AIBX2014, c’è il derby di Milano! Intervista a Maurizio Rossi

Pubblicato il Apr 23 2014 - 10:03pm by Matteo Comi

Se Domenica mattina verso le 10.00 sentirete calare uno strano silenzio non inquietatevi. Se Domenica mattina verso le 10.00 non noterete alcuna autovettura per strada a Milano, non allarmatevi non è tornata l’austerity. Se Domenica mattina verso le 10.00 vi sembrerà di annusare nell’aria l’inconfondibile profumo della competizione più estrema, non preoccupatevi le vostre narici non vi stanno ingannando. Tutto sotto controllo c’è il Derby di Milano di Baseball per ciechi.

Per presentare questo sentito doppio incontro abbiamo deciso di dare la parola ad uno dei sicuri protagonisti. Per I Thunder’s è una pedina fondamentale in fase difensiva con la sua elasticità nei movimenti e la sua voce magnetica per le palline. Nell’ambiente lo chiamano l’Acrobata e ha la casacca 17 sulle spalle. Se non lo avete ancora capito stiamo parlando di Maurizio Rossi, figlio dell’illustre Mr Dario Rossi che nei Thunder’s Five Milano occupa il ruolo di seconda base vedente.

D. : “La parola subito a lei Maurizio, ci tratteggia un suo fugace autoritratto sportivo?”.

R. : “Iniziai molto presto la mia attività sportiva come ginnasta ,prima presso una modesta palestra di quartiere, poi, viste le mie qualità ,l’istruttore consigliò a i miei genitori di iscrivermi presso un centro sportivo agonistico IL FORZA e CORAGGIO di Milano :lì iniziai a fare dell’agonismo specializzandomi nell’esercizio alle parallele e salto della cavallina . Non arrivai mai però a disputare le gare di fine corso perchè non passai mai le dure selezioni per accedervi.

La mia carriera di ginnasta quindi durò molto poco , 5 anni.

A 12 anni decisi di smettere: il mio caratteraccio piuttosto sovversivo non sopportava la rigida disciplina!!

Ecco caro Matteo ,dove nasce l’acrobata che c’è in me..Quei 5 anni non furono inutili; imparai ad usare e a sfruttare il mio corpo in tutte le discipline sportive.

Ne ho fatte di “follie” senza mai rompermi le ossa: fortunato sì,ma anche abile valà La mia attività agonistica continuò col baseball,spinto da papà Dario, visti i suoi trascorsi che tutti conoscono.

Giocai per dieci anni avendo la fortuna di fare delle importanti esperienze, disputando 4 campionati italiani under 21 : aggregato spesso alla prima squadra ebbi l’occasione di fugaci apparizioni nella massima serie collezionando due miracolose e indimenticabili presenze con un’eliminazione in prima. beh , almeno la soddisfazione di un autorevole OUT in prima me la sono tolta!! e ne vado orgoglioso:

oh, non è da tutti!!

All’età di 21 anni incontrai sulla mia strada ancora  il mio caratteraccio sovversivo che non sopportava le rigide discipline , quindi decisi di darmi alla bella vita abbandonando ogni velleità agonistica!!”.

D. : “Da che cosa nasce la sua passione per il baseball e per il softball?”.

R. : “La passione per il baseball mi fu trasmessa come dicevo da mio padre Dario e dai  suoi ex compagni di squadra della mitica Europhon Milano che mi insegnarono a stare in campo ed apprendere il gioco ,vedi Gigi Cameroni , Angelo Novali, Lorenzo  De Regny.

Più che altro non mi appassionai al gioco ma alla loro storia, alla loro favola.

..

Leggevo per ore e ore tutti gli articoli di giornale conservati da mio padre anno per anno, stagione per stagione, con tutti i loro successi e i loro trofei.

Giocai fin da ragazzino ,iniziai a 12 anni, con il sogno  di ripercorrere la loro  strada, rivivere la loro storia, rivivere la loro meravigliosa favola…ogni mia  partita giocata , ogni mia presenza in campo, il mio pensiero era proiettato negli anni 60/70, i loro anni…cercavo di rivivere a mio modo, con la testa di un  adolescente la loro epoca… presto capii che non sarebbe mai stato possibile realizzare questo sogno… altri tempi un baseball diverso con valori diversi…. non mi piacque più era finito l’incantesimo non c’era più quello stimolo primordiale… andare avanti senza la favola non aveva più senso..tempo sprecato…abbando nai senza alcun pentimento e sarei pronto a rifarlo ancora oggi: senza favola non si gioca!!!”.

