/.437/.657), 1966 (.344/.413/.586), 1969 (.311/.359/.526) e 1971 (.320/.395/.581). È stato leader delle battute valide per dieci volte (record giapponese), delle runs due volte, dei doppi tre volte, dei tripli due volte, degli rbi cinque volte e delle BB una volta.
In definitiva in 17 anni di carriera coi Giants in NPB ha totalizzato: 2186 G, 2471 valide, 418 doppi, 444 HR, 1270 R, 1522 rbi, 190 rubate, media battuta di .305, OBP .379 e SLG .540.

Queste sono statistiche molto importanti per un battitore e molte persone hanno pensato che sarebbe stato una star negli Stati Uniti, ma non rispondo al dilemma “amletico”, ossia secondo il quale sarebbe migliore di Oh.
Quali sono le basi per affermare ciò? Oh ha avuto statistiche molto migliori di Nagashima. La risposta sta appunto nel fatto che non si nega ad Oh di essere stato il più grande nel baseball giapponese, ma costui aveva un padre taiwanese mentre Nagashima era al “100%” giapponese. Dati gli atteggiamenti giapponesi verso gli stranieri nel loro periodo di massimo splendore, è comprensibile come Nagashima ottenga più credito per prestazioni minori. Inoltre, dal punto di vista del baseball, Nagashima ha giocato in una posizione più importante sullo spettro difensivo. Era un 3B rispetto a Oh che ha giocato in 1B. La risposta sta anche nel fatto che Nagashima sia abbia avuto un successo istantaneo, mentre Oh ha impiegato diversi anni per svilupparsi completamente (sebbene avesse un picco migliore e un periodo più lungo della carriera di Nagashima).
Ma tornando al baseball giocato quei due, Oh-Nagashima dei Giants erano inarrestabili ai loro vertici, ricordando che hanno vinto nove serie consecutive in Giappone dal 1965 al 1973. Il fatto che il team abbia smesso di vincere la Japan Series ogni anno quando Nagashima si è ritirato da giocatore potrebbe anche aver contribuito a recitare la pretesa di essere meglio di Oh. Alle Nippon-Series in definitiva ha partecipato in tutte tranne quelle del 1973, quindi ben dodici volte alla finalissima con la sua casacca #3 dei Giants, due volte anche senza Kawakami tra il ’58  e il ’59. In quelle serie finali ha battuto in totale con 91/265 at-bat (record di hits), realizzato 184 di basi totali (record), 66 rbi (record), battuto 25 fuoricampo ed è stato eletto MVP della serie finale giapponese per ben quattro volte (1963, 1965, 1969 e 1970). Inoltre in carriera ha vinto solo due premi Golden Glove, perché il titolo è stato stabilito in Giappone più o meno verso la fine della sua carriera, nel 1972. È stato un appariscente difensore, facendo stravaganti salti e straordinarie prese nei pressi del cuscino di 3B. I fans dei Giants sono rimasti incantati dal fielding di Nagashima, anche quando ha commesso degli errori.
Se avesse continuato a giocare Nagashima e mantenendo quel ritmo sarebbe potuto diventare un battitore da circa 3200 valide, 600 HR e 2000 rbi, ma non lo sapremo mai, siccome ha intrapreso fin da subito la carriera da Manager stesso l’anno dopo il suo ritiro dal baseball giocato (1974).
Questo è accaduto quando dopo aver vinto il suo sesto titolo in battuta nel 1971, cadde improvvisamente in una crisi. La squadra ha tentato di rianimarlo dandogli più at-bat, ma Nagashima non ha più avuto il successo che aveva mostrato durante la gioventù. La squadra voleva che Nagashima subentrasse come manager dopo Tetsuharu Kawakami, che aveva guidato la squadra per 14 anni, e Nagashima è stato giocatore e vice-manager nelle sue ultime stagioni. Nel 1974, i Chunichi Dragons vinsero il campionato, rompendo la striscia di nove anni vinti dai Giganti, e Nagashima giocò la sua ultima partita il 14 ottobre contro i Dragons, battendo un doppio gioco nel suo ultimo at-bat e alla fine della partita è seguita un’elaborata cerimonia di fine carriera da giocatore per Shigeo.
Quindi per il 1975 ha sostituito definitivamente il manager Kawakami alla guida dei gloriosi Giants e per quel campionato però ha conosciuto l’onta della sconfitta totale.
Nagashima fin dall’inizio è sempre stato glorificato al baseball giapponese e ha sempre ricambiato ciò con le sue giocate dai diamanti, ma nel suo anno da rookie da manager di quella squadra che lo ha consacrato come Mr. Giants, è arrivato ultimo in Central League. Per la prima volta nella storia i Giants (tutt’ora resiste il record) erano finiti ultimi in classifica (record 47-76-7, .382 di W%), una disfatta in quella stagione, dove Nagashima non è riuscito a sfruttare al meglio dalla panchina i suoi ex compagni di squadra.
Ma ha avuto la fiducia di continuare ed è rimasto al timone dei Giants fino al 1980 e già dal 1976 Shigeo è riuscito a ben reagire. Infatti per quella stagione e la seguente ha vinto il Pennant della Central League, ma in entrambi i casi però i Giants hanno perso quelle Nippon-Series per due volte, giocando sempre contro gli Hankyu Braves, per 4-3 prima e 4-1 poi.
Inoltre è ricordato come il manager che ha portato il primo non giapponese a giocare per i Giants, ossia Davey Johnson e ha portato alcuni cambiamenti al gioco della squadra rispetto al suo predecessore.
Nel 1978 arrivarono secondi in classifica dietro agli Yakult Swallows e il 1° ottobre l’ex manager dei Giganti, Shigeru Mizuhara fece un’apparizione nel programma televisivo di Asahi, criticando la gestione della squadra da parte di Nagashima. Inoltre dopo qualche mese, Nagashima e i Giants furono coinvolti in un’enorme controversia riguardante la scelta al draft del lanciatore Suguru Egawa, dove gli altri team protestarono della scelta tra i Giants e il giocatore. Dopo le controversie e aver firmato coi Tigers, Eagwa poi nello stesso anno (1979) è riuscito a passare coi Giants, squadra con cui ha sempre voluto giocare. Il pitcher è ricordato anche come colui che nel 1985 sfidò lo stesso Randy Bass, giunto a 55 fuoricampo in stagione e aveva eguagliato così Sadaharu Oh come record stagionale di HR. In quella gara Bass colpì una valida contro il lanciatore, poi andò in base su BB, dopodiché il giocatore dei Tigers ricevette solo BB intenzionali. Nell’anno successivo invece Egawa è ricordato come il pitcher che subì il settimo HR in altrettante gare battuto sempre da Bass dei Tigers, dove l’americano ha eguagliato così un altro record di Oh (7 HR in 7 gare consecutive).
Tornano ai Giants di Nagashima da manager, nel 1978 il team ha concluso la stagione al quinto posto in classifica e il capo allenatore di Nagashima fu licenziato a metà stagione per un’altra polemica.
Le critiche nei confronti di Nagashima continuavano e i proprietari della squadra hanno deciso di licenziarlo durante la stagione 1980.
L’immensa popolarità di Nagashima ha reso difficile per i fans sostenere quel licenziamento, e alcuni di loro hanno persino tentato di boicottare il giornale Yomiuri per protesta. Ma Shigeo dopo alcuni anni è ritornato al baseball e sempre coi Giants, dopo aver rifiutato più volte la guida di altri team giapponese.
È tornato alla guida della squadra nel 1992, quando Tsuneo Watanabe divenne il nuovo proprietario della squadra (Watanabe aveva una lunga amicizia con Nagashima). Poi quell’anno i Giants vinsero alla “lotteria” per firmare Hideki Matsui, quello che sarebbe diventato la nuova stella dei Giants durante la seconda manche di Nagashima come manager.

