Anche il campionato di serie A2 può essere eccitante quando si affrontano grandi personaggi, come è avvenuto nel derby fra Castenaso e gli Athletics Bologna. La seconda sconfitta stagionale del Castenaso non preoccupa Marco Nanni: “Questo è un gruppo che sta imparando a conoscersi. Con lavoro e pazienza possiamo crescere tanto”

Pubblicato il Apr 25 2018 - 9:18pm by Maurizio Roveri

Frank Montieth

Quando ho visto un motivatissimo e concentrato Frank Montieth far battere in “doppio gioco” Yovanys Peraza al quinto inning, dopo che già aveva costretto il prestigioso jonronero di Pinar del Rio a due innocue volate sull’esterno centro, ho capito che sarebbe stata una serata difficile per il Castenaso Baseball. L’agevole vittoria pomeridiana (11-1, manifesta superiorità) deve aver evidentemente fatto pensare al gruppo di manager Marco Nanni che non ci sarebbero stati problemi particolari anche nella gara in notturna. E invece… gli uomini di casa non avevano fatto i conti con l’orgoglio degli Athletics, i quali si sono ribellati al pugno nello stomaco subìto nella prima partita, afferrando coraggio e opponendo una grande difesa alle mazze del Castenaso. Fino a vincere 6-3.

Degna d’una cornice di pubblico ben maggiore, e di un palcoscenico da serie A1, la sfida fra due grandi personaggi cubani. 
Frank Andry Montieth è un pitcher fisicamente solidissimo (1,85 di altezza per 91 chili) e dal braccio potente. E’ alla sua terza stagione italiana con la casacca degli Athletics Bologna, e quando finisce il suo lavoro qui, rientra a Cuba e prosegue ancora sulla scena della Serie Nacional, dal 2003 fa parte degli Industriales de La Habana, la squadra della Capitale, i Los Leones, il più antico e prestigioso Club del beisbòl di Cuba, 12 volte vincitore del titolo nazionale.
Frank Andry Montieth Herrera, nato l’11 gennaio 1985, ha fatto parte della Seleccion che ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi 2004 di Atene. Aveva esordito nella stagione precedente nella prima squadra degli Industriales, riuscendo da diciottenne a vincere il titolo di miglior rookie della Serie Nacional precedendo un talento come Yoenis Céspedes (successivamente Stella in Major League, dal 2012, indossando le casacche di Oakland, Boston, Detroit e New York Mets).
Durante la regular season del campionato cubano 2005-2006, Montieth  con 7 partite vinte e una media di 3.13 di “punti guadagnati sul lanciatore” si conferma fra i lanciatori più interessanti del baseball cubano: e proprio le sue performances nella Serie finale (4 partite vinte) contribuiscono al trionfo degli Industriales in quella stagione.
Oltre ai Giochi Olimpici di Atene, Frank Montieth con la Nazionale di Cuba ha vinto la medaglia d’oro al campionato del Mondo del 2005 a Rotterdam, la medaglia d’oro alla Intercontinental Cup del 2006 a Taichung e nello stesso anno ha conquistato anche l’oro ai campionati del Centroamerica e del Caribe, in scena a Cartagena. Lo ritroviamo nel roster della Seleccion nel 2015, in occasione del WBSC Premier12.
In Italia gioca nel secondo campionato nazionale, la ex-Serie A Federale, che da quest’anno si chiama serie A2. I numeri delle sue prime stagioni italiane testimoniano la classe, l’esperienza e la fastball di Frank Montieth. Nel 2016 ha lanciato 95.2 inning, con 13 “partenze”, 7 partite vinte e soltanto 2 perdute, 110 strikeout, 1.51 di ERA (media “punti guadagnati su lanciatore), concedendo ai battitori avversari una media di .162. Nella stagione scorsa, il 2017, 96 inning lanciati, 12 partite da partente, 7 vittorie e 1 sola sconfitta, 132 strikeout e un Opposite Batting Average di .152.

Yovanys Peraza

Se Frank Montieth è un nome indubbiamente importante, Yosvany Peraza è un personaggio dal passato prestigioso, un mito a Pinar del Rio, un battitore fra i più potenti della storia del grande baseball cubano. Il diciannovesimo fuoricampista di tutti i tempi, nella Serie Nacional.

