Conosciamo il Supramonte Orgosolo, intervista al Presidente Nicola Podda

Pubblicato il Feb 14 2021 - 7:48pm by Massimo Di Cesare
Continua il nostro viaggio ne softball italiano. Questa settimana conosciamo meglio il Supramonte Orgosolo, grande realtà del movimento in Sardegna. Lo facciamo con l’intervista al Presidente Nicola Podda.
Presidente, ci dica qualcosa di lei.
“Mi presento, mi chiamo Nicola Podda, classe 1988, nato e cresciuto ad Orgosolo. Dopo aver preso il diploma come tecnico delle industrie elettroniche ho continuato i miei studi alla GM academy di Roma e mi sono specializzato in elettronica per auto. Rientro poi nel mio paese di origine, dove attualmente svolgo il mestiere di mecatronico nell’officina di famiglia. Sportivamente parlando, da bambino ho iniziato a giocare a calcio per scoprire poi che la mia strada era un’altra: la pallavolo.
Ho iniziato e continuato a giocare in due squadre del nuorese, decidendo poi di interrompere l’anno scorso”

Nicola Podda

Ha notato delle analogie tra la pallavolo e il softball?

“Sono due sport che hanno alcuni punti in comune. Un po’ come la pallavolo, il softball è uno sport anaerobico e in fase di gioco l’atleta deve dare ”tutto e subito”.
Entrambi richiedono precisione e concentrazione molto alta, nonché sintonia di squadra, fondamentale per ostacolare l’avversario”.
La Polisportiva Supramonte è certamente tra le prime società nate nell’isola e tra le più longeve. Come nasce e come si evolve negli anni?
“Riassumere 50 anni di storia è difficile ma cercherò comunque di farlo. La Società sportiva Supramonte nasce una sera del lontano ottobre 1969, quando
 un gruppo di giovani appartenenti all’Azione Cattolica Italiana decide di fondare una società di calcio. Le finalità erano quelle di creare un gruppo di amici, riunirlo per la pratica sportiva, anche in modo da sottrarlo a influenze deleterie. Dal 1985 la società diventa una Polisportiva affiliandosi alla F. I. P. A. V. e alla F. I. B. S. rispettivamente per la pratica della pallavolo e del softball. Lo sport viene così reso accessibile anche al sesso femminile, fino a quel momento penalizzato dalle mentalità arcaiche diffuse anche nella nostra provincia. Negli anni avvenire proprio il softball femminile diventa motivo di vanto e fiore all’occhiello di questa piccola società e paese, vincendo nel ’91 il campionato regionale di serie C e guadagnandosi un posto nel campionato nazionale di serie B, che diverrà poi l’attuale A2. Da quel momento, Orgosolo, un paesino della Barbagia nuorese di circa 4000 abitanti, entra a far parte della storia del softball italiano. Ancora oggi, a distanza di 52 anni, il maggior obiettivo della Polisportiva resta il medesimo”.
Lei arriva nel mondo del softball prima come dirigente poi come presidente, come si è delineato questo percorso?
“Inizialmente, su richiesta di alcuni concittadini e amici, sono entrato a far parte della società come dirigente, ricoprendo questo ruolo per due anni. Successivamente, l’anno scorso, abbiamo pensato insieme agli altri dirigenti e al presidente storico della società Sebastiano Podda, che ci fosse la necessità di una figura più giovane che potesse impegnarsi anche con gli altri settori della Polisportiva. Un anno fa, quindi, ho iniziato il mio percorso come presidente, affiancato e aiutato dagli stessi dirigenti con cui ho avuto il piacere di lavorare negli anni precedenti”.
Il Supramonte Orgosolo fa del settore giovanile la sua forza, quanto è impegnativo avere delle giovanili come le vostre?
