Il ricordo di Egidio Cerea, vittima del Covid

Pubblicato il Dic 27 2020 - 3:10pm by Livio Nonis

Egidio Cerea a 83 anni se n’è andato in punta di piedi senza quasi far rumore, anche lui, come tanti, catturato dal quel virus maledetto: il covid-19. Nato a Milano il 2 febbraio 1937, dopo gli anni della guerra che ha vissuto attivamente pur se era ancora giovanissimo, si dedicò ad una passione che divenne un punto fermo, un punto importante nella sua vita, il baseball. Ricordava spesso che il 27 giugno 1948 a Milano partecipò come batboy alla prima partita di baseball giocata da soli giocatori italiani e di lì a poco riuscì, grazie alle sua ottime qualità tecniche, ad entrare non solo nella prima squadra nell’Europhon Milano, dove nei primi anni ’60 vinse 3 titoli italiani senza nessuna sconfitta (venivano chiamati gli invincibili), ma anche a vestire la maglia azzurra della nazionale. Ricordava con orgoglio che fu parte della squadra nazionale che in torneo batté per la prima volta la squadra dell’Olanda fino ad allora imbattuta negli incontri con l’Italia. Poi il lavoro e la famiglia lo hanno preso anche se ogni tanto riusciva a vestire la sua divisa di Catcher. Appese le scarpe al chiodo restò nel mondo del baseball, come dirigente, allenatore, persino presidente di società, non mollò mai, dando i suoi preziosi consigli a tutti. Questo impegno è stato premiato dalle società del Friuli Venezia Giulia che lo hanno voluto presidente della federazione regionale (FIBS – FVG) da 1990 al 2000, in questi 10 anni venne chiamato anche dalla federazione nazionale in qualità di team manager della nazionale italiana ai mondiali in Nicaragua nel 1994 e alle olimpiadi di Atlanta nel 1996, dove l’Italia ottenne il miglior risultato di sempre, il 6° posto. “Aveva uno sguardo buono, che metteva fiducia – ricorda Rolando Cretis lanciatore della nazionale di quei tempi – una persona che ascoltava i giocatori uno ad uno, che non ci faceva mancare nulla, ricordo che non avevamo delle scarpe di riposo, usavamo sempre spikes e facevano male ai piedi, specialmente per noi lanciatori, si impegnò con lo sponsor di allora e ce le fece avere a tutti. Una perdita importante per il baseball, provo un profondo dispiacere di aver perso Egidio”. Nel duemila causa una “revisione del suo cuore”, così diceva lui scherzosamente, dovette giocoforza “mollare” la sua passione anche se con la televisione e i giornali riusciva a seguirne le vicende e rimanere informato. Si era sposato con Aurelia Colombo ed ebbe due figlie, Cinzia e Lorena, arrivarono successivamente i nipoti, Sara, Luca, Diego e Delia, quest’ultima pochi mesi fa lo fece diventare bisnonno: è nata Amelie. Ricordava ogni anno una data felice e purtroppo anche triste, il 4 ottobre quando diede il primo bacio alla futura moglie Aurelia, amava dire che con Aurelia, quando c’era qualche discussione, usavano una sorta di parola d’ordine ”4 ottobre” e ritornava il sereno, e purtroppo sempre il 4 ottobre sua moglie si spense, in quel giorno quando gli era possibile andava in chiesa e durante tutta la funzione religiosa si commuoveva. Ricordava volentieri alcuni incontri “ravvicinati”: con Adriano Celentano, in oratorio con lui a Milano, con Helenio Herrera e Gino Bramieri all’Alemagna (dove lavorava), lui milanista sfegatato dovette salutare i due interisti che avevano appena vinto la coppa dei campioni. Egidio era una persona molto galante, tipo “dolce Stil novo”, quando incontrava una signora si toglieva il cappello ed le faceva il baciamano, un gesto d’altri tempi, rivolgendosi alla signora usava anteporre al nome proprio l’appellativo “donna….”  Il suo forte era la cucina in special modo i dolci, era spettacolosamente bravo, il suo dolce preferito era il tiramisù alla banana, un compleanno, un onomastico, una laurea dei suoi amici e lui si metteva ai fornelli e sfornava piatti e dolci incredibili. Ci ha lasciato un uomo che è stato maestro di sport ma anche di vita: ciao Egidio.

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  1. Caba 28 dicembre 2020 at 10:13 -

    Ciao Egidio, il ricordo del sempre tuo presente messaggio o telefonata ogni anno per gli auguri di buon natale nel ricordare i bei tempi passati assieme sul Diamante mi mancherà da morire, riposa in pace ora che ritrovi la tua cara Donna che hai pianto insieme a me quel giorno che ti ha lasciato nella vita terrena. Lo porterò sempre nel mio cuore e nei miei occhi il tuo straordinario sorriso. Buon viaggio Amico del Baseball Romantico dal tuo Caba28