Le interviste nel softball, conosciamo meglio Francesca Rossini

Pubblicato il Set 12 2021 - 9:30pm by Massimo Di Cesare
Chi è Francesca Rossini, cosa fa nella vita?
Raccontaci qualcosa di te.
“Vivo a Legnano e lavoro come impiegata in una ditta produttrice di fermenti lattici a Cadorago in provincia di Como”
Hai altre passioni/hobby oltre al softball?
“La vera grande passione è il softball ma ho studiato al liceo artistico e design in università, la vena artistica c’è sempre anche se non riesco a disegnare molto spesso come vorrei. Lo faccio però abbastanza per i miei nipoti, mi chiedono disegni da colorare e da copiare e questo mi diverte molto. Mi piace molto guardare film e serie TV, mi piacciono quasi tutti i generi soprattutto le storie vere e anche gli horror ma non quelli splatter . Adoro il mare e nuotare, in vacanza passo le giornate intere in acqua per la gioia delle mie amiche! Infine sto cercando di farmi venire il pollice verde ma con scarsi risultati mi è già morta una pianta grassa”.
Come hai iniziato a giocare e quale è stato il tuo percorso sportivo?
“Ho iniziato a giocare a Legnano a 11 anni, andavo alle partite di mia sorella Claudia già da piccolina e il softball mi è piaciuto fin da subito. All’inizio mia mamma non era molto d’accordo, mi diceva che avrei dovuto trovarmi una sport che mi piacesse davvero, era convinta che volessi giocare a softball solo perché ci giocava mia sorella. Ho insistito, ho insistito molto, alla fine ho provato e non ho più smesso.  Per tutti questi anni ho sempre giocato a Legnano poi dal 2018 ho iniziato la mia avventura con la Rheavendors Caronno”.
Hai un giocatore a cui ti ispiri o che stimi in particolare?
“Potrei fare una lista lunga! Potrebbe essere strano da dire, tutti hanno un giocatore preferito ma io non ne ho uno in particolare ne ho molti. Ho sempre guardato gli altri giocatori e cercato di prendere qualcosa da ognuno di loro. Ogni loro particolarità o la dedizione che mettevano negli allenamenti e la grinta nelle partite era qualcosa di speciale che mi affascinava e che cercavo di copiare. Posso fare qualche nome di atlete e amiche con cui ho giocato nella stessa squadra o contro Daniela Castellani, Clare Warwick, Stacey Porter, Eva Trevisan, Simmone Morrow, Ilaria Pini”.
Chi ha maggiormente contribuito alla tua formazione sportiva?
“Ho avuto la fortuna di essere stata allenata da un po’ di allenatori ma in particolare Armando Aguiar prima e Kylie Bloodworth poi, mi hanno insegnato tutto quello che so e hanno contribuito a formarmi come giocatore. Ora sono allenata da Argenis Blanco che mi aiuta a rimanere in “carreggiata”come giocatrice spingendomi sempre a dare il massimo, c’è sempre da imparare anche ad una certa età”.
Hai mai giocato o pensato di giocare in un campionato diverso da quello italiano?
“Si mi sarebbe piaciuto giocare in un campionato diverso e fantasticavo ad esempio sul campionato australiano ma è rimasto un sogno”.
Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto il softball?
“Sono sempre stata dell’idea che se si vuole praticare uno sport ad un certo livello bisogna fare delle scelte e queste implicano, per forza di cose, delle rinunce. Rinunciare ad un’uscita con gli amici, ad una vacanza o addirittura ad “eventi” importanti con la famiglia. Per molti magari può sembrare che il softball mi abbia tolto qualcosa ma non è così, non mi ha tolto nulla perché le scelte sono state le mie e le rifarei tutte dall’inizio alla fine. Al contrario il softball ti dà una seconda famiglia, ti dà possibilità di avere un numero spropositato di “sorelle” anche di nazionalità diversa, di confrontarti con culture e usanze differenti dalle tue e di creare legami a livello umano, fortissimi. È qualcosa di speciale…il softball non mi ha tolto nulla, mi ha solo arricchito davvero tanto a livello umano”.
Con chi giochi attualmente, come procede il campionato?
Gioco per la Rhevendors Caronno ormai da 4 anni e mi trovo benissimo. Non è stato per niente facile cambiare squadra dopo più di 20 anni ma era ormai tempo di girare pagina. Con il Legnano e con la scomparsa di Vittorio era finito un capitolo della mia vita sportiva ed era arrivato il momento di cambiare; la Rhea è stata la scelta migliore che potessi fare. La società e le ragazze mi hanno accolto benissimo  fin da subito, come se avessi sempre giocato con loro. Potrei andare avanti per ore a parlare delle mie compagne a tutto quello che mi hanno dato negli anni scorsi e a quello che continuano a darmi ad ogni allenamento e partita…singolarmente sono tutte persone fantastiche ma è insieme che diventa qualcosa di speciale. È un gruppo bellissimo e posso solo dire che sono stata davvero fortunata ad averle incontrate”.
Ad una compagna di squadra più giovane, quale consiglio saresti con la tua esperienza di giocatrice?
“Le direi di aver fame e voglia di migliorarsi giorno dopo giorno. Le direi che il giocare con persone di nazionalità diversa e di livelli diversi è una delle fortune che ci regala questo sport; le direi di guardare le giocatrici più grandi e con più esperienza e di osservare i loro gesti, il loro modo di giocare e di stare in campo…di studiarle e di prendere il meglio da ognuno di loro. Le direi di fissarsi dei traguardi piccoli o grandi che siano, le direi di non mollare mai perché che le sconfitte bruceranno e tanto ma le vittorie saranno ancora più belle. E infine le direi di divertirsi perché questo, è lo sport più bello del mondo!”
Foto Nomad Video