“Noi abbiamo tante atlete di tutte le età. L’impegno più grande è sicuramente quello di riuscire a dedicarsi al 100% alle esigenze di tutte le nostre ragazze, il nostro bene più grande. L’organizzazione è fondamentale. Cerchiamo sempre di accontentare tutti programmando sessioni di allenamento per ogni categoria, sia con l’aiuto di tecnici che fanno parte e sono nati nella nostra società come il tecnico Mariassunta Mereu, sia con tecnici esterni come l’attuale allenatore della serie A2 Kleyvert Rodriguez Cueto e l’allenatore del settore giovanile Benito Francia Ventura. Il settore giovanile, in particolare, è molto ampio e raccoglie ragazze di tutte le età, motivo per cui lavoriamo con le ragazze tutti i giorni della settimana ad orari diversi. È sicuramente impegnativo per chi come noi lo fa per solo amore dello sport e della comunità, ma è anche motivo di soddisfazione vedere le ragazze crescere con noi”.
Altri punti di forza della sua società?
“La dedizione al progetto. Siamo volontari e in tutti questi anni, tutti coloro che si sono succeduti hanno sempre avuto a cuore lo sviluppo e la crescita delle ragazze, in quell’ambiente sano che lo sport può certamente contribuire a creare. Ci tengo poi in particolar modo al concetto di famiglia: Noi tutti lavoriamo per garantirne il benessere, insieme alle nostre atlete, parte integrante di questa grande famiglia. Ultimo ma non meno importante punto di forza, non solo della società, ma di Orgosolo tutta, è sicuramente l’ospitalità. Noi attualmente abbiamo e abbiamo avuto giocatrici sarde ed europee che hanno amato giocare con noi e che per noi, è stato ed è sempre un grande piacere accogliere tra le nostre fila”.
Cosa ne pensa della modifica del regolamento approvata quest’anno?
“Non abbiamo avuto grossi stravolgimenti rispetto all’anno passato, se non in termini di un aumentato numero di giornate che ci riporta quasi a quella che era la normalità prima del Covid-19. La modifica maggiore è stata quella relativa alle giocatrici straniere. A tal proposito credo che, giustamente, si sia dovuta dare un ridimensionata al fenomeno e mi trovo quindi perfettamente d’accordo. Le straniere possono rappresentare una fonte di apprendimento e ispirazione per le nostre ragazze. Credo, tuttavia, debbano costituire un valore aggiunto, non potendosi sostituire nettamente a quella che deve essere la materia prima di una squadra italiana: le sue giocatrici”.
Il softball come il baseball sono sport costosi, come fa una piccola società come la sua ad affrontare tutte le spese che derivano dal partecipare ai vari campionati?
“Il softball e il baseball sono sport costosi e lo sono ancor più per società come la nostra che, per poter giocare un campionato nazionale, sono ovviamente costrette a viaggiare per poter raggiungere i diversi campi. Devo dire che oltre ai tanti sponsor che hanno il piacere di sostenerci, una grossa mano ci viene data anche dalla regione Sardegna e dai contributi che ci vengono concessi dalla stessa. Per ultimo, posso serenamente dire che quando c’è stata la necessità, noi stessi abbiamo voluto e dovuto contribuire a colmare alcuni gap”.
Cosa ci dice della passata stagione e quali obiettivi avete per il campionato che andrà ad iniziare tra qualche mese?
“Posso dire di essere assolutamente soddisfatto del lavoro che è stato fatto e viene svolto ogni giorno con le giovanili. Le ragazze continuano a crescere, dandoci sempre belle soddisfazioni. Grazie all’ottimo lavoro svolto dai tecnici Mereu e Francia Ventura, due anni fa le nostre ragazze dell’under 12 hanno vinto il titolo regionale e disputato poi le finali nazionali, per diventare  campionesse regionali di categoria anche quest’anno. Posso dirmi soddisfatto anche della squadra maggiore di A2. L’anno scorso non era prevista retrocessione e abbiamo deciso di dare spazio alle nostre atlete, per consentirgli di crescere e consolidare la loro preparazione in un campionato di questo livello. Tra gli obiettivi di quest’anno c’è la voglia di giocare un campionato competitivo con le nostre ragazze, magari con qualche innesto, in modo da mantenere prima di tutto la serie e sperando poi di fare sempre meglio”.