D. : “Ci racconta i suoi primi contatti con il Baseball A. I. B. X. C. ?”.

R. : “Mi sono avvicinato al baseball A. I. B. X. C. sempre grazie a mio padre Dario che ormai da anni è impegnato con i ragazzi di Milano Serviva una mano ,anche come arbitro e allora accettai la proposta e dedicai una  domenica a questo mondo straordinario facendo l’arbitro di terza base…un ruolo decisamente importante , perchè è quello che strilla “BUONA” e io in fatto di “strillare” me ne intendo visti i miei trascorsi teatrali grazie al mio vocione baritonale…anche i giocatori erano soddisfatti perchè sentivano perfettamente la chiamata…”.

D. : “Ci da un suo pensiero su Alfredo Meli, uno dei padri del baseball per ciechi?”.

R. : “Conobbi Alfredo al primo incontro con il vostro mondo una mattina al Kennedy.. Serviva un arbitro e accettai la proposta… Fu lui ad insegnarmi tutto ,le regole come e quando chiamare ect…

Alfredo già lo conoscevo, dai racconti di mio padre di angelo novali ..le loro sfide con la Montenegro Bologna e da  tutti gli articoli letti e riletti sui giornali dell’epoca.. L’avevo visto solo in fotografia, quando militava nelle file del Bologna…faceva parte anche lui di quel mondo di favole di quel fantastico periodo di baseball che noi “giovani” non abbiamo avuto la fortuna di vivere e di respirare!!! quindi per questo un idolo a prescindere… purtroppo ci ha lasciati  troppo presto e di lui purtroppo so molto poco perchè non ho avuto l’occasione di approfondire il nostro rapporto .. io vado molto a “pelle” e lui mi ha catturato subito fin dall’inizio..sicuramente un uomo semplice , buono che ha messo a disposizione il suo tempo libero e il suo cuore grande per far nascere e crescer e tutto questo..bravo alfredo!!”.

D. : “Qualche anno fa fu incaricato proprio da Meli di fare da arbitro di Terza in una partita al Kennedy tra Thunder’s Five Milano e Fiorentina B. X. C. .  Quali difficoltà trovò ad arbitrare disabili visivi, rispetto a vedenti?”.

R. : “Beh non ho mai arbitrato baseball vedenti e mai lo farò quindi non saprei fare un confronto…comunque per quanto riguarda il baseball per ciechi nessuna difficoltà…per ora riesco ancora a vedere bene senza occhiali la cordicella, strillare sono un professionista qualche difficoltà  nel decretare l’out in terza visto  il mio stato di “apprendista” ma una volta presa la mano tutto liscio come l’olio….”.

D. : “L’1 Maggio 2013 ha esordito tra le fila dei Thunder’s Five Milano nel ruolo di seconda Base vedente, posizione già occupata prima da campioni assoluti quali Angelo Novali e Daniele Crippa. Quali sono state le sue sensazioni?”.

R. : “Beh da arbitro di terza a giocatore di seconda il passo è breve: hanno una caratteristica comune: si STRILLA!!! dote mia indiscussa….

Beh non sembra ma è un ruolo  delicato… Non devi solo raccogliere le assistenze  dei tuoi compagni come fa un prima base nel baseball vedenti.. Qui devi fare da guida…i tuoi compagni che sono i veri protagonisti del diamante si sfidano al

buio.. Tu sei la loro luce e solo col tono della tua  voce li puoi   “illuminare”

…non è semplice sto ancora imparando  ci vuole esperienza..più tu sei preciso nel chiamare il tiro e più i tiri sono precisi…sono il loro accompagnatore e d i te devono avere la massima fiducia e quella fiducia te la devi conquistare..!!

