Mura, Nanni, Ambrosino non hanno dubbi: “La mentalità, la competenza, la professionalità di Claudio saranno importanti per la Nazionale”. In azzurro, da giocatore, 103 presenze. E quel fuoricampo, a Cuba, spedendo la pallina sul secondo anello del Latinoamericano. Come aveva fatto l’idolo dell’Avana, Agustin Marquetti

Pubblicato il Apr 27 2017 - 8:40pm by Maurizio Roveri
Sono veramente felice per Claudio. Penso che possa dare tanto alla squadra azzurra, e al baseball italiano ancora. Sono contento che ritorni nel nostro baseball, dopo il ritiro dall’attività agonistica, e possa dare una mano per la crescita del movimento. Ha tutte le competenze e le doti per farlo. Il ruolo di hitting coach che avrà in Nazionale, nel cast guidato da Gilberto Gerali, è un incarico al quale Claudio Liverziani aveva già avuto l’opportunità di avvicinarsi qui da noi, in Fortitudo. Per lui, ovviamente per il nuovo manager azzurro Gerali e gli altri collaboratori di un gruppo esperto e qualificato, sarà una suggestiva avventura. Ci saranno quattro anni, quelli del quadriennio olimpico, per crescere, per migliorarsi, per cercare di raggiungere l’obiettivo Tokyo 2020. Sono davvero contento per l’innesto di Liverziani nello staff della Nazionale italiana, sia per la persona, sia per la scelta tecnica di Gibo Gerali che l’ha voluto con lui lungo un cammino che sarà importante. Claudio fece da hitting coach in Fortitudo nel 2011, l’anno prima di rientrare dopo la squalifica. E comunque, ha poi continuato a farlo in… seconda veste, perchè finchè ha giocato ha dispensato consigli e suggerimenti a tutti. Il suo equilibrio, il suo modo di stare in campo, il suo approccio alle partite e con i compagni di squadra, la sua mentalità, la capacità di essere sempre in controllo, la sua conoscenza tecnica del gioco del baseball. Tutte risorse di Claudio che abbiamo negli anni intensamente apprezzato. Come il suo modo di essere e di proporsi: discreto, educato, sereno”.
Parole e pensieri di CHRISTIAN MURA. E’ ampio, chiaro, convinto il consenso del direttore sportivo della Fortitudo Baseball, la squadra bolognese nella quale Liverziani ha chiuso la carriera dopo averla aiutata in maniera sostanziosa a vincere lo storico scudetto della Stella.
Mura sottolinea quanto sia importante il fatto che tutto il lavoro prodotto dalla FIBS negli ultimi dieci anni non sia andato disperso. “Le scelte fatte dalla Federazione, con Gibo Gerali al timone della Nazionale, William Holmberg pitching coach, Claudio Liverziani hitting coach, Alberto D’Auria e Augusto Medina coach, mi sembra siano scelte logiche. Dettate da un percorso che giustamente si è voluto proseguire. Nel senso che queste nomine per lo staff tecnico della squadra azzurra rappresentano il naturale corso per il dopo-Mazzieri”.
MARCO NANNI ha avuto il piacere e l’onore di allenare Liverziani dal 2006 al 2015, e prim’ancora è stato suo coach nelle stagioni di Mauro Mazzotti manager a Bologna. Un rapporto costantemente all’insegna del massimo rispetto, della fiducia e della professionalità. Nanni, che da quest’anno allena il San Marino ed ha cominciato alla grande la sua avventura sul Titano (unica squadra a punteggio pieno dopo le prime quattro partite del campionato 2017), parla volentieri di Liverziani. “Ho assolutamente piacere che Claudio non sia uscito completamente dal baseball. Ha dato tanto alle mie squadre, sia come giocatore, sia come persona all’interno di uno spogliatoio. E’ un profondo conoscitore del baseball. Non è completamente formato come coach, gli manca comprensibilmente un po’ di esperienza sotto l’aspetto del coaching, anche se negli anni nei quali è dovuto rimanere fuori come giocatore, è venuto ad aiutare la Fortitudo come coach e lì si è fatto un po’ di ossa. Credo che Liverziani possa essere un importante tassello di questa nuova Nazionale”.
L’ex-manager della Fortitudo Bologna conosce Liverziani bene, molto bene, come forse nessun altro. “Ho sempre ammirato la sua apparente tranquillità nell’affrontare qualsiasi situazione, che fosse una finale per il titolo oppure si trattasse di gestire un problema di spogliatoio. E’ stato un grande capitano, il tipo di capitano che ogni allenatore vorrebbe avere. E io gli sono profondamente grato”.
Il 21 agosto 2016, al “Falchi”, nel cuore della notte, sotto la pioggia che aveva tormentato e flagellato gara6 della Italian Series, PAOLINO AMBROSINO e Claudio Liverziani si sono abbracciati. La Fortitudo UnipolSai era campione d’Italia, aveva vinto il decimo scudetto della storia del Club biancoblù. E’ stata l’ultimissima partita della carriera del Campione novarese. Otto mesi più tardi… ecco la notizia di Liverziani nominato hitting coach della Nazionale. Paolino e Claudio si ritroveranno a lavorare in azzurro, e ci saranno anche Vaglio, Sambucci, Sabbatani, presumo anche Grimaudo (mi riferisco ai “position players”).