In 18 partecipazioni alla Serie Nacional, con la casacca di Pinar del Rio, il fuoricampista Peraza ha totalizzato 249 quadrangolares (2 più di Lourdes Gurriel, tanto per intenderci…) e 176 battute da due basi. E prodotto 883 carreras impulsadas, cioè i punti battuti a casa. La sua media battuta-vita sfiora 300.
Yosvany “el gordo”. Il grosso. Anche… il grasso. La sua corporatura è sempre stata enorme, ancor di più adesso che viaggia verso i quarant’anni (è nato il 25 ottobre 1978, a Pinar del Rio) e insomma ha messo su qualche chiletto di troppo. Però, quando impugna la mazza, quando la stringe fra le sue poderose mani… che sembra quasi farsi piccina piccina al cospetto della grande stazza del gordo, e quando le possenti braccia e i gomiti sono in posizione d’attesa del lancio, e quando scatta lo swing con il giusto timing, e la forte torsione del corpo accompagna con aggressività il giro di mazza, be’ allora ti accorgi chi è Peraza! Vecchio, sì, ma la classe è ancora quella d’una volta. Con la casacca numero 46 dei Vegueros di Pinar del Rio o della Seleccion di Cuba, la tecnica di battuta di Yosvany Peraza e la sua mole sono inconfondibili. Appena quattro anni fa, già trentacinquenne, e con 135 chili addosso, Yosvany Peraza a Cuba ha vinto l’Home-run derby, in occasione dell’All Star Game. 
Dal 2016 la tecnica di battuta, il fisico, l’orgoglio, il carisma, la vastissima esperienza di Peraza sono tutti al servizio del Castenaso Baseball. In due stagioni, nel secondo campionato di baseball d’Italia, ha prodotto 18 fuoricampo. In quest’avvio di campionato 2018 non è ancora riuscito a buttar fuori una pallina, tuttavia batteva 400 prima di incrociare la strada del suo connazionale Frank Montieth, pitcher degli Athletics. 
Okay, Montieth stavolta è stato più bravo. Ha saputo “lavorare” Yosvany con lanci velenosi che non hanno concesso allo slugger del Castenaso di sprigionare tutta la sua forza. Ferito nell’orgoglio, c’è da pensare che in questi giorni Peraza si stia allenando intensamente e con estrema motivazione per migliorare la condizione di forma. E cominciare a far volare palline imprendibili, magari già da domenica nella delicata trasferta di Redipuglia contro gli insidiosi Rangers.
Sì, può apparire strano constatare che l’ambizioso Castenaso ha già perso due partite nei primi tre turni di campionato: 4 partite vinte, 2 sconfitte sul cammino iniziale di questa serie A2. Presumibilmente nell’ambiente di Castenaso ci si aspettava qualcosa di meglio dopo un mercato importante, veramente importante, che ha portato a indossare la casacca del Club di Massimo Bassi giocatori di categoria superiore come Carlos Infante (un campione che sfida il tempo che passa, ha vinto lo scudetto con la Fortitudo nel 2016 già quasi trentacinquenne, lo ha vinto nel 2017 con i Pirati di Rimini, e ora sceso in A2 a 36 anni e mezzo si sta producendo in battuta a 500 di average), Carlos Richetti, l’azzurro Marco Sabbatani e l’interessante Michele Venturi. 
Il general manager e il capoallenatore Marco Nanni, comunque, sono tranquilli. E conservano massima fiducia nel gruppo e nel piano di lavoro che è stato programmato.
Il commento di Marco Nanni è chiaro: “Non sono deluso, non sono preoccupato. Però penso che avevamo la possibilità di fare meglio. Bisogna tener conto che in campo ci sono anche gli avversari. Una partita l’abbiamo persa a Ronchi dei Legionari, e ci può stare, contro una squadra molto solida. Sabato scorso, nella partita serale, gli Athletics hanno giocato veramente bene, soprattutto in difesa.  Il cammino è appena cominciato, siamo un gruppo che in questo momento sta cercando di conoscersi, ci sono stati degli innesti, dobbiamo raggiungere i giusti equilibri con lavoro e pazienza. Sul valore tecnico della squadra non ci sono dubbi. Ora si tratta di trovare maggiore continuità di rendimento in attacco. In fase offensiva dovremo arrivare a sfruttare meglio le opportunità che riusciamo a crearci, magari anche facendo delle giocate di routine, per dpostare un corridore, senza cercare sempre e necessariamente le battute valide. Possiamo sicuramente crescere molto sul piano della strategia e della compattezza. Il tempo c’è, per migliorare e per arrivare a produrre un baseball più efficace. Anche Peraza deve stare sereno perchè arriverà il suo momento, quest’anno c’è qualcun altro che in attacco lo può aiutare, il peso offensivo non sarà più tutto sulle sue spalle. La stagione è lunga. E’ un campionato che, considerando la formula con i quattro gironi e una fase intergirone e poi i playoff, e tenendo conto anche delle soste, arriverà nel suo periodo decisivo a settembre. Nei primi due week end di settembre si giocheranno le 8 semifinali, e nelle settimane del 15-16 e del 22-23 settembre le 4 finali. Pertanto, cominciare la stagione al top della condizione, non mi sembrava logico. Poi, è chiaro che è meglio vincere. Perchè è importante anche come classificarsi nella regular season. Sotto questo aspetto, nel nostro girone siamo primi a pari merito con Ronchi dei Legionari. Anche loro hanno perso due partite. Io conosco il valore del gruppo che quest’anno alleno ed è per questo che dico che non sono preoccupato”.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

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  1. Daitarn 25 aprile 2018 at 23:22 -

    Il team del ‘Bronx’ puo’ giocarteli questi scherzi