Fabio Origlia, chiudo la carriera nel modo migliore!

Pubblicato il Set 13 2021 - 10:57am by Massimo Moretti

Termina la stagione del NettunoAcademy con un crescendo di prestazioni e vittorie che le hanno consentito di chiudere con il record di .500 con 10 vittorie e 10 sconfitte nella poule salvezza, tra i protagonisti assoluti della giovane compagine nettunese, sicuramente Fabio Origlia rappresenta il giocatore che tutti i manager vorrebbero nella loro squadra, al di là delle statistiche prodotte e dalle giocate in campo (media battuta a 310 e maggior produttore della squadra di RBI con 19) una presenza costante nello spogliatoio utile a guidare questo gruppo di ragazzi, in supporto del manager Cristian Mandolini e dei coach Pietro De Angelis ed Diego Ricci.

Nell’ultima giornata di campionato, nella trasferta di Firenze, c’è stato il suo annuncio di addio al baseball agonistico, una carriera ventennale, sui diamanti italiani da Nettuno, Anzio, Roma e Sesto Fiorentino, iniziamo questa intervista proprio dal momento conclusivo che potete rivedere qui https://www.facebook.com/1550407979/videos/560813681736634/

Partiamo dalla standing ovation finale, un messaggio semplice e sincero, per salutarti, cosa hai provato in quei istanti mentre uscivi dal campo di gioco?

“Come si vede nel video, non ci ho capito assolutamente niente, perchè è stata una gran sorpresa e non sò neanche chi è stato l’artefice di questo bellissima emozione, si vede il primo gesto quando Cristian Mandolini mi fà segno che mi sta sostituendo, io gli rispondo, quasi arrabbiato, perchè mi stai sostituendo quando manca un out alla fine della partita, non volevo uscire in nessuno caso e poi ho sentito la voce dallo speaker, ed ho pensato è arrivato il momento sta finendo davvero, mi sono goduto fino all’ultima palla in difesa, l’ultimo turno in battuta, ogni componente della mia squadra mi ha fatto sentire bene, con cori, incitamenti mi hanno aiutato tantissimo in questa scelta per me che ho sempre amato giocare a baseball, stare in campo, ed adesso sarò contenttisimo ed amerò allenare e continuare ad essere attivo sui campi. Ripeto è stata un emozione bellissima, gli abbracci di tutti i ragazzi della mia squadra, gli applausi dalle tribune, i saluti dei giocatori avversari della Fiorentina, gli ex giocatori del Padule in tribuna che mi hanno omaggiato con la loro presenza.”

Una carriera ventennale, come è cambiato il baseball in questo periodo?

“E già sono state ben 22 stagioni in prima squadra tra SerieA1 e SerieA2, sicuramente i primi anni c’era molto più seguito e partecipazione, sopratutto con il Nettuno alle Serie Finali, con Bagialemani allenatore mi fece esordire, c’era lo Steno Borghese tanta gente, un tifo incessante che ti spingeva. Questo un pò si è perso, adesso anche alle partite più importanti non c’è tanta passione. Mentre nel baseball giocato il livello si è alzato, tanti giovani sono motivati come eravamo noi, li vedo, anche considerando che sono di una generazione differente, sono un più educati, mentre noi eravamo più grezzi, però nei loro occhi vedo la stessa enfasi e passione.

Certo i miei primi anni erano impagabili, avere il piacere di giocare con dei mostri sacri come De Franceschi, D’Auria, Bagialemani, Casolari, Barboni che avevano fatto la storia del Nettuno, è stata tra le più grandi emozioni della mia vita che non scorderò mai, e poi questa ultima stagione che è stato emozionante giocare con questi ragazzotti che mi hanno fatto rivedere me, nelle prime stagioni.”

Nella tua carriera quale è stata la tua più grande delusione e la tua più grande soddisfazione?