Che effetto farà essere allenato, specificatamente per la condizione fisica e mentale e per la meccanica della battuta, da un ex-compagno di squadra? E non uno qualunque, bensì il più grande, Claudio Liverziani. Lo chiedo proprio a Paolino Ambrosino, che già… non vede l’ora di lavorare con Claudio. “Un personaggio come Claudio è un valore aggiunto. In ogni team. A maggior ragione per la nostra Nazionale. Chi meglio di lui può darci preziosi consigli sulla tecnica di battuta, su toglierci dei dubbi, su come allenarsi nella maniera più corretta, sugli approcci mentali e tattici”.
Eh sì, la cura massima ad ogni dettaglio. E’ stata la caratteristica “speciale” del Liverziani giocatore. L’equiibrio, il controllo, l’aspetto mentale, la rigorosa preparazione, la capacità di osservare i lanci del pitcher che si ha di fronte e capirne i punti vulnerabili.
E chissà, da hitting coach della Nazionale, Liverziani potrebbe riuscire a ridurre le sventolate a vuoto (unico difetto) di Paolino sulle palle basse esterne…
TRE OLIMPIADI DA GIOCATORE – Claudio Liverziani, che si porta simpaticamente dietro il soprannome di “Ciccio”, ha disputato 1111 partite nella massima serie, è il terzo di tutti i tempi come numero di presenze nel campionato italiano di vertice. Più di lui, soltanto il nettunese Roberto De Franceschi (1369) e Paolo “Ciga” Ceccaroli (1196). A livello di Club, “Ciccio” Liverziani vanta nel suo palmares 7 scudetti (2 a Rimini e 5 a Bologna), 7 Coppe Italia (1 con Novara, 1 con Rimini, 5 con la Fortitudo), 2 Coppe dei Campioni (entrambe con la Fortitudo) e 1 Coppa Ceb (con la Juve Torino).  In totale 17 titoli, 12 dei quali conquistati con la Fortitudo Bologna (nessun altro giocatore ha vinto così tanti titoli nella storia del Club biancoblù). Ha concluso, quarantunenne, la sua attività di giocatore, di Campione (annunciando il ritiro il 5 ottobre scorso) con 1284 battute valide in carriera.  Importante, molto importante è stato anche il rapporto di Claudio Liverziani con la Nazionale, anche se – per impegni di lavoro – ha dovuto lasciare l’azzurro quando avrebbe potuto dare ancora tanto. Era il 2006. In realtà aveva già smesso nel 2004. Poi si rese disponibile ancora una volta, per quell’evento speciale della primissima edizione del World Baseball Classic nel 2006. Dove Claudio ebbe l’onore d’essere compagno di squadra del mitico Mike Piazza.
Con la casacca azzurra addosso, Liverziani ha partecipato a tre edizioni dei Giochi Olimpici. Atlanta 1996 (Italia al 6° posto finale) dove Claudio – allora ventunenne – girava la mazza con una fluidità impressionante: 10 battute valide su 27 turni (370 di average), 3 doppi, 1 homerun, 4 RBI, 593 di percentuale slugging. Successivamente, ha preso parte alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 (7 partite, 3 singoli e 3 doppi) e a quelle di Atene 2004 (5 valide, con un fuoricampo). Ha partecipato anche a quattro edizioni del Campionato Europeo e a un Mondiale.
In una intervista che feci a “Ciccio” Liverziani, pubblicata da Baseballmania il 21 luglio 2014, Claudio ricordava così il suo primo fuoricampo in maglia azzurra. “E’ stato in occasione dei Campionati Europei del 1995 in Olanda, ad Haarlem. Lo feci alla primissima partita, contro la Slovenia. Poi ne realizzai 3 agli Europei del 1999, quelli che si giocarono in Emilia fra Parma, Bologna e Reggio Emilia”.
E l’homerun più suggestivo di Liverziani indossando la casacca dell’Italia?
A Cuba, durante la Coppa Intercontinentale del 2002. Giocavamo contro Panama, scaraventai la pallina al secondo anello del mitico Estadio Latinoamericano dell’Avana. Fu un Grand Slam, in una partita dalle mille emozioni che l’Italia vinse 12-11”.
In quell’edizione della Coppa Intercontinentale, Liverziani fece registrare 536 di slugging. E 6 RBI. E ovviamente (manco a dirlo…) 1000 di percentuale difensiva.
“El Coloso del Cerro”. Così i cubani amano chiamarlo, l’enorme catino che è lo stadio Latinoamericano. Esiste dal 1946. Ha una capienza di 55-60 mila posti. Ci giocano gli Industriales, 12 volti vincitori della Serie Nacional. “El Coloso del Cerro” fa parte indissolubile della cultura cubana.
Qui, dove il popolo dell’Avana si è esaltata con i fuoricampo di campioni leggendari come Agustin Marquetti, Lazaro Vargas, Javier Mendez, qui dove tutti ricordano lo spettacolare “jonron” del famoso prima base Agustin Marquetti che decise la serie per il titolo del 1986 al 12° inning colpendo con uno swing maestoso un lancio del grande pitcher Rogelio Garcia, e facendo volare la pallina nella “segunda seccion de gradas del jardin derecho”, qui sicuramente c’è anche chi ricorda quella prodezza di Liverziani durante la Coppa Intercontinentale del 2002. Un italiano capace di scaraventare la pallina lassù. Nel secondo anello del Latinoamericano. Come aveva fatto – sedici anni prima – l’idolo locale Agustin Marquetti.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 27 aprile 2017 at 21:21 -

    Bella Ciccio!!!!!! Ti auguro ogni fortuna,sono sicuro che saprai estrarre il meglio dalle nuove leve,soprattutto occhio,potenza e cordinazione,quello che avevi tu nel box.

  2. Clemente21 28 aprile 2017 at 14:37 -

    Complimenti Claudione!!!!!!
    Ottimo segnale della nuova gestione federale ,riguardo la nazionale.
    Dal tuo equilibrio e dalla tua esperienza non ci si puo’ aspettare che gran belle cose….