Poi oh i tiri  sbagliati li vedi anche nel baseball vedenti e forse ne vedi anche di peggio…però come si dice : per le grandi giocate in diamante ,occorre un  bravo prima base che aspira tutto, vedi in america  in major league i numeri da  circo che fanno…! Beh il mio ruolo è anche quello…”.

D. : “Nel corso della sua carriera di giocatore è stato allenato oltre che da Papà Dario Rossi, da Angelo Novali ma anche da Daniele Crippa e Mario Tempesta nel periodo trascorso da lei negli Ares in serie C. Ora questi fuoriclasse sono allenatori o assistenti dei Thunder’s Five Milano. Li trova cambiati?”.

R. : “Si devo dire che sono cambiati ..per fortuna sono invecchiati e hanno evidenti problemi di deambulazione , altrimenti non mi avrebbero mai concesso il cuscino di seconda…ovviamente scherzo…sono sempre in ottima forma per quanto riguarda  lo spirito e la voglia che ci mettono per far crescere questa realtà…anche in  fatto di agonismo non scherzano.. Non mollano mai sempre pronti a dare una scossa a chi sta per cedere o alla stanchezza o col morale… Indistruttibili… Ci farei la firma per arrivare alla loro età così in forma!!!”.

D. : “Dal punto di vista della concentrazione lei trova più faticoso fare l’interbase, terza base, seconda base o ricevitore nel baseball per normo-dotati o fare il seconda base vedente in quello per ciechi?”.

R. : “Beh sicuramente nel giocare interno nel baseball vedenti la tensione è sicuramente maggiore perchè hai delle responsabilità maggiori ma per un semplice motivo… in  diamante nel baseball per ciechi i protagonisti sono loro,i miei compagni, sono  loro che svolgono un grande lavoro , di ascolto, intuito, presa e tiro… Il mio  è solo un ruolo marginale.. il protagonista non sono io ma sono loro…”.

D. : “C’è qualcosa di questo particolare sport per ipovedenti e non vedenti che lei vorrebbe modificare?”.

R. : “Per quanto riguarda il baseball non vedenti ,beh come già sentito tra i “paddock “del circus, permettimi un linguaggio da formula 1 , non sarebbe male premiare di più il battitore magari allungando il limite del fuoricampo e introducendo il triplo….”.

D. : “Che cosa ha imparato stando a contatto con questi Atleti?”.

R. : “Stando a contatto con questi atleti e soprattutto uomini si ha solo da imparare. Io ho occasione di vederli solo sul campo e apprezzo molto il loro entusiasmo, la loro voglia di giocare  e di  vincere, il loro agonismo nonostante attorno a  loro regni sovrano il buio un problema non certo indifferente il dover sempre dipendere da qualcuno eppure loro hanno la capacità di non far trapelare questo disagio e apparire come persone normalissime… Noi ,normo dotati che viviamo senza questi problemi , dovremmo piangerci addosso un pò meno e affrontare la vita con più voglia e aggressività proprio come fanno loro..”.

D. : “Papà Dario Rossi è diventato Allenatore dei Thunder’s Five Milano quest’anno. Che consiglio si sente di dargli?”.

R. : “L’unico consiglio che posso dare, vista la mia esperienza di giocatore, è come evitare di prendersi una pallina sui denti. Niente più!!!

Non ho mai allenato e non ho mai nemmeno fatto l’assistente… E’ un pianeta a me sconosciuto anche se apprendo che non sia facile svolgerlo nel migliore dei modi … Non saprei  che consigli dare a uno  del suo calibro e della sua esperienza… L’unica cosa che mi sento di dirgli  è di continuare con voglia ad aiutare un gruppo di ragazzi che merita…ha buttato via tanto del suo tempo libero collaborando con società che non meritavano nulla  .. Qui il discorso è diverso qui ne vale la pena …lo dico anche per lui almeno si tiene impegnato in qualcosa di utile”.

D. : “Domenica ci sarà il Derby. Qual’è per lei il segreto per vincerlo?”.

R. : “Il Derby è una partita a sè…. non ci sono pronostici e risultati scontati… E’ una partita che si “SENTE” che nessuno vuole perdere…. chi lascia il nervosismo a casa è a metà dell’opera…!!!”.

 

La parola ora al Diamante!