Roberta Corcio, dal softball allo slowpitch…e ritorno

Pubblicato il Nov 21 2020 - 4:44pm by Massimo Di Cesare

 

Inauguriamo su Baseballmania una nuova rubrica dedicata al softball. Conosceremo meglio le protagoniste dei vari campionati con le nostre interviste. Iniziamo con Roberta Corcio che milita nel roster delle White Tigers di Massa.

Chi è Roberta, cosa fa nella vita oltre a giocare a softball/slowpitch.
“Mi chiamo Roberta Corcio, per gli amici Ikataco. Laureata in Lingue e Culture straniere e Laureanda Magistrale in Economia e Management. Vivo a Bari da circa sei anni e pratico Slowpitch con la squadra amatoriale dei Warriors Bari. Quest’anno, dopo quasi 4 anni fuori dall’agonismo, ho partecipato al campionato di serie A2 di Softball con la società White Tigers di Massa”.

Come ti sei avvicinata al softball?
“La mia carriera sportiva non è stata lineare, anzi, potrei paragonarla a un tracciato per ottovolanti. Ho iniziato a giocare a Baseball a Foggia, la mia città natale, all’età di dieci anni, a quattordici sono entrata a far parte della squadra agonistica di Softball e per tre anni ho continuato la mia carriera. A seguire c’è stato un brusco stop durato sette anni, poi nel 2013 ho deciso di rimettermi in gioco e da allora non ho mai smesso”.

Programma off season?
“Durante questo off season sto seguendo una preparazione atletica a prova di lock-down creata ad hoc da Mosè Serino, preparatore atletico dei Warriors. Per tenere il braccio in movimento mi avvalgo del supporto del caro, vecchio, amato muro che sulla base dei dati odierni credo continuerò a vedere più spesso”.

Obiettivi personali e di squadra per 2021?
“Considerando la situazione attuale, l’obiettivo per il 2021 è riuscire a rivedere la squadra e tutto lo staff per disputare il campionato di serie A2. Il mio obiettivo personale, invece, è quello di raffinare l’impostazione della battuta con il lancio fastpitch. Non è facile approcciarsi a questo lancio quando per anni non hai fatto altro che battere una palla che cade dal cielo”.

Com’è stato dover affrontare una stagione senza pubblico?
“La mancanza del pubblico e il calore dei suoi cori si è fatta sentire ma il pensiero doveva essere positivo, ero in campo. Fortunatamente le persone a me più care erano lì sedute a fare il tifo per me, pronte a rifocillarmi durante i break. Colgo l’occasione per ringraziarle tutte”!

Di cosa necessita un atleta per potersi permettere una preparazione adeguata (tempi/strutture ecc.).
“Secondo me la cosa più importante per un’atleta è la presenza costante di un coach minuzioso e tenace. Un allenatore che sappia capire l’atleta e sappia trovare il giusto metodo per fargli esprimere il massimo del potenziale. I tempi sono soggettivi, dipende dalla velocità e propensione all’apprendimento dell’atleta. Senza dubbio più si lavora, più si acquisisce consapevolezza. Aggiungerei la necessità di avere un’adeguata struttura e attrezzatura, ci si può “arrangiare” fino a un certo punto ma per crescere dei campioni bisogna avere dei giusti mezzi. Parlo per esperienza personale, che pur di fare un po’ di BP a casa ho dovuto giocare a Vitilla”.

Come ti vedi nel post carriera?
“Sicuramente calpesterò la terra rossa finché riuscirò a deambulare e a tirare la palla. Al di là di questo, mi piacerebbe impiegare le mie competenze tecniche a sostegno del nostro sport, anche fuori dal campo. Continuare a portare valore a livello promozionale, gestionale, coordinativo e innovativo”.