ROBERTO BIANCHI ENTRA NELLO STAFF TECNICO DEL PARMA CLIMA

Pubblicato il Dic 28 2021 - 3:44pm by Redazione Baseballmania

Il Parma baseball comunica di aver raggiunto un accordo con Roberto Bianchi per il suo ingresso nello staff tecnico della squadra.

Nato a Milano il 2 marzo 1963, Roberto Bianchi è stato uno dei giocatori più rappresentativi del baseball italiano negli anni ’80 e ’90. Con 288 homerun è l’attuale leader nella classifica all time dei fuoricampisti nel campionato italiano ed è stato indotto nel 2009 nella Hall Of Fame nazionale.

Il popolare “Whitey” vanta 150 presenze con la nazionale azzurra ed è stato insignito delle medaglie di Bronzo e d’Argento del Coni al valore atletico. Ha esordito nel massimo campionato nel 1981 con il Bologna ed ha vestito anche le divise di Milano (90-92), Parma (93-95 con la conquista di una scudetto ed una Coppa dei campioni), Modena (96-97) e Rimini (98-99). Ha concluso la propria carriera con una media battuta vita di .384 ed ha preso parte ai giochi olimpici di Los Angeles (1984) e Barcellona (1992). Nel 1999 ha intrapreso l’attività di allenatore guidando Modena e Junior Parma ma negli anni successivi ha scelto di seguire a tempo pieno l’attività di famiglia.

<Ho incontrato Luca Meli a Milano in occasione delle gare dell’ultimo campionato e abbiamo raggiunto un accordo per il mio ingresso nello staff tecnico del Parma Clima come coach – spiega Bianchi -. Ho seguito le partite della squadra nella seconda parte della stagione e sono tornato nel dugout in occasione della Final Four per l’accesso all’European Champions Cup.

La passione è rimasta accesa al cento per cento e sono felice di entrare in uno staff che ritengo molto professionale. Ognuno è consapevole del proprio ruolo, Guido Poma è uno dei tecnici più quotati del panorama nazionale: è concreto, pacato, concentrato sul lavoro da svolgere e sugli obiettivi da raggiungere. Mi occuperò principalmente di battuta: ho già cominciato a lavorare tre volte alla settimana con gli atleti attualmente a disposizione, a partire dal 10 di gennaio intensificheremo il lavoro settimanale>.

Bianchi troverà un baseball italiano ben diverso da quello che ha lasciato.

<Parma, Bologna e San Marino sono isole felici. Quando giocavo c’erano sempre sette/otto squadre strutturate: ora è difficile trovare quel livello. Rimini e Grosseto non esprimono più formazioni di qualità, a Nettuno ci sono due squadre… A Grosseto c’erano seimila persone al campo già quando scendevamo dal pullman, prima di andare a giocare a Nettuno sentivi le farfalle nello stomaco già dal mercoledì. Oggi è diverso. Si incontrano giocatori di 18 anni privi di fondamentali…. Non è colpa loro, cinquanta turni di battuta in un anno non aiutano a crescere, per migliorarsi un atleta deve affrontare situazioni di gioco. Il baseball è uno sport nel quale si cresce giocando, basta guardare Stati Uniti, Messico e Giappone dove scendono in campo tutti i giorni>.

Il ritorno di Roberto Bianchi sui diamanti ripropone lo storico dibattito sulla sparizione dai campi di tanti giocatori italiani dall’eccellente passato.

<Altri sport utilizzano le bandiere per la crescita del movimento, il baseball non lo ha fatto. Il nostro sport dipende molto dall’esperienza. Fin dagli ultimi anni di carriera i giocatori dovrebbero mettersi a disposizione dei più giovani per aiutarli a crescere: da noi non è così , nei settori giovanili allenano i papà, gli zii, i nonni degli atleti. Non è costruttivo, non si migliora e tutto si ripercuote sui risultati delle nazionali. Servono buoni maestri e tanta buona volontà. A 16/17 anni ho avuto la fortuna e la costanza di lavorare con Hiro Tsugawa, un istruttore giapponese che mi costringeva a girare la mazza anche duemila volte al giorno: mi ha massacrato ma i miei risultati li devo tutti a lui>.