Italian Minor Revolution, i Tritons Taranto raccontati da Antonio Maggio

Pubblicato il Gen 4 2019 - 12:45pm by Pietro Striano

Italian Minor League Revolution  nasce da un idea di Pietro Striano, animatore della pagina FB Ascesa dei Vinti , scrittore di Going Home (uno spaccato sul mondo minore del baseball americano) e abbiamo voluto creare una sorta di manifesto per dare spazio alle realtà nostrane. A chi vive i nostri sport (baseball, softball maschile e femminile, slow pitch)  con passione ed entusiasmo. – Massimo Moretti

Cosa è un club Minor League? Un club minor league inteso all’ americana è un club che partecipa ad un campionato minore legato alla MLB  dove il club parente detiene tutto il potere lasciando al club piccolo giusto il minimo. Questo minimo consiste in una parola fondamentale. Promozione Negli ultimi 25 anni i club minors americani stanno portando in atto una campagna atta a riempire il ballpark non grazie alle performance (il movimento di giocatori è talmente ampio che spesso il pubblico nemmeno li ricorda), ma attraverso l’ironia, twitter, concerti, cibo. Noi spesso in Italia guardiamo alla performance. Ci sono club italiani che stanno applicando questa filosofia di :portiamo gente e facciamogli capire che il gioco può essere intrattenimento oltre lo sport ? Si. Ecco a voi quelli che secondo noi ci stanno provando. – Pietro Striano

 

Prosegue il nostro viaggio che è appena iniziato e perchè ci piace arriviamo nella città dei due mari e …della Birra Raffo (spazio pubblicità è la birra preferita dal coautore di tale intervista,  facciamo la nostra chiacchierata con Antonio Maggio presidente dei Tritons di Taranto squadra che partecipa al campionato di Serie C.

 

Intervista di Massimo Moretti

Antonio come prosegue la vita sportiva della vostra squadra? Inoltre, per te è stato un anno ricco di soddisfazioni facendo parte anche dello staff della nazionale U12 e U15

Questo è stato un anno importante per i Tritons perchè siamo ritornati a giocare un campionato federale con la squadra senior dopo un anno di stop ed abbiamo dato continuità alle attività giovanili, i progetti nelle scuole sono andati bene e soprattutto un grande attivismo con i progetti rivolti all’integrazione sociale. Per quanto mi riguarda poter fare eseprienze con le squadre nazionali è sempre una gran bella cosa, sono presente da 6 anni nel progetto verdeazzurro prima e team italia dopo nella under 12 mentre con la U15 questa estate è stato un caso (per me fortunato) perchè lo staff guidatio da De Franceschi era in defezione per le assenze di Mazzanti e Furlani, mi è stato chiesto di dare una mano e ne ho approffitato subito.

Antonio Maggio

Siete stati protagonisti di un programma televisivo di LA EFFE – “Voglio vivere in Italia” – come è nata questa esperienza?

Per caso, un giorno mentre ero a Godo per un raduno della nazionale u12 squilla il telefono, dall’altra parte c’era una produttrice di La Effe, stavano programmando un programma “Voglio vivere in Italia” in cui due filmaker Anna e Simone avrebbero dovuto girare l’ Italia per svelare le bellezze di alcune città. Una tappa era prevista a Taranto ed il nostro progetto di integrazione razziale e la nostra propensione alle attività sociali li ha colpiti, da qui è nato tutto.

Programmi per il 2019? Riuscirete a vedere la luce con la costruzione di un vostro campo?

 Non credo proprio che avremo un campo nel 2019 e neanche del 2020, un dirigente deve basarsi su cose concrete quando si siede a tavolino per programmare la stagione e la nostra realtà si chiama campo di calcio per 4 ore alla settimana. In base a questo abbiamo deciso di partecipare al campionato di Serie C aggregando tutti i giovani che l’anno passato giocavano  nella U15.  La battaglia per poter aver un campo continua consapevoli che siamo da soli a combattere questa battaglia anche perchè il come dice un proverbio “ il sazio non crede al morto di fame”

Quale può essere la strada per tornare ad avere 5 squadre nella sola provincia di Taranto? (n.d.a. Ginosa Grottaglie ed Avetrana più due squadre a Taranto città)

Erano davvero bei tempi, il presidente Notari definiva la provincia di Taranto come una isola felice del Sud Italia. io ero solo un ragazzino che giocavo, c’era entusiasmo nell’aria. Tutto questo patrimonio è andato via via disperdendosi ora recuperare queste piazze non è semplice,  ho provato a sottoporre un programma per cercare di recuperare le piazze. Ma i budget non ci sono, quei pochi  che ci sono vengono usati per altro…

 Un aneddoto, curiosità o un fatto particolare in questi anni sui campi di gioco?

