Lenny Randle e il suo baseball spettacolo sempre in scena

Pubblicato il Mar 7 2015 - 10:10pm by Roberto Minnocci

Istrionico e “casinaro” come solo lui sa essere, Lenny Randle! Uno showman che parla delle sue strategie sportive e di Baseball Youth. Negli anni ottanta era un fenomeno della Major League, volato in Italia a dare spettacolo, sul vecchio campo del Nettuno BC, davanti ai Bronx Supporter. Ma per i ragazzi di allora era solo Lenny “Cappuccino”, che sfrecciava tra le stradine di città, su un vecchio “Boxer” Piaggio, con le cuffie sulle orecchie e la sua contagiosa allegria. Oggi è un affermato uomo di sport, vulcanico e colmo di energia, che ha deciso di tornare a Nettuno, portando con sé la sua grande esperienza e la visione di un baseball globale. Ma lo show che offre tutti i giorni, quando si diverte con i ragazzini delle giovanili, è lo stesso che metteva in scena trent’anni fa. E il tempo sembra non esser passato. È sempre lui col suo tipico slang, che ho provato a riprodurre: Lenny Randle… “The Show”!

Lenny, che tipo di feeling hai con il mondo del Baseball Youth?

  • Well, io ho una prospettiva mondiale del baseball, però oggi ho visto bambini di otto anni che conoscono già il movimento della palla; ho ammirato babies di cinque anni che “scivolano” sulla seconda base, e questo per me “is happiness”, mi dà felicità. Vedere ragazzi che giocano senza paura, come fossero al loro “birthday”, mi dà grande fiducia, e “I’m confident” per il futuro. La mia filosofia di lavoro è quella dell’incoraggiamento continuo: bravo, vai, “improve” prova ancora, scivola; quando la testa è libera, senza pressioni, vai in campo con allegria e “self-esteem”, auto stima. E questo è positivo, dà coraggio, come un semplice “gimme five”!”

Che differenze hai trovato tra i giovani baseball players italiani e quelli statunitensi?

  • Ai ragazzi italiani interessa molto giocare, la loro “passion” è la partita, ma hanno molte distrazioni: videogames, andare al mare; ancora non hanno una “vision” di quello che potrebbe dare loro il baseball. Negli States è differente, si pensa con più “professionality”, perché si ha la possibilità di guadagnare quattro, cinque milioni di dollari, e allora, no videogames, no swimming, e cosa importa se giocherai in prima o in seconda! Poi la scuola aiuta molto, perché offre a tutti una chance di avere successo nello sport, supportando i giovani con i colleges, e poi fai il percorso delle Minors, fino al top della Major League.”

Quali sono le tue aspettative per questa esperienza che stai vivendo in Italia?

  • Io voglio un altro Joe Di Maggio! Io voglio un altro Mike Piazza! Io voglio fare scouting in Italy. Ma in particolare a Nettuno, perché qui c’è gioco duro e appassionato come a New York! Sono stato a Milano, Rimini, Bologna, Napoli, Sicilia, ma non ho mai visto la stessa passione per il baseball che puoi respirare in questa città. Qui è diverso, ma non so spiegare perché! Sarà stata la storia, the war, oppure saranno “la mamma e la papà” che trasmettono “tradition and passion”; è molto bello lavorare qua.”

Negli anni ottanta hai giocato in Italia, cosa hai lasciato allora e cosa hai ritrovato adesso?

  • Io ricordo “diecimille” persone che venivano alle partite, e venti squadre che giocavano il campionato; oggi ci sono solo otto, dieci teams; non c’è “casino”, non c’è entusiasmo. I giovani hanno lo stesso spirito di allora, ma oggi hanno più opportunità di carriera all’estero; Federico Giordani ha fatto il salto in USA, ma altri cento possono andare in tutto il mondo. Il baseball ormai è globalizzato, e si possono “segnalare” baseball players in tempo reale “all around the world”. Se chiamo in Giappone o Taiwan, e dico che in Italia si gioca a baseball e che ci sono squadre molto forti di ragazzi di dieci anni, mi rispondono ok, facciamo un “try-out”, o una “summer vacation”. Dobbiamo far conoscere il valore dell’Italian Baseball, attraverso il supporto di queste organizzazioni, per valorizzare meglio il movimento e crescere tecnicamente.”

Parlaci meglio della tua strategia per creare più interesse nel nostro baseball?

  • My strategy? Casino! Io voglio spettacolo durante le partite. Steal! Ruba la seconda, ruba casa, ruba…”la macchina”! Squeeze! Sempre casino! Tutti gli inning, sempre spettacolo, divertimento! No “grande culo”, no stopping, ‘namo! Sempre ‘namo! Ha, ha, ha! Sempre correre, gioco dinamico, tanto divertimento per “attendance”! Tanto pubblico! Entusiasmo! Ruba, corri, sacrifice fly, batti e corri, run! Anche “ciccione no veloce”, sempre run! ‘Namo Nettuno… ‘namo!”

Last question. Who’s Lenny Randle, today?

  • I’m Happy! Oggi sono un uomo felice, soddisfatto della sua vita. Quando mi sveglio la mattina vedo sempre “another beautiful day”, un’altra magnifica giornata. Un altro giorno senza problemi. E allora, grazie Papa, grazie Giuseppe, grazie Dio! I’m very Happy!”

Thanks God & Thank you so much Lenny!