Arbitro colpito da una pallina: palla morta e… palla viva

Pubblicato il Apr 24 2018 - 7:57pm by Maurizio Roveri
Vorrei raccontarvi di un episodio curioso avvenuto sabato pomeriggio, sul diamante del “Bondi” di Castenaso, durante gara1 del derby di serie A2 fra Castenaso e gli Athletics Bologna. 
Terzo attacco della squadra di casa, che ha già fatto girare tutto il lineup producendo 5 punti. Si ripropone nel box, per la sua seconda presenza in battuta nell’inning, Marco Ricciarelli. Legnata secca in diamante, la pallina scivola via veloce rasoterra, è una “linea” destinata a coinvolgere probabilmente l’interbase ma… sulla direzione della pallina c’è l’arbitro Giuseppe Falcone. Il quale, evidentemente, su questa azione non ha l’occhio sufficientemente attento, o riflessi pronti, per spostarsi di quel tanto che basta. E viene colpito ad un piede. Dolorosamente. E si accascia. Rimane a terra diversi minuti, mentre gli prestano le necessarie cure. Inizialmente sembra esserci un po’ di inquietudine. Per le condizioni dell’arbitro, innanzitutto. Inoltre, i non tanti spettatori presenti (una settantina?) cominciano a interrogarsi: che succede se l’arbitro di base non ce la fa? Già sono soltanto due gli arbitri nel secondo campionato nazionale di baseball… 
Io penso che, se si volesse dare una giusta dignità alla nuova “Serie A2” e cominciare in qualche modo ad avvicinarla alla struttura del massimo campionato, la Federazione dovrebbe fare uno sforzo e prevedere tre direttori di gara per ogni partita. Come avviene per la serie A1 (ex IBL). Invece… continuano a rimanere due. Conseguentemente per l’arbitro di base, chiamato a spostarsi su tutto il diamante, il lavoro è decisamente impegnativo.
Passano i minuti e Giuseppe Falcone può rialzarsi. Ancora dolorante per qualche attimo, tuttavia in grado di proseguire ad arbitrare. Problema superato. 
A questo punto, però, arriva la parte più “controversa”. Quando si tratta di interpretare il regolamento. E valutare una situazione di arbitro colpito da una pallina, su una battuta in diamante, con due “corridori” sulle basi e due out.
Eh, mica così semplice… Se fosse semplice, non sarebbe il meraviglioso gioco del baseball!
Questo sport, nei suoi elementi basilari, è in realtà un gioco semplice.
A renderlo più complesso (attenzione: ho detto “complesso”, non ho detto “complicato”) sono le tante regole e regoline (ed eccezioni) che lo caratterizzano. Ebbene: la vastità di situazioni che si possono verificare nel corso d’una partita è proprio ciò che determina il fascino straordinario del baseball, negli Stati Uniti dove è nato circa 172 anni fa diventando il “National Pastime” e in tutti gli altri Paesi dove è popolarissimo e fa parte della cultura di un popolo. Viceversa, questa “complessità” si trasforma in un limite laddove – come in Europa – esiste una mentalità principalmente calciofila e pertanto abbastanza lontana dalla cultura necessaria per capire e apprezzare compiutamente uno sport come il baseball. Che infatti in Europa – purtroppo – non è mai stato veramente popolare.
Stop. Mi fermo qui con questo discorso di tipo filosofico sul gioco del baseball. 
Allora, riportiamoci sul diamante di Castenaso. L’episodio dell’arbitro di base colpito (e abbattuto) da una pallina, come è stato interpretato?
Siamo nel settore del Regolamento Tecnico riguardante l’interferenza dell’arbitro.  Come può verificarsi un’interferenza da parte di un arbitro? Può succedere quando un arbitro impedisce un tentativo di lancio da parte del ricevitore (questa situazione coinvolge ovviamente l’arbitro di casabase).
Ma l’interferenza arbitrale si verifica anche quando un arbitro viene colpito da una palla buona (mi fa sorridere, in questo caso, la parola “buona”) prima che questa abbia toccato un qualsiasi altro giocatore. Questo succede perchè l’arbitro (chiaramente un arbitro di base) è all’interno del diamante. Davanti alla linea della difesa. In questo caso, la palla è considerata “morta” (cioè non in gioco) e al battitore viene concessa la prima base. Come una battuta valida. E gli altri giocatori? I corridori devono avanzare soltanto se c’è situazione di gioco obbligato.
Ed ecco la decisione e le inevitabili discussioni (comunque abbondantemente dentro i limiti dell’educazione e della correttezza). I due arbitri, dopo essersi consultati, e aver fatto un rapido ripasso del regolamento, hanno assegnato al battitore del Castenaso (Ricciarelli) la prima base. E fin qui tutto okay.
Poi… hanno determinato di mandare a punto il corridore in terza base (Yefri Rofrano), con avanzamento dalla seconda base alla terza dell’altro corridore, Daniele Cancellieri. E il punteggio è salito sul 6 a 0.
Perchè? Perchè il punto di Rofrano?, hanno chiesto gli Athletics. Proteste (civili) del manager e dei coach. In campo, a dialogare con il regolamento in mano. 
Situazione di “uomo” in terza base e “uomo” in seconda. I corridori non sono “obbligati”. E allora perchè l’avanzamento di una base per entrambi? Perchè il punto?
Da quel che mi risulta, gli arbitri hanno spiegato che i corridori erano già partiti sull’azione. Vale a dire, si erano già staccati dai cuscini cercando l’avanzamento. Prima della battuta o comunque prima che la pallina andasse ad impattare sul piede dell’arbitro.
Dunque, è stato ritenuto che l’azione dei due giocatori del Castenaso sulle basi sia avvenuta in situazione di “palla viva”. Ed ecco la spiegazione del “doppio avanzamento” (Rofrano dalla terza base a casabase, Cancellieri dalla seconda base alla terza).
La regola 5.02 del Regolamento Tecnico Baseball dice infatti: “Mentre la palla è morta nessun giocatore può essere eliminato, nessuna base può essere conquistata e nessun punto può essere segnato, eccezion fatta per i corridori che possono avanzare di una o più basi per effetto di azioni verificatesi mentre la palla era viva”.
Interpretazione corretta? Gli Athletics – con evidente disappunto – hanno minacciato per qualche attimo di mettere sotto protesto la partita, ma poi vi hanno rinunciato.
L’infinito terzo turno d’attacco del Castenaso è proseguito. Yovanis Peraza ha battuto il secondo singolo del suo inning mandando a punto Cancellieri per il 7 a 0. 
Gli Athletics hanno segnato 1 punto nel loro quarto attacco e per due inning sono riusciti a tenere sotto controllo le mazze della squadra locale. Quando i battitori del Castenaso hanno preso le misure al nuovo pitcher, sono tornati a produrre valide e punti. Fino a far terminare la partita per “differenza punti” (11-1) al termine del settimo inning. Giusto in tempo per ammirare un fuoricampo di Carlos Infante. Un campione che è un “lusso” per la serie A2.
Due ore più tardi, cominciava gara2. La partita in notturna. 
E lì ho visto l’apprezzabile, decisamente apprezzabile reazione d’orgoglio degli Athletics. Si sono riscattati andando a vincere per 6 a 3 con una prestazione di forte applicazione difensiva e di solidità mentale. Aggrappati al loro lanciatore cubano Frank Montieth, gli Athletics hanno mostrato coraggio. Sfruttando bene le 8 battute valide e la difesa dell’interbase Accorsi, dell’esterno cento Joseph Maggi, del catcher Baccelli, del prima base Del Priore.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