L’emozione nel sentire l’inno nazionale vestendo una maglia azzurra è stato il più emozionante mentre nel 2013 quando riuscimmo ad avere in gestione un terreno e costruire un diamante ha innescato in noi un senso di orgoglio incredibile salvo poi restare fregati.

 

Intervista di Pietro Striano

Ciao Antonio, come da tradizione in questo format a me tocca invece la parte più minor. Noi credo ci siamo parlati poco o mai, avevamo in comune un grande amico Michele Pepe, ahimè mancato. Momento ricordo a parte, inizierei con questa domanda. Il sud. Come recepisce la città uno sport lontano da palle prese a calci. Ho visto che siete in giro da un bel po’.

Nel 2019 i Tritons Taranto festeggieranno il decennale della loro nascita, un bel traguardo , mentre la prima partita ufficiale di baseball targata Fibs è datata 1976 : insomma un bel pò di anni.  Non avendo un campo a Taranto colgo la percezione della gente che ci vede come dei mezzi esaltati che scimiottano gli americani in un campo da calcio. 

Il nome Tritons è azzeccatissimo, richiama al mare ed ha anche una grecità tutta sua. Chi lo pensò?

L’ho pensato io, perchè si rifà ad una figura mitologica dell’antica Grecia e Taranto fu capitale della Magna Grecia. Inoltre il nome Tritons in Italia è una nostra esclusiva, in mezzo a innumerevoli tigri, leoni e pantere non è poco.

Un’ altra domanda particolare. In rete parlando con tanti utenti ho notato una cosa affascinante. Sembriamo (mi includo anche io), tutti addetti ai lavori, nel senso che a me sembra ci siano più giocatori e scrittori che spettatori del gioco. Eppure, è lo spettatore che poi ti fa crescere in parte il movimento. Viene al ballpark si compra due birre, si diverte con musica. Non dovremmo forse tentare la strada del vedere, invece che del giocare?

Purtroppo siamo veramente pochi e quindi basta un amen che un tifoso o un genitore di un giocatore della giovanile da appassionato passa a fare il coach o il dirigente quindi ci ritroviamo tifosi in meno ed addetti ai lavori in più. Solo che l’addetto ai lavori essendo un volontario prima o poi rischi di perderlo e con lui perdi anche un potenziale tifoso in quanto esautorato dal baseball

L’intrattenimento è fondamentale nel gioco. Come ho notato ci si preoccupa della performance sportiva, ma tra un inning e un altro magari qualche gioco, qualche balletto, sicuramente fanno la differenza, in uno span di 3 ore questo è fondamentale, senza offesa per voi e altri, ma qui non siamo a vedere i Dodgers. Cosa fate per animare le gare.

 A Taranto non abbiamo un ballpark, siamo degli ospiti mal digeriti in un campo da calcio…motivo per cui non abbiamo autonomie nel poter organizzare attività collaterali all’evento sportivo, ahimè.

La rete, il SEO, sono armi importantissime, chi vi cura la stampa, il vostro rapporto con la rete e con i media, ho visto di trasmissioni in cui avete partecipato, questo è notevole, bravi.

Siamo in due a curare la comunicazione io e Marco “Gino” Costante. Io sono un pò più tradizionale mentre Gino cura la parte minor e grafica. Da sempre ho dato molto importanza alla comunicazione, il nostro logo fu  creato da Francesco Basile un caro amico ora Direttore creativo presso Publicis Italy. Il sito ufficiale è ancorato alla piattaforma slyvi, siamo presenti su twitter, facebook, instagram, youtube. Una presenza continua e costante su tutte le testate  su carta stampata, tv ed on line sportive locali. la chicca è arrivata  questa esate nel programma “voglio Vivere in Italia” andato in onda su La Effe sui canali sky.

Sal Maglie, ennesimo barbiere che gioca a baseball mi viene da sorridere perché anche noi a Napoli avevamo Ed Abbaticchio, figlio di un barbiere. Ci sono altri giocatori di origini Tarantine che hanno militato nel baseball maggiore o minore?

In verità Sal Maglie non era un barbiere bensì veniva chiamato con questo nickname. L’origine del nome ha due verità: una ci dice che fu coniata da un giornalista per la sua arte di tirare palle interne veloci all’altezza del mento quasi a fargli la barba  per incutere paura agli avversari;  mentre la seconda pare sia opera di Durocher suo pitching coach per la sua bravura di tagliare gli angoli come un rasoio affilato come quello dei barbieri. Sal Maglie fu una vera star del gioco e se non avesse saltato tante partite per la squalifica sarebbe entrato nella Hall of fame. Se vai a New York zona Little Italy nella hall of fame italiana  la sua gigantografia è vicina  a quella di Di Maggio e lo stadio di Niagara Falls porta il suo nome. Non so di altri giocatori partiti da Taranto ma appena avrò un pò di tempo mi dedichero ad una più approfondita ricerca….

 

Io ti ringrazio per l’intervista e buon lavoro

Grazie a Voi