Sadaharu Oh manager degli Hawks e Shigeo Nagashima dei Giants per le Nippon-Series del 2000

I Giants di Nagashima hanno vinto i campionati nel 1994, 1996 e 2000, e ha gestito la squadra fino al 2001. Ha vinto per la prima volta le Nippon-Series nel 1994, dopo quelle perse negli anni ’70, battendo in finale i Seibu Lions per 4-1, con MVP il pitcher Hiromi Makihara (ultimo a lanciare un perfect-game in NPB, da solo). Poi ha perso contro i BlueWave di Ichiro Suzuki nel 1996 per 4-1, ma si è rifatto nel 200, vinta per 4-2 ed MVP della serie fu Hideki Matsui.
Storica furono le ultime Nippon-Series disputate tra i Giants e i Fukuoka Daiei Hawks, dove la squadra di Fukuoka era gestita da Sadaharu Oh. Quindi sfida finale tra i due con la stampa che chiamò la serie “O-N”. Nel 2002, è stato annunciato che avrebbe guidato la squadra di baseball olimpica giapponese. La squadra (composta interamente da giocatori delle leghe professionistiche giapponesi) ha battuto Cina, Taiwan e Corea per vincere il torneo in Asia nel novembre 2003, ma Nagashima ha subito un ictus nel marzo 2004 e non è stato, poi in grado di recarsi alle Olimpiadi di Atene. La squadra ha finito con una medaglia di bronzo alle Olimpiadi, dopo aver perso in Australia.
Ha ricevuto il People’s Honor Award il 5 maggio 2013, per il suo successo in Giappone e per coincidenza, anche Hideki Matsui, che aveva scelto nel draft, è stato premiato contemporaneamente in quell’anno. Inoltre è stato introdotto nella Hall of Fame nipponica nel 1988.

 

In questi giorni è disponibile on-line il primo libro del sottoscritto “Yakyūdou: La via al baseball giapponese“, dove è possibile approfondire in ogni modo la cultura di questo mondo molto sconosciuto, ossia del baseball giapponese e delle storie di alcuni eroi nazionali. Mondo fatto di tanti personaggi che meritano approfondimenti e la storia di Nagashima ne è un esempio, dove è, ovviamente accennato nel libro in questione.

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Filippo Coppola

Vive alle falde del Vesuvio, a Boscotrecase (NA), laureato in Ing. Navale alla Federico II di Napoli è appassionato da tanti anni al grande gioco del baseball. Passione cresciuta di anno in anno, soprattutto di quello dell'estremo Oriente e in particolare quello giapponese e campionati asiatici (oltre a quello nostrano e Americano MLB), che segue con assiduità. E' tifoso dei Cincinnati Reds della NL in MLB, team storico di questo sport e che segue da quando ha scoperto il baseball. Invece per i team asiatici, non ha alcuna preferenza in assoluto, essendo appassionato di tutti. Primo in Europa a scrivere del baseball giapponese, coreano e taiwanese, direttamente da siti specializzati di quei paesi. Ha aperto la coach-convention del 2016 della FIBS a Roma, presentando il baseball del Giappone, descrivendo storia e particolarità dello "yakyu". Ha per come hobby la vela, lo sport in genere e seguire il calcio Napoli, inoltre preferisce analizzare dati statistici e i numeri del baseball, sport dipendente da quest'ultimi, e alla ricerca e scoperta della sabermetrica, ovvero l'analisi del baseball attraverso le statistiche.

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