4 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Fole 24 aprile 2018 at 20:13 -

    Regolamento applicato a caso … e non e’ la prima volta. Per determinare l’avanzamento la base doveva essere conquistata prima del lancio (da notare che da termine tecnico e’ da considerarsi lancio solo quello eseguito dal lanciatore, gli altri si chiamano tiri) nel momento in cui parte il lancio i corridori sono in terza e seconda, quindi il battitore a termine di regolamento aveva diritto alla prima base e i corridori in base dovevano ritornare essendo la palla morta e nessun giocatore con palla morta all’interno del campo può avanzare.

  2. Fole 24 aprile 2018 at 20:14 -

    Per inciso l’episodio ha influito zero sul risultato della gara

  3. Daitarn 24 aprile 2018 at 21:20 -

    Due arbitri…robe da pazzi,qui fra poco per risparmiare ci sara’ solo quello a casa base…

  4. Franco Ludovisi 25 aprile 2018 at 07:49 -

    Da ex tecnico di Baseball, ex conduttore di squadre in campo, mi chiedo, nel caso riportato da Maurizio, il perchè del comportamento dei due Allenatori nella situazione descritta.
    Chi subiva il punto (al terzo inning, da quanto detto) dava già persa la partita per ritenere inutile fare un protesto ufficiale da confermarsi a fine gara?
    Ma peggio per il tecnico del Castenaso: rischio una gara decisamente a me favorevole per un punto in più assegnato in violazione di una regola che si “deve” per forza conoscere e non influisco perchè la segnatura non venga data? Oppure già so per certo che gli avversari non reclameranno?