PlayOff SerieC, Chieti amara per gli Old Rags Lodi

Pubblicato il Set 23 2019 - 10:54pm by Fabrizio Gatti

Chieti…Chieti… chi sono costoro? Nella prima partita dei play off 2019 il sorteggio aveva deciso che la tenzone decisiva per la serie B si tenesse tra due squadre che non si erano mai incontrate nella loro storia e che quindi non si conoscevano e per questo si temevano. Avevano fatto effetto – lo hanno ammesso i chietini – le sortite di giocatori e dirigenti lodigiani nelle partite del concentramento di Cupramontana, preannunciando una compagine organizzata e mandata a studiare gli avversari.

Anticipato questo necessario preambolo parlerò della gara, svelando subito di due compagini ben predisposte, decise ad affrontarsi a viso aperto e senza pretattiche. Così il manager lodigiano Blanchetti schiera la miglior formazione possibile, con Terzini (2B), Anelli (C e poi ED), Colon (SS), Garrido (DH), Montanari (3B), Ramberti (EC), Meazza (ED e poi C), Contardi  (ES sostituito per infortunio al 2° inning da Gremi), Foglio (1B, poi Faraglia dall’8°). Questo effettivamente è il meglio del roster e il tifoso può ritenersi soddisfatto. Ma gli avversari non sono da meno e hanno nei primi del line up quattro “bocche da fuoco” impressionanti: D’Amario, Di Francesco, Di Battista (ex Novara in IBL) e il tostissimo Colmenares: soltanto da loro arriveranno ben 8 delle 10 valide complessive, oltretutto di una pesantezza notevole (4 doppi, un triplo e un HR interno da 3 punti). Sul piano dei bomber i gialloverdi hanno risposto con 8 valide che hanno visto la giornata di grazia di Jo Montanari, che con un doppio e due singoli ha battuto a casa da solo ben sette degli otto punti finali. Ma ritorniamo dall’inizio. Chi sa di baseball aveva preannunciato che la gara si sarebbe giocata sul monte di lancio ed ha avuto ragione. Nodari partente per gli Olds era un garanzia di sicurezza, ma “BigMirko” ha avuto nel 2° inning un momento di appannamento che poi ha superato d’esperienza, ma che sul momento ha portato al Chieti 4 valide consecutive, i tre doppi e l’HR interno che hanno costruito il big inning di 6 punti dei locali. Una mazzata tremenda sul morale dei lodigiani che erano partiti alla grande con 2 punti nel primo inning. I gialloverdi non hanno però demorso e anche se sono entrati altri due punti di riffa e di raffa, hanno pian piano costruito la rimonta, tanto che nella prima parte del 7° le squadre erano in parità 8-8 con la partita ancora apertissima.  Nodari aveva chiuso al 5° con 96 lanci, 6K, 7V, 2BB e 2 colpiti, ben sostituito da Filippo Affetti, sedicenne di grande prospetto che ha concesso in quattro inning solo 3 valide, con 2K e 3BB. A questo punto, a voler attaccarsi al dettaglio occorre segnalare due decisioni molto opinabili degli arbitri che hanno dato “salvo” due arrivi in prima del Chieti, non rilevando evidenze determinanti: una palla colpita due volte durante la battuta e in altra occasione una eliminazione per toccata ben prima che il corridore chietino arrivasse sul cuscino. Non ci si attacca ai singoli episodi in un partita così ricca di spunti, peraltro ben diretta con autorevolezza, ma la segnalazione è d’obbligo per spiegare la natura dei tre punti che la squadra di casa ha messo in saccoccia al 7° e che non è stato più possibile rimontare, nonostante gli ultimi due “turni forti” degli Old Rags che hanno fruttato solo l’isolato valido di Gremi. E a questo punto occorre parlare e lodare i lanciatori avversari che in nove inning hanno lasciato al piatto ben 15 dei nostri. Il partente del Chieti, Faini, era il temuto Iron Man che aveva lanciato per 12 inning contro i Titans durante la gara del concentramento e che anche oggi è arrivato a 138 lanci (e che lanci!) prima di lasciare il posto al 7° al rilievo Federico D’Alonzo, apparentemente più abbordabile del collega (4 valide su di lui) ma che in sostanza ha saputo tenere il monte fino alla fine con 6K in tre riprese. Gli Old Rags hanno commesso 2 errori in difesa, più un lancio pazzo di Nodari che è costato un punto, ma non hanno mostrato incertezze o sbavature grossolane: hanno chiuso due trappole, hanno effettuato un doppio gioco e alcune belle assistenze in prima di Colon (2/4 in battuta). Dietro il piatto Anelli prima (un valido per lui) e Meazza poi (grande ritorno di Oscar nel suo ruolo primigenio) hanno ben diretto la difesa, tutti insomma hanno dato il massimo in una partita determinante, che passerà alla storia degli Old Rags se non altro per la incredibile lunghezza della trasferta con 14 ore complessive di pullman. Concludo con la lode meritata a Giorgio Montanari protagonista della sua “partita della vita” con una grinta e determinazione da grande giocatore. E’ stato attentissimo custode della terza base, mettendoci anche il corpo per fermare nell’ “angolo caldo” una rimbalzante che poteva fare ben altri guai e superandosi all’attacco battendo “tre-su-quattro” un doppio e due singoli che sommano ben sette degli undici punti finali. Un esempio per i giovani presenti alla trasferta, che certamente sono ritornati arricchiti, un’ impresa da raccontare a chi non c’era. L’interpretazione della partita di ritorno domenica alla Faustina, in una gara assolutamente alla nostra portata come rivincita passa dalla frase: “ Non è cambiato nulla. Bisognava vincere 2 partite prima, bisogna vincerne 2 adesso.”

 

OLD RAGS…..2-0-0-0-0-3-3-0-0    Totale  8

CHIETI……….0-6-0-1-0-1-3-0 =    Totale 11

 

Old Rags:   Valide 8     Errori 2

Chieti:        Valide 10   Errori 2

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Fabrizio Gatti

Eterno ragazzo, per tutti gli anni settanta ha giocato a baseball come pitcher nella squadra di Cremona - sua città natale - ricoprendo anche incarichi tecnici e direttivi. Con gli Old Rags di Lodi dal 2014, ne è dirigente accompagnatore, perfettamente integrato con lo spirito della società, per la quale ha scritto l’inno “Old Rags song”, in video su Youtube. Esperto di Comunicazione, lavora per una importante casa editrice. E’ soprannominato “Gatto” (e ci tiene).