“Le soddisfazioni sono state veramente tante, dalle nazionali giovanili, in cui partecipato da ragazzo, ricordo a 12 anni il mio primo Europeo a Praga, giocavo per giocare e divertirmi, e non stavo a pensare a numeri e statistiche. Alla fine della manifestazione, tutto il pubblico, chiamava il mio nome, non capivo il perchè, ed il mio allenatore con un calcio mi spinse e mi disse vuoi andare a prendere la Coppa come miglior battitore, poi tanti altri istanti della mia carriera sono impressi nella mia mente, entrare in prima squadra con il Nettuno, la prima valida in SerieA1, l’esordio allo Steno Borghese, il derby Anzio Nettuno con Massimo Casseri lanciatore e ricevitore Simone Bosco, la delusione……che mi sono accorto di essere diventato vecchio a giocare a baseball, solo quella il tempo che passa e che tutto finisce, tendo a rimuovere gli eventi negativi sopra tutto in qualcosa di così bello come per me è il baseball.”

Il tuo campionato 2021, è stato vissuto da protagonista, miglior battitore per RBI nella squadra Academy of Nettuno, in squadra che spesso ha presentato 2/3 del line up U18 e vincendo anche, come giudichi questa squadra che ha chiuso in crescendo?

“La stagione l’ho vissuta in maniera faticosa, perchè ho avuto un grave infortunio ad aprile, il mese prima di iniziare, ho faticato parecchio ad entrare in condizione, l’infortunio limitava parecchio le mie prestazioni in campo, poi piano piano è stata bella la soddisfazione di riuscire ad aiutare la squadra, il piacere che si prova quando l’allenatore ti rimette terzo nel line up, è stato faticoso ma bellissimo. Poi vedere la crescita costante dei ragazzi che mi ha fatto tanto piacere, ho vissuta questa stagione quasi da staff tecnico, data la differenza di età, mi sono approcciato come parte integrante dello staff, ascoltandoli, con dei consigli, appoggiandoli in diverse occasioni.

E’ stata una stagione complessa, ma che alla fine ci ha regalato tante sensazioni positive ed emozioni e vedere questi ragazzi di 15/16/17 anni e vederli entrare in campo in Serie A, con determinazione ed il sorriso è stata la soddisfazione più grande.”

Negli anni passati sei stato uno dei protagonisti della scena nazionale del FastPitch, come vedi il futuro di questa disciplina in Italia (ultime due stagioni annullate causa COVID)?

“Questa carriera se pur breve, mi ha regalato molto, in questa disciplina non smetto, continuerò a fare tornei amatoriali dove capita, qualuncque cosa pur di continuare a giocare. Purtroppo anche questa stagione non si è riuscito ad organizzare una competizione, spero tanto il prossimo anno. Adesso inizieranno i tornei invernali quelli più importati come Open di Trieste in cui parteciperò sicuramente, e spero di portare avanti che la FIBS e con le società, riesca a far ripartire il campionato, considerando che l’ultima stagione disputata aveva visto ben 12 squadre partecipanti, con la Sicilia, il Friuli Venezia Giulia oltre le nostre zone, il fast pitch aveva iniziato a prendere piede, purtroppo ci sono stati questi due anni di stop, sperando che non gli siano stati fatali. Speriamo di ricominciare e portare una squadra italiana alle competizioni europee, come abbiamo fatto nelle ultime stagioni.”

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Massimo Moretti

Nato nel 1973....aspettando da troppo tempo lo scudetto. Semplice appassionato di baseball come tutti quelli che vivono nella città del Tridente. Ottima prima base nei tempi (mio giudizio) protagonista assoluto in una partita con la maglia dei Ragazzi del Nettuno B.C. contro gli americani della base Nato di Napoli (ho le prove ed i testimoni). Vanto una presenza al piatto con la maglia del Baseball Club Rovigo in serie C nono inning uomo in base sotto 3 a 1 in quel di Poviglio strike out senza gloria. Ho provato la scalata nelle Minors come da foto profilo ma senza successo.