Baseball giovanile, spunti di dibattito

Pubblicato il Mar 25 2019 - 10:49pm by Massimo Moretti
E’ arrivata la primavera a breve le squadre giovanili di baseball saranno in campo. In questi giorni tra i primi tornei di preparazione ci si prepara per i vari campionati. Un appuntamento ormai importante della stagione giovanile è Il Torneo delle Regioni 2019, ospitato quest’anno dalle Marche, previsto per i giorni dal 21 al 23 giugno, e dopo le polemiche dello scorso anno dal Consiglio Federale sono stati inseriti nel Regolamento nuovi parametri di spareggio.
Ultimamente parlando con alcuni addetti ai lavori, mi hanno riferito alcune criticità su tale appuntamento. Non farò nomi di società o tecnici per evitare spiacevoli polemiche. Provo a sintetizzare il tutto sperando di creare una discussione pacata e che porti giovamento al movimento del batti e corri.
  • Negli ultimi anni le selezioni sono diventate quasi un fastidio, un appuntamento che più delle volte crea disagio, per diverse Società. Le selezioni regionali vengono affidate a delle persone che sono, si disponibili ma spesso non hanno le competenze e l’esperienza per gestirle. Spesso le convocazioni sono gestite in modo poco trasparente e senza premiare veramente il merito dei ragazzi o delle ragazze. Ovvero un dirigente della società X può influire in maniera determinante sulla convocazione o no di un ragazzo/a con tutte le problematiche che ne consegue.Sovente capita che vista la poca limpidezza nelle decisioni prese alcuni ragazzi/e non accettino le convocazione ai try out in corso, come sta succedendo spesso.
  • Inoltre mi è stato riferito che i nostri giocatori e giocatrici tornano dall’Emea ci raccontano che vengono dati dei consigli e spiegati dei fondamentali che sono diversi da quelli che spieghiamo noi. E direi, visti i risultati delle nostre squadre forse dobbiamo seguire di più ciò che ci arriva da fuori dei nostri confini.
  • Se la nostra idea è quella di vincere in terra americana trovo sia più utile e redditizio affidare la selezione alla squadra regionale più forte (con qualche innesto che faccia la differenza) con il relativo staff. Cosa che succede nel resto del mondo. Soprattutto per evitare spiacevoli try out che sono sovente fonte di polemiche.
  • In Italia giochiamo troppo poco a livello giovanile non si arrivano a 20 partite annuali. In alcune regioni non si svolge neanche la Winter Leauge. Invece per dire le Selezioni americane giocano circa 80 partite, utopia in Italia.
  • A questo punto perchè non potenziare i campionati giovanili tutti tralasciando l’agonistica fino agli U12, considerando che i campionati giovanili sono il serbatoio di giocatori appassionati, tifosi e sponsor futuri.
  • Perchè non istituire un campionato su lo stile Winter Leauge in ogni regione o macro regione (come fatto ottimamente da Piemonte, Emilia Romagna).
  • Perchè non utilizzare direttamente una squadra solamente per le selezioni EMEA tralasciando anche il Torneo delle Regioni, e le varie selezioni regionali?
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Massimo Moretti

Nato nel 1973....aspettando 17 anni lo scudetto. Semplice appassionato di baseball come tutti quelli che vivono nella città del Tridente. Ottima prima base nei tempi (mio giudizio) protagonista assoluto in una partita con la maglia dei Ragazzi del Nettuno B.C. contro gli americani della base Nato di Napoli (ho le prove ed i testimoni). Vanto una presenza al piatto con la maglia del Baseball Club Rovigo in serie C nono inning uomo in base sotto 3 a 1 in quel di Poviglio strike out senza gloria. Ho provato la scalata nelle Minors come da foto profilo ma senza successo. Più che un esperto sono un fanatico.

7 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Stefano 25 marzo 2019 at 23:26 -

    A proposito dell’ultimo punto, porto alla sua attenzione il fatto che Emea pone regole riguardo le modalità con cui determinare la squadra che rappresenta (sortolineo ‘rappresenta’, volutamente non deve trattarsi di una ‘nazionale’) la propria nazione alle finali internazionali e che tali regole rendono il Suo progetto irrealizzabile.

