L’Accademia Sociale di Filosa!

Pubblicato il Gen 22 2015 - 2:46pm by Roberto Minnocci

Sempre in linea con la sua filosofia di crescita e le esigenze future, l’Academy of Nettuno Baseball annuncia la partenza dei ProgettiAngels” e “Team Academy”. Iniziative proposte dal relatore e autore dei due protocolli, Antonio Filosa, il quale è entrato a far parte quest’anno dello Staff Academy, dove cura le sezione Minibaseball e Ragazzi, unitamente al suo collaboratore Angelo Cassoni e al Supervisore Maurizio Imperiali. Antonio ha ricevuto la disponibilità della società accademica per sviluppare queste proposte, che si basano principalmente sulla creazione di un movimento ludico ricreativo, finalizzato al gioco del baseball, di bambini tra i sei e i dieci anni, in un’area a loro dedicata. Lo scopo è quello di vivere lo sport, in questo caso il baseball, ma si potrebbe riferire a qualsiasi altra disciplina, attraverso un contesto di partecipazione e aggregazione, in attività non solo sportive ma soprattutto sociali, in adeguati ambienti e strutture che permettano uno sviluppo dei programmi costantemente monitorato. In questo senso è indirizzato il progetto “Angels”, con un protocollo di ampio respiro, che si evidenzia più come associazione ricreativa. Il progetto “Team Academy”, invece, è più incentrato alla creazione immediata di un gruppo agonistico, derivato sempre dallo spirito ludico, che possa, fin da ora e negli anni a venire, essere pronto a partecipare alle competizioni rivolte a questa fascia di età. Infatti, già dal 2016 la FIBS potrebbe modificare le categorie giovanili del baseball, introducendo la classe Under 10, e l’Academy Nettuno, precorrendo i tempi come ci ha abituato fin dalla sua nascita, si sta muovendo immediatamente in questa direzione. La novità principale è che si comincia a dare grande importanza anche agli aspetti sociali che il movimento del baseball youth può trainare, e non è cosa di poco conto. Nei progetti realizzati, e soprattutto in quelli che si sta cercando di portare a termine, sono previste strutture e programmi che permettano di “vivere i luoghi” messi a disposizione, e frequentarli  anche al di fuori dello sport. Dunque, grande attenzione al baseball, ma anche un grosso contributo alla realtà locale, alla sua cultura e tradizione, povera di spazi per i giovani e non solo. Una sensibilità particolare che questa società sta dimostrando, dando il meglio a chi ha voglia di giocare a baseball, ma cercando allo stesso tempo di coinvolgere e non precludere questa possibilità a nessuno, anche ai meno fortunati. E ben vengano, allora, uomini come Antonio Filosa, promotori di sport ma soprattutto catalizzatori di persone. Ecco cosa dice in merito al suo programma: “La natura universale di questi progetti è direttamente legata all’aspetto puramente sociale dei suoi obiettivi. L’intenzione è quella di creare una nuova realtà che poggia le sue fondamenta sulle tradizioni culturali di uno specifico territorio. Creare una realtà eterogenea nelle tradizioni ed omogenea nelle sue finalità ci permetterà di integrare le diversità in una nuova struttura sociale, che potrà fare a meno di utilizzare termini come “tolleranza” e “integrazione” in quanto superflui ai fini della sua realizzazione. Un cantiere culturale e sportivo aperto a tutti e per tutti non potrà far altro che stimolare una maggiore capacità di relazione, e la creazione di un nuovo metodo di comunicazione. Intenzione di tutti dovrà essere quella di creare un contesto sociale nella quale tutti abbiano la reale sensazione di creare una “nuova storia” che diventi un nuovo soggetto comune, punto di riferimento per chi ha il desiderio, la voglia e la possibilità di migliorare il luogo in cui vive, così che sia permesso ad ogni cittadino di migliorare il modo in cui vive!”