  2. Adriano 26 marzo 2019 at 17:57 -

    Nella maggior parte delle società il tecnico/istruttore/allenatore/manager (chiamatelo come volete) il più delle volte é straniero (centroamerica o sudamerica) e non ha competenze x lavorare con i giovani (però é presente in tutte le squadre della società, mette a posto il campo e tutta la struttura sportiva)
    Conosce il baseball ma ha pochissime , x nn dire nessuna, competenze di apprendimento motorio, metodologia dell’allenamento giovanile, analisi meccanica del movimento umano, pianificazione e programmazione ecc…
    Gli stessi “insegnamenti” sono rivolti al giocatore senior della prima squadra come all’under 12, risultato che il tecnicismo esasperato paga agli inizi ma nn crea atleti futuri.

    • giobatta 27 marzo 2019 at 18:38 -

      Non condivisibile. Ci sono istruttori stranieri idonei e non idonei, (nè più, nè meno di quelli italiani). Prima di prenderlo, è bene valutare il suo ‘curriculum’ (meglio se certificato). Ad esempio, nella mia esperienza sono risultati OTTIMI i cubani di estrazione INDER (l’equivalente dell’ ISEF o SCIENZE MOTORIE a Cuba) con effettiva esperienza di istruttori di squadre giovanili.

  3. massimo moretti 27 marzo 2019 at 22:03 -

    Vi ringrazio dei commenti. Intenzione dell’articolo era proprio quello di aprire un dibattito. Su U12 credo che sia opinione diffusa non avere agonismo.

  4. paolo palmieri 28 marzo 2019 at 00:44 -

    Qualche idea . Mi piacerebbe se si unificassero i tornei di baseball e di softball U12 . Non competitivo , senza assegnazione di scudetto . 2 strike e 3 ball come limite di lancio ( già sperimentato con successo dal Prof.Bissa a Verona negli anni 90 ) .Gironi misti per fare giocare di più , uso della palla piccola con lancio ” da sopra ” , obbligo di partecipare alla Winter League laddove possibile e con un minimo di 5 partecipanti , riservare un giorno della settimana a partite anzichè ad allenamenti od eventualmente aggiungerlo in accordo con le altre società locali . Tutto il line-up batte . Si effettuano i giochi e gli out senza che essi incidano sullo svolgimento dell’inning . Quattro , eventualmente cinque, innings come limite . Richiedere tramite federazione di riorganizzare il Torneo Topolino . Tutto questo io credo che funzionerebbe molto bene al Nord-Centro Italia , purtroppo al Sud ci sarebbero difficoltà a causa delle distanze , come alternativa solo per il Meridione la Federazione potrebbe permettere loro di organizzare tornei anche d’inverno all’aperto come accade al softball slow-pitch in Sicilia , o comunque di autogestirsi meglio possibile per far giocare il maggior numero di incontri agli under 12 . Abolizione della Nazionale U12 con conseguente risparmio di denaro ed energie . Mettere a budget federale un rimborso spese per gli istruttori/allenatori/dirigenti/educatori motori in modo da incentivare le persone ad aiutare . Tutto certificabile tramite digitale , ormai si può fare tutto in remoto . Come esempio , nel mio cellulare posso marcare il tempo d’entrata ed uscita dal lavoro e sono rintracciabile via satellite così posso solo marcare nelle immediate vicinanze del luogo . E’ un sistema applicabile agli eventuali aventi diritto del rimborso federale .

  5. Stefano Manzini 28 marzo 2019 at 09:04 -

    Giobatta scusami chi ha giudicato in passato o chi è in grado di giudicare i risultati ottenuti?
    Secondariamente, con quale curriculum (certificato) si dovrebbe presentare? Con un corso di un anno per il 1° livello 2° per l’anno seguente e cosi via?
    Gente che ha sempre fatto solo ed unicamente lo spettatore e per passione si inventa insegnante? Il vero problema non sono gli allenatori i famosi head coach mancano insegnanti e tempo disponibile, in due ore non insegni ed impari niente o meglio impari l’A B alla C non arrivi.

    Manzini

  6. giobatta 29 marzo 2019 at 10:47 -

    Il mio ‘inciso’ circa il ‘curriculum certificato’ è riferibile esclusivamente all’eventuale istruttore ‘STRANIERO’ (a tempo pieno !) onde evitare sorprese ‘al buio’ (e ce ne sono state !). Per il resto, OK.